Irsina

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Irsina
Irsina - Stemma
Stato: bandiera Italia
Regione: Basilicata
Provincia: stemma Matera
Coordinate: 40°45′0″N 16°14′0″E / 40.75, 16.23333Coordinate: 40°45′0″N 16°14′0″E / 40.75, 16.23333
Altitudine: 548 m s.l.m.
Superficie: 262,2 km²
Abitanti:
5.265 12-2008
Densità: 20,1 ab./km²
Frazioni: Borgo Taccone 
Comuni contigui: Genzano di Lucania (PZ), Grassano, Gravina in Puglia (BA), Grottole, Oppido Lucano (PZ), Tolve (PZ), Tricarico
CAP: 75022
Pref. telefonico: 0835
Codice ISTAT: 077013
Codice catasto: E326 
Class. sismica: zona 2 (sismicità medio-alta)
Nome abitanti: irsinesi 
Santo patrono: Sant'Eufemia di Calcedonia 
Giorno festivo: 16 settembre 
Comune
Posizione del comune nell'Italia
Sito istituzionale
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Irsina è un comune di 5.265 abitanti[1] in provincia di Matera.

Nel suo patrimonio artistico può vantare l'unica scultura del Mantegna fino ad ora conosciuta che rappresenta Sant'Eufemia. Irsina era, un tempo, sede vescovile; oggi mantiene questa prerogativa solo sulla carta poiché, sebbene esista l'arcidiocesi di Matera-Irsina, essa ha come sede effettiva Matera.

Indice

[modifica] Geografia

Con 262 km² di superficie territoriale, Irsina è il 59° comune più grande d'Italia per estensione, secondo in Basilicata solo a Matera. È situata ad un'altitudine di 548 m s.l.m. in posizione dominante la valle del Bradano, vicina al confine con la provincia di Potenza e la provincia di Bari; confina a nord con il comune di Genzano di Lucania (PZ), ad est con Gravina in Puglia (BA), a sud con Grottole e Grassano, e ad ovest con Tricarico, Tolve (PZ) ed Oppido Lucano (PZ). Nel suo territorio, a circa 10 km dal centro abitato, si trova il bosco di Verrutoli, area boschiva di circa 650 ettari situata ad un'altitudine di 600 m s.l.m., dotata di un'area attrezzata e riserva naturale di un gruppo di daini che vivono liberamente nel bosco. Irsina ha come frazione Borgo Taccone, situato a circa 14km a nord-ovest del Comune.

[modifica] Storia

[modifica] Storia antica

Irsina è uno dei paesi più antichi della Basilicata, come testimoniano numerosi reperti archeologici risalenti ai periodi greco e romano. Dal Medioevo fino al 6 febbraio 1895 il nome del paese era Montepeloso. Per quanto riguarda l’etimologia, sembra che il nome Montepeloso derivi dal greco plusos, che vuol dire terra fertile e ricca, modificato in pilosum dai latini.

Fu assediata ed invasa nell'895 dai Saraceni, che nel 988 la distrussero; fu ricostruita dal Principe Giovanni II di Salerno e fu contesa tra i Bizantini ed i Normanni.

[modifica] Storia normanna

Il territorio di Irsina è al centro della Battaglia di Montepeloso, combattuta il 3 settembre 1041, a breve distanza dalle rive del fiume Bradano. L'esercito Bizantino è guidato da Augusto Bugiano (Boioannes); le forze Normanne sono comandate da Atenolfo, fratello del Principe di Benevento, che coordina anche i militari Longobardi. I cavalieri sono guidati da Guglielmo d'Altavilla e da Argiro. I Normanni lanciano la prima carica, mentre i Greci accusano il colpo e cadono a centinaia.

Guglielmo I d'Altavilla è infermo, ma lascia la sua tenda, posta sopra una altura, e si lancia nella mischia. Secondo il cronista Guglielmo di Puglia, i cavalieri Normanni sbaragliano le forze Bizantine e le truppe che provengono dalla Calabria, dalla Sicilia e dalla Macedonia ed un gruppo di mercenari Pauliciani. Secondo lo storico De Blosiis, l'eroe della battaglia è barone Normanno, figlio del Conte Amico. I bizantini vengono ricacciati dalle truppe Normanne, che risultano vincenti e, pertanto, la città passò sotto il dominio Normanno. I Normanni catturano Augusto Bugiano, lo trasferiscono a Melfi insieme con le insegne bizantine e poi a Benevento lo consegnano ad Atenolfo.

Secondo la cronaca di Amato di Montecassino, Tristano, cavaliere al seguito della casata Altavilla nel territorio del Vulture, è il primo Conte normanno di Montepeloso, una delle dodici baronie di cui si compone la Contea di Puglia.

Nel 1059 al Concilio di Melfi I, il Pontefice Niccolò II, eleva la Contea di Puglia a Ducato di Puglia e la affida alla Casata Altavilla. Il secondo Signore della città, nel 1068, è Goffredo, conte di Conversano, un nipote di Roberto il Guiscardo.

Nel 1123 il papa Callisto II con una bolla elegge Montepeloso a sede vescovile, anche per contrastare la presenza bizantina ancora forte nel paese. Nel 1132 i cittadini aderiscono alla rivolta contro Ruggero II e Montepeloso diviene feudo di Tancredi di Conversano, conte di Brindisi, ma l'anno successivo Ruggero II la punisce per essersi schierata con i ribelli e la fa radere al suolo.

