Ordine dei Frati Predicatori
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
L'Ordine dei Frati Predicatori, o domenicano (Ordo Fratrum Praedicatorum), è uno degli ordini mendicanti: i frati che lo compongono sono detti popolarmente domenicani e pospongono al loro nome la sigla O.P.
Indice |
[modifica] Storia
L'ordine venne fondato da Domenico di Guzmán (1170-1221), canonico regolare di Osma: nel 1203 accompagnò il vescovo Diego di Acevedo in una missione diplomatica per conto di Alfonso VIII di Castiglia presso Valdemaro II di Danimarca. Durante il viaggio di ritorno, attraversando la Linguadoca, ebbe modo di rendersi conto della grande diffusione dell'eresia albigese e decise di unirsi ai legati inviati da papa Innocenzo III per ricondurre quegli eretici in seno alla Chiesa cattolica.
Raggruppando una piccola schiera di ragazze convertite dall'eresia catara, nel 1207 fondò a Notre-Dame-de-Prouille, presso Fanjeaux, un monastero femminile. Domenico continuò a predicare pacificamente fra gli albigesi anche dopo l'assassinio del legato Pietro di Castelnau (1208), rifiutando di unirsi alla crociata bandita da Innocenzo III: il convento di Notre-Dame-de-Prouille fu il centro della sua opera missionaria.
Con l'aiuto del vescovo di Tolosa Folco, nel 1215 riunì alcuni compagni che intendevano essere predicatori come lui e li iniziò alla vita religiosa: l'ordine ricevette una prima approvazione ufficiosa da papa Innocenzo III e venne solennemente riconosciuto dal suo successore, Onorio III, il 22 dicembre 1216. Dopo l'approvazione ufficiale del papa i frati Predicatori si diffuse in tutta Europa, principalmente nelle città dove stanno sorgendo le prime università, dunque Bologna e Parigi, le quali riceveranno un forte sviluppo anche grazie ai frati predicatori.
Come richiesto dal concilio Lateranense IV i frati dovettero adottare una regola preesistente; optarono quindi per quella agostiniana, scritta da Sant'Agostino. Ad essa, regola appositamente generica, accorparono una serie di leggi chiamate costituzioni, le quali regolano e danno forma organica all'intero ordine. Particolarmente famose ed oggetto di studio giuridico per la forma di elevata democrazia, spesso sono state utilizzate come modello per altre costituzioni, soprattutto quelle dei futuri comuni.
Tra i primi conventi in Italia, già nel XIII secolo, ricordiamo quelli di Bologna, Forlì, Piacenza, Pistoia.
Una leggeda popolare attribuisce l' invenzionde del santo Rosario a San Domenico di Guzmàn, ma il rosario così come noi lo conosciamo non esisteva quando Domenico era vivente. Forse San Domenico recitava una preghiera litanica in onore della Beata Vergine Maria codificata dal monaco Certosino Domenico di Proussiac (l' omonimia ha contribuito alla diffusione dell' errore). Il santo Rosario così come si conosce oggi venne codificato dal Beato André de la Roche, un domenicano francese e ripreso successivamente dalla riforma liturgica voluta dal papa san Pio V, altro domenicano.
L'ordine successivamente si è occupato della diffusione della pratica del santo rosario.
[modifica] Carisma
I frati sono chiamati al carisma della predicazione, allora molto raro poiché riservato quasi esclusivamente ai vescovi e ai pochi sacerdoti che avevano ricevuto un'istruzione adeguata. Questo mandato di predicazione, espressamente concesso dal papa a tutti i frati, fu una grossa risorsa per la Chiesa cattolica, la quale si doveva scontrare con la mancanza di una vera predicazione legata ad una vita povera: ai vescovi infatti non era richiesto alcun voto di povertà.
Si possono riassumere le componenti della vita domenicana, già concepita in questi termini nel XIII secolo, in:
- predicazione del Vangelo
- vita comune
- liturgia
- vita regolare (voti di obbedienza, povertà e castità, nonché osservanze regolari)
- studio
Questi elementi sono inoltre legati fra loro in maniera armonica grazie ad una intuizione di Domenico: la dispensa. Questa fa sì che un superiore possa dispensare temporaneamente un frate dall'osservanza di una qualche regola proprio per favorire una predicazione più efficace.
[modifica] Abito
Conosciuti in Inghilterra come black friars (letteralmente frati neri, ma essenzialmente traducibile come domenicani) i frati predicatori indossano un abito totalmente bianco composto da una specie di tonaca a cui è sovrapposto uno scapolare ed infine un cappuccio; inoltre completa l'abito la cappa di colore nero a cui è sovrapposto un cappuccio nero delle stesse dimensioni di quello bianco indossato sotto.
[modifica] Famiglia domenicana
L'Ordine tuttavia non prevede solo la presenza maschile; esso è composto da tre gruppi:
- frati
- monache (contemplative)
- suore
- laici
I frati consacrati sia sacerdoti che laici (chiamati comunemente cooperatori), le monache, di vita contemplativa, abitanti solitamente in luoghi adiacenti a città o all'interno delle stesse ed infine i terziari, laici donne ed uomini, che pur mantenendo una totale indipendenza all'ordine e non consacrandosi in maniera speciale, raccolgono il carisma domenicano ed operano in collaborazione ai frati.
[modifica] Diffusione
Al 31 dicembre 2005, l'ordine contava 615 conventi e 6.077 frati, 4.495 dei quali sacerdoti.[1]
[modifica] Maestri e vicari generali dell'ordine
| Per approfondire, vedi la voce Maestro Generale dell'ordine dei predicatori. |
[modifica] Note
- ^ dati statistici riportati dall'Annuario Pontificio per l'anno 2007, Città del Vaticano, 2007, p. 1465
[modifica] Altri progetti
Wikisource contiene opere originali redatte da Frati Predicatori
Wikimedia Commons contiene file multimediali su Ordine dei Frati Predicatori

