Giorgio La Pira

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on. Giorgio La Pira
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Camera dei deputati
Giorgio La Pira, sindaco di Firenze.
Giorgio La Pira, sindaco di Firenze.
Luogo nascita Pozzallo
Data nascita 9 gennaio 1904
Luogo morte Firenze
Data morte 5 novembre 1977
Titolo di studio Laurea in Giurisprudenza
Professione Docente universitario
Partito Democrazia Cristiana
Legislatura I
Gruppo Democratico Cristiano
Collegio Firenze - Pistoia
Incarichi parlamentari
  • Componente della 4a Commissione (Finanze e Tesoro) dal 2 febbraio 1950 al 18 novembre 1950
  • Componente della 7a Commissione (Lavori Pubblici) dal 10 luglio 1951 al 24 giugno 1953
  • Componente della 11a Commissione (Lavoro e Previdenza Sociale) dal 15 giugno 1948 al 10 luglio 1951
Pagina istituzionale
Bandiera italiana
Assemblea costituente
Partito Democrazia Cristiana
Gruppo Democratico Cristiano
Collegio Firenze - Pistoia
Incarichi parlamentari
  • Componente per la Costituzione dal 19 luglio 1946 al 31 gennaio 1948
  • 1a Sottocommissione dal 19 luglio 1946 al 31 gennaio 1948

Giorgio La Pira (Pozzallo, 9 gennaio 1904Firenze, 5 novembre 1977) è stato un politico italiano, sindaco di Firenze, terziario domenicano e francescano, appartenente all'Istituto Secolare dei Missionari della Regalità, servo di Dio per la Chiesa cattolica.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nacque il 9 gennaio 1904 a Pozzallo (provincia di Ragusa), in Sicilia, primogenito di una famiglia di umili condizioni sociali.

Crescita accademica e conversione[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1921 conseguì a Messina il diploma di ragioniere, nel 1922 anche la maturità classica con la preparazione del professore di italiano Federico Rampolla del Tindaro, che lo indirizza a proseguire gli studi in giurisprudenza.

La casa di Giorgio La Pira a Messina.

Il giovane La Pira è affascinato da Gabriele D'Annunzio e Tommaso Marinetti, dal loro ideale di cambiamento[1], legge molto e si avvicina ad altre esperienze, condividendole con il suo gruppo di giovani amici di cui fanno parte anche Salvatore Quasimodo e Salvatore Pugliatti, futuro rettore dell'Università di Messina.

La Pira era rimasto fortemente colpito dall'ascolto di un coro di suore[2], intuì una dimensione ulteriore, ma occorre attendere la Pasqua del 1924 affinché l'intuizione diventi conversione. Data segnata in calce sul suo Digesto, strumento di lavoro quotidiano per un docente di diritto romano.

Non è estranea a questa scoperta l'incontro con mons. Mariano Rampolla del Tindaro[3], fratello del prof. Federico Rampolla.

« […] è un'alba nuova della vita. Io non dimenticherò mai quella Pasqua 1924, in cui ricevei Gesù Eucaristico: risentii nelle vene circolare una innocenza così piena, da non potere trattenere il canto e la felicità smisurata. »
(Lettera di Giorgio La Pira a Salvatore Pugliatti)

L'incontro eucaristico si tramuta in bisogno di comunione, desiderio di consacrazione[4] che sarà appagato divenendo terziario domenicano già nel 1925, a Messina, assumendo il nome di Fra Raimondo, nel primo nucleo di terziari fondato dal padre Enrico de Vita OP in Sicilia, e successivamente, grazie ad una speciale dispensa anche terziario francescano attraverso la fondazione dell'Istituto della Regalità voluto dal francescano Padre Agostino Gemelli. La Pira sceglie di essere "libero apostolo del Signore", come lui stesso si definisce cercando la sua missione nella società.

Nel 1926 si trasferisce a Firenze seguendo il professor Emilio Betti, relatore della sua tesi di Diritto romano; qui, in qualità di terziario La Pira viene ospitato presso il convento domenicano di San Marco, si laurea con lode presentando una tesi sulla successione ereditaria. L'anno dopo divenne professore supplente di Diritto Romano all'Università di Firenze e nel 1934 diventa ordinario. Fonda la "Messa di San Procolo", per l'assistenza materiale e spirituale dei poveri.

Francobollo commemorativo emesso dalle Poste Italiane nel centenario della nascita.

Nel 1939 fonda «Principi», rivista in lingua latina volta alla difesa dei diritti della persona umana, critica il fascismo e condanna apertamente l'invasione della Polonia. La rivista è soppressa dal regime. In quegli anni tra i suoi studenti c'è anche il sociologo Franco Fortini. La Pira crea nel 1943 il foglio clandestino San Marco. Il regime fascista lo avverserà e costringerà La Pira ad interrompere le pubblicazioni[5]. Nel luglio dello stesso anno prese parte ai lavori che portarono alla redazione del Codice di Camaldoli.

In seguito è ricercato dalla polizia e fugge prima a Siena e poi a Roma. Tornerà alla sua vita fiorentina nel 1945.

Impegno politico[modifica | modifica wikitesto]

La vocazione sociale di La Pira si esprime nell'impegno politico; alle accuse e gli avvertimenti mossigli da più parti, circa il pericolo di compromissione nell'attività politica, risponderà:

« Non si dica quella solita frase poco seria: la politica è una cosa 'brutta'! No: l'impegno politico -cioè l'impegno diretto alla costruzione cristianamente ispirata della società in tutti i suoi ordinamenti a cominciare dall'economico- è un impegno di umanità e di santità: è un impegno che deve potere convogliare verso di sé gli sforzi di una vita tutta tessuta di preghiera, di meditazione, di prudenza, di fortezza, di giustizia e di carità. »
(Da La nostra vocazione sociale. Giorgio La Pira)

La costituente[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1946 viene eletto all'Assemblea costituente ed è parte integrante del nucleo centrale del "dossettismo": nello stesso anno insieme a Giuseppe Dossetti e ad altri, fonda l'associazione Civitas Humana; fa parte della cosiddetta "comunità del porcellino", collabora alla rivista "Cronache Sociali". Il gruppetto di sodali è formato da Giuseppe Dossetti, Amintore Fanfani, La Pira, Giuseppe Lazzati.

