Giacomo Salomoni

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Giacomo Salomoni (Venezia, 1231Forlì, 1314) è stato un sacerdote italiano dell'Ordine dei Frati Predicatori, poi beatificato.

Asceta e mistico, è ricordato per aver raggiunto varie volte lo stato di estasi ed aver pronunciato profezie. Visse per 45 anni nel convento di Forlì, città nella quale è stato a lungo venerato come patrono, ed ebbe il soprannome di "padre dei poveri".

È noto anche per il fatto che, dopo l'assassinio di San Pietro da Verona, uno degli attentatori, Carino Pietro da Balsamo, l'uccisore effettivo, pentitosi del gesto e recatosi presso il convento dei domenicani di Forlì, ebbe il beato Giacomo Salomoni come padre spirituale ed in seguito morì in fama di santità. Carino, il cui corpo è conservato nella cattedrale di Forlì, ha oggi il titolo di beato.

Giacomo Salomoni, dopo la sanguinosissima battaglia di Forlì del 1282, si segnalò fra i più solerti nel pietoso ufficio della sepoltura dei molti cadaveri, per lo più di Francesi[1].

Benché la bellissima urna funebre dove riposò a lungo sia ancora visibile nella Pinacoteca civica di Forlì, dal 1939 il suo corpo è conservato a Venezia, nella chiesa dei Santi Giovanni e Paolo.

È ricordato il 30 maggio.

Nella tavola detta delle Effigie domenicane in Santa Maria Novella, è raffigurato in prima fila, come secondo da sinistra.

Il 25 gennaio 1525, Clemente VII concesse un indulto ai Domenicani del Convento di Forlì per celebrare la messa del Beato Giacomo Salomoni ogni volta che, durante l'anno, la loro devozione li spingesse a farlo. Questo indulto è considerato importante nella storia delle celebrazioni ecclesiastiche, tanto da risultare come il più antico citato da Benedetto XIV nel documento De canonizatione[1].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Leone Cobelli, Cronache Forlivesi, Regia Tipografia, Bologna 1874, p. 65.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • R. Bagattoni, "L'apostolo di Forlì" ossia il Beato Giacomo Salomini da Venezia dei frati predicatori (Ricordo del IV centenario), Valbonesi, Forlì 1914.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]