Mesoraca

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Mesoraca
comune
Mesoraca – Stemma Mesoraca – Bandiera
Mesoraca – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Calabria.svg Calabria
Provincia Provincia di Crotone-Stemma.png Crotone
Amministrazione
Sindaco Armando Foresta [1] (Mesoraca nel Cuore) dall'08/06/2009
Territorio
Coordinate 39°05′00″N 16°47′00″E / 39.083333°N 16.783333°E39.083333; 16.783333 (Mesoraca)Coordinate: 39°05′00″N 16°47′00″E / 39.083333°N 16.783333°E39.083333; 16.783333 (Mesoraca)
Altitudine 415 m s.l.m.
Superficie 92,6 km²
Abitanti 6 624[2] (30-11-2012)
Densità 71,53 ab./km²
Frazioni Filippa, Località Fratta
Comuni confinanti Belcastro (CZ), Cutro, Marcedusa (CZ), Petilia Policastro, Petronà (CZ), Roccabernarda, Taverna (CZ), Zagarise (CZ)
Altre informazioni
Cod. postale 88838
Prefisso 0962
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 101015
Cod. catastale F157
Targa KR
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona D, 1 671 GG[3]
Nome abitanti mesorachesi
Patrono SS. Ecce Homo, san Nicola
Giorno festivo 6 dicembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Mesoraca
Posizione del comune di Mesoraca nella provincia di Crotone
Posizione del comune di Mesoraca nella provincia di Crotone
Sito istituzionale

Mesoraca (IPA: [mezoˈraka][4], Misuraca in dialetto mesorachese) è un comune italiano di 6.624 abitanti della provincia di Crotone, in Calabria.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Mesoraca.

Mesoraca è situata nella parte occidentale della provincia di Crotone, e si sviluppa da nord-ovest verso sud-est con una lunghezza di quasi 32 km, mentre in larghezza è all'incirca 3 km, raggiungendo una superficie totale di circa 94 km2. Situata ai piedi della Sila Piccola, sulle falde orientali del monte Femminamorta, a circa 415 m s.l.m., è attraversata da due corsi d'acqua, il Vergari e il Reazio.

Morfologicamente è formato da due parti: la prima parte che viene chiamata "marina", è situata nella parte bassa del territorio ed è formata da un terreno pianeggiante che arriva ad una quota massima di 200 metri sul livello del mare. La seconda parte è formata da elevazioni molto sensibili e va dai 400 metri sul livello del mare fino a quasi 1800 metri.

Mesoraca comprende anche due frazioni: la prima Filippa dove risiedono circa 1500 persone. In questa Frazione vi sono il Santuario del SS. Ecce Homo e la Chiesa di San Michele Arcangelo. L'altra frazione è il villaggio Fratta, un villaggio tipicamente montano (1300 mt e oltre), non molto abitato dove i mesorachesi hanno costruito delle residenze estive. Il paese è tradizionalmente molto frequentato nei giorni 15 e 16 Agosto.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La sua fondazione si fa risalire agli Enotri, 1600 anni prima di Cristo, che dal fiume la chiamarono Reazio; altri studiosi propendono a far derivare il suo toponimo da Rea, moglie di Saturno e madre di Giove e di questo ancora si ricorda il monte Giove. Fu abitata dai Greci, dai Romani e dagli Ebrei.

Al tempo dei Greci, nel V secolo a.C., la chiamarono Mesorachìon e cambiò la sua prima denominazione in una parola corrispondente al latino Mesoreacium. Mesoreacium significava per i latini terra tra due fiumi, appunto perché era tra il Vergari ed il Reazio, mentre per i Greci significava luogo delizioso. Nel corso della sua storia ha cambiato il nome da Reazio in Messurga, Maioraca ed infine Mesoraca. Secondo alcuni storici il nome Messurga deriva da Messurgus che significa allegro con il significato probabilmente di cantatore, mentre per altri deriva da messorius che significa mietitore o dall′arcaico: Dio delle messi, perché gli abitanti, a causa della fertilità della terra e abbondanza dei prodotti, vivevano cantando e mietendo, cioè in letizia[5].

Molti fatti storici non si possono descrivere perché il paese è antico, mancano riferimenti storici precisi, tuttavia è riconosciuto da tutti gli storici che il Castello di Mesoraca era composto da valorosi guerrieri tanto che nessuna delle città vicine era così inespugnabile come Mesoraca. Partecipò, al fianco di Crotone, alla guerra contro Locri, meritandosi la dichiarazione che il Reazio (Mesoraca) è membro della Repubblica di Crotone, questo fu un grande pregio per il Reazio. I Reatini (Mesorachesi) non solo aiutarono la città di Crotone, ma anche la città di Catanzaro quando fu assediata dai francesi. Per questi due avvenimenti i cittadini del Reazio si meritarono due anagrammi: Piena Doctrinis e Sarà Meco, che in sostanza era una dichiarazione, fatta ai mesorachesi, di grande lealtà e di estrema fiducia. Il paese ha dato i natali a Papa Zosimo, papa dal 417 al 418 e in seguito santo.

