San Demetrio Corone

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San Demetrio Corone
comune
San Demetrio Corone – Stemma
San Demetrio Corone – Veduta
Dati amministrativi
Stato bandiera Italia
Regione Calabria – stemma Calabria
Provincia Cosenza – stemma Cosenza
Sindaco Cesare Marini (centrosinistra) dal 16/05/2011
Territorio
Coordinate 39°34′0″N 16°22′0″E / 39.56667°N 16.36667°E / 39.56667; 16.36667 (San Demetrio Corone)Coordinate: 39°34′0″N 16°22′0″E / 39.56667°N 16.36667°E / 39.56667; 16.36667 (San Demetrio Corone)
Altitudine 521 m s.l.m.
Superficie 57 km²
Abitanti 3 693[1] (31-12-2010)
Densità 64,79 ab./km²
Frazioni Macchia Albanese, Guriza, Sofferetti, Sant'Agata, San Nicola, Piedigallo
Comuni confinanti Acri, Corigliano Calabro, San Cosmo Albanese, Vaccarizzo Albanese, Santa Sofia d'Epiro, Tarsia, Terranova da Sibari
Altre informazioni
Cod. postale 87069
Prefisso 0984
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 078114
Cod. catastale H818
Targa CS
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti sandemetresi (in arbëreshë shënmitrotë)
Patrono san Demetrio Megalomartire
Giorno festivo 26 ottobre
Localizzazione
San Demetrio Corone è posizionata in Italia
San Demetrio Corone
Posizione del comune di San Demetrio Corone all'interno della provincia di Cosenza
Posizione del comune di San Demetrio Corone all'interno della provincia di Cosenza
Sito istituzionale

San Demetrio Corone (Shën Mitri in albanese) è un comune italiano di 4.068 abitanti della provincia di Cosenza in Calabria.

Con un'altitudine di 521 m. s.l.m. sulle colline che dalla pianura di Sibari salgono verso la Sila Greca, affacciata sul versante destro della bassa valle del Crati. É tra i più importanti centri delle colonie etniche albanesi, che conserva la lingua, i costumi, il rito greco-bizantino, la cultura e l'identità etnica propria. È sede del collegio Albanese di Sant'Adriano (1794), importante organismo religioso e culturale per la conservazione del rito greco e delle tradizioni. Il territorio, di complessivi 7.500 ettari, ha la visione della catena del Pollino.

Indice

[modifica] Geografia

Le quote topografiche oscillano, per la zona a sud più elevata, tra i 500 e gli 800 metri di altitudine e tra i 400 ed i 40 metri per la porzione a nord,a ridosso dell'alveo del fiume Crati. L'intero territorio è caratterizzato da un reticolo idrografico alquanto sviluppato e complesso. È solcato in senso longitudinale dal torrente Galatrella che lo delimita, marginalmente dai torrenti Mizofato e Muzzolito,più intermedi quasi tutti affluenti del fiume Crati. Nella parte sommitale, in località Buttorino, Castagna Rotonda e Poggio, la vegetazione dominante è rappresentata da numerosi castagneti che danno a questa zona un aspetto naturalistico del tutto singolare. La zona nord, invece, digradante verso la Piana di Sibari, presenta una morfologia caratterizzata dalla presenza di pianori e terrazzamenti,che si intervallano tra i numerosi torrenti e solchi erosivi.

[modifica] Storia

San Demetrio Corone vanta delle origini antichissime: è stato costruito presso l'abbazia basiliana di Sant'Adriano, fondata nel X secolo da san Nilo di Rossano, ma ancora prima si ha notizia di un borgo citato col nome di Situ Sancti Dimitri, in ricordo del santo greco. Comunque, è con l'insediamento dei monaci basiliani che, seguendo una linea di sviluppo usuale nel Medioevo, si formò un centro sempre più consistente. Testimonianza del fatto che il paese preesisteva all'arrivo degli albanesi è data dalle Capitolazioni del 3 novembre 1471, quando l'abate archimandrita Paolo Greco si recò presso il notaio De Angelis per rogare un atto che registrò l'impegno ad accogliere i profughi albanesi a seguito del Duca Teodoro Lopez nel casale di San Demetrio, con la facoltà di coltivarne le terre.

Nel 1524 si ebbe una nuova immigrazione in seguito alla guerra che Carlo V condusse contro i turchi: i greco-albanesi di Corone, città della Morea nel Peloponneso, vennero accolti dall'Imperatore nel Regno di Napoli e si distribuirono nei vari paesi fondati dai loro predecessori. Da qui il nome Corone che venne aggiunto al primitivo nome solo nel 1863.

San Demetrio Corone è sede del Collegio albanese di Sant'Adriano: chiamato in origine Collegio Corsini, fu istituito da papa Clemente XII, nel 1732 a San Benedetto Ullano allo scopo di preparare il clero alla conservazione del rito greco; fu trasferito, poi, a San Demetrio Corone nel 1794 a seguito di richiesta del vescovo Francesco Bugliari, e divenne un importante organismo culturale. Dalle sue mura uscirono luminose figure del Risorgimento italo-albanese, come Agesilao Milano (1830-1856) e Domenico Mauro (1812-1873), e letterati e giuristi come Girolamo De Rada (1814-1903) e Cesare Marini (1792-1865).

