Carrara

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Carrara
comune
Carrara – Stemma Carrara – Bandiera
Panorama dalla strada per Colonnata
Panorama dalla strada per Colonnata
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Tuscany.svg Toscana
Provincia Provincia di Massa-Carrara-Stemma.png Massa e Carrara
Amministrazione
Sindaco Angelo Zubbani (PSI) dal 29/05/2007 (2º mandato)
Territorio
Coordinate 44°05′00″N 10°06′00″E / 44.083333°N 10.1°E44.083333; 10.1 (Carrara)Coordinate: 44°05′00″N 10°06′00″E / 44.083333°N 10.1°E44.083333; 10.1 (Carrara)
Altitudine 100 m s.l.m.
Superficie 71,01 km²
Abitanti 64 127[1] (31-07-2013)
Densità 903,07 ab./km²
Frazioni Avenza, Bedizzano, Bergiola, Bonascola, Castelpoggio, Codena, Colonnata, Fontia, Fossola, Gragnana, Marina di Carrara, Miseglia, Nazzano, Noceto, Sorgnano, Torano
Comuni confinanti Fivizzano, Fosdinovo, Massa, Ortonovo
Altre informazioni
Cod. postale 54033
Prefisso 0585
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 045003
Cod. catastale B832
Targa MS
Cl. sismica zona 3s (sismicità bassa)
Nome abitanti carraresi, carrarini (dialetto)
Patrono San Ceccardo di Luni
Giorno festivo 16 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Carrara
Posizione del comune di Carrara all'interno della provincia di Massa e Carrara
Posizione del comune di Carrara all'interno della provincia di Massa e Carrara
Sito istituzionale
« Aronta è quel ch’al ventre li s’atterga,

che ne’ monti di Luni, dove ronca

lo Carrarese che di sotto alberga,

ebbe tra ’ bianchi marmi la spelonca

per sua dimora; onde a guardar le stelle

e ’l mar non li era la veduta tronca.  »

(Dante Alighieri, Inferno,Canto XX, versi 46-51)

Carrara (Carara in dialetto carrarese) è un comune italiano di 64.404 abitanti[2] della provincia di Massa e Carrara in Toscana.

È il centro più importante al mondo per quanto riguarda l'estrazione e la lavorazione del famoso marmo di Carrara, un marmo bianco molto pregiato che viene estratto dalle vicine Alpi Apuane.

Con Massa, nel periodo tra il XV ed il XIX secolo, costituì il Ducato di Massa e Carrara.

Tra i monumenti della città si ricordano il duomo del XII secolo ed il palazzo ducale del XVI secolo, ora sede dell'Accademia delle Belle Arti.

È stata, e lo è per certi versi tuttora, un vero e proprio capoluogo del pensiero anarchico italiano ed internazionale, anche se negli ultimi decenni tale cultura ha assunto anche qui connotati di evidente storicizzazione. La biblioteca anarchica del circolo culturale Gogliardo Fiaschi raccoglie e racconta con la sua preziosa collezione quello che fu ed è il movimento anarchico italiano e carrarese.

La città di Carrara il 12 gennaio 2007 è stata insignita della medaglia d'oro al merito civile per il contributo dato tra il 1943 e il 1945 alla lotta di Liberazione dal nazi-fascismo.

Il suo motto è Fortitudo mea in rota (dal latino per "La mia forza è nella ruota").

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

La città di Carrara (nome derivato dal celtico Kair = pietra), pertanto i monti presenti a Carrara, come in antico venivano chiamati i monti di pietra, ossia le Alpi Apuane, così nomate e ben descritte dal Repetti, dettero il nome alla Valle, dove si formò l'omonima Città è l'ultima città dell'attuale regione Toscana prima di arrivare in Liguria (fino al censimento del 1870 era compresa nell'attuale Emilia). Il nome può derivare anche dalla parola "caraia", che in antico ligure significa cava. La provincia di cui fa parte (Massa e Carrara, poi dal 1938 Apuania, quindi dal 1946 Massa-Carrara e dal 2010 nuovamente Massa e Carrara) è una porzione dell'antico territorio lunense che, nell'attuale sistema amministrativo territoriale, resta diviso in due regioni: Toscana e Liguria ed è a contatto, in tutta la sua estensione, con la cosiddetta Emilia (che era chiamata comunemente Lombardia fino all'unità d'Italia, quando la parte cis-appenninica degli ex Ducati di Modena e di Parma fu aggregata all'Emilia).

Il porto di Carrara e, in alto, il centro della città, situato ai piedi delle cave di marmo.

