Scalea

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Scalea
comune
Scalea – Stemma Scalea – Bandiera
Scalea – Veduta
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Calabria.svg Calabria
Provincia Provincia di Cosenza-Stemma.png Cosenza
Sindaco Commissario straordinario ex art 143 TUEL, comune sciolto per infiltrazioni della 'ndrangheta dal 25/02/2014
Territorio
Coordinate 39°49′00″N 15°48′00″E / 39.816667°N 15.8°E39.816667; 15.8 (Scalea)Coordinate: 39°49′00″N 15°48′00″E / 39.816667°N 15.8°E39.816667; 15.8 (Scalea)
Altitudine 25 m s.l.m.
Superficie 22,03 km²
Abitanti 10 330[1] (31-10-2013)
Densità 468,91 ab./km²
Comuni confinanti Orsomarso, San Nicola Arcella, Santa Domenica Talao, Santa Maria del Cedro
Altre informazioni
Cod. postale 87029
Prefisso 0985
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 078138
Cod. catastale I489
Targa CS
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti scaleoti
Patrono Beata Vergine Maria del Monte Carmelo
Giorno festivo 16 luglio
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Scalea
Posizione del comune di Scalea all'interno della provincia di Cosenza
Posizione del comune di Scalea all'interno della provincia di Cosenza
Sito istituzionale

Scalea (Scalìa in calabrese[2]) è un comune italiano di 10.330 abitanti[3] della provincia di Cosenza in Calabria.

Sede di insediamenti fin dalla preistoria, dopo la costruzione di un convento francescano nel XIII secolo ad opera di Pietro Cathin, discepolo di Francesco d'Assisi, divenne un centro religioso e culturale. Per la posizione di scalo marittimo, fu sottoposta nei secoli agli attacchi di saraceni e corsari. Fortemente danneggiata dai bombardamenti aeronavali da parte delle forze armate anglo-americane nel corso dell'ultimo conflitto, è attualmente centro turistico e balneare, con la città vecchia arroccata a dominare la parte moderna che si affaccia sulle ampie spiagge.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

La cittadina si dispone su un vasto promontorio, che delimita a sud il Golfo di Policastro. I rioni più antichi si dispongono arroccati a gradoni, mentre la parte più moderna si sviluppa lungo la costa.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Tracce archeologiche fanno risalire i primi segni umani sul territorio al tempo degli Enotri. Durante l'epoca romana divenne centro di villeggiatura, e sul territorio sorsero diverse villae marittimae. Al tempo dei bizantini e normanni la costa fu abbandonata, e si sviluppò la vecchia Scalea, protetta da mura e con quattro porte di accesso, sormontata da un castello, in origine rocca longobarda, ingrandito da Ruggero d'Altavilla intorno al 1060. Lorenzo Giustiani, viaggiatore erudito del XVIII secolo, descrisse così la città vecchia:

« Questa città tiene 4 porte, una è detta porta di mare, la seconda è detta porta del ponte, da un antico ponte, in cui vi si vede un pezzo di artiglieria; laterza porta di Cimalonga, in cui vi è una torre che serve oggi da carcere e la quarta porta del forte. Nella sommità si vede il suo antico castello quasi diruto coi suoi baluardi e fossi e vi è un pezzo di artiglieria che i vecchi del paese si ricordano diesservene stati molti. Pochi passi lungi dalla porta di mare, verso settentrione, alla sommità di una deliziosa collina, si vede un'antichissima torre detta di giuda, che dovea servire di specola al suddetto castello. »
(Lorenzo Giustiniani, Dizionario Geografico del Regno di Napoli, Napoli 1802.)

Nel settecento la città aveva solo una piccola frazione, San Nicola (oggi San Nicola Arcella), poiché nel secolo precedente Santa Domenica (oggi Santa Domenica Talao) si era emancipata. Buoni erano i commerci e le produzioni:

« Tiene un comodo e sicuro porto per le barche da carico e sul fianco sinistro evvi una torre edificata in una penisoletta ai tempi di Carlo V con tre pezzi di cannoni, alla cui custodiason alcuni soldati invalidi con il loro alfiere. Al lato destro di esso porto vi sono poi molti scogli che si estendono per piùdi tre miglia e sonovi delle grotte da passo in passo, e tra queste una è chiamata la grotta della pecora nella quale sono annidati molti colombi selvaggi. Il suo territorio confina verso oriente con quello di Papasidero, dal nord con quello di Aieta e da sud con quello di Abatemarco ed Ursomarzo. Al lato destro della città vi passa un ruscelletto che quasi lambisce la porta di mare. Tiene un lago detto il Pantano, di quasi un miglio di circuito e finalmentenei confini a distanza di tre miglia tiene un altro fiume chiamato della Scalea, che ha la sua origine da Laino, il quale raccoglie molte acque in tempo di pioggia, e sebbene ricorre molto profitto per la coltura di esso territorio, irrigandone dei cittadini i loro fondi, pure alle volte vi cagiona del dannocolle sue inondazioni. Produce in abbondanza grano, grano d'india, legumi ed ogni sorta di frutti ed ottimi vini. I melloni di pane e di acqua vi riescono assai buoni ed anche le cipolle che èin gran capo di commercio con i paesi vicini. I fichi e le uve zibibi sono pureeccellenti che poi secche ne fanno un gran smaltimento con i Genovesi, Livornesi ed anche cogli inglesi, venendoli a caricare o nel porto di S. Nicola, territorio di essa città o sull'isola Dino di Aieta. Il suddetto Pantano e il fiume, detto di Scalea, danno delle anguille e deicefali agli abitatori; ma il mare è quello che somministra loro gran quantità dipesci e frutti di mare che raccogliono dalla suddivisata scogliera. Non vi sono boschi, essendo stati resi tutti a coltura e soltanto vicino al fiumevi è una selva detta "I salici" che gli fa fronte, trattenendo le acque che non sboccassero nei territori in tempo di abbondanti piogge. Vi è caccia di lepri, volpi e lupi, specialmente in luogo che chiamano Vannefora, e non vi mancano gli uccelli soprattutto nel suddivisato lago intempo d'inverno e per le campagne delle beccacce, starne, ecc… Vi è una regia dogana col suo cassiere, libro all'incontro, credenziere e vice-segretario. Tiene un casale detto San Nicola Arcella, la cui popolazione unita a quella della nostra Scalea ascende a tremila individui. »
(Lorenzo Giustiniani, Dizionario Geografico del Regno di Napoli, Napoli 1802.)

Durante la seconda guerra mondiale fu bombardata. Dagli anni 60' le poche case che costituiscono l'attuale centro storico vennero progressivamente abbandonate e gli abitanti iniziarono a costruire edifici nuovi occupando la zona a sud del nucleo originario e tale processo proseguì fino agli anni 90' quando assunse l'attuale fisionomia. A partire dal nuovo millennio venne costruito l'aeroporto (ancora poco utilizzato) e la piscina comunale che è entrata in funzione nel mese di settembre 2012. Attualmente è in progetto la realizzazione di un porto che stando agli attuali progetti dovrebbe sfruttare parte dello spazio antistante la Torre Talao. L'economia attuale di Scalea è principalmente basato sul turismo estivo.

Nel luglio 2013, a seguito dell'inchiesta "Plinius", viene disposto l'arresto di 38 persone in varie regioni, fra cui il sindaco di Scalea, cinque assessori comunali, il comandante dei vigili urbani e alcuni funzionari; tra i reati contestati ai componenti della giunta cittadina c'è quello di associazione di tipo mafioso.[4][5][6] Nei mesi successivi, venuto a mancare il numero minimo di consiglieri necessari alla normale attività amministrativa, il consiglio comunale viene sciolto e viene nominato un commissario prefettizio per la gestione provvisoria.[7]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Monumenti e opere d'arte principali di Scalea sono:

  • nel Centro Antico le testimonianze dell'architettura medioevale e il Palazzo dei Principi, sec. XIII.
  • Palazzetto Normanno detto l'Episcopio (sec. XII).
  • Torre Talao del secolo XV.
  • Ruderi del Castello Normanno.
  • Ruderi di Chiese Basiliane del secolo IX con affreschi.
  • Chiesa di Santa Maria d'Episcopio (sec. XII, ricostruita nel sec. XVII).
  • Chiesa di San Nicola in Plateis (sec. VIII, rinnovata nei secoli XII, XIV e XVIII).
  • Ruderi della Grancia e del Convento Francescano del secolo XIII.
  • Chiesetta di San Cataldo del secolo XI
  • Sculture lignee e marmoree, affreschi e tele nelle Chiese di Sànta Maria d'Episcopio e di San Nicola in Plateis.
  • Busto di Gregorio Caloprese, opera dello scultore Enrico Mossuti (1911)

Trasporti[modifica | modifica sorgente]

Il paese possiede una stazione ferroviaria ed è raggiungibile dalla Autostrada A3 preferibilmente uscendo dagli svincoli da nord di Lagonegro Nord, Lauria Nord, Lauria Sud o Mormanno–Scalea e da sud di Nocera Terinese o Falerna. L'aeroporto più vicino è quello di Lamezia Terme (SUF), situato a 118 km dalla cittadina. È attraversato dalla Strada statale 18 Tirrena Inferiore e dalla Strada statale 504 di Mormanno.

