Acri (Italia)

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Acri
comune
Acri – Stemma Acri – Bandiera
Acri – Veduta
Dati amministrativi
Stato bandiera Italia
Regione Calabria – stemma Calabria
Provincia Cosenza – stemma Cosenza
Sindaco Gino Trematerra (UDC - PSI) dal 12/04/2010
Territorio
Coordinate 39°30′0″N 16°23′0″E / 39.5°N 16.38333°E / 39.5; 16.38333 (Acri)Coordinate: 39°30′0″N 16°23′0″E / 39.5°N 16.38333°E / 39.5; 16.38333 (Acri)
Altitudine 720 m s.l.m.
Superficie 202,04 km²
Abitanti 21 135[1] (30-11-2011)
Densità 104,61 ab./km²
Frazioni 159 frazioni e località, tra le quali: Acqua di Fico, Bellucci, Canaletta, Casalinella, Ceraco, Ceracò, Chimento, Cocozello, Corneto, Croce di Greca, Croce Don Paolo, Cuore di Maria, Cuta, Duglia, Ferrante d'Aragona, Foresta, Gallone Pane, Gioia, La Mucone, La Mucone Sottano, Manca e Galera, Milano, Mischinella, Monsignore, Montagnola, Ordichetto, Pagania, Pagania del Vallone, Pantadia, Pantalea, Pantano d'Olmo, Pantano il Melo, Pantano Soprano, Pantano Sottano, Pastamolla, Petramorella, Piana di Caruso, Pietremarine, Pinitello, Policaretto, Pozzometro, Pucchio, Salice, San Giacomo d'Acri, San Lorenzo, San Martino, Sant'Adriano, Sant'Angelo d'Acri, Santa Maria la Fiumara, Santo Zaccheria, Serra di Cristo, Schito, Serra di Vuda, Serralonga, Serricella, Settarie, Sorbo, Vallone Cupo, Vallone il Melo, Vallone il Pero, Vallone U Midu, Vagno, Vammana, Vupo
Comuni confinanti Bisignano, Celico, Corigliano Calabro, Longobucco, Luzzi, Rose, San Cosmo Albanese, San Demetrio Corone, San Giorgio Albanese, Santa Sofia d'Epiro, Vaccarizzo Albanese
Altre informazioni
Cod. postale 87041
Prefisso 0984
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 078003
Cod. catastale A053
Targa CS
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona E, 2 256 GG[2]
Nome abitanti acresi, acritani
Patrono Beato Angelo d'Acri
Giorno festivo 30 ottobre
Localizzazione
Acri è posizionata in Italia
Acri
Posizione del comune di Acri all'interno della provincia di Cosenza
Posizione del comune di Acri all'interno della provincia di Cosenza
Sito istituzionale


«Bella la patria mia coi i suoi vigneti, col suo vecchio Castello e suoi torrenti; limpide son le sue fontane, e i venti sospirano di amor per gli uliveti. Di monti coronata e di querceti, sfido l'ira dei nembi e dei potenti; culla di forti, di impavidi ed ardenti di martiri, di santi e di poeti». V.Julia


Acri è un comune italiano di 21.135 abitanti[3] della provincia di Cosenza in Calabria.

La città è situata a 720 m s.l.m. ai piedi della Sila e della montagna della Noce, il suo territorio si estende per oltre 20.000 ettari.

Panorama sul centro storico di Acri

Indice

[modifica] Geografia

Il clima prevede inverni rigidi, durante i quali possono verificarsi precipitazioni nevose ed estati calde. Si ritrovano boschi di castagno, foreste di pino silvestre, pino mugo, pino nero calabro, ginestra italica, malva selvatica, e di erica, e di acacia.

[modifica] Fiumi

Fiumi: il Mucone, il Calamo, il Duglia (chiamato anche fiume degli schiavi) affluente del Crati (di km 51,59), il San Martino (affluente del Mucone), il Cieracò affluente di sinistra del Mucone, il Coriglianeto che sbocca nel mare Ionio attraversando la città di Corigliano Calabro, il Chàdamia che sbocca nel mare Ionio, il Trionto, che attraversa la valle dell'Esaro e sbocca nel mare Ionio, il Galatrella (km 42,47) che sbocca nel mare Ionio. Nel territorio di Acri nasce anche il torrente Mizofato.

[modifica] Stemma

Il simbolo araldico della città di Acri è rappresentato da tre monti sormontati da tre stelle, con la dicitura: "Acrae, Tri Vertex, Montis Fertilis, U.A. (Universitas Acrensis)". Il più antico stemma araldico conosciuto della città di Acri è presente sul portone d'ingresso della chiesa e del convento di San Domenico antica (San Giovanni il Battista), stemma in pietra realizzato nel 1524, insieme allo stemma delle famiglie feudatarie dell'epoca i principi San Severino da Bisignano.

