Bernardo Gui

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Papa Giovanni XXII riceve da Bernardo Gui una sua opera, miniatura (XIV secolo)

Bernardo Gui, in latino Bernardus Guidonis (Royères, 1261Lauroux, 30 dicembre 1331), è stato un domenicano francese noto per la sua opera come inquisitore e soprattutto per il famoso "Manuale dell'inquisitore" (la Practica Inquisitionis Heretice Pravitatis). Fu vescovo di Lodève ed è considerato uno dei più prolifici scrittori del Medioevo.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nacque a Royères, nella regione francese del Limosino, nel 1261. Ancora ragazzo entrò nel convento domenicano di Limoges, dove prese i voti nel 1280. Dieci anni dopo divenne priore di Albi e successivamente di Carcassonne, Castres e Limoges.

Il 16 gennaio 1307 fu nominato inquisitore di Tolosa: durante il suo primo mandato, durato fino al 1316, portò avanti una serie di processi, documentati da nove "Sermones", per un totale di 536 sentenze. Fra le prime sue condanne vi furono gli Apostolici di fra Dolcino da Novara. Tra il 1309 e il 1310 Bernardo Gui portò alla condanna a morte i fratelli Pierre e Guillaume Authier, i leader del movimento cataro di rinnovamento[1].

Dal 1319 riprese servizio come inquisitore a Tolosa, Albi, Carcassonne e Pamiers. Questo secondo mandato è testimoniato da altri nove sermoni con un totale di 394 sentenze. A differenza del suo predecessore, tacciato di corruzione e avidità di ricchezza, Bernardo Gui si comportò con efficienza e capacità organizzativa, sebbene diversi storici gli imputarono in seguito una certa dose di fanatismo.[2]

I quattro anni di pausa tra i due mandati come inquisitore fu apparentemente dovuto all'acquisizione di importanti compiti per il suo Ordine per conto della Curia di Avignone. Dal 1317 prestò servizio per circa quattro anni come procuratore generale dei Domenicani: papa Giovanni XXII lo inviò con il francescano Bertrand de la Tour come nunzio apostolico in Italia a tenere negoziati di pace tra le città del nord e quelle toscane. Un accordo di pace fu raggiunto in Asti nell'aprile 1318, ma non ebbe l'effetto sperato e i due inviati dopo la primavera tornarono alla Curia. Il 21 settembre 1318 entrambi furono incaricati di mediare nel conflitto tra il re di Francia Filippo V e il conte delle Fiandre Roberto di Dampierre. I negoziati furono condotti a Parigi e Compiègne e l'11 ottobre 1318 si conclusero con un accordo di pace.

Bernardo venne anche coinvolto nella canonizzazione di san Tommaso d'Aquino; sulla base del lavoro di Guglielmo da Tocco, scrisse una biografia, la Legenda Sancti Thomae de Aquino (1318-1323) e un elenco ufficiale delle opere del Santo (1320): alla solenne canonizzazione del 18 luglio 1323 fu probabilmente presente di persona.

Il 26 agosto 1323, quando Bernardo aveva già più di 60 anni, papa Giovanni XXII lo consacrò vescovo di Tui in Galizia. Probabilmente non ne prese mai possesso, perché già nell'estate del 1324 gli fu assegnata la diocesi di Lodève. Qui morì il 30 dicembre 1331 nella sua residenza episcopale di Lauroux, nell'Hérault (Francia sud-occidentale). Secondo la sua volontà, il corpo fu trasferito a Limoges e sepolto nella chiesa del convento domenicano.

Opere[modifica | modifica sorgente]

Una pagina dell'Arbor genealogiae regum Francorum

A dispetto delle molteplici occupazioni scrisse numerose opere tra le quali:

  • Flores chronicorum, che è una storia universale fino al 1331;
  • Chronique abrégée des empereurs,
  • Chronique des rois de France,
  • Catalogue des Évêques de Limoges,
  • Traité sur les saints du Limousin,
  • Traité sur l'histoire de l'abbaye de St. Augustin de Limoges,
  • Chronique des Prieurs de Grandmont (fino al 1318),
  • Chronique des Prieurs d'Artize (fino al 1313),
  • Chronique des évêques de Toulouse (fino al 1327),
  • Sanctoral ou Miroir des saints,
  • Vie des saints,
  • Traité sur les soixante-douze disciples et sur les apôtres,
  • Traité sur l'époque de la célébration des conciles
  • Compilation historique sur l'ordre des Dominicains.