Carrara si sviluppa dalla costa (Marina di Carrara) fino alle Alpi Apuane, alle pendici delle quali si trovano le frazioni montane. La città è bagnata dal fiume Lavenza (nome celtico per fiume, poi chiamato Carrione), che nasce dal monte Spallone ed ha un bacino d'acqua di 52 km². Il centro storico di Carrara si può considerare un vero e proprio centro abitato di montagna avvolto dalle colline che stanno al piede delle Alpi Apuane. La città, a chi guarda verso i monti, appare dentro la candida cornice dei tre grandi bacini marmiferi Ravaccione, Fantiscritti e Colonnata, bacini ora sbrigativamente rinominati col nome della località più vicina, ossia: di Torano, di Miseglia, di Colonnata. La costa, bagnata dal mar Ligure, presenta ampie spiagge sabbiose su cui sorsero, a partire dal lontano 1851, tre lunghi pontili caricatori sostituiti negli anni trenta dello scorso secolo con un porto in muratura posto al confine con il Comune di [Massa (Italia)|Massa e Carrara che offrono ampie possibilità di svago durante la stagione estiva.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Il clima è mitigato dal mare che la bagna e che apre la via alle correnti calde del Mar Mediterraneo. L'escursione termica annua si aggira sui 10-15 °C. Le precipitazioni seguono il regime pluviometrico ligure di levante, con massima piovosità in novembre, minima a luglio e massimi secondari a febbraio e maggio. Sulla costa si registrano precipitazioni annue di circa 1100mm che aumentano fino ai 1400mm della città fino a superare i 2000mm annui tra i Monti Pisanino e Pizzo d'Uccello (località Orto di Donna). Dal secondo dopoguerra è stata colpita da alcune esondazioni: nel 1949 [3], il 23 settembre 2003 (con due morti), ad ottobre 2010, due volte nell'arco di dieci giorni nel novembre del 2012, e ancora il 5 Novembre del 2014.

Sulle vicine montagne il clima è temperato fresco ed in tempi passati favoriva l'alpeggio delle greggi.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia di Carrara.

Protostoria e Periodo Romano[modifica | modifica wikitesto]

Vi erano insediamenti già conosciuti nella zona nel IX secolo a.C., quando gli Apuani vivevano nella regione. La città attuale ha origine dal borgo costruito per ospitare i lavoratori nelle cave di marmo, creato dai Romani dopo la conquista della Liguria nei primi anni del II secolo a.C. Carrara è stata collegata con il processo di estrazione e lavorazione del marmo sin dall'epoca romana, marmo che verrà utilizzato da quel momento in avanti per la realizzazione di alcune tra le più belle opere d'arte della storia.

Il marmo è stato esportato dal vicino porto di Luni, alla foce del fiume Magra.

In diverse lingue la parola per indicare una cava deriva dal nome della città di Carrara (eg quarry in inglese, carrière in francese).

Localizzazione delle Alpi Apuane, luogo dove viveva il popolo apuano

Medioevo[modifica | modifica wikitesto]

Nel Medioevo fu possedimento bizantino e longobardo, e poi, fu sotto i vescovi di Luni, trasformandosi in una città-stato nei primi anni del XIII secolo, durante la lotta tra guelfi e ghibellini, Carrara apparteneva a quest'ultimo partito. I Vescovi acquisirono di nuovo nel 1230, quando nel 1313, la città fu data in successione alla Repubblica di Pisa, Repubblica di Lucca e Repubblica fiorentina. In seguito fu acquistata da Gian Galeazzo Visconti. Dopo la morte di Filippo Maria Visconti di Milano nel 1477, Carrara fu contesa da Tommaso Campofregoso, signore di Sarzana, e di nuovo la famiglia Malaspina, che si trasferì qui la sede della loro signoria nella seconda metà del XVI secolo.

Dal Ducato di Massa al Risorgimento e all'Anarchismo[modifica | modifica wikitesto]

Maria Teresa, Duchessa di Massa e Carrara

Carrara apparteneva territorialmente, al Ducato di Massa.Non e' mai esistito un ducato di Massa e Carrara, ma solo il Ducato di Massa. Nell'ottobre del 1472 Iacopo Malaspina,compero' dalla famiglia dei Campofregoso di Genova, le 'terre di Carrara', che non avevano nessun titolo e le annesse al marchesato di Massa. In seguito compero' dall'Imperatore i titolo di Duca di Massa e sposto'il marchesato su Carrara). Dal XVI al XIX secolo. Sotto l'ultimo Malaspina, Maria Teresa, che aveva sposato Ercole III d'Este, divenendo parte del Ducato di Modena e Reggio. Dopo il breve dominio napoleonico di Elisa Bonaparte Baciocchi, fu restituita a Modena.

