Acri (Italia)

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Acri
comune
Acri – Stemma Acri – Bandiera
Acri – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Calabria.svg Calabria
Provincia Provincia di Cosenza-Stemma.png Cosenza
Amministrazione
Sindaco Nicola Tenuta (lista civica di centro-destra) dal 10/06/2013
Territorio
Coordinate 39°30′00″N 16°23′00″E / 39.5°N 16.383333°E39.5; 16.383333 (Acri)Coordinate: 39°30′00″N 16°23′00″E / 39.5°N 16.383333°E39.5; 16.383333 (Acri)
Altitudine 720 m s.l.m.
Superficie 202,04 km²
Abitanti 21 195[1] (31-08-2013)
Densità 104,9 ab./km²
Frazioni 160 frazioni e località
Comuni confinanti Bisignano, Celico, Corigliano Calabro, Longobucco, Luzzi, Rose, San Cosmo Albanese, San Demetrio Corone, San Giorgio Albanese, Santa Sofia d'Epiro, Vaccarizzo Albanese
Altre informazioni
Cod. postale 87041
Prefisso 0984
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 078003
Cod. catastale A053
Targa CS
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona E, 2 256 GG[2]
Nome abitanti acresi, acritani
Patrono Beato Angelo d'Acri
Giorno festivo 30 ottobre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Acri
Posizione del comune di Acri all'interno della provincia di Cosenza
Posizione del comune di Acri all'interno della provincia di Cosenza
Sito istituzionale
Quartiere Picitti-Santa Croce

«Bella la patria mia coi i suoi vigneti, col suo vecchio Castello e suoi torrenti; limpide son le sue fontane, e i venti sospirano di amor per gli uliveti. Di monti coronata e di querceti, sfido l'ira dei nembi e dei potenti; culla di forti, di impavidi ed ardenti di martiri, di santi e di poeti». V.Julia

Acri (IPA: [a:kri][3], Eacri in dialetto locale, [ˈeakri]) è un comune italiano, città dal 17/09/2001, di 21 195 abitanti[1] della provincia di Cosenza in Calabria.

Il centro urbano è situato a 720 m s.l.m. ai piedi della Sila e della montagna della Noce e il suo territorio si estende per oltre 20.000 ettari (fra i quattro più vasti dell'intera regione con San Giovanni in Fiore, Reggio Calabria e Longobucco). Porta Nord della Sila, la parte più antica, dalla quale è possibile osservare le alte cime del Pollino, domina la valle del Mucone e la valle del Crati.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Territorio[modifica | modifica sorgente]

Si ritrovano boschi di castagno, foreste di pino silvestre, pino mugo, pino nero calabro, ginestra italica, malva selvatica, e di erica, e di acacia.

Ne attraversano il territorio i seguenti fiumi: il Mucone, il Calamo, il Duglia (chiamato anche fiume degli schiavi) affluente del Crati (di km 51,59), il San Martino (affluente del Mucone), il Cieracò affluente di sinistra del Mucone, il Coriglianeto che sbocca nel mar Ionio attraversando la città di Corigliano Calabro, il Chàdamia che sbocca nel mar Ionio, il Trionto, che attraversa la valle dell'Esaro e sbocca nel mar Ionio, il Galatrella (km 42,47) che sbocca nel mar Ionio. Nel territorio di Acri nasce anche il torrente Mizofato.

Clima[modifica | modifica sorgente]

Il clima prevede inverni rigidi, durante i quali possono verificarsi precipitazioni nevose, ed estati calde.

Acri nel 1700

Storia[modifica | modifica sorgente]

Le origini del nome

L'etimologia del lemma Acri deriverebbe dal greco ακρα (Akra) che significa sommità. Tale nome è attestato già nel 1324 quando se ne fa riferimento con la frase In castro Acri ovvero 'nella città fortificata di Acra'.Secondo alcuni occuperebbe il posto di Acheruntia o di una città bruzia chiamata Acra.Gli abbondanti ritrovamenti archeologici degli ultimi anni suggeriscono la presenza di una città pre bruzia,probabilmente da identificare con Pandosia Bruzia fondata e capitale del regno di Italo, re degli Enotri (e degl'Itali-Morgeti), dal cui nome deriverebbe la parola Italia.[4]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia di Acri e Pandosia Bruzia.

Simboli[modifica | modifica sorgente]

Stemma

Il simbolo araldico della città di Acri è rappresentato da tre monti sormontati da tre stelle, con la dicitura: "Acrae, Tri Vertex, Montis Fertilis, U.A. (Universitas Acrensis)". Il più antico stemma araldico conosciuto della città di Acri è presente sul portone d'ingresso della chiesa e del convento di San Domenico antica (San Giovanni il Battista), stemma in pietra realizzato nel 1524, insieme allo stemma delle famiglie feudatarie dell'epoca i principi San Severino da Bisignano.