Il suo lavoro più famoso è la Practica Officii Inquisitionis Heretice Pravitatis, un trattato in cinque parti in cui fornisce una lista di importanti eresie dell'inizio del XIV secolo e dà consigli agli inquisitori su come interrogare membri di un particolare gruppo. Si tratta di un manuale delle prerogative e dei compiti dell'inquisitore: le citazioni, le condanne, le istruzioni per gl'interrogatori costituiscono un documento unico per lo studio dell'Inquisizione ai suoi inizi. Quest'opera, di cui si persero le notizie per lungo tempo, fu infine pubblicata in versione completa dall'abate Douais a Tolosa nel 1886.

Le quattro sette cristiane di eretici di cui Gui scrisse nella sua guida per l'inquisitore furono i Manichei, i Valdesi, gli Apostolici e i Begardi. Altri gruppi che non erano considerati cristiani, ma erano citati come "traditori" nella sua guida furono gli Ebrei, così come gli stregoni, gli indovini e coloro che evocavano i demoni.

Bernardo è anche autore di alcuni trattati di teologia:

  • Abrégé de la doctrine chrétienne,
  • Traité de la messe,
  • Traité sur la conception de la Vierge

e vari sermoni.

Nelle opere di fantasia[modifica | modifica sorgente]

Bernardo Gui compare come uno dei personaggi "cattivi" del romanzo di Umberto Eco Il nome della rosa, ed è stato interpretato nella trasposizione cinematografica del 1986 da F. Murray Abraham. Mentre nel romanzo torna alle sue occupazioni senza problemi, nel film trova la morte cadendo su alcuni spuntoni di ferro che lo trapassano.

Bernardo Gui compare inoltre nei romanzi storici di Catherine Jinks The Notary (2001 - come antagonista) e The Secret Familiar (2006 - come protagonista).

Ne I miserabili di Victor Hugo (libro ottavo) vengono ricordati i suoi desideri in merito alla sepoltura.

Appare con il nome cambiato in Bernard Guy nel Manga: Pilgrim Jäger nella parte dell'antagonista.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Léopold Delisle, Notice sur les manuscrits de Bernard Gui, in "Notices et extraits des manuscrits de la Bibliothèque Nationale", XXVII,2 (1879), pp. 169–455 (in formato digitale)
  • A. Thomas, Bernard Gui, frère Prêcheur, in "Histoire littéraire de la France", XXXV (1921), pp. 139–232
  • Bernard Gui et son monde, (Cahiers de Fanjeaux; 16), Toulouse 1981 (ristampa 1995). ISBN 2708934155 (vedi Indice)
  • Petra Seifert e Manfred Pawlik, Das Buch der Inquisition. Das Originalhandbuch des Inquisitors Bernhard Gui, Augsburg 1999, ISBN 3-629-00855-0
  • Anne-Marie Lamarrigue, Bernard Gui, 1261-1331: un historien et sa méthode, (Études d'histoire médiévale; 5) Paris 2000. ISBN 2-7453-0203-5
  • Bernhard Schimmelpfennig, Bernhard Gui. Hagiograph und verhinderter Heiliger, in Hagiographie im Kontext. Wirkungsweisen und Möglichkeiten historischer Auswertung, (= Beiträge zur Hagiographie; 1), Hrsg. Dieter R. Bauer u. Klaus Herbes, Stuttgart 2000, pp. 257–266. ISBN 3-515-07399-X,

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Medioevo ereticale, L'eresia catara: storia di un dualismo medievale, parte seconda
  2. ^ Nel totale di 930 sentenze emesse contro gli eretici da Bernardo Gui, sono state eseguite 42 esecuzioni capitali e sono state emesse 307 sentenze di carcere permanente. Tutte le altre sanzioni consistevano in penitenze diverse. Ad un terzo dei condannati fu imposto di indossare un abito con le "croci degli eretici" cucite addosso.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Vescovo di Tui Successore BishopCoA PioM.svg
Juan Fernández de Sotomayor
1286 - 1323
1323 - 1324 Simón, O. di M.
1324 - 1326
Predecessore Vescovo di Lodève Successore BishopCoA PioM.svg
Giovanni I de Tixerandrerie
1322 - 1323
1324 - 1331 Bernardo II Dumas
1332 - 1348

Controllo di autorità VIAF: 248944402 LCCN: n80150009