La Chiesa di Santa Maria Maggiore
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Storia di Acri e Pandosia Bruzia.

[modifica] Luoghi d'interesse

[modifica] Architetture religiose

  • Chiesa della Madonna del Rinfresco, edificata dal parroco Giacomo De Piris nel 1521.
  • Chiesa e convento di San Francesco di Paola.
  • Basilica del Beato Angelo d'Acri.
  • Chiesa di Santa Chiara.
  • Chiesa dell'Annunziata, la cui prima citazione storica è ad opera del vescovo Ruffino nel 1269, peculiare il campanile su tre piani in pietra bianca. Al suo interno si ritrovano affreschi di Raffaele d'Alvisio,nella chiesa antica ora trasformata in sacrestia, fu scoperto recentemente un affresco di stile bizantino-gotico raffigurante la deposizione di Gesù Cristo sul Golgota di artista ignoto, in basso diciture in gotico antico in parte mutilita.
  • Chiesa e convento dei Padri Cappuccini del 1590 grazie a don Antonio Le Pera, contava fra le altre cose 18 celle, il refettorio,il laboratorio e la foresteria, si ritrovano all'interno del chiostro opere di un artista sconosciuto dei primi del 1700,nei pressi dell'altare vi è una statua, la Madonna dei Bisogniconsegnata al popolo di Acri dal Beato Angelo da Acri.
  • Chiesa di San Nicola Ante Castillum (San Nicola di Mjra) Ricostruita nei primi del Quattrocento, probabilmente edificata intorno al X-XI secolo.

Tale epoca è stata valutata osservando l'arco a sesto acuto di tufo, dove, in forma molto simile, è presente anche nella Cattolica di Stilo di Rossano. Nella platea del Vescovo Ruffino viene menzionata la riapertura al culto dopo il terribile terremoto del 1080-1081, e la consacrazione di cinque preti di rito greco.

  • Chiesa di Santa Maria Maggiore, elencata nella platea duecentesca del vescovo Ruffino da Bisignano del 1269 vi si ammira sia lo stile romanico che barocco, la volta un tempo dipinto per via di un incendio (del 1780) è andata perduta, ma venne poi ricostruita. Durante i lavori del 2004 e successivamente in quelli del 2007 si fecero numerose scoperte sull'edificio,che datano con certezza la chiesa al periodo protocristiano.
  • Chiesa di Santa Caterina, dedicata originalmente a Sant'Agostino, venne probabilmente costruita intorno al 1500. Distrutta in parte dal terremoto del 1638, grazie all'opera di Giuseppe Leopodo Sanseverino, principe di Acri e Bisignano venne restaurata. Si ritrovano una tela di Cristoforo Santanna (1767), una tela del trionfo della croce di artista ignoto del XII secolo, un olio su tela del XVI secolo, ed una tela di Santa Caterina del XVII secolo.
  • Chiesa di San Nicola da Belvederein antico titolata (San Nicola del Campo) di antico rito greco, situata nell'antico quartiere Casalicchio (da piccolo casale) è presente nella platea del vescovo Ruffino da Bisignano, con descrizione della sua riapertura al culto, dopo il terribile terremoto del 1080, di tale chiesa si racconta per la prima volta nel 1070 in occasione del regalo che la Regina Giovanna d'Angiò fece al conte Simone Cofone di Acri e di Padia. Sull'edificio si trova un piccolo campanile costruito in mattoni e pavimento colorato e un bassorilievo che raffigura San Nicola che impugna una grande chiave sul portone d'ingresso.

[modifica] Architetture civili

[modifica] Il Castello

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Castello di Acri.

[modifica] Palazzi

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Palazzi di Acri.

[modifica] Economia

Nel territorio di Acri si coltivano l'ulivo, il castagno, il noce, il ciliegio, il nocciolo, la vite e nella zona silana il melo, il pero, il susino, il ciliegio selvatico (amarello), il grano, il mais, la patata. Fiore all'occhiello del territorio e la produzione di salumi di ogni genere di cui Acri vanta un’esperienza millenaria. Fiorenti sono le attività artigianali, sono presenti sul territorio delle aziende industriali di media e piccole dimensioni. Dal medioevo fino ai primi del 1940 la città vantava una fiorente lavorazione del baco da seta, che fu poi abbandonata con l'avvento della seta sintetica e della seta cinese, che decretò la fine di molti opifici e setifici presenti sul territorio (attualmente[quando?] è in fase sperimentale presso la Cooperativa Sociale Don Milani ad Acri insieme ad alcune scuole ad uso didattico formativo, in località Santo Zaccheria, la cultura del baco da seta, e l'impianto di una discreta quantità di alberi di Gelso necessari all'accrescimento del bozzolo). E' inoltre iniziato da qualche mese l'allevamento sperimentale del suino nero calabrese, presso il centro sperimentale E.S.A.C nell’ex struttura dell’ex salumificio cittadino, in contrada finocchio ad Acri.

