Arcidiocesi di Tolosa

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Arcidiocesi di Tolosa
Archidioecesis Tolosana
Chiesa latina
Façade de la cathédrale Saint-Étienne de Toulouse.jpg
Provincia ecclesiastica
Provincia ecclesiastica della diocesi
Collocazione geografica
Collocazione geografica della diocesi
Diocesi suffraganee
Albi, Auch, Cahors, Montauban, Pamiers, Rodez, Tarbes e Lourdes
Arcivescovo metropolita Robert Jean Louis Le Gall
Arcivescovi emeriti Emile Marcus
Sacerdoti 305 di cui 203 secolari e 102 regolari
2.501 battezzati per sacerdote
Religiosi 215 uomini, 424 donne
Diaconi 23 permanenti
Abitanti 1.200.000
Battezzati 763.000 (63,6% del totale)
Superficie 6.372 km² in Francia
Parrocchie 630
Erezione III secolo
Rito romano
Cattedrale Santo Stefano
Indirizzo B.P. 7208, 24-26 rue Perchepinte, 31073 Toulouse CEDEX 7, France
Sito web catholique-toulouse.cef.fr
Dati dall'Annuario Pontificio 2011 * *
Chiesa cattolica in Francia
Interno dell'ex cattedrale di Nostra Signora a Saint-Bertrand-de-Comminges
L'ex cattedrale della Natività della Vergine a Rieux-Volvestre
Mappa dell'arcidiocesi di Tolosa prima della rivoluzione francese.

L'arcidiocesi di Tolosa (in latino: Archidioecesis Tolosana) è una sede metropolitana della Chiesa cattolica. Nel 2010 contava 763.000 battezzati su 1.200.000 abitanti. È attualmente retta dall'arcivescovo Robert Jean Louis Le Gall.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

L'arcidiocesi comprende il dipartimento francese dell'Alta Garonna.

Sede arcivescovile è la città di Tolosa, dove si trova la cattedrale di Santo Stefano. Nella diocesi sorgono due chiese ex cattedrali: la chiesa di Nostra Signora a Saint-Bertrand-de-Comminges e la chiesa della Natività della Vergine a Rieux-Volvestre.

Il territorio estende su 6.372 km² ed è suddiviso in 630 parrocchie. Dal 2008 le parrocchie sono state raggruppate in 87 ensembles paroissiaux (unità pastorali), suddivise in cinque zone pastorali e 28 decanati:

  1. zona pastorale di Tolosa: 14 decanati;
  2. zona pastorale Le Comminges: 5 decanati;
  3. zona pastorale Le Lauragais: 2 decanati;
  4. zona pastorale rurale centro: 4 decanati;
  5. zona pastorale rurale nord: 3 decanati.

Provincia ecclesiastica[modifica | modifica wikitesto]

La provincia ecclesiastica di Tolosa comprende le seguenti circoscrizioni ecclesiastiche:

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La diocesi di Tolosa fu eretta verso la metà del III secolo ad opera di san Saturnino, che evangelizzò la regione. Le scoperte archeologiche ed epigrafiche attestano con certezza la presenza di una consistente comunità cristiana nel tolosano nel IV secolo. Tra i primi vescovi si distinse in particolare il vescovo Rodanio, che nel concilio di Béziers del 356 rifiutò di sottomettersi all'arianesimo sostenuto dall'imperatore Costanzo II e per questo venne esiliato in Frigia assieme a Ilario di Poitiers.

Tolosa faceva parte della Gallia Narbonense I e la sua diocesi era suffraganea dell'arcidiocesi di Narbona. Nel 507, dopo che Clodoveo I ebbe conquistata la città, la diocesi entrò a far parte della provincia ecclesiastica di Bourges in quanto Narbona era rimasta sotto il dominio dei Visigoti. Dall'VIII secolo, quando anche la Settimania entrò nel regno dei Franchi, Tolosa ritornò alla primitiva provincia ecclesiastica.

Fra l'XI e il XIII secolo nella diocesi imperversò l'eresia catara, che fu combattuta strenuamente con l'indizione di una crociata. Papa Gregorio IX, per fronteggiare ulteriormente il movimento cataro, istituì a Tolosa il tribunale dell'inquisizione, che fu attivo fino al 1255, e creò una università, lo Studium generale.

Il 23 luglio 1295 Tolosa cedette una porzione del suo territorio a vantaggio dell'erezione della diocesi di Pamiers.

Agli inizi del XIV secolo Pierre de La Chapelle-Taillefert fu il primo vescovo ad essere creato cardinale; nei secoli seguenti Tolosa sarà spesso sede cardinalizia.

