Santa Severina

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Santa Severina
comune
Santa Severina – Stemma
Santa Severina – Veduta
Dati amministrativi
Stato bandiera Italia
Regione Calabria – stemma Calabria
Provincia Crotone – stemma Crotone
Sindaco Diodato Scalfaro (lista civica) dal 30/03/2010
Territorio
Coordinate 39°9′0″N 16°55′0″E / 39.15°N 16.91667°E / 39.15; 16.91667 (Santa Severina)Coordinate: 39°9′0″N 16°55′0″E / 39.15°N 16.91667°E / 39.15; 16.91667 (Santa Severina)
Altitudine 326 m s.l.m.
Superficie 51 km²
Abitanti 2 238[1] (30-04-2011)
Densità 43,88 ab./km²
Frazioni Altilia
Comuni confinanti Belvedere di Spinello, Caccuri, Castelsilano, Rocca di Neto, Roccabernarda, San Mauro Marchesato, Scandale
Altre informazioni
Cod. postale 88832
Prefisso 0962
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 101022
Cod. catastale I308
Targa KR
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti santaseverinesi
Patrono sant'Anastasia
Giorno festivo 29 ottobre
Localizzazione
Santa Severina è posizionata in Italia
Santa Severina
Posizione del comune di Santa Severina nella provincia di Crotone
Posizione del comune di Santa Severina nella provincia di Crotone
Sito istituzionale

Santa Severina è un comune di 2.238 abitanti della provincia di Crotone.

Indice

[modifica] Amministrazione

Sindaco: Diodato Scalfaro (lista civica) dal 30/03/2010

[modifica] Storia

Il castello di Santa Severina.

Il territorio di Santa Severina (in particolare i siti di Serre d'Altilia, Monte Fuscaldo, insieme a molti altri), durante le età del bronzo e del ferro, era abitato da popolazioni indigene appartenenti forse al ceppo degli Enotri, come peraltro supposto in base alle ricerche (fine degli anni'70 del XX secolo) di Pasquale Attianese e confermato dalle indagini condotte a partire dagli anni '80 dall'archeologo Domenico Marino. Sulla collina Serre della frazione Altilia, già all'inizio degli anni '80, furono individuati alcuni lembi di un insediamento di origine italica e tracce di una necropoli dell'età del ferro. Alla metà degli anni '90 si deve la scoperta di un insediamento databile all'età del bronzo finale grazie al vasto programma di ricerca archeologica sviluppato nel territorio di Crotone da Domenico Marino. Queste ricerche hanno permesso di riconoscere un vasto "magazzino" di pithoi dell'età del bronzo finale: sono stati catalogati resti di oltre 60 enormi contenitori, prova dell'accumulo di olio da parte delle comunità enotrie. Più di recente la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Calabria, tra il 2006 ed il 2008, ha realizzato tre saggi di scavo, seguiti dagli archeologi Gregorio Aversa e Giuseppe Nicoletti. Le attività hanno permesso di confermare l'esistenza di strutture abitative, le cui tracce erano già intuibili grazie soprattutto ai rinvenimenti operati dal Gruppo Archeologico Krotoniate (cui si devono molti reperti esposti nella Museo Archeologico del Castello di Santa Severina). Le strutture risalgono al tardo IV-III secolo a.C. Alcune tracce rimandano al periodo protostorico. Attualmente, in tutta l'area, sono in corso approfondite indagini topografiche archeologiche, coordinate da Domenico Marino, direttore dell'Ufficio Territoriale di Crotone e della Sila della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Calabria, finalizzate alla realizzazione della "Carta archeologica" dell'intero territorio comunale. Anticamente nota forse come Siberene, dopo essere stata presumibilmente un abitato greco-italico e poi romano, fino al 1074 appartenne ai Bizantini. Fu successivamente governata dai Normanni e successivamente dagli Angioini e dai Borboni.

