Pizzicantò

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Il Pizzicantò è un'usanza folkloristica prevalentemente diffusa nell'Italia meridionale nella quale alcune persone si dispongono in modo tale da formare una torre umana.

Indice

[modifica] Riflessione antropologica

Il Pizzic'Antò è una creazione culturale materializzatrice del dominio della verticalità e del sogno di superamento dei limiti delle antiche popolazioni dell'Italia del Sud.

Robusti giovani si tengono stretti con le braccia disponendosi in cerchio. Su di loro si arrampicano altri giovani fino a formare una "Torre" la cui altezza varia da luogo a luogo. Non appena raggiungono l'equilibrio, l'uno sulle spalle dell'altro, la "Torre" inizia a ruotare su sé stessa al ritmo di strofe che alludono al pericolo, sempre imminente, di un capovolgimento sociale: nel continuo ruotare coloro che sono di sopra devono reggersi stretti per non cadere, così come chi è di sotto deve reggere con forza chi è sovrastante.

[modifica] Diffusione e denominazione

In Italia la costruzione di questa tradizione popolare presenta una geografia alquanto diffusa: il canto ed il gioco sono conosciuti a Palermo con la denominazione di Vara di San Caloriu, a Mazara del Vallo come Animaliu, a Napoli come Pizzicandò o Le Piramidi. In Basilicata le Torri erano costruite in ben 4 paesi: durante la Tredicina di Sant'Antonio a Melfi (Pz) dove prendevano il nome di Scaricavascio, ad Irsina (Mt) si chiamano Pzzc'Antò e vengono costruite ancora oggi in onore della Madonna della Pietà[1], a Ferrandina (Mt) si allestivano in passato ancora in onore di Sant'Antonio[2], ed infine a Brindisi Montagna (Pz) Mariandò e pizzicandò era un antico canto-gioco che si realizzava nella piazza principale fino ai primi del novecento nel giorno dell'Annunciazione (25 marzo)[3]. La presenza delle Torri di uomini si riscontra anche a Castellino del Biferno (Pizzichendò), nel Molise, sempre in occasione delle festività di Sant'Antonio. In provincia di Foggia ad Apricena la torre umana veniva chiamata Girollè e la danza veniva eseguita davanti ad altarini "i tuselli" la notte del 15 agosto a devozione della Madonna dell'Assunta per l'abbondanza del raccolto. Infine, in Calabria, erano presenti a Scalea (Cs), durante il Carnevale. La derivazione delle torri di uomini è da far risalire alle Muixeranga e Castell catalane.

[modifica] Note

  1. ^ Festival internazionale delle torri umane. URL consultato il 29-05-2009.
  2. ^ Gabriele Di Stasio, Torri di uomini in Basilicata, Roma, Arduino Sacco Editore, 2007.
  3. ^ Donato Allegretti, A Brindisi Montagna e altrove, Manduria, Edizioni Filocalia, 2009, pag. 47.

[modifica] Voci correlate

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