La Pira svolge un'opera apprezzata nell'ambito della "Commissione dei 75", specialmente nella redazione dei Principi Fondamentali. L'attuale Art. 2 della Costituzione viene modellato attorno alla sua proposta iniziale. L'Articolo 2 della Costituzione Italiana, recita: «La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale».

La sua Relazione alla Sottocommissione I accostò la centralità dell'individuo secondo la tradizione cristiana alla religione di stato di stampo hegeliano realizzata dal fascismo in Italia. A causa di tale esperienza storica trovava necessaria una specifica menzione dei diritti umani nella Costituzione italiana, per la prima volta nella storia dell'Occidente.

« Alcune Costituzioni recenti (Austria 1920, Lettonia 1932, Polonia 1935) mancano di tale premessa: e ne mancano per la ragione che gli essenziali e tradizionali diritti dell'uomo sono in esse considerati come il presupposto tacito ed ineliminabile di ogni Costituzione. Diverso è il caso per la nuova Costituzione italiana: essa è necessariamente legata alla dura esperienza dello stato "totalitario", il quale non si limitò a violare questo o quel diritto fondamentale dell'uomo: negò in radice l'esistenza di diritti originari dell'uomo, anteriori allo stato: esso anzi, accogliendo la teoria dei "diritti riflessi", fu propugnatore ed esecutore di questa tesi: - non vi sono, per l'uomo, diritti naturali ed originari; vi sono soltanto concessioni, diritti riflessi: queste "concessioni" e questi "diritti riflessi", possono essere in qualunque momento totalmente o parzialmente ritirati, secondo il beneplacito di colui dal quale soltanto tali diritti derivano, lo Stato. »
(Giorgio La Pira)

Sottosegretario con Fanfani[modifica | modifica wikitesto]

Eletto alla Camera dei deputati nel Collegio di Firenze - Pistoia con le elezioni del 18 aprile 1948, fu nominato sottosegretario al Ministero del Lavoro e Previdenza sociale nel Governo De Gasperi V. Ministro era l'amico Amintore Fanfani.

La Pira sindaco[modifica | modifica wikitesto]

Il 6 luglio 1951 è eletto sindaco di Firenze. Tra i suoi primi atti volle, come gesto simbolico della sua linea politica, conferire al galeatese don Giulio Facibeni il titolo di Cittadino Benemerito di Firenze per la sua Opera della Divina Provvidenza Madonnina del Grappa.

Sarà sindaco per due momenti: 1951-1957 e 1961-1964. Tra le principali realizzazioni si ricordano la ricostruzione dei ponti Alle Grazie, Vespucci e Santa Trinita distrutti dalla guerra, la creazione del quartiere-satellite dell'Isolotto, l'impostazione del quartiere di Sorgane, la costruzione di moltissime case popolari, la riedificazione del teatro comunale, la realizzazione della centrale del latte, la ripavimentazione del centro storico. Firenze viene dotata di un numero di scuole tale da ritardare di almeno vent'anni la crisi dell'edilizia scolastica in città.[6] Di fronte al grave problema degli sfrattati, respinta la sua richiesta di graduare gli sfratti da parte dei proprietari, La Pira chiese ad essi di affittare al Comune un certo numero di abitazioni non utilizzate. In mancanza di una disponibilità in tal senso, ordinò la requisizione degli immobili stessi, basandosi su una legge del 1865 che dà la facoltà al Sindaco di requisire alloggi in presenza di gravi motivi sanitari o di ordine pubblico. Davanti al Consiglio comunale tenne un accorato discorso in difesa del suo operato:

« Ebbene, signori Consiglieri, io ve lo dichiaro con fermezza fraterna ma decisa: voi avete nei miei confronti un solo diritto: quello di negarmi la fiducia!

Ma non avete il diritto di dirmi: signor Sindaco non si interessi delle creature senza lavoro (licenziati o disoccupati), senza casa (sfrattati), senza assistenza (vecchi, malati, bambini, ecc.). È il mio dovere fondamentale questo: dovere che non ammette discriminazioni e che mi deriva prima che dalla mia posizione di capo della città -e quindi capo della unica e solidale famiglia cittadina- dalla mia coscienza di cristiano: c'è qui in giuoco la sostanza stessa della grazia e dell'Evangelo! Se c'è uno che soffre io ho un dovere preciso: intervenire in tutti i modi con tutti gli accorgimenti che l'amore suggerisce e che la legge fornisce, perché quella sofferenza sia o diminuita o lenita. Altra norma di condotta per un Sindaco in genere e per un Sindaco cristiano in ispecie non c'è! »

La Pira con Enrico Mattei, presidente dell'ENI

Interviene attivamente e con successo presso Enrico Mattei a difesa dei posti di lavoro delle officine Pignone, la cui crisi aveva colpito duramente la regione Toscana minacciando di coinvolgere tremila operai. Nel 1972 i lavoratori delle officine Pignone, ispirandosi ai principi di umanità e cristianità di Giorgio La Pira[senza fonte], fondano il G.I.D.S.(Gruppo Internazionale Donatori di Sangue). In seguito si adopera per le Officine Galileo e la Cure.

Per il suo intervento, fu accusato di statalismo e di "comunismo bianco". Tra gli altri critici a difesa della libera iniziativa don Luigi Sturzo che lo ammoniva del rischio di finire in un "marxismo spurio" se non si atteneva ai principi del non-statalismo e dell'interclassismo. La Pira rispose così:

« 10000 disoccupati, 3000 sfrattati, 17000 libretti di povertà. Poi le considerazioni: ..cosa deve fare il sindaco? Può lavarsi le mani dicendo a tutti: "scusate, non posso interessarmi di voi perché non sono statalista ma interclassista?" »
(Giorgio La Pira)

Ad iniziare dal 1947 La Pira ispirò la nascita di un movimento cattolico giovanile fiorentino denominato "Obiettivo Giovani di San Procolo", dal luogo ove egli si riuniva in preghiera coi volontari. Suo discepolo e braccio destro per tale iniziativa fu il giovane sacerdote fiorentino Danilo Cubattoli, il quale, insieme a Ghita Vogel, Ulisse e Marigù Pelleri e Fioretta Mazzei, dette vita sotto l'egida di La Pira ad una vera e propria associazione che si concentrò sull’assistenza e l’avviamento professionale di giovani provenienti dalle più umili classi cittadine. Nei successivi decenni il sodalizio ha stimolato istituzioni e privati a prevenire e superare situazioni di disadattamento e di emarginazione di molti giovani in difficoltà. Questa creatura originata dalla passione cristiana di Giorgio La Pira e di Danilo Cubattoli poté fregiare Firenze dell'apertura della prima casa famiglia italiana nei primi anni cinquanta. Presidente della società San Vincenzo de' Paoli, di Firenze, ne animò le attività caritative e sociali.

