Diocesi di Pamiers

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Diocesi di Pamiers
Dioecesis Apamiensis
Chiesa latina
Cathédrale Saint-Antonin de Pamiers (09).JPG
Suffraganea dell' arcidiocesi di Tolosa
Provincia ecclesiastica
Provincia ecclesiastica della diocesi
Collocazione geografica
Collocazione geografica della diocesi
Vescovo Jean-Marc Eychenne
Sacerdoti 59 di cui 56 secolari e 3 regolari
1.683 battezzati per sacerdote
Religiosi 3 uomini, 103 donne
Diaconi 9 permanenti
Abitanti 138.500
Battezzati 99.350 (71,7% del totale)
Superficie 4.903 km² in Francia
Parrocchie 313
Erezione 23 luglio 1295
Rito romano
Cattedrale Sant'Antonino
Indirizzo 8 Cours Mercadal, B.P. 122, 09104 Pamiers CEDEX, France
Sito web catholique-pamiers.cef.fr
Dati dall'Annuario Pontificio 2005 * *
Chiesa cattolica in Francia
L'ex palazzo episcopale di Pamiers, visto dal campanile della cattedrale, è oggi sede del comune.
L'abbazia di Cailloup, edificata nella prima metà del XII secolo.

La diocesi di Pamiers (in latino: Dioecesis Apamiensis) è una sede della Chiesa cattolica suffraganea dell'arcidiocesi di Tolosa. Nel 2004 contava 99.350 battezzati su 138.500 abitanti. È attualmente retta dal vescovo Jean-Marc Eychenne.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

La diocesi comprende il dipartimento francese dell'Ariège, ad eccezione del cantone di Quérigut.

Sede vescovile è la città di Pamiers, dove si trova la cattedrale, dedicata a sant'Antonino di Pamiers. A Mirepoix e a Saint-Lizier si trovano le ex cattedrali, dedicate rispettivamente a San Maurizio e a San Licerio.

Il territorio si estende su 4.903 km² ed è suddiviso in 313 parrocchie, raggruppate in 5 decanati: Foix, Pamiers, Alto Ariège, Pays d'Olmes-Mirepoix e Couserans.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La diocesi fu eretta il 23 luglio 1295 con la bolla Romanus Pontifex di papa Bonifacio VIII, ricavandone il territorio dalla diocesi di Tolosa. Inizialmente era suffraganea dell'arcidiocesi di Narbona.

La primitiva sede episcopale era l'abbazia di Sant'Antonino, nei pressi di Pamiers, le cui origini sono ignote, ma che era attestata già nel X secolo. In essa erano conservate le reliquie di sant'Antonino. Primo vescovo della diocesi fu Bernard Saisset, ultimo abate di Sant'Antonino, che poté prendere possesso della sua sede solo nel 1297.

In origine la diocesi era molto vasta e questo aveva suscitato le rimostranze dell'arcivescovo di Tolosa. Papa Clemente V, con la bolla Iustitia et pax del 3 agosto 1308, ridusse di due terzi il primitivo territorio diocesano.[1]

L'11 luglio 1317 cedette porzioni del suo territorio a vantaggio dell'erezione della diocesi di Mirepoix e contestualmente divenne suffraganea dell'arcidiocesi di Tolosa.

Il vescovo Jacques Fournier, futuro papa Benedetto XII, istituì il tribunale diocesano dell'inquisizione, che fu attivo dal 1318 al 1325, per combattere gli ultimi resti dell'eresia catara.[2]

Verso la fine del XV secolo la cattedrale diocesana fu trasferita dall'abbazia di Sant'Antonino alla chiesa di Sainte-Marie du Mercadal, all'interno della città, che fu dedicata a Sant'Antonino.

Nel 1557 il vescovo Jean de Barbançon si dimise e si convertì al calvinismo, che il suo successore Robert de Pellevé proverà a contrastare con l'ausilio dei gesuiti. Tuttavia la città rimase in mano ai calvinisti fino al 1628 quando fu conquistata con la forza dalle truppe reali.[3]

L'opera di ricostruzione morale, spirituale e materiale della città, dopo le distruzioni protestanti, si deve soprattutto al vescovo François-Etienne de Caulet, che intraprese una serie di visite pastorali e di sinodi diocesani, ed istituì le conférences per l'istruzione religiosa del clero e del popolo.

