Petilia Policastro

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Petilia Policastro
comune
Petilia Policastro – Stemma Petilia Policastro – Bandiera
Petilia Policastro – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Calabria.svg Calabria
Provincia Provincia di Crotone-Stemma.png Crotone
Amministrazione
Sindaco Amedeo Nicolazzi [1] (PD) dal 28/05/2013
Territorio
Coordinate 39°07′00″N 16°47′00″E / 39.116667°N 16.783333°E39.116667; 16.783333 (Petilia Policastro)Coordinate: 39°07′00″N 16°47′00″E / 39.116667°N 16.783333°E39.116667; 16.783333 (Petilia Policastro)
Altitudine 436 m s.l.m.
Superficie 98,35 km²
Abitanti 9 276[2] (31-12-2012)
Densità 94,32 ab./km²
Frazioni Camellino, Foresta, Pagliarelle
Comuni confinanti Cotronei, Mesoraca, Roccabernarda, Taverna (CZ)
Altre informazioni
Cod. postale 88837
Prefisso 0962
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 101017
Cod. catastale G508
Targa KR
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti petilini (o policastresi)
Patrono san Sebastiano
Giorno festivo 20 gennaio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Petilia Policastro
Posizione del comune di Petilia Policastro nella provincia di Crotone
Posizione del comune di Petilia Policastro nella provincia di Crotone
Sito istituzionale

Petilia Policastro (IPA: [peˈtilja poliˈkastro][3], Pulicàstru in calabrese[4]) è un comune italiano di 9.276 abitanti della provincia di Crotone, in Calabria. Con decreto del 28 febbraio 2011, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, conferisce al comune il titolo di città.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Petilia Policastro è un antico borgo, di presumibile impianto bizantino, circondato originariamente da mura difensive. Nel suo territorio, lungo i fiumi Tacina e Soleo, sono state ritrovate testimonianze di insediamenti di origine brettia, risalenti al IV e III secolo a.C.; ancora tracce romane, dalla Repubblica al tardo impero. Lungo il torrente Cropa, esistono delle grotte di origine naturale che sono state utilizzate sin dall'antichità forse da pastori durante la transumanza. L'abitato odierno, conserva ancora l'antico centro storico, mal tenuto, di chiara impronta bizantina. Vi sono segni dei secoli successivi, come i palazzi seicenteschi e settecenteschi; infatti i sovrani spagnoli, nel Seicento, inviarono la famiglia baronale dei Portiglia, per avere un completo controllo del territorio circostante; di questi esiste ancora il palazzo omonimo. Ancora, il palazzo Aquila, anch'esso seicentesco. Poi quello settecentesco dei principi Filomarino e della famiglia Ferrari. Anche le chiese sono antiche: Santa Maria Maggiore del 1400; San Nicola Pontefice e l'Annunziata del 1600. Gli anni a venire sono simili a quelli di altri paesi del meridione.

Le indagini archeologiche condotte sotto la direzione scientifica di Domenico Marino, hanno permesso di scoprire un importante complesso databile all'Antica e Media età del Bronzo (prima metà del 2° millennio a.C.) in loc. Comito (zona industriale). Tale complesso è inquadrabile nell'ambito della facies calabrese di Capo Piccolo, che intrattiene stretti rapporti culturali ed economici con la coeva facies eoliana di Capo Graziano, con quella siciliana di Rodì e con la Puglia salentina. Alla stessa facies sono riconducibili le due asce bronzee, del tipo a margini rialzati, rinvenute nel territorio nel 1987 ed attualmente esposte nel Museo Archeologico Nazionale di Crotone. Una di esse, finemente decorata con motivi a schema geometrico, eseguiti a bulino, è considerata un unicum a livello europeo. Presumibilmente, le due asce, unitamente ad un pugnale purtroppo disperso, costituivano il corredo della sepoltura di un personaggio di alto rango. Scavi archeologici eseguiti in località Foresta, nel corso dei lavori per la realizzazione del Polo Scolastico, hanno messo in luce resti di un piccolo edificio rurale della tarda età ellenistica (III sec. a.C.). Nel centro storico, nel largo San Sebastiano, antistante l'attuale facciata della Chiesa matrice di San Nicola, è stato messo in luce un cimitero con tombe a fossa, scavate nella roccia di base, alcune con inumazioni plurime, presumibilmente familiari, con datazione precedente il XVII secolo. Importanti reperti ceramici e numismatici (spicca un denaro tornese del tipo "a castello"), rinvenuti nel saggio di scavo, sono databili ai secc. XIII-XIV.

Punti d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Grotte Carsiche[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio di Petilia Policastro ha delle importanti grotte carsiche. Sono molto estese e raggiungono la profondità di 100 metri. Sono circondate da laghi e fiumi sotterranei e nel loro interno sono stati ritrovati dei vasi di terracotta risalenti all'età bizantina.

Grotte Basiliane di San Demetrio[modifica | modifica wikitesto]

Nel territorio petilino esistono delle grotte nel quale interno sono stati ritrovati dei resti monastici, tra i quali una croce bizantina scolpita in una parete.

Santuario della Sacra Spina[modifica | modifica wikitesto]

Il santuario custodisce una Sacra Spina, che si ipotizza facesse parte della corona di Gesù Cristo in croce, venerata dal popolo perché si reputa lo abbia salvato da un terribile terremoto. In onore alla Spina, ogni secondo venerdì di Marzo si va in pellegrinaggio al Santuario seguendo la processione del Calvario, una manifestazione di costume. La Chiesa presenta una vasta navata centrale, mentre l'altare si compone di decori in stile barocco. Sopra l'altare c'è la cappella dove è conservata la Spina.

Persone legate a Petilia Policastro[modifica | modifica wikitesto]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[5]

Residenti stranieri[modifica | modifica wikitesto]

Gli stranieri residenti a Petilia Policastro con regolare permesso di soggiorno sono 100 (al 31/12/2009).

Tradizioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Il secondo venerdì di marzo si svolge la processione del Calvario. Rappresentazione in costume della Via Crucis dalla chiesa di San Francesco fino al santuario della Santa Spina.
  • 19 marzo: U Mmitu e San Giuseppe. Tradizionale pasto fatto di pasta e ceci che nell'antichità veniva offerto ai poveri.
  • Il Venerdì Santo processione della Naca: processione per le vie del paese del Cristo morto insieme alla Madonna dell'Addolorata.
  • Il 20 gennaio si festeggia San Sebastiano, santo protettore di Petilia Policastro.
  • Seconda domenica di ottobre: festa della Madonna del Rosario.
  • Terza domenica di maggio: festa di San Francesco da Paola, con infiorata in piazza omonima.
  • Ultima domenica di ottobre: Sagra d'Autunno

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Amministrative 2013 a Petilia Policastro, i voti dei candidati lista per lista, ilcirotano.it. URL consultato il 03 ottobre 2014.
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2012.
  3. ^ DiPI Online - Dizionario di Pronuncia Italiana. URL consultato il 22 marzo 2014.
  4. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 485.
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]