Tomba di Giorgio La Pira nella chiesa di San Marco a Firenze

Con La Pira Firenze si gemella con Filadelfia, Kiev, Kyoto, Fez e Reims. Il segretario generale dell'ONU U Thant e l'architetto Le Corbusier vengono nominati cittadini onorari di Firenze. La Pira cerca di promuovere a Firenze il Comitato internazionale per le ricerche spaziali, una tavola rotonda sul disarmo, iniziative tese a mettere in luce il valore e l'importanza del terzo mondo e degli emergenti stati africani. Fra i protagonisti di queste iniziative c'è Ernesto Balducci. La Pira invita a Firenze il Presidente del Senegal Léopold Senghor. Per primo lancia l'idea dell'università europea da istituire a Firenze.

Pace e Guerra fredda[modifica | modifica wikitesto]

La Pira nel 1952 organizza il Primo Convegno internazionale per la pace e la civiltà cristiana. Da esso ha inizio un'attività, unica in Occidente, tesa a promuovere contatti vivi, profondi, sistematici tra esponenti politici di tutti i Paesi. Nel 1955 i sindaci delle capitali del mondo siglano a Palazzo Vecchio un patto di amicizia. A partire dal 1958 organizza i Colloqui mediterranei cui partecipano, tra gli altri, rappresentanti arabi ed israeliani. Nel 1959 La Pira, invitato a Mosca, parla (dopo il benestare papale[7], ma non quello del Ministro degli esteri italiano), al Soviet Supremo in difesa della distensione e del disarmo.[8]

Negli anni difficili della crisi tra Stati Uniti e Unione Sovietica riuscì a far riunire a Firenze la nona sessione della tavola rotonda Est-Ovest sul disarmo. Nella città di Adjubei ricevette uno dei massimi dirigenti dell'Urss e la figlia di Krusciov.

Durante la guerra del Vietnam organizzò un simposio a Firenze, dal quale venne lanciato un appello per la pace.

Compì un viaggio ad Hanoi facendo tappa a Varsavia, Mosca, Pechino, riuscendo ad ottenere una proposta di pace che naufragò a causa di un'anticipazione sui giornali statunitensi.

A Palazzo Vecchio, nel 1958, ricevette la più alta autorità di Pechino. Destò scandalo e ilarità lo spiritoso saluto: Dica al suo Governo che la Repubblica popolare di San Procolo riconosce la Repubblica Popolare di Cina. È necessario ricordare che all'epoca la Repubblica Italiana riconosceva l'autorità della Repubblica di Cina (Taiwan) come unico governo legittimo cinese.

Nel 1965 si reca in Vietnam e incontra di persona Ho Chi Minh. Lavorarono insieme a una bozza di accordo bilaterale, ma la proposta sarà rifiutata l'anno dopo, quando il presidente degli USA Johnson ricevette da La Pira e Fanfani il messaggio di Ho Chi Minh. Alla conclusione della disastrosa esperienza bellica, gli USA accettarono condizioni decisamente più sfavorevoli di quelle proposte nella sua mediazione, conferma La Pira stesso[9].

La Federazione Mondiale delle Città Unite[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1967 La Pira viene eletto presidente della Federazione Mondiale delle Città Unite. Il suo slogan è "Unire le città per unire le nazioni". Dopo la guerra dei sei giorni visita Hebron, Gerusalemme, l'Egitto. Ha lunghi colloqui con il ministro degli esteri di Israele Abba Eban, con il Presidente egiziano Nasser e con i sindaci di Hebron, di Betlemme e i rappresentanti palestinesi di Gerusalemme est nella Cisgiordania occupata. Nel 1968 al Convegno dei Giovani della Federazione dichiara "I giovani sono come le rondini, vanno verso la primavera". Per sei anni si adopera attivando ad ogni livello le istituzioni di tutto il mondo (città, regioni, stati) tramite la Federazione perché si organizzino incontri al vertice in materia di disarmo, pace e sicurezza. Nel 1973 si tengono a Helsinki nell'ambito della Conferenza per la sicurezza e cooperazione in Europa (CSCE) le Helsinki consultations, multilaterali preparatori. Non a caso l'operare politico di La Pira è stato definito con l'espressione "l'arte della pace". Fu fortemente orientato alla multilateralità, alla pariteticità e alla compresenza di più livelli di dialogo per rendere giustizia alla complessità dei conflitti.

Più tardi, La Pira, già protagonista di tentativi di mediazione sul divorzio tra cattolici e comunisti, fu tra i componenti del comitato promotore del referendum abrogativo della legge che nel 1970 introdusse in Italia il divorzio.

Spiritualità[modifica | modifica wikitesto]

« Tutto si può capire di La Pira con la fede, niente si può capire di lui senza la fede. »
(Omelia ai funerali di La Pira, cardinale Giovanni Benelli)

Giorgio la Pira si forma spiritualmente nell'Azione Cattolica Italiana; di ferrea formazione domenicana è importante anche il legame con la spiritualità francescana, come testimoniano le sue molteplici visite a La Verna, Assisi, ove ebbe frequentazione e rapporti epistolari con il presidente degli studi francescani Arnaldo Fortini e di conseguenza la devozione a santi francescani, quali Camilla da Varano, ossia la beata Battista. La spiritualità lapiriana è incentrata sulla visione profetica della storia (Mutuata dal profeta Isaia) e del tempo presente in cui continua l'azione di Dio. Partendo dalla attualità della Resurrezione, descritta come "Lievito trasformatore [...] della realtà cosmica e storica", La Pira pone la figura di Cristo, vivente, come riconciliatore dell'uomo con Dio: attraverso l'incarnazione, ogni problema umano è visitato, nobilitato, riscattato, non solo una volta per tutte, ma continuamente nel corso della storia. A Cristo, sostiene La Pira, deve assimilarsi attraverso la grazia, come dice san Paolo, ogni fedele, nella sua vita attiva ed interiore.[10]. La Pira considera imperante la dimensione contemplativa nella vita interiore, di cui, considerato il suo impegno prevalentemente pubblico, sente la mancanza. Non ne dimentica invece l'importanza, come attestano le lettere al Carmelo (vedi nelle opere) in cui continuamente chiede che l'impegno politico sia accompagnato dall'impegno spirituale. La profonda azione sociale è, infatti, fondata sul comandamento dell'amore, inteso come la realizzazione del Corpo mistico della Chiesa nella storia dell'umanità.

