San Nicola Arcella

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
San Nicola Arcella
comune
San Nicola Arcella – Stemma San Nicola Arcella – Bandiera
San Nicola Arcella – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Calabria.svg Calabria
Provincia Provincia di Cosenza-Stemma.png Cosenza
Amministrazione
Sindaco Barbara Mele (lista civica) dal 16/05/2011
Territorio
Coordinate 39°51′00″N 15°48′00″E / 39.85°N 15.8°E39.85; 15.8 (San Nicola Arcella)Coordinate: 39°51′00″N 15°48′00″E / 39.85°N 15.8°E39.85; 15.8 (San Nicola Arcella)
Altitudine 110 m s.l.m.
Superficie 11,69 km²
Abitanti 1 804[1] (31-12-2010)
Densità 154,32 ab./km²
Frazioni Atrigna, Dino, Gioffa, Profondiero, Saracena, Vannefora.
Comuni confinanti Aieta, Praia a Mare, Santa Domenica Talao, Scalea
Altre informazioni
Cod. postale 87020
Prefisso 0985
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 078125
Cod. catastale I060
Targa CS
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti Sannicolesi
Patrono san Nicola da Tolentino
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
San Nicola Arcella
Posizione del comune di San Nicola Arcella all'interno della provincia di Cosenza
Posizione del comune di San Nicola Arcella all'interno della provincia di Cosenza
Sito istituzionale
« Punta isolata da un uncino di roccia. »
(Francis Marion Crawford)

San Nicola Arcella è un comune italiano di 1.768 abitanti della provincia di Cosenza in Calabria.

Una delle spiagge

Nota località balneare della Riviera dei Cedri situata su di uno strapiombo di 110 m s.l.m., ai piedi del quale si trova una baia racchiusa da un braccio roccioso che le conferisce la forma di un porto naturale.

Da Casale di Scalea a Comune autonomo

In occasione del centenario dell’autonomia dell’istituzione del Comune autonomo (luglio 2012), il professore Celico Giovanni, storico e curatore di ricerche approfondite sulla nascita del Comune di San Nicola Arcella, sostiene che l’autonomia di San Nicola Arcella avvenne per un atto d’amore. In sintesi lo storico professor Celico racconta che:  

-Per poter delineare, con precisione, gli sviluppi, attraverso i quali la “frazione” di o del “Casaletto” e/o “S. Nicola Arcella”, un tempo e per lunga “parte” del territorio di Scalea, relativamente all’ultimo scorcio del XIX secolo, quando incominciò a “sognare” una autonomia amministrativa e, poi, all’alba del XX, quando “centrò” quell’obiettivo, vi è da fare una breve premessa di ordine storico, a beneficio dei lettori.

I vincoli secolari formatisi e stabilitisi con Scalea, appunto, furono “segnati” dagli stessi “signori” che ebbero in potere quella terra che, dal confine con Aieta a nord, si estendeva fino al Lao, a sud, senza contare che, ad est, la medesima famiglia ebbe anche Morano e Papasidero: ci si riferisce agli Spinelli, la cui vicenda terrena finale si intrecciò, per vincoli matrimoniali intervenuti, con quella dei siciliani Lanza Branciforte, come si cercherà di precisare.

Tra i rappresentanti “maschili”  di quella stirpe, che più ebbero “influenza” nella cronaca del Casale di S. Nicola Arcella, sicuramente un posto preminente lo occupa Antonio Spinelli, VIII° principe di Scalea, marito di Giovanna De Cardenas, marchesa di Laino, morto a Napoli il 15.3.1787, che, avendo ottenuta reintegra, dopo lunga causa, nell’esazione di un “corpo” di fiscali di Castrovillari, con “quel ricavato”, completò, in S. Nicola Arcella, probabilmente ampliando un’antica grancia o un preesistente frantoio (un condotto era stato “steso” fino al porto), la costruzione del Palazzo di due piani, oggi recuperato, un tempo utilizzato come deposito al primo e residenza al secondo, con accesso attraverso una bella scala a tenaglia, ove spesso i “nobili ospiti” si recavano, in primavera, per la caccia ai “volatili d’entrata” o ad “estivare”…oziando!

