Diocesi di Limoges

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Diocesi di Limoges
Dioecesis Lemovicensis
Chiesa latina
Limoges Cathédrale Saint Etienne.jpg
Suffraganea dell' arcidiocesi di Poitiers
Provincia ecclesiastica
Provincia ecclesiastica della diocesi
Vescovo François Kalist
Vescovi emeriti Léon-Raymond Soulier
Sacerdoti 126 di cui 104 secolari e 22 regolari
3.037 battezzati per sacerdote
Religiosi 23 uomini, 214 donne
Diaconi 6 permanenti
Abitanti 478.363
Battezzati 382.690 (80,0% del totale)
Superficie 11.085 km² in Francia
Parrocchie 97
Erezione III secolo
Rito romano
Cattedrale Santo Stefano
Indirizzo 3 rue de la Cathedrale, B.P. 93, 87003 Limoges CEDEX, France
Sito web catholique-limoges.cef.fr
Dati dall'Annuario Pontificio 2005 * *
Chiesa cattolica in Francia
L'ex palazzo episcopale di Limoges, che ospita dal 1912 il museo cittadino. In secondo piano la cattedrale di Santo Stefano.
La cripta, riscoperta nel 1960 sotto place de la République a Limoges, è tutto ciò che resta dell'abbazia di San Marziale eretta nel IX secolo e smantellata nel 1794. All'interno della cripta, sono state scoperte la tomba di san Marziale, il reliquiario di santa Valeria e i sarcofagi dei compagni di Marziale, Alpiniano e Austricliniano.
Gaetano Lapis, Apparizione di Gesù Bambino a sant'Antonio di Padova. Questo miracolo sarebbe avvenuto a Limoges nel 1226 o nel 1227.
La chiesa dell'abbazia Saint-Pierre di Solignac, fondata da sant'Eloi nel 631 o 632.

La diocesi di Limoges (in latino: Dioecesis Lemovicensis) è una sede della Chiesa cattolica suffraganea dell'arcidiocesi di Poitiers. Nel 2004 contava 382.690 battezzati su 478.363 abitanti. È attualmente retta dal vescovo François Kalist.

Territorio[modifica | modifica sorgente]

La diocesi comprende i dipartimenti francesi dell'Alta Vienne e della Creuse.

Sede vescovile è la città di Limoges, dove si trova la cattedrale di Santo Stefano.

Il territorio è suddiviso in 97 parrocchie.

Storia[modifica | modifica sorgente]

La diocesi dei Lemovici, popolo della Gallia celtica abitante il Limosino, è attestata a partire dal III secolo circa. Secondo la tradizione, protovescovo della diocesi è san Marziale, uno dei sette vescovi mandati da Roma per evangelizzare la Gallia.

Lemovicum era una delle città della provincia romana dell'Aquitania prima; la diocesi dunque dipendeva come suffraganea dalla sede metropolitana di Bourges.

All'inizio del VI secolo Ruricio I costruì il monastero e la chiesa di sant'Agostino a Limoges. A metà dello stesso secolo san Ruricio II eresse la chiesa di San Pietro du Queyroix e la basilica di San Giuniano a Limoges.

Nei primi secoli di vita, la diocesi vide il diffondersi della vita eremitica. A partire dal V secolo si ricordano i nomi dei santi eremiti Amand, Junien, Léonard, Sylvain, Léobon, Goussaud, Vaulry e Pardoux. Sul finire del secolo e all'inizio del secolo successivo fanno la loro comparsa i primi monasteri. Tra i più noti vi sono quelli fondati da Aredius (sant'Yrieix), da sant'Eloi a Solignac e quello di San Marziale a Limoges.

Nell'848 fu costruita una chiesa dedicata al Santissimo Salvatore sopra la cripta di san Marziale. L'edificio fu demolito nel 1021, per essere sostituito nel 1028 con una costruzione più ampia, che fu consacrata nel 1095 da papa Urbano II, in occasione del suo viaggio in Francia per indire la prima crociata.

