Paolo Orsi
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Paolo Orsi (Rovereto, 1859 – 1935) è stato un archeologo italiano.
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[modifica] La sua formazione
Nacque a Rovereto, città italiana al tempo facente parte dell'impero Austro-Ungarico, e questo favorì i suoi legami culturali con la Mitteleuropa. Dopo gli studi ginnasiali nella città natale si trasferì a Vienna per seguire corsi di storia antica ed archeologia. Continuò gli studi presso l'Università di Padova e si laureò a Roma. Poi frequentò la Reale scuola italiana di Archeologia a Roma, la scuola d'arte classica a Bologna e paleontologia di nuovo a Roma.
[modifica] Il suo lavoro
Rifiutò più volte l'insegnamento universitario poiché si concentrò dove più si sentiva portato, la ricerca sul campo e le pubblicazioni. Durante gli studi scoprì la zona preistorica del Colombo a Mori nel Trentino. Dopo un breve periodo di insegnamento al liceo di Alatri in provincia di Roma, entrò nella direzione generale delle antichità e delle belle arti e successivamente alla Biblioteca nazionale centrale di Firenze.
Vincendo successivamente il concorso per ispettore degli scavi e dei Musei, nel 1890 fu inviato a Siracusa, dove si dedicò allo studio delle origini dei Sicani e dei Siculi e delle città di Thapsos e Megara Hyblaea. Nel lavoro sui monti Iblei e la valle che porta al mare scoprì templi, necropoli, mura, palazzi, monete ed altro e riportò alla luce l'antica città Casmene. Diede una particolare interpretazione sull'architettura della Basilica di San Foca a Priolo.
Fu "Commissario" del Museo Nazionale di Napoli per un breve periodo (1900 - 1901), lasciando però un'impronta indelebile. Infatti gettò le basi per il suo riordinamento globale (realizzato poi dal successivo direttore Ettore Pais), individuando dieci grandi raccolte di materiali.
Nel 1907 si trasferì a Reggio Calabria, dove divenne direttore della Sovraintendenza Calabra per gli Scavi e contribuì alla nascita del grande Museo Nazionale della Magna Grecia, lavorò in particolare a Reggio, a Locri e a Rossano Calabro dove continuò lo studio sulla Magna Grecia. Scoprì città, un tempio ionico, antiche mura e i siti di Medma e di Krimisa.
Nel 1924 ritornò in Sicilia rifiutando cattedre universitarie, restò anche dopo il pensionamento a lavorare con il museo di Siracusa che oggi porta il suo nome. Sempre nel 1924 fu nominato senatore del Regno d'Italia. Scrisse oltre 300 lavori che lo portarono a vincere il Gran Premio di Archeologia dell'Accademia dei Lincei. La sua bibliografia fu vasta come numero e come copertura, privilegiate furono le sue aree di lavoro del Siracusano e della Calabria, oltre alla sua terra di nascita e dell'Alto Adige.
Fu tra i fondatori della Società Italiana di Archeologia nel 1909 e, per quanto riguarda il Trentino, i suoi lavori furono spesso in coppia con Federico Halbherr entrambi per qualche anno studenti a Vienna.
A lui e ad Halbherr è dedicata l'annuale Rassegna del cinema archeologico che si svolge presso il Museo Civico di Rovereto e da un paio d'anni a Reggio Calabria. Il Museo Archeologico di Siracusa a lui intitolato ed il Museo Archeologico Nazionale della Magna Grecia di Reggio Calabria contengono una grandissima quantità di reperti risalenti ad un periodo che va dalla preistoria sino al periodo greco, provenienti da ritrovamenti di tutto il territorio della Sicilia e della Calabria.
[modifica] Voci correlate
- Museo Nazionale della Magna Grecia
- Museo Archeologico Regionale Paolo Orsi
- Stefano Bottari
- Sebastiano Agati