[modifica] Monumenti

[modifica] Il castello

Sottoposto dal 1991 al 1998 ad un accurato restauro, il castello è composto da un maschio quadrato con quattro torri cilindriche angolari e fiancheggiato da quattro bastioni sporgenti in corrispondenza delle torri, e domina la piazza del paese. La sua costruzione risale all'epoca della dominazione normanna (XI secolo) su una fortificazione preesistente di epoca romano - bizantina. Nel corso dei secoli e dei passaggi dalle varie famiglie regnanti, ha subito varie modifiche. Si dice che l'area dove sorse il Castello rappresentasse l'acropoli dell'antica Siberene, come fatto supporre da alcuni scavi condotti durante il restauro dove sono emersi alcuni materiali risalenti all'età greca, oltre che i resti di una chiesa bizantina e di una necropoli dello stesso periodo storico, e oggi visitabili nel museo ospitato nel castello. Di grande interesse gli scavi condotti, nel 2008-2009, dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici della Calabria nel cosiddetto "Avamposto C" e nella "grotta del coniglio". Altre ricerche archeologiche, nel corso del 2011, hanno evidenziato l'uso abitativo o dunerario di numerosi anfratti della rupe, ora difficilmente raggiungibili ed a rischio di frana.

[modifica] Il battistero

Costituisce l'unico battistero bizantino pervenuto ai nostri giorni ancora sostanzialmente integro. L'architettura di questo gioiello deriva dagli edifici a pianta centrale che trovano riferimento nel mausoleo di Santa Costanza a Roma. Il battistero bizantino ha, infatti, una forma circolare con quattro appendici, con affreschi risalenti al X-XII secolo

[modifica] La cattedrale

La cattedrale ha un impianto a croce latina a tre navate. Risalente al XIII secolo, anch'essa ha subito vari cambiamenti nel corso della sua storia, tant'è che dell'antica struttura è rimasto solo il portale, ma la più sostanziale è stata quella del XVII secolo.

[modifica] San Nicola / Santo Ponte

Nel 2010 la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Calabria ha riportato alla luce un ampio settore di abitato rupestre, con numerose abitazioni in grotta artificiale, ed una chiesa (con vano ipogeo sottostante) già segnalata da Paolo Orsi.

[modifica] Il Monastero della Madonna della Calabria

Dopo il 1100 sorse nella frazione Altilia il santuario mariano di riferimento dell'intera regione Calabria. Sostenuto originariamente dai Normanni, era posto sotto la diretta tutela dell'imperatore Federico II di Svevia. Tra la metà del 1500 e gli esordi del 1600 abati commendatari del Monastero furono i Barracco. A Tiberio Barracco si deve la conservazione dei documenti d'archivio antichi di Calabromaria, fatti trascrivere nel 1581 presso pubblico notaio: una copia del manoscritto è custodita presso l'Archivio Storico di Napoli. Ciò che restava del complesso di Calabromaria fu trasformato in palazzo baronale della famiglia Barracco all'inizio del XIX sec. Oggi è in parte di proprietà comunale ed in parte occupato da abitazioni private. Ricerche archeologiche condotte nel 2010 dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici della Calabria, sotto la direzione scientifica di Domenico Marino, hanno evidenziato lo stato di degrado e di totale trasformazione di alcune cavità artificiali esistenti (almeno tre) sul fronte della scarpata antistante il palazzo Barracco. I materiali rinvenuti non sono comunque anteriori al XIX secolo a testimoniare che l'edificazione del palazzo baronale ha fatalmente compromesso anche la conservazione delle aree adiacenti. Nel 2011 il Soprintendente per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le Provincie di CS, CZ e KR, Giuseppe Stolfi, ha affermato che il complesso monumentale del Palazzo Barracco (ex Monastero di Calabromaria) si segnala per la densità storica, la continuità d'uso e la sostanziale conservazione delle strutture” (http://www.arealocale.com/default.asp?print=true&action=article&ID=5756).