Dal 1292 fu territorio dei Ruffo, mentre dal 1523 entrò a far parte del Marchesato di Crotone come possesso dei Caracciolo. Alla famiglia Caracciolo è legato uno degli episodi più noti e cruenti della storia mesorachese: nel 1527 una rivolta contadina sterminò tutti i componenti della famiglia ad eccezione della figlia Isabella; la rivolta fu repressa da Ferrante Spinelli, il quale sposò Isabella Caracciolo e ripristinò il feudo, conservato dalla famiglia Spinelli fino al 1584, data in cui si instaura il domino degli Altemps, perpetuatosi, tra alterne vicende, fino al 1806.

Il periodo di massimo splendore della vita culturale di Mesoraca, si pone senz′altro a cavallo tra il XVIII ed il XIX secolo, nel corso del quale nascono Don Matteo Lamanna (1710), fondatore della Chiesa del Ritiro, ed il filosofo Vincenzo de Grazia (1785).

Il terremoto dell'8 marzo 1832 devastò il territorio del Marchesato, provocando rovine e lutti in tutti i paesi. Questo portò alla costruzione di una nuova Mesoraca, con la creazione di nuovi rioni a ridosso delle mura di cinta e di una frazione staccata dal paese: Filippa.

Lo Stemma[modifica | modifica wikitesto]

Lo stemma di Mesoraca è costituito da uno scudo sul quale sono raffigurate tre torri, dalla cima delle quali scintilla una fiamma di fuoco. Le torri sono circondate da montagne. Le torri rappresentano la triplicata fortezza del Castello Reazio, le rupi la costanza con la quale si segnalarono quelle popolazioni, il fuoco il fervore col quale solevano i medesimi anticamente combattere.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

L'economia del paese è basata prevalentemente sull'agricoltura. Particolarmente sviluppata è la produzione di olio di oliva e di castagne. Mesoraca vanta una vasta produzione di prodotti tipici, molto apprezzati sono: la soppressata, le salsicce, il formaggio pecorino, il vino, ed il pane casereccio fatto ancora negli antichi forni a "frasche". Molto praticato è il commercio del legname, vantando Mesoraca ben 4.000 ettari di bosco. Mesoraca è molto ricca di arti e di mestieri e le attività più diffuse e tradizionali erano quelle artigianali: si ricordano quello del cisteddaru, spurtaru, varrilaru e zampognaru. L'attività più florida è l'ebanisteria, praticata da validi maestri artigiani che producono mobili su misura, complementi di arredo, infissi, alcuni di essi hanno realizzato importanti lavori lignei nelle varie chiese locali, tra cui: il tamburo d'ingresso in noce tanganica, i banchi genuflessori, gli amboni del presbiterio, del santuario del SS.Ecce Homo. Sono presenti anche artigiani del ferro battuto e laboratori dove si lavora l'alluminio. Molto apprezzati da tutto il circondario i numerosi pittori e decoratori di interni. Importante il ruolo della ristorazione.

Chiese[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa dell'Annunziata[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa matrice dell'Annunziata sorge nella parte alta del centro storico, nel rione omonimo vicino all'antico Castello. La Chiesa, intitolata ai santi Pietro e Paolo Apostoli, nella forma attuale, risale molto probabilmente agli inizi del XVIII secolo, quando vennero aggiunte le due navate laterali. La chiesa venne gravemente danneggiata dal terremoto dell'8 marzo 1832. La facciata in stile romanico, che come quella della Purificazione riprende la ripartizione in tre navate dell'interno, è abbellita da tre portali in pietra arenaria a tutto sesto e due rosoni. Il portale centrale è sormontato da una nicchia nella quale è posta una Madonna con Bambino che gli esperti attribuiscono ad Antonello Gagini, nella parte bassa della statua e precisamente sulla base è scolpito un basso rilievo con la scena dell'annunciazione. Sul lato destro è affiancato il campanile, poderosa struttura a pianta quadrata, originariamente a cuspide come quello della candelora, la parte alta crollò durante un terrenoto fu ricostruita, malamente e più bassa, senza cuspide intozzendo tutta la struttura. All'interno sono conservati due monumentali altari in legno, una grande cornice e un crocifisso, tutte opere di intaglio di rilievo provengono dalla chiesa dei cappuccini e risalgono al secolo XVII, il crocifisso è attribuito a fra'Diego da Careri sono presenti anche alcuni affreschi sulla volta, e un dipinto di Cristoforo Santanna. [1]