Una, forse non tanto leggendaria, tradizione riporta che, proprio in quel Palazzo, durante i mesi che precedettero il Congresso di Vienna, si sarebbero “incontrati”, per mettere a fuoco e a punto alcuni “preliminari”, un plenipotenziario del re di Napoli e un ambasciatore inglese.

Da Vincenzo M. Spinelli, figlio di Antonio, IX° Principe di Scalea, ultima intestazione 23.9.1793, e da Eleonora Ruffo di Bagnara, nacque Francesco Girolamo, sposato con Maddalena Caracciolo dei duchi di Bagnara, morto il 27.4.1813, che lasciò l’intero patrimonio ed i titoli di famiglia in testa alla sorella Eleonora, la quale, maritata a Pietro Lanza Branciforte, classe 1807, Ministro a Palermo nel 1848 e morto nel 1855, “portò il tutto” nella nuova famiglia.

Pietro Lanza era figlio di Giuseppe e Stefania Branciforte: così i Lanza o Lancia, dopo sei secoli, da quando appunto era stata in testa a Riccardo de Loria e ad Isabella Lancia prima e poi a Ruggiero de Loria e a Margherita Lancia, “ritornavano” ad essere signori della terra di Scalea!

Da Pietro e da Eleonora discesero Giuseppe Lanza Spinelli, che così fu l’XI° principe di Scalea, e il secondogenito Francesco Girolamo, il quale subentrò, alla prematura morte del fratello, come XII° principe di Scalea e fu il marito di Rosa Mastrogiovanni Tasca dei conti di Almerita.

Successivamente, titoli e feudi, quel che restava di questi ultimi, “passarono” in testa a Pietro Lanza-Branciforte, XIII° principe di Scalea, scrittore, deputato e senatore del Regno d’Italia, al quale fu concesso il “diritto di assumere e trasmettere titoli e predicati provenientigli dalla Casa Spinelli di Scalea” e che portò all’altare, il 6.12.1885, Giulia Florio, e, poi ed infine, al fratello Ottavio, con il quale si concluse questo “ramo” dei Lanza o Lancia.

Fin qui il professore Celico narra di vicende avvenute prima dell’unità d’Italia, successivamente tratta gli eventi che hanno portato in modo “romantico”, secondo  una sua ricostruzione, all’autonomia del Comune di San Nicola Arcella.

Intanto l’unità d’Italia era “cosa fatta” e, alla “vecchia nobiltà”, seppur con fatica, incominciarono a sostituirsi nuove classi dirigenti che non restarono, del tutto, insensibili ai bisogni, alle richieste e alle aspirazioni dei “ceti emergenti”: tra i soggetti che intrapresero “a gestire il potere” nella società del XIX secolo, per esempio nel meridione molti furono gli ex garibaldini, sono sicuramente da annoverare i “deputati” rappresentanti, nel Parlamento nazionale, collegi ristretti, nel cui ambito i “bisogni” erano tantissimi.

C’erano, pertanto, da curare gli “interessi” elettorali (gli “elettori” erano un numero limitatissimo e le donne erano escluse da questo diritto) dei candidati nelle diverse zone, anche perché, proprio all’indomani dell’unità, forte e aspra era la contrapposizione tra appartenenti a schieramenti diversi (liberali, destra, socialisti, ecc.).

Nel collegio di Verbicaro, che comprendeva tra gli altri centri anche Scalea, fu eletto deputato, per la XVIII legislatura (1892-1895), Fedele De Novellis di Belvedere, nato il 15.12.1854, laureato in legge e diplomatico di carriera che non venne riconfermato nella successiva, la XIX, perché “superato”, ad un primo conteggio dei voti, dall’avv. Angelantonio Carlomagno di Verbicaro, già Procuratore Generale presso la Corte di Appello di Catanzaro.