Nel 1031 Limoges ospitò un importante concilio provinciale, sotto la guida del vescovo Jourdain de Laront e dell'abate di San Marziale Odolrico, che imposero la pax Dei ai signori feudali della regione e comminando la scomunica a tutti coloro che avrebbero minacciato i beni della Chiesa. Da questo momento i vescovi di Limoges acquisirono un ruolo di predominanza su Limoges ed il suo territorio, esercitando sia il potere spirituale che quello temporale.

Nel Medioevo l'abbazia di san Marziale possedeva la seconda più importante biblioteca di Francia, dopo quella dell'abbazia di Cluny. Duecento dei 450 volumi originari saranno acquistati nel 1730 da re Luigi XV e tuttora costituiscono una delle collezioni più pregiate della Bibliothèque nationale de France.

Sant'Antonio di Padova fu a Limoges tra il 1226 e il 1227 per fondarvi un monastero francescano. È a Limoges che a sant'Antonio sarebbe apparso il Bambino Gesù.

Il 13 agosto 1318 il territorio diocesano fu dimezzato per la cessione di una porzione del suo territorio a vantaggio dell'erezione della diocesi di Tulle.

Tra le personalità ecclesiastiche originarie del Limosino, ci sono due papi, che si susseguirono sulla cattedra di Pietro: Clemente VI (1342-1352) e Innocenzo VI (1352-1362).

Durante le guerre di religione del XVI secolo, il Limosino conobbe un periodo cupo, fatto di devastazioni e di morte. La ricostruzione cattolica fu opera soprattutto dei vescovi Henri e Raymond de la Martonie e soprattutto François de Lafayette e Louis d'Urfé.

Il 5 gennaio 1657 re Luigi XIV con lettere patenti autorizzò su istanza del vescovo François de Lafayette l'istituzione del seminario diocesano. A quasi un secolo dalla fine del Concilio di Trento era il quarto o quinto seminario che si apriva in Francia, dove i decreti del Concilio erano rimasti senza attuazione.

In seguito al concordato con la bolla Qui Christi Domini di papa Pio VII del 29 novembre 1801 la diocesi di Limoges acquisì una nuova fisionomia territoriale, venendo a coincidere con i tre dipartimenti del Limosino,ossia Corrèze, Alta Vienne e Creuse; incorporò le parrocchie della soppressa diocesi di Tulle, ma contestualmente cedette parrocchie alle diocesi vicine, in particolare a quelle di Angoulême e di Périgueux.

Il 6 ottobre 1822 fu ristabilita la diocesi di Tulle ricavandone nuovamente il territorio dalla diocesi di Limoges.

L'8 dicembre 2002, in seguito alla riorganizzazione delle circoscrizioni ecclesiastiche francesi, è entrata a far parte della provincia ecclesiastica dell'arcidiocesi di Poitiers.

Cronotassi dei vescovi[modifica | modifica sorgente]

Il più antico catalogo episcopale di Limoges è conservato in un manoscritto di Adémar de Chabannes, monaco dell'abbazia di San Marziale, redatto tra il 1021 e il 1034; questo manoscritto venne integrato ed ampliato nel XIII secolo da Bernard Itier, altro monaco di San Marziale, e successivamente da Bernardo Gui (circa 1320) autore delle Gesta Lemovicensium episcoporum. Questi autori ritengono che san Marziale sia vissuto nel I secolo e dunque hanno moltiplicato i nomi dei vescovi con lo scopo di colmare il vuoto dal I secolo, data della presunta morte di san Marziale, al V secolo, quando sono documentati storicamente i primi vescovi limosini.[1]