Beatificazione[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1986 sotto papa Giovanni Paolo II è stata avviata la sua causa di beatificazione. A Firenze alcuni lo indicano come il "sindaco santo"[11], come lo chiamavano i poveri della Messa di San Procolo. Il 4 aprile 2005 si è chiusa la fase diocesana della causa di beatificazione. Al termine i documenti sono stati inviati in Vaticano. A fine ottobre 2007, in previsione del trentennale della sua morte, le sue spoglie sono state traslate nella chiesa fiorentina di san Marco.

Intitolazioni[modifica | modifica wikitesto]

Lapide sulla facciata della casa messinese di Giorgio La Pira

Nel 1996, durante il congresso cittadino del Partito Popolare Italiano di Asola (MN) gli è stata dedicata la sezione del partito.

Il 20 gennaio 2008, nel corso del Primo congresso cittadino del Partito Democratico di Manfredonia gli è stata dedicata la sezione del Partito della città garganica.

A Caserta è a lui intitolato l'oratorio della cattedrale, punto di riferimento e di aggregazione per i giovani della città.

Il 5 ottobre 2008 a Pozzallo, città natale di Giorgio La Pira, in occasione dell'inaugurazione gli fu intitolato il nuovo eliporto costruito nell'area adiacente al porto di Pozzallo.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • La successione ereditaria intestata e contro il testamento in diritto romano, Firenze, Vallecchi, 1930.
  • L'anima di un apostolo. Vita interiore di Ludovico Necchi, Milano, Vita e Pensiero, 1932.
  • La nostra vocazione sociale, Roma, AVE, 1945.
  • La vita interiore di Luigi Moresco, Roma, AVE, 1945.
  • Premesse della politica, Firenze, Libreria Editrice Fiorentina, 1945.
  • Il valore della persona umana, Milano, Istituto di Propaganda Libraria, 1947.
  • Architettura di uno Stato democratico, Roma, Edizione Servire, 1948.
  • Istituzioni di Diritto Romano, Firenze, Editrice Universitaria, 1948 (litografato).
  • L'attesa della povera gente, Firenze, Libreria Editrice Fiorentina, 1951.
  • Per un'architettura cristiana dello Stato, Firenze, Libreria Editrice Fiorentina, 1954.
  • Principi, a cura di Angelo Scivoletto, Firenze, Philosophia, 1955.
  • Così in terra come in cielo, Milano, O.R., 1970.
  • Unità, disarmo e pace, prefazione di H. Camara, Firenze, Cultura, 1971.
  • La genesi del sistema nella giurisprudenza romana, Firenze, Setti, 1972.
  • Principi, ristampa fotostatica con prefazione di Giorgio La Pira, Firenze, Libreria Editrice Fiorentina, 1974.

Altri scritti:

  • Una testimonianza cristiana, Firenze, Libreria Editrice Fiorentina, 1955 (Collana Documenti 1).
  • Libro bianco sulle Officine Galileo, Firenze, Libreria Editrice Fiorentina, 1959.
  • Carteggio di La Pira con Malenkov e Chruscev. Le armi atomiche. Religione e realismo, a cura di Mario Castelli, estratto dalla rivista "Aggiornamenti Sociali", XVI, febbraio-marzo 1965, nn. 2-3, Milano, Centro Studi Sociali, 1965.
  • Ciò che dice La Pira oggi, a cura di Vittorio Citterich, Libreria Editrice Fiorentina 1970 (Collana Quaderni di Corea 5), 1970.
  • Natale 1974. La Badia. Foglio settimanale di lettura, a cura di L. Cavini, Cassa di Risparmio di Firenze, 1974. (Ristampa anastatica 1991).

Scritti di Giorgio La Pira pubblicati postumi (divisi per anno di pubblicazione).

1978

  • Il sentiero di Isaia, Firenze, Cultura 1978. Seconda edizione 1979; nuova edizione riveduta e dal titolo Il Sentiero di Isaia. Scritti e discorsi 1965-1977, a cura di Gianni Giovannoni e Giorgio Giovannoni, con prefazione di M. Gorbaciov, Firenze, Cultura Nuova, 1996; nuova edizione interamente riveduta con prefazione di Walter Veltroni, Milano, Edizioni Paoline, 2004.
  • A. Fanfani, Giorgio La Pira: un profilo e 24 lettere, Milano, Rusconi 1978.
  • Lettere alle claustrali, a cura di Giuseppe Lazzati, Milano, Vita e Pensiero 1978.

1979

  • La casa comune. Una costituzione per l'uomo, a cura di Ugo De Siervo, Firenze, Cultura 1979; seconda edizione Firenze, Cultura Nuova Editrice, 1996.

1980

  • Lettere a Salvatore Pugliatti (1920-1939), a cura di Francesco Mercadante, Roma, Studium, 1980.
  • G. La Pira-S.Quasimodo, Carteggio, a cura di A. Quasimodo, Milano, Scheiwiller 1980;nuova edizione ampliata e annotata a cura di Giuseppe Militi, Modena, Artioli Editore, 1998.

1981

  • Lettere a casa (1926-1977), a cura di Dino Pieraccioni, Milano, Vita e Pensiero, 1981.

