Strongoli

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Strongoli
comune
Strongoli – Stemma Strongoli – Bandiera
Strongoli – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Calabria.svg Calabria
Provincia Provincia di Crotone-Stemma.png Crotone
Amministrazione
Sindaco Michele Laurenzano [1] (PD) dal 27/05/2013
Territorio
Coordinate 39°16′00″N 17°04′00″E / 39.266667°N 17.066667°E39.266667; 17.066667 (Strongoli)Coordinate: 39°16′00″N 17°04′00″E / 39.266667°N 17.066667°E39.266667; 17.066667 (Strongoli)
Altitudine 342 m s.l.m.
Superficie 85,56 km²
Abitanti 6 486[2] (31-12-2010)
Densità 75,81 ab./km²
Frazioni Strongoli Marina
Comuni confinanti Casabona, Crotone, Melissa, Rocca di Neto
Altre informazioni
Cod. postale 88816
Prefisso 0962
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 101025
Cod. catastale I982
Targa KR
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti strongolesi
Patrono Santa Maria delle Grazie
Giorno festivo 15 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Strongoli
Posizione del comune di Strongoli nella provincia di Crotone
Posizione del comune di Strongoli nella provincia di Crotone

Stròngoli (IPA: [sˈtronɡoli][3]) è un comune italiano di 6.486 abitanti della provincia di Crotone, in Calabria.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Strongoli è un centro del Crotonese che sorge su di un colle a pochi chilometri dal Mar Ionio a circa 350 m s.l.m., lungo la cui costa si sviluppa la Marina per circa sette chilometri. Verso sud il Neto separa il suo territorio da quello di Crotone: la foce di questo fiume è stata dichiarata Parco Regionale come oasi di protezione di fauna e selvaggina, essendo importante scalo per la specie migratoria. Il paese abbraccia una superficie di 84,5 km², mentre il numero attuale dei suoi abitanti è 6.486. Il suo territorio, che confina con i comuni di Crotone, Rocca di Neto, Casabona, S. Nicola dell’Alto e Melissa, è abbastanza fertile e produttivo: l’agricoltura, infatti, costituisce la base della sua economia. Tra le colture primeggiano quelle mediterranee dei cereali, della vite e dell’ulivo. Sia il centro abitato sia la campagna sono ricchi di resti archeologici che ci documentano pienamente il contatto con la Grecità prima e con la Romanità dopo.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La tradizione letteraria mitologica vuole Filottete ecista di Petelia. Egli era “famoso arciere tessalo, figlio di Peante e di Demonassa e compagno di Eracle. Avendo mancato al giuramento fatto all’eroe di non rivelare il luogo dove avrebbe deposto il corpo di lui e le famose frecce avvelenate col sangue dell’Idra di Lerna, fu ferito ad un piede da una di queste frecce, e, dolorante per l’inguaribile piaga, fu abbandonato nell’isola di Lemno dai Greci che andavano a Troia. Nel decimo anno dell’assedio, avendo l’oracolo predetto che Troia non sarebbe stata vinta senza le frecce di Eracle, che erano in possesso di Filottete, Ulisse e Diomede andarono a prendere costui nell’isola dove languiva, e lo condussero a Troia. Ivi Filottete fu curato da Macaone, ispirato da Apollo, e, guarito, uccise Paride, con ciò agevolando la presa della città. Reduce da Troia, fu scacciato dalla sua patria, Melibea, in seguito ad una insurrezione, e venuto in Italia, nel Bruzio, vi fondò Petelia” (Cinti 1998). L’eroe tessalo, dunque, reduce dall’impresa bellica che i Greci condussero contro i Troiani, avrebbe colonizzato il litorale ionico che si estende dal fiume Neto al promontorio di Punta Alice. Sia Licofrone di Calcide sia lo Pseudo-Aristotele ci indicano i luoghi dell’Occidente che avrebbero conosciuto il Melibeo, quali Crimisa nei pressi del fiume Esaro e Macalla situata a 120 stadi da Crotone. Ma è Strabone, geografo di età augustea, a cui si uniscono Virgilio, Silio Italico, Servio e Solino, ad attribuire la fondazione mitica di Petelia a Filottete.