[modifica] Altri monumenti

  • La Chiesa di Santa Filomena (XI secolo) interessante esempio di architettura bizantino-normanna.
  • La Chiesa dell'Addolorata, epoca pre-normanna, con bellissimo altare barocco del XVII secolo.

[modifica] Personaggi importanti

[modifica] Curiosità

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti

[modifica] Note

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 aprile 2011.

[modifica] Bibliografia

  • P. Attianese, Altilia di S. Severina. Indagine sulla penetrazione ellenica nel retroterra crotoniate, in Il Punto, VII-VIII, Crotone 1980-1981.
  • M. Osanna, Chorai coloniali da Taranto a Locri: documentazione archeologica e ricostruzione storica, Roma 1992.
  • D. Marino, Il neolitico nella Calabria centro-orientale. Ricerche 1974-1990, Ann. Fac. Lett. Un. Bari XXXV-XXXVI, Bari 1992-1993, pp. 21–101.
  • D. Marino, Brevi note topografiche sugli insediamenti protostorici nella Calabria centro-orientale, in De Sensi Sestito G. (a cura di), I Brettii. Tomo I. Cultura, lingua e documentazione storico-archeologica. Atti del 1º Corso Seminariale, Rossano 1992, pp. 237–245, Rubbettino Editore, 1995, Soveria Mannelli.
  • D. Marino, "La Protostoria della Calabria centro-orientale", Dissertazione di Dottorato di Ricerca in Archeologia (Preistoria), VI ciclo, Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, pp. i-ii + 1-564, 1995.
  • D. Marino, Aspetti dell’insediamento nella Calabria centro-orientale tra età del bronzo recente e prima età del ferro, in Negroni Catacchio N. (a cura di), Preistoria e Protostoria in Etruria, Atti del Terzo Incontro di Studi “Protovillanoviani e/o Protoetruschi”, Manciano-Farnese 1995, pp. 287–300, Octavo – Franco Cantini Editore, 1998, Firenze.
  • E. Greco, Magna Grecia, Guide Archeologiche Laterza, Bari 1995.
  • D. Marino, Settlement and Economy in Eastern-Central Calabria (Southern Italy), Proceedings of the XIII International Congress of Prehistoric and Protohistoric Sciences - U.I.S.P.P., Forlì 1996, pp. 271–276.
  • AA.VV., Guida Archeologica della Calabria, Edipuglia, Bari 1998.
  • D. Marino, Kroton prima dei Greci. La prima età del Ferro nella Calabria centrale ionica, R.S.P. LV, Firenze 2005, pp. 439–465.
  • D. Marino, Prima di Kroton. Dalle comunità protostoriche alla nascita della città, Crotone 2008.
  • D. Marino, M. Corrado, Santa Severina (KR), Castello. 2008-2009, in Archeologia Medioevale, XXXVI, 2009, pp. 173–174.
  • D. Marino, M. Corrado, Santa Severina. Castello, AIAC_2428, in www.fastionline.org, 2009.
  • D. Marino, M. Corrado, Le colmate della Grotta del Coniglio e del cortile dell’Avamposto C nel Castello di Santa Severina (Crotone), in "Dal butto alla storia. Indagini archeologiche tra medioevo e postmedioevo", Sciacca-Burgio-Ribera 28-20/03/2011.
  • P. Attianese, Santa Severina: Serre di Altilia, in la Provincia Kr, nn. 28-34, Crotone 2002.
  • F. Lopez, Profilo storico di Altilia, Pubblisfera, San Giovanni in Fiore 2004, pp. 11–24.
  • G. Aversa, F. Lopez, Il territorio di Altilia: rilevanza storica e patrimonio culturale, DVD del Convegno svoltosi ad Altilia di S. Severina il 14 agosto 2008, Pubblisfera, San Giovanni in Fiore 2010.

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