[modifica] Storia sveva e successiva

Nel periodo svevo fu annessa alla contea di Andria e dopo la morte di Federico II divenne un marchesato sotto la signoria di Manfredi. Nel 1266, dopo la battaglia di Benevento, passò sotto il dominio degli Angioini che la donarono a Pietro di Beaumont conte di Montescaglioso e successivamente a Giovanni di Monfort. Nel 1307 passò al dominio degli Orsini Del Balzo, che la persero in seguito alla congiura dei baroni, quando subentrarono gli Aragonesi. Nel 1586 venne acquistata dalla ricca famiglia genovese dei Grimaldi ed infine passò ai Riario Sforza, che furono gli ultimi signori feudali di Montepeloso.

Nel 1799 aderì ai moti repubblicani innalzando l'albero della libertà, ben presto soffocati dalle truppe del cardinale Fabrizio Ruffo. Dopo l'unità d'Italia fu interessata dal fenomeno del brigantaggio.

[modifica] Monumenti, chiese e luoghi d'interesse

[modifica] Luoghi di culto

  • Cattedrale di Santa Maria Assunta: costruita nel XIII secolo e rifatta nel 1777, con facciata barocca e campanile a bifore di stile gotico. Al suo interno vi sono una fonte battesimale in marmo rosso, la statua marmorea di Sant'Eufemia opera del Mantegna e diverse tele di scuola napoletana del XVIII secolo.
  • Chiesa del convento di San Francesco (ex castello di Federico II): risalente al XII secolo, fu rifatta nel XVI secolo. La sua cripta conserva affreschi di scuola umbro-senese del XIV secolo raffiguranti il Redentore, l'Incoronazione, l'Annunciazione, la Crocifissione e la Resurrezione.
  • Chiesa di Maria S.S. del Carmine (Purgatorio): vi è conservata una pregevole tela del 1600 raffigurante le nozze di Cana.

[modifica] Monumenti

  • Palazzo Lombardi
  • Palazzo Cantorio
  • Palazzo Angeletti
  • Palazzo Nugent
  • Porta Arenacea
  • Porticella dei Greci
  • Porta Maggiore o di Sant'Eufemia
  • Porta della Provvidenza
  • Ruderi Porta Antico Castello Federico II
  • Torretta
  • Torre Castello Federico

[modifica] Società

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti


[modifica] Cultura

[modifica] Istruzione

[modifica] Musei

  • Museo civico Janora, ospitato nei locali dell'ex convento di San Francesco, frutto del lavoro di raccolta effettuato dallo storico irsinese Michele Janora e dal 1981 acquisito dal comune di Irsina. Ospita una collezione di circa 1600 oggetti, tra cui numerosi reperti archeologici.

[modifica] Cinema

[modifica] Personalità legate ad Irsina

[modifica] Eventi

  • La festa di Sant'Eufemia, protettrice di Irsina, si svolge dal 14 al 17 settembre. In particolare il 16 settembre vengono consegnate sul sagrato della Cattedrale le chiavi della città all'arcivescovo, e da questi alla patrona e custode della città, Sant'Eufemia. Segue una lunga processione per le vie del paese dell'immagine di Sant'Eufemia, della reliquia del suo braccio e dell'icona della Madonna della Divina Provvidenza.
  • La festa della Pietà ed il pizzicantò, si svolge l'ultima domenica di maggio con una processione dell'immagine della Madonna della Pietà. Segue il tradizionale gioco del Pizzicantò, che prevede la disposizione di due squadre di giovani in cerchio, in un doppio piano, a formare una piramide umana. Dal maggio 2009, data la notevole affinità tra il gioco del pizzicantò praticato nell'Italia meridionale ed i Castells della Catalogna, si è svolta la prima edizione del Festival internazionale delle torri umane, con la presenza di gruppi provenienti da diverse zone dell'Italia e dalla Catalogna stessa[2].

[modifica] Economia

L'economia irsinese si basa in gran parte sull'agricoltura, ed in particolare sulle coltivazioni cerealicole e viticole. Vi sono inoltre diverse aziende zootecniche, e numerose attività artigianali.

[modifica] Trasporti e collegamenti

  • Bradanica: Irsina è collegata tramite questa importante arteria di collegamento da un lato a Matera e dall'altro al casello autostradale di Candela sull'autostrada A16 Napoli-Canosa ed a Foggia.

[modifica] Amministrazione comunale

Sindaco: Domenico Amenta (centrosinistra) dal 04/04/2005
Centralino del comune: 0835 628711
Posta elettronica: info@comune.irsina.mt.it

[modifica] Città gemellate

Bandiera dell'Italia Sassuolo, Italia Bandiera dell'Italia Sant'Angelo del Pesco, Italia

[modifica] Sport

  • U.S. Irsinese 1950 - Campionato di Eccellenza Lucana - Stadio Comunale Giuseppe Meazza - Colori sociali: rosso e nero - Allenatore : Antonio Bitetti - Presidente: Giacomo Silvano
  • U.S. Irsinese Calcio a 5 - Serie D
  • Real Irsina - Campionato di Promozione Lucana - Stadio Comunale Giuseppe Meazza - Allenatore Giacomo Rizzi
  • G.S.C Irsina Gruppo Sportivo Ciclistico 2004 - Colori sociali: bianco e verde - Presidente: Giulio Policarpo - Campioni Regionali FCI Basilicata 2006 e 2007 Categoria Cicloturisti

[modifica] Note

  1. ^ Bilancio demografico 2008, dati Istat. URL consultato il 24-06-2009.
  2. ^ Festival internazionale delle torri umane. URL consultato il 29-05-2009.

[modifica] Bibliografia

  • John Julius Norwich, I Normanni nel Sud 1016-1130, Mursia, Milano 1971 (ed. or. The Normans in the South 1016-1130, Longmans, Londra, 1967).

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni

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