Se la mitologia e le fonti letterarie rimandano alla fine del II millennio a.C., l’archeologia ci consente di documentare la vita nel territorio di Petelia anche in epoca più remota. Per quanto concerne l’età preistorica, sporadici sono i documenti della cultura materiale. Nel territorio sono stati rinvenuti schegge di ossidiana ed una punta di freccia di selce attribuibili al Neolitico Medio e frammenti di ceramica d’impasto della media età del Bronzo (XVI-XIV sec. a. C.). Maggiori sono i rinvenimenti inquadrabili nell’età del Ferro (IX-VIII sec. a.C.) che ci fanno ipotizzare la presenza di comunità protourbane sul pianoro di Strongoli e sul tavolato delle Murgie. Il processo di colonizzazione storica, avviato nel Sud dell’Italia a partire dall’VIII sec. a.C. con la fondazione di Pitecusa nell’isola di Ischia (circa 770 a.C.) da parte degli Euboici, investe anche il territorio dell’attuale Calabria. È dall’Acaia nel Peloponneso che si dipartono i coloni che fondano lungo la costa ionica Crotone e Sibari intorno al 710 a.C., Metaponto nel 690-680 a.C. e Kaulonia nel 675-650 a.C. Il contatto con il mondo greco nel territorio di Strongoli è documentato da alcuni rinvenimenti di fattura ellenica. Infatti, dal pianoro di Murgie, presunta Macalla, provengono un aryballos corinzio sferico databile all’ultimo quarto del VII sec. a.C., che presenta sul corpo un uccello a corpo umano, ed un alabastron, anch’esso di fabbrica corinzia, databile al primo terzo del VI sec. a.C. con un grifone alato, animale fantastico tipico della ceramica greca di età orientalizzante.

Durante l’età arcaica la vita a Murgie continua: a questo periodo, infatti, sono da attribuire materiali votivi che fanno ritenere il luogo sede di culti di tradizione greca. È da questa località che proviene il corpo di una statuetta di Nike in corsa con himation, databile all’ultimo quarto del VI sec. a.C. Dopo la distruzione di Sibari, avvenuta nel 510 a.C. ad opera di Crotone, il territorio di Strongoli è sotto l’influenza della città di Pitagora che giunge da Samo alla fine del VI sec. a.C. Per questa età si hanno solo rinvenimenti sporadici. Un tesoretto monetale, databile agli inizi del V sec. a.C. e rinventuto in località Serra Frasso, attesta i contatti con Kaulonia, Crotone, Metaponto, Taranto e Poseidonia. La dottrina del filosofo di Samo diventa nella Grecia d’Occidente un movimento di pensiero e si traduce in una esperienza politica e religiosa che ha lo scopo di trovare il cammino razionale che conduce alla salvezza mediante la purificazione spirituale. Al Pitagorismo è legata un’altra dottrina, l’Orfismo che trova molti proseliti in Magna Grecia ed anche a Petelia, ove nel 1836 in un sepolcro è stata rinvenuta una laminetta aurea con iscrizione greca, la quale era affissa con una catenella al cadavere del defunto. Questo il suo contenuto: “Sono figlio della terra e di Urano stellato, la mia stirpe è dunque celeste…ardo di sete e muoio: datemi, presto, la fredda acqua che scorre impetuosa dal lago di Mnemosine” (Maddoli 1996). La laminetta, che insieme a quelle che provengono da Thurii ed Hipponion sono convenzionalmente designate come “orfiche”, aveva la funzione di vademecum per il defunto nell’aldilà che poteva così ottenere mediante la sua condizione di mystes una situazione privilegiata di beatitudine ed evitare, dunque, i dolorosi cicli delle reincarnazioni.