1985

  • Lettere al Carmelo, a cura di Dino Pieraccioni, Vita e Pensiero, 1985; seconda edizione ampliata Milano, Vita e Pensiero, 1987

1986

  • Una strategia di speranza, Nuovo Pignone, Firenze, 1986

1987

  • Sangiani A., Giorgio La Pira-Don Giuseppe Brusadelli. Un carteggio inedito, Enzo Pifferi, Como, 1987

1988

  • Giorgio La Pira Sindaco. Scritti, discorsi e lettere, a cura di Ugo De Siervo, Gianni Giovannoni, Giorgio Giovannoni, vol. I, 1951-1954, Firenze, Cultura Nuova, 1988
  • Giorgio La Pira Sindaco. Scritti, discorsi e lettere, a cura di Ugo De Siervo, Gianni Giovannoni, Giorgio Giovannoni, vol. II, 1955-1957, Firenze, Cultura Nuova, 1988
  • Giorgio La Pira Sindaco. Scritti, discorsi e lettere, a cura di Ugo De Siervo, Gianni Giovannoni, Giorgio Giovannoni, vol. III, 1961-1965, Firenze, Cultura Nuova, 1988

1989

  • G. La Pira, I colloqui della Badia con un'appendice di lettere e documenti, a cura di Renzo Poggi, Firenze, Libreria Editrice Fiorentina, 1989.

1992

  • G. La Pira, Il fondamento e il progetto di ogni speranza, a cura di A. Alpigiano Lamioni e P. Andreoli, prefazione di G. Dossetti, Roma, AVE, 1992 (il volume raccoglie gli articoli di La Pira apparsi sulla rivista "Il focolare" dal 1948 al 1977).
  • La Badia foglio di S. Procolo, a cura di Nicola Lisi, Pietro Parigi, Giorgio La Pira, Firenze, Libreria Editrice Fiorentina, 1992 (Collana Ricerca del Graal - Documenti e Testi di spiritualità 22).

1993

  • Lettere alla sorella Peppina e ai familiari, a cura di L.Rogasi, Milano, Vita e Pensiero, 1993.

1994

  • La Pira autobiografico. Pagine antologiche, Torino, SEI, 1994.

1995

  • G. La Pira, Gli scritti giovanili in G. Miligi, Gli anni messinesi e le "parole di vita" di Giorgio La Pira, Messina, Intilla Editore, 1995.

1996

  • La Pira a Gronchi. Lettere di speranza e di fede (1952-1964), a cura di G. Merli e E. Sparisci, Pisa, Giardini, 1996.
  • G. La Pira, Per la FUCI, a cura della Fondazione G. La Pira e dell'Opera Madonnina del Grappa, Firenze 1996, 12 pp. (supplemento a «il Focolare» del 4 aprile 1996).
  • L'Assunzione di Maria, riedizione a cura della Fondazione La Pira e delle Monache benedettine di Marinasco, Firenze, Fondazione La Pira, 1996.

1998

  • Giorgio La Pira-Salvatore Quasimodo, Carteggio, nuova edizione ampliata e annotata a cura di Giuseppe Miligi, Modena, Artioli, 1998

2001

  • Principi. Ristampa anastatica della edizione Libreria Editrice Fiorentina, 1974 con indice generale e delle fonti, a cura del Centro Studi su Diritto Romano e Sistemi Giuridici – CNR – Università La Sapienza di Roma, Torino, Giappichelli, 2001.
  • Il sogno profetico del Giubileo. Testi e riflessioni per gli Anni Santi 1925, 1950, 1975, Fondazione Giorgio La Pira - I Libri della Badia 1, Firenze, Polistampa, 2001.

2003

  • Caro Giorgio...Caro Amintore. 25 anni di storia nel carteggio La Pira-Fanfani, Fondazione Giorgio La Pira - I Libri della Badia 4, Firenze, Polistampa, 2003.
  • Scivoletto A., Giorgio La Pira. La politica come arte della pace, Antologia di testi. (Collana Il pensiero politico e sociale dei cattolici italiani n.28) Roma, Edizioni Studium, 2003.

2004

  • Beatissimo Padre. Lettere a Pio XII, a cura di Andrea Riccardi e Isabella Piersanti, Milano, Mondadori, 2004.
  • Scintille di spiritualità, scritti pubblicati su “Vita cristiana”, a cura di p. Fausto Sbaffoni O. P. e Giulio Conticelli, Firenze, Nerbini, 2004.

2006

  • Il grande lago di Tiberiade, lettere di Giorgio La Pira per la pace nel Mediterraneo, a cura di M. Giovannoni, I libri della Badia 7, Firenze, Polistampa, 2006.

2007

  • G. La Pira, Scritti vincenziani, a cura di Giancarlo Gallici, Roma, Città Nuova, 2007.
  • I miei pensieri, a cura di Riccardo Bigi, Firenze Società Editrice Fiorentina, 2007.

2008

  • Giorgio La Pira. Un San Francesco nel Novecento - curato da: Carmelo Vigna, Elisabetta Zambruno con saggio di G. Bellia, Bologna, AVE, 2008.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Schede biografiche della Fondazione La Pira, Vedi collegamenti esterni.
  2. ^ L'episodio è ricordato da Fioretta Mazzei, che conclude dicendo "[…] il professore doveva essere poco più che quindicenne", vedi Bibliografia, "Grinta cristiana di Giorgio La Pira"
  3. ^ vedi Bibliografia, "Grinta cristiana di Giorgio La Pira"
  4. ^ vedi Bibliografia, "Nostalgia dell'altro. La spiritualità di Giorgio La Pira"
  5. ^ Vedi Alessandro Bedini: "Giorgio La Pira, fra Italia e mondo". (archiviato dall'url originale il ).
  6. ^ A. Lugli, Giorgio La Pira, Padova 1978, pag. 40
  7. ^ Fonte: vedi Bibliografia, "Grinta cristiana di Giorgio La Pira"
  8. ^ Fonte: [1] Biografie antifascisti
  9. ^ Bosco Teresio. Grinta cristiana di Giorgio La Pira. Elledici. ISBN 88-01-03158-0
  10. ^ Vedi Bibliografia. Nostalgia dell'altro.
  11. ^ Vedi Bibliografia: "La grinta cristiana di Giorgio La Pira"