  • San Marziale † (III secolo)[2]
  • Ruricio I † (circa 485 - dopo il 506)
  • Ruricio II † (prima del 535 - dopo il 549)
  • Essocio † (seconda metà del VI secolo)
  • San Ferreolo † (prima del 579 - dopo il 591)[3]
  • San Lupo † (prima del 629[4] - menzionato nel 632)
  • Simplicio †
  • Felice † (menzionato nel 650)
  • Rustico † (menzionato nel 672)[5]
  • Antsindo † (menzionato nel 683)
  • Emeno † (prima del 696 o 697 - dopo il 700 circa)
  • Agerico †
  • San Sacerdote † [6]
  • Regimperto † (menzionato nell'817)
  • Odoacre † (prima dell'832 - dopo l'843)
  • Stodilo † (prima dell'846 - dopo novembre 860)
  • Aldo † (? - 7 ottobre 866 deceduto)
  • Geilo † [7]
  • Anselmo † (circa 870 - 9 febbraio 898 deceduto)
  • Turpio † (898 - 25 luglio 944 deceduto)
  • Ebulo † (prima del 958 - dopo gennaio 969 dimesso)
  • Hildegaire † (969 - 992 deceduto)
  • Alduin † (992 succeduto - 1012 deceduto)
  • Géraud † (prima del 19 novembre 1012 - 11 novembre 1020/1022 deceduto)
  • Jourdain de Laront † (prima del 1029 - 29 ottobre 1051 deceduto)
  • Itier Chabot † (prima del 24 gennaio 1052 - 9 luglio 1073 deceduto)
  • Guy de Laront † (prima del 1076 - circa 1086 deceduto)
  • Humbauld de Saint-Sèvère † (1087 - 1095 deposto)
  • Guillaume d'Uriel † (prima di febbraio 1097 o 1098 - 1100 deceduto)
  • Pierre Viroald † (1100 - circa 1104 dimesso o deceduto)
  • Eustorge † (prima del 1106 - 29 novembre circa 1137 deceduto)
  • Gérald du Cher † (prima del 1142 - 7 ottobre 1177 deceduto)
  • Sebrand Chabot † (1179 - marzo 1198 deceduto)
  • Jean de Veyrac † (1198 - 1218 deceduto)
  • Bernard de Savène † (1219 - 22 luglio 1226 deceduto)
  • Guy de Cluzel † (ottobre o novembre 1226 - gennaio 1235 deceduto)
    • Guillaume du Puy † (1235 - 1235 deceduto) (vescovo eletto)
  • Durand † (10 ottobre 1240 - 29 dicembre 1245 deceduto)
  • Aymeric de La Serre † (1246 - 2 luglio 1272 deceduto)
  • Gilbert de Malemort † (16 dicembre 1275 - 1294 deceduto)
  • Regnaud de La Porte † (15 novembre 1294 - 31 dicembre 1316 nominato arcivescovo di Bourges)
  • Gérard Roger † (12 gennaio 1317 - 1324 deceduto)
  • Hélie de Talleyrand-Périgord † (10 ottobre 1324 - 4 gennaio 1328 nominato vescovo di Auxerre)
  • Beato Roger Le Fort † (7 gennaio 1328 - 18 agosto 1343 nominato arcivescovo di Bourges)
  • Nicolas de Besse † (27 agosto 1343 - 1344 dimesso)
  • Guy de Comborn † (28 febbraio 1344 - 14 maggio 1347 nominato vescovo di Noyon)
  • Jean de Cros † (14 maggio 1347 - 30 maggio 1371 dimesso)
  • Aymeric Chapt de L'Âge-au-Chapt † (18 luglio 1371 - 10 novembre 1390 deceduto)
  • Bernard de Bonneval † (14 dicembre 1390 - 1403 deceduto)
  • Hugues de Magnac † (16 gennaio 1404 - 8 novembre 1412 deceduto)
    • Pierre d'Ailly † (21 dicembre 1412 - ?) (amministratore apostolico)
    • Ranulphe de Pérusse d'Escars † (1412 - 11 dicembre 1426 nominato vescovo di Mende) (antivescovo)
  • Hugues de Rouffignac † (16 marzo 1418 - 11 dicembre 1426 nominato vescovo di Rieux)
  • Pierre de Montbrun † (11 dicembre 1426 - 19 febbraio 1456 deceduto)