Durante l'Unità d'Italia, Carrara fu sede di una rivolta popolare guidata da Domenico Cucchiari, al centro dell'attività rivoluzionaria di Giuseppe Mazzini.

Alla fine del XIX secolo Carrara divenne la culla dell'anarchismo, in particolare tra i lavoratori delle cave. I cavatori, compresi gli intagliatori di pietra, avevano convinzioni radicali che li distinguessero dagli altri. L'Anarchismo e il radicalismo generale entrarono a far parte del patrimonio degli intagliatori di pietra. Secondo un articolo del New York Times del 1894 molti rivoluzionari violenti che erano stati espulsi dal Belgio e Svizzera andarono a Carrara nel 1885 e fondarono il primo gruppo anarchico in Italia. Carrara è rimasto un continuo covo dell'anarchismo in Italia, con diverse organizzazioni che trovarono apertamente appoggio in città. I lavoratori anarchici del marmo erano anche la forza trainante dell'organizzazione del lavoro nelle cave e nei capannoni. Erano anche i principali protagonisti della rivolta della Lunigiana nel gennaio 1894.

Periodo fascista/Dopoguerra - Oggi[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1929, i comuni di Carrara, Massa e Montignoso vennero uniti in un unico comune, denominato Apuania. Nel 1946 fu restaurata la situazione precedente[4].

La seconda guerra mondiale portò non solo la produzione del marmo a un punto di morte[non chiaro], ma anche lo scontro della Wehrmacht distrutta nella lotta contro i partigiani nel 1944-1945, anche in gran parte le strutture delle cave.[non chiaro] La linea di difesa della Wehrmacht venne posta nelle vicine aree (Massa), la Linea Gotica,[non chiaro] mentre a Sant'Anna di Stazzema avvenne il massacro degli abitanti della città[Quale città?] da parte della Waffen-SS, con più di 500 vittime. La vasta presenza nella resistenza delle donne carraresi contribuì alla sconfitta degli invasori tedeschi.[non chiaro]

Attraverso la ricostruzione dopo la guerra e il boom economico del 1960, il volume della produzione delle cave salì a 500.000 tonnellate, e la situazione economica migliorò.

Oggi a Carrara il marmo è presentato come il centro dell'Europa[non chiaro], non solo contro il centro di lavorazione del marmo di Verona[non chiaro] che affermò la propria importanza nel proprio paese, ma anche contro i centri di lavorazione del marmo in Cina, India e Brasile[non chiaro]. La crisi finanziaria del 2008 ha avuto un effetto in un forte calo delle vendite da parte degli impianti di lavorazione del marmo di Carrara che sono stati fortemente esportati. Questo ha avuto un impatto sulla situazione economica degli impianti di lavorazione della pietra e dei loro posti di lavoro, anche sullo sviluppo urbano.

Titoli[modifica | modifica wikitesto]

Come duca titolare di Modena, l'attuale detentore del titolo di "Principe di Carrara" sarebbe il Principe Lorenzo del Belgio, arciduca d'Austria-Este.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'oro al Merito Civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al Merito Civile
«Centro strategicamente importante, situato sulla "Linea Gotica", fu oggetto di atroci rappresaglie, rastrellamenti e devastanti bombardamenti che provocarono centinaia di vittime civili e feriti e la quasi totale distruzione dell'abitato e delle strutture industriali e commerciali. Le donne carraresi offrirono un ammirevole contributo alla lotta di Liberazione organizzando una coraggiosa protesta contro l'ordine delle forze di occupazione tedesche di sfollamento della città. Gran parte della popolazione partecipò, con generosa determinazione, alla guerra partigiana, rendendosi protagonista di eroici slanci di umana solidarietà verso quanti avevano bisogno di aiuto e prodigandosi, col ritorno alla pace, nella difficile opera di ricostruzione morale e materiale.»
— Settembre 1943/Aprile 1945 - Carrara

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Il nucleo medievale del Palazzo Cybo Malaspina
La trecentesca casa di Emanuele Repetti
La facciata neoclassica del Teatro degli Animosi
La statua di Garibaldi
Il porto di Carrara visto dalle colline circostanti
Il porto di Marina di Carrara visto da Ortonovo
Fiancata del Duomo di Carrara con la Statua del Gigante
Una cava di marmo di Carrara
Vista delle cave di marmo