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

1955

  • Brischoux C., Georges La Pira, préface de Jean Daniélou, Paris, Le Puy, 1955, traduzione italiana di Anna Zampori con il titolo Giorgio La Pira Sindaco con Dio, prefazione di Lorenzo Bedeschi, Milano, Massimo, 1956 (Collana Inchieste 1); traduzione spagnola con il titolo Jorge La Pira Alcalde de Florencia, prologo y version espaňola por Eduardo Lopez Sanz, Desclée de Brouwer

1957

  • Jacob M., Giorgio La Pira der seltsame Burgermesister von Florenz, Colmar, Verlag Alsatia 1955, traduzione francese Giorgio La Pira Maire de Florence, traduzione di A. Thumann, Colmar, Editions Alsatia 1955; traduzione italiana Giorgio La Pira Sindaco di Firenze, Firenze, Vallecchi, 1955

1957

  • Di Franca N. M., Giorgio La Pira. Il sindaco dai calzini bianchi, collana "Biografie di Contemporanei", Modena, Edizioni Paoline, 1957
  • G. Vallquist, Giorgio La Pira, Natur och Kultur, Stoccolma, 1957.

1959

  • Un pont de prières entre l'Occident et l'Orient: La Pira en URSS, « Informations Catholiques Internationales», 1 novembre 1959, pp. 15–24.

1960

  • Citterich V., La Pira in Russia, Scuola Tipografica Casa Buoni Fanciulli Quaderni di «Prospettive Ferraresi», Ferrara 1960, pp. 29

1964

  • Lo Svizzero, La Pira e la via cattolica al comunismo, collana "I libri del Borghese", Milano, Edizioni del Borghese, 1964

1977

  • Fiorillo L., I fondamenti teorici dell'impegno politico di Giorgio La Pira (1926-1945) in Novecento minore. Intellettuali e società in Italia, a cura di Giovanni Invitto, Lecce, Messapica Editrice 1977 (con bibliografia degli scritti di Giorgio La Pira)
  • Stefani L., Ricordando Giorgio La Pira, Quaderni de "Lo Sprone", Firenze 1977.

1978

  • A Giorgio La Pira in "Domenicani. Bollettino bimestrale della Provincia di S. Marco e Sardegna", XII (1978), n. 1.
  • Firenze per Giorgio La Pira, in "Quaderni. Speciale", a cura di Marcello Lazzerini, Firenze, Comune di Firenze, 1978.
  • Giorgio La Pira in "Testimonianze", XXI (1978), nn. 203-206, aprile-luglio 1978.
  • La Pira credente e mistico, in " Rivista di ascetica e mistica", 1978, n.1, Firenze 1978.
  • Per Giorgio La Pira, a cura della Provincia di Firenze, Firenze, 1978.
  • Coppetti M., Vaselli F., Giorgio La Pira agente d'Iddio. Dal "Rapporto segreto di Kruscev" al viaggio ad Hanoi, Milano, Libreria Feltrinelli, 1978.
  • FanfaniA., Giorgio La Pira: un profilo e 24 lettere, Milano, Rusconi, 1978.
  • Lugli A., I big della pace. Giorgio La Pira, Padova, Edizione del Messaggero Padova, 1978.
  • Seconda edizione con il titolo Giorgio La Pira messaggero di pace, Padova, Editrice Grafiche Messaggero di S. Antonio 1987.

1980

  • Omaggio a La Pira. Incontro tra due città Firenze e Pozzallo, a cura del Comune di Pozzallo, Ragusa, 1980.
  • Miligi G., Gli anni messinesi di Giorgio La Pira, prefazione di A. Fanfani, Milano, All'insegna del Pesce d'Oro 1980.

1981

  • Mazzei F., La Pira: cose viste e ascoltate, Firenze, Libreria Editrice Fiorentina, 1981.
  • Del Noce A., Il cattolico comunista, Milano, Ediz. Rusconi, 1981

1982

  • Carlino S. L., L'umanesimo cristiano di Giorgio La Pira tra storia e profezia, Roma, Pontificia Università Lateranense 1982

1983

  • AA.VV, La Pira oggi, Atti del 1º Convegno di studi sul messaggio di Giorgio La Pira nell'epoca presente, Firenze, 4-7 novembre 1981, Firenze, Cultura Editrice 1983
  • Possenti V., Giorgio La Pira e il pensiero di San Tommaso, Milano, Massimo 1983
  • Roggi P., I cattolici e la piena occupazione. L'attesa della povera gente di Giorgio La Pira, Milano, A. Giuffré Editore 1983

1984

  • La Pira e Prospettive in "Prospettive. Numero speciale", XVI (1984), n. 85
  • Rivoluzione tecnologica e scelte economiche. Rileggendo "L'attesa della povera gente di Giorgio La Pira", "Quaderni di Prospettive. 3", supplemento al n. 85 di "Prospettive", XVI (1984)
  • Botticelli R., Giorgio La Pira il sindaco della pace, Brescia, Editrice La Scuola 1984
  • Galli G., ...ha difeso la Pignone, Firenze, Libreria Editrice Fiorentina 1984

1985

  • Bernabei D. Giuntella P., Giorgio La Pira "venditore di speranza", Roma, Città Nuova Editrice, 1985
  • Giovannoni G., La Pira, uomo di pace, "Quaderni della Biblioteca Comunale di Terranuova Bracciolini", n. 14, settembre 1985
  • Raneri G., I figli del terremoto, prefazione di Giuseppe Miligi, Messina, Editrice Pungitopo, 1985
  • AA.VV. 8º Anniversario della morte di Giorgio La Pira messaggero di pace nel mondo, Modica, Litografia La Grafica, 1985

1986

  • Balducci E., Giorgio La Pira, S. Domenico di Fiesole, Edizioni Cultura della Pace 1986 (Collana I Maestri)
  • Citterich V., Un santo al Cremlino. Giorgio La Pira, Milano, Edizioni Paoline 1986

Seconda edizione: Edizioni Paoline 1992 (Collana Testimoni di ieri e di oggi 8)

  • Maffeo P., Giorgio La Pira, Bologna, EDB 1986 (Collana Cammini dello Spirito)
  • Parenti G., Acli e sindacato a Firenze negli anni 1945-1950, Firenze, Cultura Editrice 1986
  • AA.VV., La Pira e la politica. Atti del 7º incontro di formazione culturale, S. Biagio in Mondovì 26 ottobre 1986, Firenze, Cultura Editrice 1987
  • Doni R., La città sul monte, Rusconi 1986
  • Nargi L., Giorgio La Pira e la Madonna di Castelvetere, Tipografia Grappone, Avellino 1986