  • Jean de Barthon I † (11 aprile 1457 - 10 marzo 1484 nominato vescovo di Nazareth)
  • Jean de Barthon II † (10 marzo 1484 - 10 settembre 1510 deceduto)
    • Foucault de Bonneval † (27 febbraio 1511 - 18 agosto 1514 nominato vescovo di Soissons) (vescovo eletto)
  • René de Prie † (18 agosto 1514 - 5 dicembre 1516 dimesso)
  • Philippe de Montmorency † (18 ottobre 1517 - 6 ottobre 1519 deceduto)
  • Charles de Villiers de L'Isle-Adam † (26 ottobre 1519 - 10 gennaio 1530 nominato vescovo di Beauvais)
  • Antonio Lascaris di Tenda † (10 gennaio 1530 - 17 aprile 1532 nominato vescovo di Riez)
  • Jean de Langeac † (17 aprile 1532 - 25 luglio 1541 deceduto)
  • Antoine Sanguin de Meudon † (13 agosto 1544 - 26 ottobre 1547 dimesso)
  • César des Bourguignons † (26 ottobre 1547 - 1558 deceduto)
  • Sébastien de L'Aubespine † (23 marzo 1558 - 2 luglio 1582 deceduto)
  • Jean de L'Aubespine † (22 agosto 1583 - 16 marzo 1587 nominato vescovo di Orléans)
  • Henri de La Marthonie † (13 luglio 1587 - 7 ottobre 1618 deceduto)
  • Raymond de La Marthonie † (7 ottobre 1618 succeduto - 11 gennaio 1627 deceduto)
  • François de Lafayette † (29 novembre 1627 - 3 maggio 1676 deceduto)
  • Louis de Lascaris d'Urfé † (16 novembre 1676 - 30 giugno 1695 deceduto)
  • François de Carbonnel de Canisy † (23 gennaio 1696 - prima del 13 settembre 1706 dimesso)
  • Antoine de Charpin de Genetines † (13 settembre 1706 - 6 febbraio 1730 dimesso)
  • Benjamin de L'Isle du Gast † (14 agosto 1730 - 6 settembre 1739 deceduto)
  • Jean-Gilles du Coêtlosquet † (14 dicembre 1739 - 11 novembre 1758 dimesso)
  • Louis-Charles du Plessis d'Argentré † (18 dicembre 1758 - 28 marzo 1808 deceduto)[8]
  • Marie-Jean-Philippe Dubourg † (1º giugno 1802 - 31 gennaio 1822 deceduto)
  • Jean-Paul-Gaston de Pins † (27 settembre 1822 - 3 maggio 1824 nominato arcivescovo titolare di Amasea)
  • Prosper de Tournefort † (21 marzo 1825 - 7 marzo 1844 deceduto)
  • Bernard Buissas † (17 giugno 1844 - 24 dicembre 1856 deceduto)
  • Florian-Jules-Félix Desprez † (19 marzo 1857 - 26 settembre 1859 nominato arcivescovo di Tolosa)
  • Félix-Pierre Fruchaud † (26 settembre 1859 - 27 ottobre 1871 nominato arcivescovo di Tours)
  • Alfred Duquesnay † (22 dicembre 1871 - 13 maggio 1881 nominato arcivescovo di Cambrai)
  • Pierre Henri Lamazou † (13 maggio 1881 - 11 luglio 1883 deceduto)
  • François-Benjamin-Joseph Blanger † (9 agosto 1883 - 11 dicembre 1887 deceduto)
  • Firmin-Léon-Joseph Renouard † (1º giugno 1888 - 30 novembre 1913 deceduto)
  • Hector-Raphaël Quilliet † (24 dicembre 1913 - 18 giugno 1920 nominato vescovo di Lilla)
  • Alfred Flocard † (16 dicembre 1920 - 3 marzo 1938 deceduto)
  • Louis-Paul Rastouil † (21 ottobre 1938 - 7 aprile 1966 deceduto)
  • Henri Gufflet † (7 aprile 1966 succeduto - 13 luglio 1988 ritirato)
  • Léon-Raymond Soulier (13 luglio 1988 succeduto - 24 ottobre 2000 ritirato)
  • Christophe Dufour (24 ottobre 2000 - 20 maggio 2008 nominato arcivescovo coadiutore di Aix)
  • François Kalist, dal 25 marzo 2009