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[8]

Sport[modifica | modifica sorgente]

Calcio[modifica | modifica sorgente]

Scalea è sede di una squadra di calcio, la US Scalea 1912, fondata nel 1912 e militante, al 2013, nel campionato Promozione della Calabria.
Nel 2010, la squadra ha conquistato la Coppa Italia Eccellenza calabrese 2010-2011.

Personaggi illustri[modifica | modifica sorgente]

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
2005 2010 Mario Russo Lista civica Sindaco
2010 2013 Pasquale Basile Lista civica Sindaco
2013 2014 Massimo Mariani Commissario prefettizio
2014 in carica Commissario straordinario ex art. 143 TUEL comune sciolto per infiltrazioni della 'ndrangheta[9]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2012.
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 610.
  3. ^ Dato Istat al 31/10/2013
  4. ^ Scalea (Cosenza), arrestato un intero comune per mafia – Video Il Fatto Quotidiano TV
  5. ^ 'Ndrangheta: arrestati sindaco e 5 assessori Scalea - Cronaca - ANSA.it
  6. ^ 'Ndrangheta, arrestato sindaco di Scalea. TGcom24, 12 luglio 2013.
  7. ^ Gazzetta Ufficiale (6 novembre 2013). G. U. Serie generale n° 260. Decreto del Presidente della Repubblica 21 ottobre 2013.
  8. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  9. ^ Il consiglio comunale è stato sciolto decisione del Consiglio dei Ministri del 25 febbraio 2014.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Attilio Pepe, "Scalea, visioni e racconti d'altri tempi", Tipografia D'Agostino, Napoli, anni 60
  • Carmine Manco, "Scalea Prima e Dopo", n.d., 1969
  • Antonio Cotrone, "Scalea per voi", Pegaso Editore, Milano, 1991
  • Umberto Didona "Fofò, storie di paese", Salviati, Milano, 2006
  • Antonio Cotrone, "Piccola grammatica Scaleota", Salviati, Milano, 2010
  • Antonio Cotrone, "Serenata 'ppa Scalìa", Salviati, Milano, 2010
  • Elena Stummo, "Il Dialetto,lingua della nostra vita", Salviati, Milano, 2011
  • Libretto di Sala della commedia in vernacolo " A Duminicadia" Salviati, Milano, 2011
  • Antonio V. Valente, "La chiesa di San Nicola in Plateis a Scalea", Milano, Salviati, 2003.
  • Don Vincenzo Barone, "Scalea. Riviera che racconta", Milano, Salviati, 2010.
  • Carmine Manco, "Opere", a cura di Alfonso Mirto, Milano, Salviati, 2007.
  • Efisio Deidda, "I Racconti di Efisio" di mare e di costa 1, Milano, Salviati, 2009
  • Efisio Deidda, "I Racconti di Efisio" di mare e di costa 2, Milano, Salviati, 2012
  • Amito Vacchiano, "Scalea Antica e Moderna", Milano, Salviati, 2006
  • Aldo Piro, "Scalea anni 30", storia di una famiglia, Milano, Salviati, 2010
  • Carmelina Stummo, "Scalea, il suo dialetto tra cultura e tradizioni", Milano, Salviati, 2004
  • Autori vari, "Un prete a Scalea, Don Peppino Rimoli 50 anni dopo", Milano, Salviati, 2002
  • A.Vacchiano, A.Valente, "San Nicola dei Greci a Scalea", Milano, Salviati, 2006
  • Autori Vari, "Scalea una leggenda del calcio" 1912-2012, Milano, Salviati, 2012
  • Giovanni Celico, "Famiglie Notabili di Scalea e Santa Domenica Talao nei sec. XVIII e XIX", Scalea, I libri del Diogene, 2006
  • Amato Campolongo - Giovanni Celico, "I Sanseverino Conti di Lauria signori di Laino e duchi di Scalea", Soveria Mannelli, Rubettino per Editur Calabria, 2001

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]