Dialetto acrese[modifica | modifica sorgente]

Il dialetto di Acri è una lingua romanza, deriva dal latino parlato, anche se conserva tracce stratificazioni degli idiomi delle dominazioni che si sono susseguite. Fra le principali caratteristiche del dialetto di Acri, rispetto all'italiano: -Aggiunta degli "EA" nelle finali di parole e verbi (es. accattatu in calabrese cosentino diventa accatteatu in acrese) - la trasformazione delle vocali "O" ed "E" dell'italiano rispettivamente nelle vocali "U" ed "I" (per es., vinu = vino; pani = pane); - la trasformazione della lettera "B" dell'italiano in "V" (vasciu = basso); tuttavia quando la "B" è preceduta dalla "M" ne assume il suono (assimilazione progressiva: gamma = gamba); - caratteristica singolare del dialetto di Acri è quella di mutare in "D" la consonante "L" seguita da vocale; ad es. in calabrese "mela" diventa "mida", nel dialetto acrese: "midu"; "luci" (luce) diventa "duci". Il dialetto più simile all'acrese è il coriglianese della confinante Corigliano con alcune influenze cosentine.

La Chiesa di Santa Maria Maggiore

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

  • Chiesa della Madonna del Rinfresco, edificata dal parroco Giacomo De Piris nel 1521.
  • Chiesa e convento di San Francesco di Paola.
  • Basilica del Beato Angelo d'Acri.
  • Chiesa di Santa Chiara.
  • Chiesa dell'Annunziata, la cui prima citazione storica è ad opera del vescovo Ruffino nel 1269, peculiare il campanile su tre piani in pietra bianca. Al suo interno si ritrovano affreschi di Raffaele d'Alvisio,nella chiesa antica ora trasformata in sacrestia, fu scoperto recentemente un affresco di stile bizantino-gotico raffigurante la deposizione di Gesù Cristo sul Golgota di artista ignoto, in basso diciture in gotico antico in parte mutilita.
  • Chiesa e convento dei Padri Cappuccini del 1590 grazie a don Antonio Le Pera, contava fra le altre cose 18 celle, il refettorio,il laboratorio e la foresteria, si ritrovano all'interno del chiostro opere di un artista sconosciuto dei primi del Settecento,nei pressi dell'altare vi è una statua, la Madonna dei Bisogniconsegnata al popolo di Acri dal Beato Angelo da Acri.
  • Chiesa di San Nicola Ante Castillum (San Nicola di Mjra) Ricostruita nei primi del Quattrocento, probabilmente edificata intorno al X-XI secolo.Nel 2012 ad opera della sovrintendenza della Calabria è stata completamente restaurata, riportando alla luce la sua sobria struttura alto-evale con otto monofore, è il presbiterio di stile Bizantino-gotico, nelle opere di consolidamento è stata scoperta parte della vecchia struttura originaria di una precedente chiesa, databile intorno all'VIII secolo; la riapertura al culto è avvenuta il 3/10/2012.

Tale epoca è stata valutata osservando l'arco a sesto acuto di tufo, dove, in forma molto simile, è presente anche nella Cattolica di Stilo di Rossano. Nella platea del Vescovo Ruffino viene menzionata la riapertura al culto dopo il terribile terremoto del 1080-1081, e la consacrazione di cinque preti di rito greco.

  • Chiesa di Santa Maria Maggiore, elencata nella platea duecentesca del vescovo Ruffino da Bisignano del 1269 vi si ammira sia lo stile romanico che barocco, la volta un tempo dipinto per via di un incendio (del 1780) è andata perduta, ma venne poi ricostruita. Durante i lavori del 2004 e successivamente in quelli del 2007 si fecero numerose scoperte sull'edificio,che datano con certezza la chiesa al periodo protocristiano.
  • Chiesa di Santa Caterina, dedicata originalmente a Sant'Agostino, venne probabilmente costruita intorno al 1500. Distrutta in parte dal terremoto del 1638, grazie all'opera di Giuseppe Leopodo Sanseverino, principe di Acri e Bisignano venne restaurata. Si ritrovano una tela di Cristoforo Santanna (1767), una tela del trionfo della croce di artista ignoto del XII secolo, un olio su tela del XVI secolo, ed una tela di Santa Caterina del XVII secolo.
  • Basilica del Beato Angelo
    Chiesa di San Nicola da Belvederein antico titolata (San Nicola del Campo) di antico rito greco, situata nell'antico quartiere Casalicchio (da piccolo casale) è presente nella platea del vescovo Ruffino da Bisignano, con descrizione della sua riapertura al culto, dopo il terribile terremoto del 1080, di tale chiesa si racconta per la prima volta nel 1070 in occasione del regalo che la Regina Giovanna d'Angiò fece al conte Simone Cofone di Acri e di Padia. Sull'edificio si trova un piccolo campanile costruito in mattoni e pavimento colorato e un bassorilievo che raffigura San Nicola che impugna una grande chiave sul portone d'ingresso.

