Santa Caterina da Siena

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Santa Caterina da Siena , nata Caterina Benincasa (Siena25 marzo 1347 – 29 aprile 1380) è stata una religiosa e mistica domenicana italiana, la Chiesa Cattolica la venera come santa e dottore della Chiesa. Patrona d'Italia e compatrona d'Europa.

Santa Caterina da Siena
Santa Caterina, particolare di un'opera di Domenico Beccafumi (1515)
Santa Caterina, particolare di un'opera di Domenico Beccafumi (1515)
Vergine e Dottore della Chiesa
Nascita 25 marzo 1347
Morte 29 aprile 1380
Venerato da Chiesa cattolica
Beatificazione
Canonizzazione 1461 da Papa Pio II
Santuario principale
Ricorrenza 29 aprile
Attributi abito monacale domenicano, giglio, anello, stimmate
Patrono di Italia, Europa
Vedi anche scheda su santiebeati.it
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Indice

[modifica] La vita

[modifica] L'infanzia

Caterina nasce nel rione di Fontebranda (oggi Nobile Contrada dell'Oca) come 24.ma figlia dei 25 figli di Jacopo Benincasa, tintore, e di Lapa Piagenti (o Piacenti) [1]. La sorella gemella Giovanna (la 25.ma ed ultima figlia della coppia) vivrà solo pochi mesi. Nel 1348 Siena e l'Europa sono devastate dall'epidemia di peste che decima la popolazione.

Racconta che a soli sei anni avrebbe cominciato ad avere "visioni"; sostiene di aver visto, nella Basilica di san Domenico a Siena, Gesù Cristo in trono, con i santi Pietro e Paolo. Caterina a sette anni fa voto di verginità. Nello stesso tempo comincia un percorso di mortificazione, fatto di digiuni (soprattutto di carne) e, in seguito, con il cilicio. Alcuni di questi sono ancora visibili nella cappella di Santa Caterina della Notte, nel complesso del Santa Maria della Scala. Nella prima fase della sua vita, queste pratiche erano condotte in modo solitario.

Nelle sue opere racconta che verso i dodici anni i genitori, ignari del suo voto, cominciano a pensare di maritarla. Caterina reagisce anche con il taglio completo dei capelli e chiudendosi in casa con il capo coperto da un velo; per vincere la sua ostinazione, i genitori la costringono ad estenuanti lavori domestici, ottenendo il risultato di far chiudere la figlia ancora di più in sé stessa e di rafforzare la sua convinzione interiore. Solo un avvenimento inusuale, una colomba che le si poggia sulla testa mentre prega, avrebbe convinto il padre della sincerità della vocazione di Caterina.

[modifica] L'ingresso nell'ordine Domenicano

Stimmate di Santa Caterina da Siena, Domenico Beccafumi, ca 1515
Stimmate di Santa Caterina da Siena, Domenico Beccafumi, ca 1515

A sedici anni Caterina entra nel terzo ordine delle Domenicane (o Mantellate, per via del mantello nero sull'abito bianco), pur restando presso la sua abitazione.

Lei stessa racconta di essersi avvicinata alle letture sacre pur essendo semianalfabeta e, dopo giorni di estenuanti e poco fruttuose fatiche, di aver ricevuto dal Signore il dono di sapere leggere. Imparerà più tardi anche a scrivere, ma la maggior parte dei suoi scritti e delle sue corrispondenze sono dettate.

Al termine del Carnevale del 1367 racconta che le apparve Gesù con sua Madre e altri santi per sposarla a sé nella fede, avrebbe ricevuto un anello, adorno di rubini, che sarebbe stato visibile soltanto ai suoi occhi; per questo Caterina è iconograficamente rappresentata con l'anello e con un giglio.

[modifica] I rapporti con il clero ed i principi

Caterina non si mostra intimorita al cospetto dei potenti e si rivolge loro da pari a pari. Verso il 1372 espone al legato pontificio in Italia, Pietro d'Estraing, la necessità di riformare i costumi del clero, di trasferire la Santa Sede a Roma da Avignone dove risiedeva dal 1309 e di organizzare una crociata contro gli infedeli.

Le autorità ecclesiastiche, colpite, e forse indispettite, dal fatto che Caterina, analfabeta e visionaria, si rivolgesse in questi toni a personaggi di tale rango, la chiamano nel 1374 a Firenze di fronte al Capitolo generale dei Domenicani. L'Ordine ne riconosce l'ortodossia e l'affida alla direzione di frate Raimondo delle Vigne da Capua (1330-1399); questi venne poi nominato lettore di teologia a Siena e lasciò una biografia della Santa.

Secondo la tradizione devozionale il 1° aprile 1375 avrebbe ricevuto le stimmate nella chiesa di Santa Cristina a Pisa, dove si trovava su invito di papa Gregorio XI al fine di preparare la crociata da lei sollecitata; queste stimmate sarebbero rimaste invisibili fino alla sua morte.