L'11 luglio 1317 la sede di Tolosa fu elevata al rango di arcidiocesi metropolitana con la bolla Salvator noster di papa Giovanni XXII e contestualmente cedette altre porzioni di territorio a vantaggio dell'erezione di quattro diocesi: Montauban, Saint-Papoul, Lombez e Rieux. Il 26 settembre dello stesso anno furono erette altre due diocesi con territorio dismembrato da quello di Tolosa: la diocesi di Lavaur e la diocesi di Mirepoix.[1]

Il protestantesimo apparve a Tolosa nel 1532, veicolato da studenti stranieri. Nel 1550 il cardinal Coligny, arcivescovo della città, si dimise per abbracciare la Riforma, quattordici anni dopo si sposò. Frattanto nel 1563 i cattolici si erano riuniti in una lega per difendere le prerogative del cattolicesimo, ottenendo il dominio della città dal 1586 al 1595. Il re Enrico IV sarà riconosciuto soltanto nel 1596.

In seguito al concordato con la bolla Qui Christi Domini di papa Pio VII del 29 novembre 1801 l'arcidiocesi modificò i suoi confini per adattarsi ai dipartimenti dell'Alta Garonna e dell'Ariège, includendo quindi il territorio delle diocesi di Couserans, di Pamiers e di Rieux, nonché parte del territorio delle diocesi di Comminges, di Lectoure, di Lombez, di Mirepoix, di Montauban e di Saint-Papoul.

Furono soppresse tutte le diocesi menzionate, mentre quella di Pamiers fu ristabilita il 6 ottobre 1822, ricavandone il territorio dall'arcidiocesi di Tolosa. Gli arcivescovi di Tolosa ebbero in quella data il privilegio di aggiungere al proprio titolo quello degli arcivescovi di Narbona.

Il 19 gennaio 1935 furono riconosciuti agli arcivescovi di Tolosa anche i titoli delle diocesi di Comminges e di Rieux, sedi soppresse che ricadevano nel territorio arcivescovile.

L'8 dicembre 2002, con la riorganizzazione delle circoscrizioni ecclesiastiche francesi, la metropolia di Tolosa perse la diocesi di Carcassonne, mentre si ingrandì acquisendo le antiche metropolie di Albi e di Auch, con le loro suffraganee.

Il 14 giugno 2006 il titolo di Narbona è stato trasferito ai vescovi di Carcassonne, nel cui territorio sorge l'antica sede metropolitana.

Cronotassi dei vescovi[modifica | modifica wikitesto]

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

L'arcidiocesi al termine dell'anno 2010 su una popolazione di 1.200.000 persone contava 763.000 battezzati, corrispondenti al 63,6% del totale.

anno popolazione sacerdoti diaconi religiosi parrocchie
battezzati totale % numero secolari regolari battezzati per sacerdote uomini donne
1950 451.200 458.647 98,4 591 431 160 763 160 1.280 575
1969 600.000 686.760 87,4 639 401 238 938 439 1.492 192
1980 688.000 802.800 85,7 515 345 170 1.335 2 314 1.055 628
1990 771.703 892.503 86,5 415 277 138 1.859 11 322 832 632
1999 880.000 1.029.000 85,5 396 238 158 2.222 15 341 672 633
2000 880.000 1.047.000 84,0 382 241 141 2.303 17 269 680 633
2001 879.000 1.047.000 84,0 367 228 139 2.395 18 311 634 633
2002 866.667 1.047.000 82,8 366 231 135 2.367 17 305 509 633
2003 722.430 1.047.000 69,0 368 233 135 1.963 19 267 610 633
2004 722.420 1.047.000 69,0 357 224 133 2.023 18 266 507 633
2006 743.160 1.126.000 66,0 384 223 161 1.935 18 281 487 629
2010 763.000 1.200.000 63,6 305 203 102 2.501 23 215 424 630

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Louis Caillet, La papauté d'Avignon et l'Eglise de France, 1975, p. 112.
  2. ^ Menzionato come vescovo di Eauze dalle fonti medievali. Gli autori si dividono sull'appartenenza di questo vescovo: per Gallia christiana e Duchesne appartiene alla sede di Eauze; per Cabau e l'Histoire générale de Languedoc fu vescovo di Tolosa.
  3. ^ Deceduto prima del 360.
  4. ^ Muore il 14 maggio 671 (o 678). Cfr. Gams.
  5. ^ Ordinato a Roma da papa Bonifacio VIII, muore a Orvieto senza prendere possesso della sua sede.
  6. ^ Deceduto l'8 marzo 1475 (Gams).
  7. ^ Nominato dal re francese il 15 agosto 1687, è confermato dalla Santa Sede solo 5 anni più tardi.
  8. ^ Il 21 marzo 1763 è nominato arcivescovo di Narbona.
  9. ^ Il 10 marzo 1788 è nominato arcivescovo di Sens.

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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