Architetture civili[modifica | modifica sorgente]

Il Castello[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Castello di Acri.

Palazzi[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Palazzi di Acri.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[5]


Cultura[modifica | modifica sorgente]

Associazioni per il territorio[modifica | modifica sorgente]

Acri nel Cuore, associazione degli acresi nel Mondo (con pagina facebook e sito web);

Musei[modifica | modifica sorgente]

All'interno del palazzo Falcone, nel cuore del centro storico, è presente il Museo civico d'arte contemporanea Silvio Vigliaturo.

Eventi[modifica | modifica sorgente]

  • Fiera del Beato Angelo d'Acri (30 ottobre);
  • Fiera della Annunziata (25 marzo);
  • Torneo dei Giochi Popolari e Palio dei Ciucci organizzato da Acri nel Cuore;

Media[modifica | modifica sorgente]

Radio[modifica | modifica sorgente]

Radio Acheruntia, fondata nel 1977

Stampa[modifica | modifica sorgente]

  • Acrinrete, sito web con informazioni locali;

Persone legate ad Acri[modifica | modifica sorgente]

Economia[modifica | modifica sorgente]

Nel territorio di Acri si coltivano l'olivo, il castagno, il noce, il ciliegio, il nocciòlo, la vite e nella zona silana il melo, il pero, il susino, il ciliegio selvatico (amarello'), il grano, il mais, la patata. Fiore all'occhiello del territorio e la produzione di salumi di ogni genere di cui Acri vanta un'esperienza millenaria. Fiorenti sono le attività artigianali, sono presenti sul territorio delle aziende industriali di media e piccole dimensioni. Dal Medioevo fino ai primi del 1940 la città vantava una fiorente lavorazione del baco da seta, che fu poi abbandonata con l'avvento della seta sintetica e della seta cinese, che decretò la fine di molti opifici e setifici presenti sul territorio. Dal 2011 è in fase sperimentale presso la Cooperativa Sociale Don Milani ad Acri insieme ad alcune scuole ad uso didattico formativo, in località Santo Zaccheria, la cultura del baco da seta, e l'impianto di una discreta quantità di alberi di Gelso necessari all'accrescimento del bozzolo. È inoltre iniziato da qualche mese l'allevamento sperimentale del suino nero calabrese, presso il centro sperimentale E.S.A.C nell'ex struttura dell'ex salumificio cittadino, in contrada finocchio ad Acri.

Sport[modifica | modifica sorgente]

Impianti sportivi[modifica | modifica sorgente]

Stadio Comunale "Pasquale Castrovillari" con capienza di 5000 posti. Attualmente la struttura ospita le gare casalinghe del F.C. Calcio Acri, della Polisportiva Olympic Acri e della Vigor Acri

Calcio[modifica | modifica sorgente]

La principale squadra della città è la F.C. Calcio Acri che milita nel campionato di Eccellenza Calabria.

Sono presenti anche la Polisportiva Olympic Acri che milita nel Campionato di Prima Categoria e la Vigor Acri che milita nel Campionato di Seconda Categoria

Inoltre è presente anche la squadra di calcio a 5 denominata a.s.d. Acri calcio a 5 che milita nel campionato provinciale del CSI

Rugby[modifica | modifica sorgente]

Inoltre è presente la squadra di rugby, Rugby Acri che negli ultimi anni ha conseguito importanti successi nel panorama regionale, ma non riuscendo a arrivare nella classifica calabrese.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
2005 2010 Elio Coschignano centro-sinistra (liste civiche) Sindaco
2010 2012 Gino Trematerra UDC Sindaco
2012 2013 Luigi Maiorano UDC Vice Sindaco facente funzioni
2013 in carica Nicola Tenuta Liste civiche Sindaco

Frazioni[modifica | modifica sorgente]

160 frazioni e località, tra le quali: Acqua di Fico, Apriglianese, Bellucci, Canaletta, Casalinella, Ceraco, Ceracò, Cerasello, Chimento, Cocozello, Corneto, Croce di Greca, Croce Don Paolo, Cuore di Maria, Cuta, Duglia, Farnarossa,Ferrante d'Aragona, Foresta, Gallone Pane, Gioia, La Mucone, La Mucone Sottano, Macchia di Baffi, Manca e Galera, Milano, Mischinella, Monsignore, Montagnola, Ordichetto, Pagania, Pagania del Vallone, Pantadia, Pantalea, Pantano d'Olmo, Pantano il Melo, Pantano Soprano, Pantano Sottano, Pastamolla, Petramorella, Piana di Caruso, Pietremarine, Pinitello, Policaretto, Pozzometro, Pucchio, Salice, San Giacomo d'Acri, San Lorenzo, San Martino, Sant'Adriano, Sant'Angelo d'Acri, Santa Maria la Fiumara, Santo Zaccheria, Serra di Cristo, Scarduso, Schito, Scuva, Serra di Vuda, Serralonga, Serricella, Settarie, Sorbo, Vallone Cupo, Vallone il Melo, Vallone il Pero, Vallone U Midu, Vagno, Vammana, Vupo