Il progetto della crociata fu abbandonato quando Firenze, dopo aver stretto alleanza con i Visconti di Milano e aver sobillato le città dello Stato Pontificio a ribellarsi contro il papa, dichiarò guerra al "papa francese". A nome dei fiorentini, Caterina va ad Avignone in missione di pace da Gregorio XI con altre ventitré persone incluso Raimondo da Capua. Il papa, seppure affascinato da Caterina, è convinto del doppiogiochismo dei fiorentini e rifiuta la pace; ciononostante, lei continua con la sua opera di convincimento e non interrompe l'invio di lettere al pontefice, in cui lo invita a tornare a Roma. Riesce alla fine nel suo intento: il 27 gennaio 1377 il papa rientra nella città eterna.

All'inizio del 1378 viene incaricata di ristabilire i rapporti tra Santa Sede e Firenze, ma durante la sua missione in riva all'Arno rischia la vita, e la missione fallisce. Il nuovo papa Urbano VI riesce a siglare una pace il 28 luglio 1378. Il 20 settembre dello stesso anno, a Fondi, avviene lo scisma, con l'elezione dell'antipapa Clemente VII. Caterina definisce i tredici cardinali scismatici demoni incarnati. Nonostante la vittoria militare di Urbano VI a Marino il 30 aprile 1379, lo scisma si protrarrà per quarant'anni.

Muore, provata da una vita di digiuni e di astinenze forzate, a soli 33 anni, dopo essersi astenuta dal bere per un mese.

[modifica] La canonizzazione

Caterina da Siena fu canonizzata dal papa senese Pio II nel 1461. Papa Paolo VI ha dichiarato Caterina dottore della Chiesa il 4 ottobre 1970. Santa Caterina è inoltre patrona principale d'Italia per nomina di papa Pio XII nel 1939 e Compatrona d'Europa per nomina di Papa Giovanni Paolo II in data 1 ottobre 1999.

[modifica] Le reliquie

Numerose sono oggi le reliquie attribuite a Caterina. Ella fu sepolta a Roma, nel cimitero di Santa Maria sopra Minerva. Ma tre anni dopo, nel 1384, le fu staccato il capo per portarlo, come reliquia, a Siena, dove è tuttora conservato nella Basilica di San Domenico. Nella stessa basilica è conservato un dito di Caterina: con questa reliquia viene impartita la benedizione all'Italia e alle Forze Armate nel pomeriggio della domenica che si tengono le Feste internazionali in onore di Santa Caterina da Siena.

Il corpo è ancora conservato nella basilica di Santa Maria sopra Minerva a Roma. il piede sinistro è invece conservato a Venezia (nella Chiesa dei Santi Giovanni e Paolo).

Nel Duomo di Siena era presente anche una costola: essa però fu donata al santuario di Santa Caterina ad Astenet in Belgio, costruito nel 1985 per volontà dei devoti di quel paese. Infine, una scaglia di una scapola di Caterina si trova nel Santuario di Caterina, in Siena.

[modifica] Il suo misticismo

Francesco Messina, Monumento a Caterina da Siena, Roma, Castel Sant'Angelo
Francesco Messina, Monumento a Caterina da Siena, Roma, Castel Sant'Angelo


Nel Trattato della Provvidenza arriva persino a parlare a nome di Dio

« Mandai el Verbo dell’unigenito mio Figliuolo (el quale fu figurato per Eliseo) che si conformò con questo figliuolo morto, per l’unione della natura divina unita con la natura vostra umana. Con tutte le membra si unì questa natura divina, cioè con la potenza mia, con la sapienza del mio Figliuolo e con la clemenzia dello Spirito santo, tutto me, Dio, abisso di Trinità, conformato e unito con la natura vostra umana »

[modifica] Le opere

Per quanto riguarda le sue Opere Letterarie, santa Caterina, semianalfabeta e i cui scritti sono in maggioranza dettati, ha avuto un grande riconoscimento grazie anche alla testimonianza del suo primo Biografo, il beato Raimondo da Capua (diventerà dopo Maestro dell'Ordine), suo Confessore e testimone diretto del prodigioso dono di saper scrivere e leggere, testimone dunque anche delle sue opere Letterarie. È con il "Dialogo della divina Provvidenza", dettato ad un gruppo di discepoli che scrivevano alla presenza spesse volte del suo Confessore, che Paolo VI pone davanti alla Chiesa tutta l'opportunità di rendere santa Caterina "Dottore della Chiesa". Nel Dialogo sono racchiuse profonde pagine di alta teologia ancora oggi da approfondire e diffondere.

  • 381 Lettere
  • Dialogo della Provvidenza ovvero Libro della divina dottrina
  • [26/27] Orazioni

[modifica] Bibliografia

  • Rudolph M. Bell, La santa anoressia. Digiuno e misticismo dal Medioevo a oggi, trad. it. Laterza, 1985, Mondadori, 1992;
  • Madioni Gilberto, Ascoli Suor Maria Elena, Alla Scoperta di Santa Caterina da Siena - La Santa senese spiegata ai bambini Illustrazioni di Giulia Del Mastio, Betti, 2004;
  • Panichi Zalaffi Viola, Un anno con Caterina, Betti 2006;
  • Louis de Wohl, La mia natura è il fuoco. Vita di santa Caterina da Siena , Milano, Rizzoli, 2007 (Titolo Originale Lay siege to Heaven A novel about St. Catherine of Siena);

[modifica] Voci correlate

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[modifica] Note

  1. ^ http://www.caterinati.org/vitasanta.htm

[modifica] Collegamenti esterni

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