Chiesa del Ritiro[modifica | modifica wikitesto]

La Chiesa del Ritiro, ubicata nella parte bassa del paese nel cuore del rione Campo, è senza dubbio l'esempio più valido ed attualmente unico dello stile tardo barocco in Calabria. È stato edificato grazie all'opera ed alla tenacia del sacerdote Matteo La Manna, religioso mesorachese, che con l'aiuto dei suoi fedeli riuscì ad iniziare i lavori della chiesa nel 1761 per poi terminarli nel 1772.

Dagli anni trenta del novecento è stata dichiarata monumento di interesse nazionale. La pianta è a croce latina e l'interno è decorato con ben nove altari in marmi rari intarsiati, con bassorilievi e sculture di angeli in marmo di Carrara. Sopra ogni altare è posto un dipinto su tela. La cupola è affrescata per intero con scene di santi, sulla volta in una splendida cornice di stucchi si trova il grande dipinto dell'Assunta. Pregevoli gli arredi della sagrestia, i due cori e il maestoso pulpito: tutte opere di intaglio di Manuele Grimaldi. L'esterno è decorato da un'imponente facciata in pietra in stile neoclassico con tre portali e un monumentale campanile sul lato sinistro. A destra della facciata si trova il palazzo settecentesco dei pii operai, figli di Maria santissima, e i resti della cappella dell'addolorata. [2]

Santuario del SS. Ecce Homo[modifica | modifica wikitesto]

Nella parte sud-ovest del territorio, alle pendici del monte Giove, sorge il Santuario del SS. Ecce Homo: monastero francescano posto su un poggio verdeggiante e circondato da un bosco murato, dono degli Altemps al tempo del loro dominio. La data precisa di costruzione del monastero è sconosciuta, anche se è certo che essa avvenne nel decennio compreso tra il 1419 e il 1429 sulle rovine di un'antichissima chiesa basiliana. Secondo la tradizione, pare vi abbia soggiornato Papa Zosimo, eletto pontefice il 18 marzo 417. Il nome del monastero è dovuto alla presenza della Sacra Effigie del SS Ecce Homo, statua in legno scolpita da Frate Umile da Petralia nel 1630. L'interno della chiesa è ricco di opere d'arte tra cui spicca la Madonna delle Grazie, in marmo bianco di Carrara, datata 1504 e firmata Antonello Gagini. Numerose sono le opere pittoriche tra le più importanti i dipinti su tela di Cristoforo Santanna, uno per ogni altare. Nel XVI secolo soggiornò come novizio Sant'Umile da Bisignano: la sua cella, da dove esegui diversi miracoli, è conservata e ora adibita a cappella. [3] Nel 2010 nel boschetto del santuario è stata collocata una statua che raffigura San Francesco d'Assisi, la statua è di circa 2 metri e mezzo costruita dallo scultore Carlo Cistaro. La statua è in bronzo..[6]

Abbazia di S.Angelo in Frigillo, ruderi[modifica | modifica wikitesto]

Il glorioso monastero di S.Angelo in Frigillo o in Frigido (in luogo freddo) sorgeva nella località omonima, non lontano dal centro abitato, a 700 metri sul livello del mare. Il primo documento che attesta l'esistenza del monastero risale al 1188 anche se uno storico accreditato(G.Fiore)fa risalire al 500 la nascita del monastero. Fu l'abate dell abbazia di Santa Maria della Sambucina Luca Campano, poi vescovo di Cosenza a volere il monastero cistercense come centro abbaziale autonomo al quale venivano aggregate, in qualità di obbedienza, li chiese di S.Stefano del Vergari,S,Maria Archelao e S.Nicola de Pineto. Nello stesso periodo il monastero veniva dotato di un centro scrittorio e un porticciolo in località le Castella.Tra il 1200 e il 1300 è stato un periodo dove c'era la disputa se la funzione religiosa doveva essere in lingua greca o in lingua latina, è in questo periodo che Federico II accoglieva sotto la sua protezione il monastero legittimandone tutti i lasciti che i nobili facevano. In tale periodo si accrebbe il patrimonio di S.Angelo, considerato il più famoso e prestigioso monastero calabrese dell'epoca. Infatti il monastero oltre a godere del grande prestigio imperiale, era anche tutelato dal Vaticano, papa Onorio III nomino' personalmente l'abate di S.Angelo a cui diede grandi poteri. Nel 1498 S.Angelo risulta, grancia dell'abbazia di Santa Maria della Matina,e tale rimane probabilmente fino alla perdita di tutti i suoi possedimenti e alla rovina degli edifici monastici. Di tutta la struttura rimangono i muri che delimitano la pianta della chiesa, è alcuni elementi decorativi in pietra, tipici dell'architettura monastica cistercense, altre parti in pietra sono conservate nella chiesa di S.Michele a Filippa di Mesoraca, una antichissima campana nel campanile del Ritiro, inoltre sono numerosi i libri miniati trascritti dai monaci di S.Angelo, conservati nella biblioteca vaticana.