1987

  • AA. VV., La pace profezia della politica. La testimonianza di Giorgio La Pira, Bologna, EMI 1987
  • Antonielli A., Giorgio La Pira, il testimone del tempo, l'amministratore, il politico. Il primo periodo dell'amministrazione di Firenze (1951-1954), Firenze, Cultura Editrice 1987
  • Di Tullio U., Le requisizioni di Giorgio La Pira. Analisi storico-giuridica, Roma, Editrice La Parola 1987

Seconda edizione in formato elettronico: il glifo ebooks, 2012

  • Rizzo A., Il problema della giustizia e della pace nel pensiero di Giorgio La Pira, Treviso, Teorema 1987
  • Signorini M., La Pira. L'ultima campagna elettorale, Firenze 1987

1989

  • Di Capua G., I professorini alla Costituente, Roma, Edizioni EBE 1989
  • Sigona F. Q., La Pira e i Pozzalesi, Pozzallo, Edi, 1989

1990

  • Chenaux P., Une Europe Vaticane? Entre le Plan Marshall et le Traités de Rome, Bruxelles, CIACO, 1990, pp. 215–232
  • Fagiolo G., Un comunistello di sagrestia. Giorgio La Pira e il crollo del comunismo, prefazione di G. Andreotti, Roma, Logos, 1990 (Collana Protagonisti 6)
  • Carlino S. L., Il "senso" della storia negli scritti di Giorgio La Pira, presentazione di Cesare Martino, Firenze, Cultura Nuova Editrice 1990
  • Carlino S. L., Storia e testimonianza. Saggio sul linguaggio di Giorgio La Pira, presentazione di Aniceto Molinari, Firenze, Cultura Nuova Editrice 1990
  • Meridiani, La Pira giovane. Itinerario storico e spirituale fino alla pubblicazione di Principi (1904-1939), Firenze, Cultura Nuova Editrice 1990
  • Thome A., Die Leiden der Volker begriffen. Giorgio La Pira Christ und Poltiker, Trier, Paulinus Verlag, 1990
  • Galloni G., Il magistero di Giorgio La Pira al tornante della storia odierna , I Quaderni de «Il Focolare», Firenze, 1990

1991

  • Amodeo N., Giorgio La Pira costituente, prefazione di Giuliano Amato, Roma 1991
  • Cioffi M., Giorgio La Pira. Dal diritto e dalla storia al sentiero di Isaia, Firenze 1991
  • Citterich V., Professore mi ricordo. Lettere a Giorgio La Pira. 1981-1991, presentazione di Enzo Biagi, Torino, Nuova Eri Edizioni Rai 1991
  • Leoni S., La formazione del pensiero politico di Giorgio La Pira, Firenze, Cultura Nuova Editrice 1991
  • Perrone S., "Hello" disse La Pira "ci sono i grilli a Firenze", Reggio Emilia, Città Armoniosa, 1991 (Collana Città Armoniosa 4 )
  • Sica M., Marigold non fiorì. Il contributo italiano alla pace nel Vietnam, Firenze, Ponte alle Grazie, 1991

1992

  • De Miribel E., Espérer contre toute espérance. Giorgio La Pira. Un prophète au coeur de notre histoire, préface de Jean Lacouture, Paris, Desclée de Brouwer 1992. Traduzione italiana di G. Carocci con il titolo Giorgio La Pira. Sperare contro ogni speranza, presentazione di Francesco Malgeri, Roma, Città Nuova, 1994
  • Giorgio La Pira visto da Giuseppe Lazzati, a cura di O. Oberti, Dossier Lazzati 2, Roma, AVE, 1992

1993

  • AA.VV., La Pira e gli anni di "Principi". La riflessione su Tommaso d'Aquino e la lotta alla dittatura, Firenze, Cultura Nuova (Collana Spes contra Spem), 1993
  • Burigana R., Giorgio La Pira uomo del dialogo, San Pietro in Cariano – Verona, Il Seggio (Collana Testimoni di un'Europa senza frontiere 4), 1993
  • Lensi Orlandi G.C., Con San Francesco e con La Pira, Pescia, Stamperia Benedetti, 1995

1994

  • Chenaux P., Paul VI et Maritain. Les rapports du "montinianisme" et du "maritanisme", Istituto Paolo VI Brescia, Saggi 3, Roma, Studium 1994, pp. 45–57

1995

  • Miligi G. , Gli anni messinesi e le "parole di vita" di Giorgio La Pira, Messina, Intilla, 1995 (Collana Biblioteca di Cultura 14)
  • Pancaldo D., Dentro le speranze dell'uomo un testimone attuale. Giorgio La Pira cattolico, Quaderni di Ora Insieme, Comunità Maria Madre Nostra dell'AIAS, Pistoia, 1995
  • Ryan L.C. M., Principios y practica de la ética social segun La Pira, (Excerpta ex dissertatione ad Doctorandum in Facultate philosophiae Pontificiae Universitatis Gregorianae), Roma, 1995
  • Nargi L., Giorgio La Pira a Castelvetere, Lioni, Poligrafica Irpina, 1995

1996

  • Cattolici e mercato: la grande polemica. Giorgio La Pira e Luigi Sturzo, a cura di D. Antiseri, Roma, Ideazione, 1996
  • Dall'Asta G., Giorgio La Pira (1904-1977), Urbino, Quattroventi, 1996
  • Murgia O., Giorgio La Pira impegno cristiano e politico, Roma, Dehoniane (Collana Futuroggi), 1996
  • Palagi P., Giorgio La Pira. Politica e opzione per i poveri, Bologna, EDB (Collana Oggi e domani 25), 1996

1997

  • Di Scala F., Giorgio La Pira venditore di speranza, introduzione di Mons. Max Lauro, Ischia, Circolo Culturale L'Impegno, 1997
  • Piva L., Giorgio La Pira. L'eterno nel tempo l'utopia del Regno per trasformare la storia, Milano, San Paolo, 1997
  • Fondazione La Pira, Giorgio La Pira, immagini di storia, Firenze, Polistampa, 1997