Nello stesso periodo tuttavia Pamiers divenne un centro di sostegno delle idee gianseniste e gallicane, grazie soprattutto ai suoi vescovi, tra cui lo stesso Caulet e il suo successore Jean-Baptiste de Verthamon. È in questo contesto che due vescovi, François d'Anglure de Bourlemont e François de Camps, nominati dal re, non ottennero le bolle di nomina da parte del papa.

Nel 1789 il vescovo Charles-César-Louis d'Agoult de Bonneval dovette fuggire in Svizzera a causa della Rivoluzione. Successivamente riparò in Inghilterra.

In seguito al Concordato con la bolla Qui Christi Domini di papa Pio VII del 29 novembre 1801 la diocesi fu soppressa e il suo territorio fu incorporato in quello dell'arcidiocesi di Tolosa. Nel 1817 ci fu un primo tentativo di restaurare la diocesi, che tuttavia non andò in porto. Il 6 ottobre 1822 la diocesi è stata definitivamente ristabilita con la bolla Paternae charitatis del medesimo papa Pio VII, ricavandone il territorio dall'arcidiocesi di Tolosa.

Dall'11 marzo 1910 ai vescovi di Pamiers fu concesso di portare il titolo delle diocesi soppresse di Mirepoix e di Couserans.

Cronotassi dei vescovi[modifica | modifica wikitesto]

  • Bernard Saisset, O.S.B. † (23 luglio 1295 - 1312 deceduto)
  • Pilfort de Rabastens, O.S.B. † (17 gennaio 1312 - 16 marzo 1317 nominato vescovo di León)
  • Jacques Fournier, O.Cist. † (19 marzo 1317 - 3 marzo 1326 nominato vescovo di Mirepoix poi eletto papa con il nome di Benedetto XII)
  • Dominique Grenier, O.P. † (3 marzo 1326 - circa 1347 deceduto)
  • Arnaud de Villemur, C.R.S.A. † (13 febbraio 1348 - 17 dicembre 1350 dimesso)
  • Guillaume † (4 gennaio 1351 - ? deceduto)
  • Guillaume d'Espagne, O.S.B. † (4 febbraio 1366 - 6 giugno 1371 nominato vescovo di Comminges)
  • Raymond d'Accone, O.E.S.A. † (6 giugno 1371 - dopo ottobre 1379 deceduto)
  • Bertrand d'Ornésan † (13 marzo 1380 - dopo il 1422 deceduto)
  • Jean de Forto † (20 settembre 1424 - 15 dicembre 1430 nominato vescovo di Tarbes)
  • Gérard de La Bricoigne, O.Cist. † (20 dicembre 1430 - 16 aprile 1434 nominato vescovo di Saint-Pons-de-Thomières)
  • Jean Mellini † (16 aprile 1434 - dopo il 29 aprile 1460 deceduto)
  • Barthélemy d'Artiguelouve † (11 aprile 1461 - 1467 deceduto)
  • Paschal Dufour † (2 settembre 1467 - 29 gennaio 1483 deceduto)
  • Pierre de Castelbajac † (19 ottobre 1487 - 1497 deceduto)
  • Mathieu d'Artiguelouve † (21 maggio 1498 - circa 1514 deceduto)[4]
    • Amanieu d'Albret † (15 maggio 1514 - 18 agosto 1514 dimesso) (amministratore apostolico)
  • Charles de Gramont, O.S.A. † (18 agosto 1514 - 25 giugno 1515 nominato vescovo di Couserans)
    • Amanieu d'Albret † (25 giugno 1515 - 20 dicembre 1520 deceduto) (amministratore apostolico, per la seconda volta)
  • Jean Dupin † (27 dicembre 1520 - 22 dicembre 1522 nominato vescovo di Rieux)
  • Bertrand de Lordat † (14 settembre 1524 - dopo il 1538 dimesso)
  • Jean de Barbançon † (8 agosto 1544 - ? dimesso)
  • Robert de Pellevé † (15 dicembre 1553 - 1579 deceduto)
  • Bertrand du Perron † (4 maggio 1583 - 5 giugno 1605 deceduto)
  • Joseph d'Esparbès de Lussan † (19 dicembre 1605 - 5 dicembre 1625 deceduto)
  • Henri de Sponde † (20 luglio 1626 - 25 febbraio 1641 dimesso)
  • Jean de Sponde † (25 febbraio 1641 succeduto - 31 marzo 1643 deceduto)
    • François Bosquet † (1643 - 1643 dimesso) (vescovo eletto)
  • François-Etienne de Caulet † (16 gennaio 1645 - 7 agosto 1680 deceduto)
  • Jean-Baptiste de Verthamon † (9 novembre 1693 - 20 marzo 1735 deceduto)
  • François-Barthélemi de Salignac de La Mothe-Fénelon † (19 dicembre 1735 - 16 giugno 1741 deceduto)
  • Henri-Gaston de Lévis-Leran † (20 dicembre 1741 - prima del 28 gennaio 1787 deceduto)
  • Charles-César-Louis d'Agoult de Bonneval † (23 aprile 1787 - 29 novembre 1801 dimesso)
    • Sede soppressa (1801-1822)
  • Louis-Charles-François de La Tour-Landorte † (16 maggio 1823 - 11 gennaio 1835 deceduto)
  • Gervais-Marie-Joseph Ortric † (24 luglio 1835 - 12 novembre 1845 deceduto)
  • Guy-Louis-Jean-Marie Alouvry † (16 aprile 1846 - 8 marzo 1856 dimesso)
  • Jean-François-Augustin Galtier † (16 giugno 1856 - 29 giugno 1858 deceduto)
  • Jean-Antoine-Auguste Bélaval † (27 settembre 1858 - 4 febbraio 1881 deceduto)
  • Pierre-Eugène Rougerie † (13 maggio 1881 - 20 febbraio 1907 deceduto)
  • Martin-Jérôme Izart † (31 maggio 1907 - 9 maggio 1916 nominato arcivescovo di Bourges)
  • Pierre Marceillac † (19 agosto 1916 - 10 giugno 1947 deceduto)
  • Félix Guiller † (29 settembre 1947 - 10 aprile 1961 dimesso)
  • Maurice-Mathieu-Louis Rigaud † (18 settembre 1961 - 16 aprile 1968 nominato arcivescovo di Auch)
  • Henri Lugagne-Delpon † (31 maggio 1968 - 15 dicembre 1970 deceduto)
  • Léon-Raymond Soulier (22 giugno 1971 - 9 luglio 1987 nominato vescovo coadiutore di Limoges)
  • Albert-Marie Joseph Cyrille de Monléon, O.P. (5 agosto 1988 - 17 agosto 1999 nominato vescovo di Meaux)
  • Marcel Germain Perrier (16 maggio 2000 - 24 giugno 2008 ritirato)
  • Philippe Mousset (8 gennaio 2009 - 18 giugno 2014 nominato vescovo di Périgueux)
  • Jean-Marc Eychenne, dal 17 dicembre 2014