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa del Suffragio

Iniziata nel 1688 su progetto attribuito a Innocenzo Bergamini, fu poi rimaneggiata nel XIX secolo. La facciata è semplice ma arricchita con un grande portale marmoreo in stile barocco, istoriato dallo scultore Carlo Finelli e sormontato da un bassorilievo che raffigura la Madonna con le anime purganti. La chiesa è a croce latina ed è sormontata da una cupola rivestita di scaglie di ardesia. L'interno è in stile barocco e ricco di marmi di svariati colori che creano un effetto scenografico. L'altare maggiore è in marmi policromi e si trova tra due teschi alati. La pala d'altare dipinta a olio, opera anonima ma di notevole valore, raffigura la Madonna del Suffragio. Chiusa e inutilizzata per gran parte della seconda metà del Novecento, è stata restaurata e aperta alla fine degli anni novanta. L'edificio è stato affidato alla Chiesa ortodossa

Il complesso di San Francesco risale all'inizio del Seicento, quando Carrara era governata da Carlo I Cybo-Malaspina.

Risalente al XVII secolo, ospita una Madonna col Bambino di Bartolomé Ordoñez.

Conserva un altare di Francesco Baratta.

Consacrata nel 1676, fu progettata da Alessandro Bergamini.

Realizzata fra la fine del XVIII secolo e la metà del XIX, ha le sue origini in una chiesa del 1450.

Divisa in tre navate, presenta un portale risalente al 1554.

Si trova ad Avenza e risale al 1620, ma ha le sue origini in un edificio medievale.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

  • Casa di Emanuele Repetti

posta all'inizio di via Santa Maria, la casa del geografo, naturalista e letterato carrarese Emanuele Repetti (1776-1852), risale al XIII secolo, come molti degli edifici circostanti. Pare che al suo interno abbia soggiornato anche Francesco Petrarca. È stata la prima sede del comune di Carrara.

deve il suo nome ad Alberico I Cybo-Malaspina, che la fece costruire nel Seicento a ridosso delle mura della città, che lui stesso aveva fatto costruire con un secondo tracciato (1557-1637) per comprendere la crescente espansione urbana. La piazza è contornata da eleganti edifici di illustri e antiche famiglie nobiliari di Carrara. La piazza, pavimentata con ciottoli squadrati di marmo a formare dieci grandi riquadri decorativi, ha nel suo centro una bella fontana, con vasca e leone in marmo, sormontata da una grande statua (eseguita nell'anno 1827 dallo scultore carrarese Pietro Fontana) della Duchessa Maria Beatrice D'Este che si erge sopra un alto piedistallo ornato da bassorilievi.

  • Piazza del Duomo al centro della città storica

Chiamata anche Piazza "Drent" (ossia dentro la prima cerchia di mura), ha forma trapezoidale ed è contornata da edifici di impianto medioevale che furono più volte ristrutturati ed ampliati in epoca cinque-seicentesca come l'elegante e decorato (internamente ed esternamente) palazzo barocco dei conti Sarteschi sul lato ovest, la vecchia canonica sul lato sud (ancora in stile gotico al piano terra), la casa dove dimorò Michelangelo Buonarroti sul lato nord quasi a continuazione del fianco sud del Duomo in stile romanico-gotico. Tra la casa "Buonarroti" e l'abside del duomo si intravvede la "nuova" canonica cinquecentesca con muri affrescati ed il campanile, costituito da una torre a pianta quadrata con struttura marmorea, sormontato da una cuspide ottagonale il cui modello si rinviene quasi identico in campanili che sono disseminati lungo l'antico percorso dei costruttori (maestri cum-machinis, ossia maestri comacinis) di cattedrali che scendeva dal nord della Francia, attraversava la Savoia superando gli storici passi delle Alpi Occidentali (Lanslebourg, Aosta) toccando la Liguria (Lavagna, Genova) fino ad arrivare a Carrara, luogo storico di escavazione e lavorazione della pietra.

  • Piazza Garibaldi in località "For d'porta" (ossia fuori della "Porta marina" della seconda cerchia di mura).

È questo un singolare spazio di forma triangolare, posto di fianco al teatro Animosi, già di proprietà della Società degli Animosi, che si abbina (anzi si abbinava) per forma e dimensione a quello posto in fronte al Teatro cosicché i due spazi diventavano elementi di un'unica singolare piazza formante un unico armonico ambiente. La sistemazione fu fatta dall'ing. Leandro Caselli nel 1887. Ora, tale continuità è stata indebolita dalla nuova pavimentazione dello spazio di fronte al teatro che ha acquistato una sua propria forma rettangolare.