Nel frattempo le popolazioni italiche tendono sempre più ad espandersi a svantaggio delle colonie greche della costa: tra la metà e la fine del V sec. a.C. Capua, Cuma, Neapolis e Poseidonia in Campania sono conquistate dai Sanniti. In Calabria all’inizio del IV sec. a.C. si assiste all’avanzata dei Lucani, popolazione del ceppo sannitico, i quali eleggono Petelia loro metropoli. Successivamente con la conquista di Taranto (272 a.C.) ad opera dei Romani viene avviato il processo di romanizzazione nel Meridione ed inizia una nuova fase storica per la Calabria e, dunque, per Petelia. Per quanto concerne il III sec. a.C. lo storico Livio ricorda di questo centro nel Bruzio la fedeltà filoromana e la strenua resistenza durante il conflitto annibalico tra il 216 ed il 215 a.C. Se per l’età repubblicana (II-I sec. a.C.) scarse sono la testimonianze archeologiche, esse aumentano per l’età successiva: dal territorio di Strongoli, infatti, provengono vari documenti epigrafici della prima età imperiale. Per quanto concerne il I-II sec. d. C. nel Bruttium lo sfruttamento delle risorse del territorio si svolge grazie a piccoli gruppi insediativi, mentre la divisione in proprietà del territorio si concentra in latifondi ed in villae con a capo ciascuna il proprio dominus. Il territorio viene sfruttato nelle sue produzioni più naturali, tranne alcune culture specializzate come le viti aminee attorno a Petelia, di cui si parla nel testamento iscritto su una delle basi marmoree di Manio Megonio Leone. La tarda età imperiale vede nel territorio petelino la continuità di ville rustiche di età precedente, nuclei agricolo-residenziali che tendono a scomparire nel corso del VII sec. d. C. in seguito alle incursioni delle popolazioni barbariche.[4]

Stemma comunale[modifica | modifica wikitesto]

Lo stemma comunale di Strongoli rappresenta cinque monti in fiamme, a simboleggiare i cinque cumuli ai quali i petelini diedero fuoco prima di cedere ad Annibale la città. Secondo altri, i colli raffigurerebbero le cinque distruzioni subite. Intorno allo scudo è presente un nastro riportante la dicitura “URBS PETELIAE NUNC STRONGOLI”.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

La Chiesa di Vergadoro si erge su una collinetta poco distante da marina di Strongoli. Secondo la leggende un gruppo di pescatori, scampati ad una terribile tempesta in mare trovarono nelle reti una tela raffigurante una signora con in braccio un bambino ed in mano una verga d'oro. Questo dipinto fu per i marinai un segno del cielo ed essi, in omaggio alla Vergine, eressero la Chiesetta dove collocare la miracolosa tela. Da quel giorno, ogni anno, nel mese di maggio, nella domenica coincidente con l'Ascensione del Signore, si festeggia la "Madonna di Vegadoro", protettrice dei marinai, dei campi e dei contadini. La tela originaria venne trafugata negli anni ottanta, oggi ne rimangono delle copie e fotografie. Il culto della Beata Vergine di Vergadoro è molto sentito dalla popolazione; la festa prende il via 10 giorni prima dell'Ascensione con una veglia di preghiera notturna, la cosiddetta "nottata", il giorno dopo la statua della Vergine viene portata in paese dove per giorni si celebra la novena della Madonna fino alla domenica, quando tutti insieme, a piedi, con un suggestivo pellegrinaggio di ben 8 chilometri, riaccompagnano la statua al santuario.[5]

Strongoli Marina[modifica | modifica wikitesto]

La vocazione turistica del territorio si riscontra in particolare nella frazione di Strongoli Marina, distante circa 7 km dall'agglomerato urbano principale, che in inverno presenta una popolazione di circa 2000-3000 abitanti, mentre nel periodo estivo raggiunge circa 40000 abitanti.

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[6]

Persone legate a Strongoli[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Lo Stadio Comunale di Strongoli, utilizzato per ospitare le partite casalinghe della Polisportiva Strongoli, è uno dei più ampi d'Italia misurando all'incirca 120 X 70 m.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Amministrative 2013 a Strongoli, i voti dei candidati lista per lista, ilcirotano.it. URL consultato il 03 ottobre 2014.
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  3. ^ DiPI Online - Dizionario di Pronuncia Italiana. URL consultato il 23 marzo 2014.
  4. ^ [1]
  5. ^ GF Lerose
  6. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]