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

La diocesi al termine dell'anno 2004 su una popolazione di 138.500 persone contava 99.350 battezzati, corrispondenti al 71,7% del totale.

anno popolazione sacerdoti diaconi religiosi parrocchie
battezzati totale % numero secolari regolari battezzati per sacerdote uomini donne
1950 141.160 145.956 96,7 202 202 698 19 343
1970 130.000 138.400 93,9 145 144 1 896 1 118 335
1980 131.400 139.500 94,2 109 99 10 1.205 1 10 100 303
1990 130.000 135.000 96,3 91 83 8 1.428 3 16 93 304
1999 100.000 138.000 72,5 68 64 4 1.470 6 8 97 313
2000 100.000 136.500 73,3 63 60 3 1.587 6 4 124 313
2001 100.000 138.500 72,2 59 57 2 1.694 6 2 115 313
2002 99.500 137.200 72,5 59 57 2 1.686 7 2 111 313
2003 99.500 137.200 72,5 61 58 3 1.631 7 3 110 313
2004 99.350 138.500 71,7 59 56 3 1.683 9 3 103 313

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Philippe Wolff (a cura di), Tolouse, collana Histoire des Diocèses de France 15, Beauchesne 1983, p. 85.
  2. ^ Jean-Marie Vidal, Le tribunal d'Inquisition de Pamiers Toulouse 1906.
  3. ^ Jean-Marie Vidal, Schisme et hérésie au diocèse de Pamiers (1467-1626), Roma-Parigi 1931.
  4. ^ Così l'Eubel. Secondo il Gams, dopo la morte di Pierre de Castelbajac succedono: Gérard Jean, confermato il 13 agosto 1498 e morto nel mese di febbraio 1502; Amanieu d'Albret, amministratore apostolico, dal 31 marzo 1502 fino alle dimissioni nel 1506. Mathieu d'Artiguelouve inizierebbe il suo mandato nel 1506.

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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