Chiesa di San Michele Arcangelo[modifica | modifica wikitesto]

La parrocchia di San Michele Arcangelo comprende tutti gli abitanti di Filippa. Poco distante da Piazza Matteotti la chiesa, in stile moderno, ha subìto nel tempo una serie continua di interventi, portati avanti da Padre Tonin con il decisivo contributo della popolazione di Filippa. Inaugurata nel 1958, la Chiesa (dedicata all'Arcangelo Gabriele, raffigurato in una statua a destra dell'altare maggiore) è dotata di tre altari in marmo. Alle pareti sono raffigurate le 13 tappe della Via Crucis, in quadretti lignei di pregevole fattura. Dietro l'altare maggiore fa bella mostra un mosaico luminoso raffigurante Gesù in croce consolato dalla Madonna e da San Giovanni. La Chiesa è adornata anche da 7 statue, scolpite a mano su legno pregiato. [4]

Chiesa della Candelora[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa parrocchiale della Candelora (SS Purificazione), intitolata ai Santi Nicola e Giovanni Battista, si apre su una piccola piazzetta nei pressi del fiume Vergari, tra i palazzi Cappa e Marescalco. Venne edificata nel XVII secolo, l'interno è a tre navate, con eleganti e ampie arcate a tuttosesto, in pietra locale, sugli altari sono presenti alcune pregevoli statue tra cui la statua del patrono San Nicola e alcuni dipinti di notevole fattura, è conservata l'opera pittorica più antica di Mesoraca il battesimo di Cristo del secolo XVI di autore ignoto. L'esterno è abbellito da tre portali in pietra ognuno di diversa forma, e di un magnifico campanile a cuspide. Fino alla fine del Settecento si trovava sotto il titolo di Santa Maria della Purificazione ed era una cappella della adiacente chiesa matrice di San Niccolò. Dopo il sisma del 1783, i sacerdoti abbandonarono la già diruta chiesa matrice di San Niccolò, e così la Purificazione, incorporando anche la parrocchia di San Giovanni Battista venne intitolata ai due santi. [5]

Convento dei Cappuccini[modifica | modifica wikitesto]

Dove oggi è ubicato il cimitero comunale (sulla destra del fiume Reazio, in un piccolo colle lungo la ss 109) sorgeva un tempo il Convento dei Cappuccini, i cui frati si dedicavano con solerzia all'assistenza degli infermi e dei malati. Il Convento venne costruito nella seconda metà del Cinquecento ad opera del Duca di Mesoraca. Dopo alterne vicende il convento venne soppresso definitivamente nel 1863 e consegnato al Comune di Mesoraca. Di tutta la struttura attualmente rimane la chiesa rinascimentale perfettamente conservata e buona parte dei pregevoli arredi: due altari in legno, un crocifisso, una grande cornice del XVII secolo trasferiti nella chiesa dell'Annunziata. La grande tela della Madonna degli angeli di, Giovanni Angelo d'Amato, fu trafugata negli anni sessanta. Dell'adiacente convento restano: sul fianco destro un vano inferiore con entrata murata dal lato della chiesa, sicuramente si trattava della sacrestia, e uno superiore recentemente ristrutturato e adibito ad ossario comunale. Idem sul lato sinistro: si notano ampie porzioni dei muri perimetrali e del refettorio, una parete del chiostro con il caratteristico porticato ad archi e il pozzo centrale del chiostro, interrato con i residui dei crolli già dagli anni quaranta. La tradizione vuole che in questa chiesa fu seppellita Isabella Caracciolo, moglie di Ferrante Spinelli, duchessa di Mesoraca. [6]

Altre chiese[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa Longobucco o, Santa Maria della piazza.

La chiesa, sorge nella piazza principale del paese, fu costruita dalla famiglia omonima, come cappella privata, di fianco il loro imponente palazzo nobiliare, l'interno è a pianta centrale, presenta un unico altare e alcune tombe,baronali, la facciata è abbellita da un portale in pietra tufacea settecentesco, due ampie finestre, e un piccolo campanile a colonnine.