Statistiche[modifica | modifica sorgente]

La diocesi al termine dell'anno 2004 su una popolazione di 478.363 persone contava 382.690 battezzati, corrispondenti all'80,0% del totale.

anno popolazione sacerdoti diaconi religiosi parrocchie
battezzati totale % numero secolari regolari battezzati per sacerdote uomini donne
1950 475.000 522.442 90,9 372 355 17 1.276 17 610 480
1970  ? 500.438  ? 289 264 25  ? 25 524 481
1978 424.000 505.000 84,0 282 208 74 1.503 1 94 614 481
1990 432.000 506.000 85,4 217 174 43 1.990 2 58 405 117
1999 434.000 512.000 84,8 156 123 33 2.782 8 41 292 106
2000 437.000 516.000 84,7 152 119 33 2.875 7 43 257 106
2001 405.000 478.400 84,7 138 110 28 2.934 7 36 243 106
2002 404.800 478.100 84,7 135 107 28 2.998 7 36 226 97
2003 465.650 475.350 98,0 113 91 22 4.120 6 23 212 97
2004 382.690 478.363 80,0 126 104 22 3.037 6 23 214 97

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ R. Limouzin-Lamothe, Le Diocèse de Limoges des origines à la fin du Moyen Âge, Paris, Leroux, 1951. Cfr. Duchesne, pp. 47-50, riporta per intero i cataloghi di Adémar de Chabannes e Bernard Itier.
  2. ^ Dopo san Marziale, Gallia christiana inserisce otto vescovi della lista di Bernard Itier: sant'Aureliano, Ebolo, Attico, Ermogeniano, Adelfio, Dativo, Esuperio e Astidio. A questi aggiunge un Petrus nel 506, ma storicamente è falso perché in quell'anno è vescovo certo di Limoges Ruricio I.
  3. ^ Dopo Ferreolo, Gallia christiana inserisce uno dei due Asclepio, menzionati dai cataloghi, ma senza alcuna documentazione storica a sostegno, se non i cataloghi stessi. Asclepio è ammesso da Aubrun (op. cit., p. 99).
  4. ^ Divenne vescovo sotto il re Clotario II († 629).
  5. ^ Prima e dopo Rustico, Gallia christiana inserisce tre vescovi dei cataloghi, Adelfio II, Ertgenoberto e Cesario, di cui tuttavia nihil scimus praeter nomina.
  6. ^ Agerico e Sacerdote sono ammessi da Duchesne «à tout hasard», solo perché noti tramite la vita di san Sacerdoce. Prima di Agerico, Gallia christiana inserisce Salutare, vescovo tratto dai cataloghi, ma ignoto alla storia. Alcune agiografie parlano di un San Cessatore, vescovo di Limoges, ricordato il 15 novembre.
  7. ^ Secondo Adémar de Chabannes morì il 10 giugno, per Gams il 12 luglio. Probabilmente l'anno di decesso è l'869 o l'870.
  8. ^ Contravvenendo alle disposizioni di papa Pio VII contenute nella Qui Christi Domini, monsignor du Plessis d'Argentré non diede le dimissioni nel 1801, si rifugiò all'estero e morì in Germania.

Fonti[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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