[modifica] Sport

Ad Acri la città è rappresentata calcisticamente dal Football Club Calcio Acri che milita in Serie D.

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti

[modifica] Amministrazione

[modifica] Personalità legate ad Acri

[modifica] Galleria fotografica

[modifica] Note

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 novembre 2011
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, pp. 151. Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011. URL consultato in data 25 aprile 2012.
  3. ^ Dato Istat al 30/11/2011

[modifica] Bibliografia essenziale e fonti archivistiche citate

  • Archivio Historico General de Simancas (SP), Secretarias provinciales, vol. 161, fol. 61 ss.: «Real carta de concesion de exenciones a favor de la familia Salvidio, del lugar de Acre en la provincia de Calabria del Reino de Napoles»
  • Giovanni Pontano, De Bello Neapolitano, Napoli 1509, EX0001 Biblioteca Apostolica Vaticana
  • Giuseppe Abruzzo, Acri Le Origini, notizie Storiche, AcriCultura, quaderno n° 13, Acri 1999.
  • Giuseppe Fiamma, Lex Convento dei Minimi di San Francesco Di Paola in Acri, AcriCultura, quaderno n° 14 2001 Acri.
  • Giuseppe Abruzzo, Un Ospedale ad Acri nel 1759, Archeoclub d'Italia, quaderno n° 9, Acri 1995.
  • Gennaro Capalbo, Renato Catalano, Francesco Cilento, L'edilizia civile e religiosa in Acri al tempo del Beato Angelo d'Acri (1669-1737), Archeoclub d'Italia, quaderno n° 8, Acri 1990.
  • Giuseppe Gioia, Memorie Storiche e documenti sopra Lao, Laino, Sibari, Tebe-lucana, Pandosia, Edizioni Brenner, Napoli 1883 - riedizione Bologna 1983.
  • Pier Giovanni Guzzo, "I Bretti", Storia e Archeologia della Calabria preromana, ed. Longanesi, Milano 1989.
  • Istituto di Preistoria e di Protostoria Italiana, "Atti della XXXVII Riunione scientifica sulla Calabria" (Scalea, Papasidero, Praia a Mare, Tortora 2002), estratto, 2004 Firenze.
  • Giuseppe Julia, Il Fascino di Santa Chiara, edizioni "Il Beato Angelo", Acri, 11-10 1980.
  • Domenico Martire, Beato Gioacchino da Celico, vita dell'Abate di Fiore e i primi seguaci, 1878, riedizione San Giovanni in Fiore 2002.
  • Giuseppe Julia, La Chiesa Di San Domenico in Acri e l'annessa congrega del Rosario, cenni storici, Acri 1981.
  • Giuseppe Julia, Il santuario del Beato Angelo e la sua storia, Acri 1979.
  • Padre Eugenio Scalise, Più Santi più intercessioni, vice-Postulazione di Acri 2003.
  • Fra Macario Gambini da Mangone, Vita del Gran servo di Dio P. Angelo d'Acri, Napoli 1773.
  • Ettore M. De Juliis, Magna Grecia, Bari 1996.
  • Elena Lattanzi, Museo Nazionale di Reggio Calabria, Reggio Calabria 1987.
  • Emanuele Greco, Magna Grecia, Guide Archeologiche Laterza, Bari 1993.
  • Marcella Coscarella, Momenti del 1799 in Provincia di Cosenza, archivio di Stato di Cosenza 2000.
  • Cosimo Damiano Montalto, La Famiglia dei Baroni Civitate di Acri e la tragedia dei tre giovinetti, Acri 1997.
  • Michele Manfredi-Gigliotti, Temψa -Temhsh, memorie storiche sull'antichità di Temesa, con particolare riguardo all'individuazione del suo sito, ed. Brenner 1994.
  • Raffaele Capalbo, Memorie storiche di Acri, Cosenza, ed. Brenner, 1995, ristampa dell'edizione originaria del 1924.
  • Levi Sara Tiziana "Produzione e circolazione della cearamica nella Sibaritide Protostorica". Grandi contesti e problemi della Preistoria italiana ed. all'insegna del Giglio in Firenze 1999. ISBN 88-7814-139-9
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