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti

[modifica] Etnie e minoranze straniere

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2009 la popolazione straniera residente era di 124 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

bandiera Albania 53 4,87%

[modifica] Cultura

Da alcuni anni sono diventati famosi, in tutti i paesi albanesi d'Italia e soprattutto nella provincia di Cosenza, due gruppi musicali di San Demetrio Corone che suonano musica ska con testi in arbërisht, rivisitando ritmi folk e canzoni popolari.

A San Demetrio Corone si svolge annualmente, nel secondo sabato del mese di agosto, il "Festival della Canzone Arbëreshe" diventato appuntamento insostituibile delle espressioni musicali emergenti degli italo-albanesi.

Da visitare c'è la bottega del maestro Hevzi Nuhiu, artista scultore del legno, con pregevoli opere a motivi ornamentali orientali, e, sul ripido pendio presso il torrente Sant'Elia, i resti di un piccolo santuario eremitico noto come "Grotta di San Nilo", dove si era rifugiato per pregare nel X secolo proprio il Santo San Nilo di Rossano. Il Collegio, che incorpora la chiesa di Sant'Adriano, costruita verso il 955 da San Nilo, costituisce un esempio di architettura normanno-bizantina. Da vedere anche i costumi o le bambole artigianali col caratteristico costume albanese.

[modifica] Tradizioni popolari

Durante la commemorazione dei defunti, suggestiva è la visita dei sacerdoti (papàdes) presso le famiglie, per procedere alla benedizione delle "panagie" (mensa con vino, pane, grano bollito e una candela sovrapposta al centro), simboli della resurrezione dei corpi e dell'immortalità dell'anima.

É consuetudine, da tradizione, fra la notte di Sabato e Domenica della Settimana Santa (Java e Madhe), recarsi alla fontana dei monaci (pusi) presso il Collegio di San Adriano, per perpetuare il rito del rubare l'acqua. Di solito ci si reca a gruppi, in tutto silenzio, secondo una regola cui non si deve trasgredire, anche se le tentazioni non mancano. E proprio in difesa di questa regola che ci si reca di "dokaniqie", lungo bastone con l'estremità biforcuta. Qui si procede all'accensione di un grande falò (qeradonulla) davanti al sagrato della chiesa. Al momento dell'accensione si inneggia il canto greco "Kristos Anesti" (Cristo è risorto).

Il 26 ottobre cade la festa del santo patrono, e per tre giorni si tiene la fiera. La tradizione vuole che il giorno della vigilia, dal portone principale della chiesa, esca il "cavallo di S. Demetrio" (kali i Shèn Mitrit), sorretto alle spalle da due persone. É realizzato in cartapesta e gira casa per casa, portando messaggi augurali e ricevendo in cambio danaro, vino o altro. Il mercoledi delle Ceneri, durante il carnevale, viene svolto il funerale di "Nikolla", un vecchio vestito di stracci con a seguito vari personaggi. Subito dopo entrano in scena i diavoli (djelzit), coperti di pelle di capra.

[modifica] Istituzioni, enti e associazioni

Tra le istituzioni culturali è da menzionare il Centro "De Rada", sorto per iniziativa dell'amministrazione comunale, che promuove la cultura arbëreshë attraverso ampi programmi e iniziative culturali.

[modifica] Lingua

[modifica] Alcune frasi nell'arbëreshë di San Demetrio Corone

Shihemi prana! Ci vediamo a dopo!
Si vemi? Come stai?
U nëng jam mirë, jam sëmurë No sto bene, sono malato
Flet arbërisht? Parli albanese?
Si të thonë? Mua më thonë... Come ti chiami? Mi chiamo...
Gëzonem të të njoh Sono felice di conoscerti
Eg Si
Jo No

[modifica] Personalità legate a San Demetrio Corone

[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse

[modifica] Architetture religiose

  • Abbazia basiliana di Sant'Adriano, fondata da San Nilo di Rossano nel 955.

[modifica] Frazioni

Macchia Albanese è un paese albanese frazione di San Demetrio Corone, piccolo borgo della bassa valle del Crati, esteso su un poggio alla sinistra del torrente "Due Mulini" e circondato da un pittoresco panorama, di fronte al mar Jonio. É stato popolato da una colonia di profughi albanesi nel XV secolo. A Macchia Albanese nacquero personaggi illustri della storia, della letteratura, della filosofia albanese, tra cui: Girolamo De Rada, tra i padri della letteratura Rilindja albanese; Giuseppe De Rada, figlio di Girolamo e autore di una grammatica della lingua albanese; Francesco Avati, umanista; Michele Marchianò, albanologo. Nella chiesa matrice di Macchia Albanese si trova il sepolcro del poeta Girolamo De Rada (vicino all'altare) con un'epigrafe in dialetto albanese. La casa dei De Rada è d'importanza storica-regionale, poiché culla del degli italo-albanesi. Nella casa si accede per mezzo di un antico cortile, alla cui entrata si trova lo stemma della famiglia.

Il 21 novembre nella chiesa parrocchiale, consacrata a Santa Maria di Costantinopoli, si festeggia "Shën Mëria Mexasporis" (Madonna della mezza aratura) con grande partecipazione del popolo.

[modifica] Amministrazione

Sindaco: Cesare Marini (centrosinistra) dal 16/05/2011

[modifica] Note

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni

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