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b acresiDato Istat al 31/08/2013
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ DiPI Online - Dizionario di Pronuncia Italiana. URL consultato l'8 giugno 2013.
  4. ^ Nomi d'Italia. Origine e significato dei nomi geografici e di tutti i comuni, Novara, Istituto Geografico De Agostini, 2009
  5. ^ Statistiche I.Stat ISTAT  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Archivio Historico General de Simancas (SP), Secretarias provinciales, vol. 161, fol. 61 ss.: «Real carta de concesion de exenciones a favor de la familia Salvidio, del lugar de Acre en la provincia de Calabria del Reino de Napoles»
  • Giovanni Pontano, De Bello Neapolitano, Napoli 1509, EX0001 Biblioteca Apostolica Vaticana
  • Giuseppe Abruzzo, Acri Le Origini, notizie Storiche, AcriCultura, quaderno n° 13, Acri 1999.
  • Giuseppe Fiamma, Lex Convento dei Minimi di San Francesco Di Paola in Acri, AcriCultura, quaderno n° 14 2001 Acri.
  • Giuseppe Abruzzo, Un Ospedale ad Acri nel 1759, Archeoclub d'Italia, quaderno n° 9, Acri 1995.
  • Gennaro Capalbo, Renato Catalano, Francesco Cilento, L'edilizia civile e religiosa in Acri al tempo del Beato Angelo d'Acri (1669-1737), Archeoclub d'Italia, quaderno n° 8, Acri 1990.
  • Giuseppe Gioia, Memorie Storiche e documenti sopra Lao, Laino, Sibari, Tebe-lucana, Pandosia, Edizioni Brenner, Napoli 1883 - riedizione Bologna 1983.
  • Pier Giovanni Guzzo, "I Bretti", Storia e Archeologia della Calabria preromana, ed. Longanesi, Milano 1989.
  • Istituto di Preistoria e di Protostoria Italiana, "Atti della XXXVII Riunione scientifica sulla Calabria" (Scalea, Papasidero, Praia a Mare, Tortora 2002), estratto, 2004 Firenze.
  • Giuseppe Julia, Il Fascino di Santa Chiara, edizioni "Il Beato Angelo", Acri, 11-10 1980.
  • Domenico Martire, Beato Gioacchino da Celico, vita dell'Abate di Fiore e i primi seguaci, 1878, riedizione San Giovanni in Fiore 2002.
  • Giuseppe Julia, La Chiesa Di San Domenico in Acri e l'annessa congrega del Rosario, cenni storici, Acri 1981.
  • Giuseppe Julia, Il santuario del Beato Angelo e la sua storia, Acri 1979.
  • Padre Eugenio Scalise, Più Santi più intercessioni, vice-Postulazione di Acri 2003.
  • Fra Macario Gambini da Mangone, Vita del Gran servo di Dio P. Angelo d'Acri, Napoli 1773.
  • Ettore M. De Juliis, Magna Grecia, Bari 1996.
  • Elena Lattanzi, Museo Nazionale di Reggio Calabria, Reggio Calabria 1987.
  • Emanuele Greco, Magna Grecia, Guide Archeologiche Laterza, Bari 1993.
  • Marcella Coscarella, Momenti del 1799 in Provincia di Cosenza, archivio di Stato di Cosenza 2000.
  • Cosimo Damiano Montalto, La Famiglia dei Baroni Civitate di Acri e la tragedia dei tre giovinetti, Acri 1997.
  • Michele Manfredi-Gigliotti, Temψa -Temhsh, memorie storiche sull'antichità di Temesa, con particolare riguardo all'individuazione del suo sito, ed. Brenner 1994.
  • Michele Manfredi-Gigliotti, TERHNEON, Memorie storiche sull'antica città di Terina, Ed.Pungitopo 1984.
  • Michele Manfredi-Gigliotti, LUKOFRON KAI OKINAROS, Licofrone e il fiume Savuto, Ma. Per. Editrice 2010.
  • Raffaele Capalbo, Memorie storiche di Acri, Cosenza, ed. Brenner, 1995, ristampa dell'edizione originaria del 1924.
  • Levi Sara Tiziana "Produzione e circolazione della cearamica nella Sibaritide Protostorica". Grandi contesti e problemi della Preistoria italiana ed. all'insegna del Giglio in Firenze 1999. ISBN 88-7814-139-9

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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