1998

  • Giorgio La Pira Costituente, Sindaco e Messaggero di Pace, Atti del Convegno di Sarmeola di Rubano, Padova, 7 novembre 1998, Comune di Rubano, 1998
  • Fondazione La Pira, La Pira, il suo tempo, i suoi amici 1926-1977. Testi, documenti e immagini, Firenze, Polistampa, 1998
  • Peri V., La Pira, Dossetti, Lazzati. Nel silenzio la speranza, Roma, Editrice Studium, 1998 (Collana Religione e Società. Storia della chiesa e dei movimenti cattolici 31)
  • AA.VV., Giorgio La Pira: speranza e profezia cristiana, Milano, In Dialogo, Atti del Convegno: "Speranza e profezia cristiana alle soglie del terzo millennio. Nel XX anniversario della morte di Giorgio La Pira", 1998
  • Cavallaro N., Giorgio La Pira e la GIAC di Catania. Lettere inedite, «Synaxis» (Catania), 16 (1998) 1, pp. 283–309

1999

  • Carnemolla P.A., Un cristiano siciliano. Rassegna degli studi su Giorgio La Pira (1978-1998), Studi del Centro A. Cammarata, Caltanissetta-Roma, Salvatore Sciascia, 1999

2001

  • De Giuseppe M., Giorgio La Pira. Un sindaco e le vie della pace, Milano, Centro Ambrosiano (Collana Protagonisti del nostro tempo), 2001
  • Peri V., Giorgio La Pira. Spazi storici frontiere evangeliche, Studi del Centro A. Cammarata, Caltanissetta-Roma, Salvatore Sciascia, 2001
  • Radi L. Tonini F., Gli anni giovanili di Giorgio La Pira, Assisi, Cittadella Editrice (Collana Biografie), 2001

2002

  • AA.VV, L'identità religiosa di Firenze nel novecento, Fondazione La Pira - I Libri della Badia 2, Firenze, Polistampa, 2002
  • AA.VV. La Pira: la profezia avverata, Il governo delle cose – Firenze, Polistampa, 2002

2003

  • Vinerba R., La testimonianza morale del cristiano in campo politico. L'esempio di Giorgio La Pira, Archidiocesi di Perugia Città della Pieve – Provincia di Perugia, Perugia, 2003
  • Scivoletto A., Giorgio La Pira. La politica come arte della pace, Roma, Studium (Collana Il pensiero politico e sociale dei cattolici italiani n.28), 2003
  • AA.VV. Giorgio La Pira comunicatore profetico, Quaderni di Desk, Napoli, UCSI, 2003

2004

  • Possenti V., La Pira tra storia e profezia. Con Tommaso maestro, Genova, Marietti 1820, 2004.
  • Bigi R., Il Sindaco santo, Milano, San Paolo, 2004
  • AA.VV. Essere nel mondo il missionario del Signore. Testimonianze ecclesiali su Giorgio La Pira, I Libri della Badia 6, Firenze, Polistampa, 2002
  • Bianchi E., Conso G., Putrella R., Machado F., Unità, diversità, dialogo, Delegazione Regionale Toscana di A.C., Roma, Ave, 2004
  • Doni R., Santità “feriale” e santità nella storia, Padova, Edizioni Messaggero, 2004

2005

  • AA.VV., Giorgio La Pira dalla Sicilia al Mediterraneo, a cura di Marcello Saija, Atti del convegno di apertura delle celebrazioni per il centenario della nascita di Giorgio La Pira, Messina-Pozzallo, 8-10 gennaio 2004, Messina, Trisform, 2005
  • AA.VV., Giorgio La Pira e la Francia: temi e percorsi di ricerca da Maritain a De Gaulle, a cura di P.L. Ballini, Firenze, Giunti, 2005
  • AA.VV., Giorgio La Pira e la Russia, a cura di M. Garzaniti e L. Tonini, Firenze, Giunti, 2005
  • AA.VV., L’attesa della povera gente: Giorgio La Pira e la cultura economica anglosassone, a cura di P. Roggi, Firenze, Giunti, 2005
  • AA.VV., Giorgio La Pira: le radici iberiche della teologia della storia, a cura della Comunità di S. Leolino, Firenze, Giunti, 2005
  • AA.VV., Giorgio La Pira e la vocazione di Israele, a cura di L. Martini, Firenze, Giunti, 2005
  • Nostalgia dell’altro. La spiritualità di Giorgio La Pira, a cura di Vittorio Possenti, Genova-Milano, Marietti, 2005.
  • Cerruto S., La spiritualità di Giorgio La Pira alla luce dei misteri di Cristo, Ragusa, Argo, 2005
  • Orlandi M. G., Costruire la Terra. Avventure di vita Giorgio La Pira – Léopold Sédar Senghor, Firenze, Anscarichae Domus, 2005

2006

  • Badalamenti M., La Pira francescano. Fare della fede la vita, Villa Verucchio, Rimini, Pazzini, 2006
  • Rogasi L., Giorgio La Pira, un siciliano cittadino del mondo, I libri della Badia, 8, Firenze, Polistampa, 2006

2007

  • Vezzosi G., Edificare il corpo di Cristo, Montespertoli, Aleph, 2007
  • Toschi M., Giorgio La Pira e il volto della pace, Firenze, Opera Madonnina del Grappa, 2007
  • Doni R., Giorgio La Pira profeta di dialogo e di pace, Milano, Paoline, 2007
  • Giovannoni P. D., "A Firenze un concilio delle nazioni" - Il primo convegno per la pace e la civiltà cristiana, I libri della Badia, 9, Firenze, Polistampa, 2007

2008

  • Caracciolo M., Aldo Capitini e Giorgio La Pira - profeti di pace sul sentiero di Isaia, Lecce, Milella, 2008

2009

  • Badalamenti M., Pellegrini di pace. Francesco d'Assisi e Giorgio La Pira in Terra Santa, Milano, Ed. Terra Santa, 2009

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]


Predecessore Sindaco di Firenze Successore Firenze-Stemma.png
Mario Fabiani 1951 - 1957 Lorenzo Salazar I
Lorenzo Salazar 1961 - 1964 Lelio Lagorio II

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