Ma il 19.4.1896, sopravvenuti i risultati di “una suppletiva” tornata elettorale, resasi necessaria a seguito di una “invalidità” del primo risultato, tenutasi il 18 marzo, e di un riconteggio più giusto delle preferenze, fu proclamato eletto Fedele De Novellis che, da quel momento, fu riconfermato per altre quattro legislature, dimettendosi nel 1912 perché nominato Ambasciatore a Cristiana e, in sua vece, subentrò l’avv. Stanislao Amato (due anni dopo Fedele De Novellis fu nominato Senatore del Regno).

Durante la sua permanenza alla Camera dei Deputati, Fedele De Novellis, propose e fece approvare la legge in virtù della quale il 6.7.1912 veniva costituito il Comune autonomo di S. Nicola Arcella (il De Novellis morì a Roma il 21.5.1929).

S. Nicola Arcella, dunque, e i suoi abitanti, tutti i cittadini residenti e non, nati o trasferitisi sullo splendido pianoro a picco sul mare, che “guarda” l’intero golfo di Policastro, hanno un “motivo” per esternare “gratitudine”, sempre, all’on.le avv. Fedele De Novellis che tanto amò questo borgo, al tempo, piccolissimo, “due case, un ponticello e un forno”, da “presentare” e “far approvare” un apposito disegno di legge mirante a sancirne la autonomia dalla blasonata Scalea!

E il “miracolo” si compì: che cosa lo determinò, inducendo un personaggio, peraltro originario di Belvedere, quasi al termine del suo mandato parlamentare (si sarebbe dimesso di lì a poco per raggiungere, con il grado più alto, la sede diplomatica assegnatagli), è da scoprire in parte o in tutto, anche se gli indizi non mancano e, con le dovute cautele, qualcuno, uno soprattutto, lo avanzeremo.

Si “narra” che il De Novellis, da anni, durante la stagione buona, si trasferiva a S. Nicola, sia per godere della limpidezza del suo mare e sia, forse e soprattutto, per “coltivare” un’appassionante storia d’amore che lo aveva “legato”, e continuava a irretirlo, ad una bellissima, stupenda “paesana” del posto.

Il professore Celico conclude:

All’atto, non conosciamo il nome della “sannicolese” che tanta parte, probabilmente, ebbe nelle “vicende” storico-amministrative di questo centro: ma anche a lei un memore, grato ricordo bisogna indirizzarlo perché, se la storia fosse vera, seppe, probabilmente, inconsciamente o coscientemente, fare in qualche modo e misura…“gli interessi della sua gente”!

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[2]

La torre saracena e il piccolo porto

Personaggi storici[modifica | modifica wikitesto]

Lord Francis Marion Crawford scrittore statunitense, si innamorò della baia di San Nicola Arcella mentre, sulla sua piccola barca accompagnato dalla moglie e da un marinaio, si spingeva nell'esplorazione delle coste del sud Italia. Soleva soggiornare nella torre saracena dove traeva ispirazione per i suoi racconti alcuni ambientati proprio nel piccolo centro calabrese.

San Nicola Arcella diventò comune nel 1912 grazie all'interessamento di Alessandro Siciliano, economista e filantropo.

Amedeo e Antonio Barletta, donarono l'asilo alle suore dell'ordine delle "Figlia di Nostra Signore del Monte Calvario" nell'anno 1932.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Il paese non è attraversato da autostrade, ma dalla SS18 che la collega alla A3.È raggiungibile dalla A3 dallo svincolo di Lagonegro nord/maratea, proseguendo sulla SS585 e successivamente sulla SS18 uscendo allo svincolo di San Nicola Arcella

Galleria fotografica[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

calabria Portale Calabria: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di calabria