  • Chiesa dell'Immacolata

Le origini della chiesa sono ignote, i documenti storici più antichi e certi, riguardanti l'edificio religioso, risalgono al 1700, quando fu istituita la confraternita dell'Immacolata che cura tutti gli anni la processione del Venerdì Santo. Alcuni studiosi di inizio Novecento teorizzarono la sua fondazione nel periodo romanico, quindi ancor prima della adiacente chiesa dell'Annunziata, in riferimento al fatto che il quartiere dove si trova, insieme al castello risulterebbe la zona più antica del paese. Fu edificata su uno sperone roccioso in una posizione elevata rispetto alla strada pubblica, per cui si accede salendo due alte rampe di scale ad ellisse, la chiesetta è di piccole dimensioni a pianta centrale, con un unico altare dove si può ammirare la statua settecentesca della Madonna Immacolata, ai due lati due affreschi ottocenteschi, il soffitto originariamente a botte, è stato coperto da un secondo più basso e dritto, la facciata e il campanile, con l'orologio, sono stati rifatti in stile romanico pisano nel novecento in riferimento agli studi storici eseguiti sulla struttura.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Il centro storico di Mesoraca è ricco di palazzi storici, costruiti soprattutto nei secoli XVII e XVIII come dimore private delle numerose famiglie nobili che vi abitarono,Tra i più importanti: palazzo Stranges,Longobucco,Pollizzi, De Grazia,Spinelli,La Rosa,Rossi,Grisolia,Tesoriere,Amantea,Marescalco.

Feste votive annuali[modifica | modifica wikitesto]

Festa dell'8 marzo[modifica | modifica wikitesto]

In ricordo della protezione del SS. Ecce Homo, nel terremoto del 1832 a Mesoraca.

Festa del 21 marzo[modifica | modifica wikitesto]

Ricorda il terremoto del 1783 che sconvolse quasi tutta la Calabria.

A fera e maju[modifica | modifica wikitesto]

Tradizionale e pittoresca fiera che si svolge l'ultima settimana di maggio (sabato, domenica e lunedì). I primi due giorni la manifestazione si svolge nella frazione Filippa, lungo la strada che porta al Santuario del S.S. Ecce Homo, per poi spostarsi al lunedì a Mesoraca. L'evento nasce come pellegrinaggio di devozione verso il Santuario dove i devoti si recavano per ringraziare il Salvatore dello scampato pericolo durante il terribile Terremoto del 1783.

Festa del 25 luglio[modifica | modifica wikitesto]

In ringraziamento al SS. Ecce Homo per segnalate grazie concesse a Mesoraca e ai paesi vicini nel 1721: particolarmente per la cessazione di troppe piogge che infracidivano i raccolti.

Festa settennale[modifica | modifica wikitesto]

Ogni sette anni la statua del SS. Ecce Homo viene portata in processione a Mesoraca, dove rimane circa otto giorni. Si svolgono speciali funzioni religiose e predicazioni. Non mancano alcuni spettacoli.

Persone legate a Mesoraca[modifica | modifica wikitesto]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[7]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

Le principali squadre di calcio della città sono la Società Sportiva Mesoraca 1980 e la A.S.D. Pro Mesoraca. Nella stagione 2013/2014 entrambe militano nel girone B calabrese di Prima Categoria.

In città sono inoltre presenti due squadre amatoriali di calcio: la Società "Amatori Calcio Mesoraca '95" e "Le Tre Torri Mesoraca".

Pallavolo[modifica | modifica wikitesto]

Nasce ufficialmente il 16 luglio del 2009 la prima squadra di pallavolo femminile, ASD PALLAVOLO MESORACA, ottenendo un ottimo terzo posto al suo esordio e che parteciperà al campionato di 2ª Divisione Femminile stagione 2010/11.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Amministrative 2014 a Mesoraca, i voti dei candidati lista per lista, ilcirotano.it. URL consultato il 27-05-2014.
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 novembre 2012.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  4. ^ DiPI Online - Dizionario di Pronuncia Italiana. URL consultato il 22 marzo 2014.
  5. ^ tratto da. " Notizie storiche della patria di S. Zosimo, Pontefice Romano, e suoi atti : con una breve descrizione della Calabria Giovanni Andrea Fico  - 1 gennaio 1760 G. e G. G. fratelli Salvioni - Editore
  6. ^ http://eccehomomesoraca.xoom.it/virgiliowizard/statua-di-s-francesco?SESS6dabdf703361f5a62d945ac4ac7f461f=6fb673d5a6037d9dc875f45a88bad263.
  7. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

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