  • Via Alberica

detta anche via del Carmine, è corta e dritta, parallela al tratto sud delle mura cinquecentesche della città su cui si affacciano eleganti palazzi settecenteschi della vecchia nobiltà carrarese. Verso piazza Alberica, sul lato monte, si trovava la Pretura divenuta Tribunale al tempo dell'adesione di Carrara al governo risorgimentale provvisorio toscano (la frazione di Avenza e la città di Massa aderirono invece al Regno Sardo), ed a metà strada, lato mare, vi si trovava l'elegante e storico Albergo della Posta (con scala centrale ad andamento elicoidale con le rampe circolari costituite da gradini in massello di marmo e la "tromba" centrale abbellita e strutturata con colonne rampanti in stile dorico). Purtroppo negli anni sessanta dello scorso secolo l'edificio è stato interamente sventrato per realizzarvi un edificio di abitazione con più piani di abitazione e magazzini commerciali al Piano terra. La strada è stata rinominata "Loris Giorgi", anche se i carraresi continuano a chiamarla con lo storico nome.

  • Palazzo dei conti Pisani

severo edificio seicentesco su via del Carmine angolo piazza Alberica il cui retro, esposto a meridione, si affacciava su un grande giardino all'italiana addossato alle mure cinquecentesche della città (ancora presenti). nel 1885 l'edificio con i relativi cortili interni venne adattato dall'ingegnere Leandro Caselli, capo dell'Ufficio tecnico, quale sede degli uffici comunali. Il grande giardino era abbellito da fontane, statue e cariatidi in marmo; quest'ultime, a seguito della ristrutturazione e la creazione della sala polifunzionale (teatro delle marionette poi Banca), furono trasferite lungo via del Carmine, dove sono tuttora.

  • Palazzo del Medico

imponente ed elegante edificio barocco costruito nella prima metà del secolo XVIII, su progetto dell'architetto carrarese Alessandro Bergamini, sul lato lungo occidentale della Piazza Alberica, gli interni sono ricchi di stucchi e bassorilievi marmorei.

  • Palazzo Diana

armonico e sobrio edificio cinque/seicentesco, fu eretto alla fine del Cinquecento su progetto di Giorgio Vasari a cui subentrò l'architetto Alfonso Parigi, che lo portò a termine nel secolo successivo. L'edificio con ampio loggiato al Piano terra occupa metà del lato lungo orientale della Piazza Alberica. Purtroppo le sistemazioni ed i decori interni, a causa delle diverse destinazioni e trasformazioni subite nel tempo, sono andati perduti. L'edificio ricorda quello delle Logge progettato dallo stesso architetto per Arezzo nel 1573 ma le logge di quest'ultimo edificio poggiano su pilastri murari anziché su colonne di marmo bianco come invece quello in Piazza Alberica a Carrara.

  • Teatro Animosi, in località "For d' porta". Il Teatro degli Animosi fu costruito a partire dal 1836 fino a 1840 dall'architetto Giuseppe Pardini di Lucca. La facciata è d'ispirazione classica: presenta uno schema a due piani in forma di pronao di tempio, con sei colonne sovrastate da una balaustra ornata di fiori e ghirlande, il tutto sorretto da un basamento di pilastri. Tutta la facciata è in marmo di Carrara. L'atrio di ingresso è fiancheggiato da un doppio filare di colonne abbellito da modelli in gesso della Musica e della Poesia. L'interno è impreziosito da marmo finemente lavorato usato nei dettagli e negli ornamenti. Il fronte con pronao fu chiuso con una sobria vetrata progettata dall'architetto Enrico Bonanni ed una bella scala in marmo (disegnata da Enrico Del Debbio) mette in comunicazione la Piazza degli Animosi con gli eleganti locali dell'ex Casino Civico sovrastanti l'atrio del Teatro.
  • Ospedale Civico in località Levatella

Progettato nella seconda metà dell'Ottocento dall'architetto Vincenzo Micheli.

realizzate a fine ottocento e nei primi anni del Novecento su di un progetto guida funzionale e stilistico fatto nel 1885 dall'ingegnere comunale Leandro Caselli. La tipologia è tuttora rinvenibile negli edifici per le scuole elementari delle frazioni carraresi dal monte al piano.

Edificio con pianta rettangolare con previsto (ma non attuato) ampliamento ad "U" ad abbracciare il giardino interno. Il grande ed elegante edificio fu realizzato negli anni 1890-92 dall'ingegnere Leandro Caselli.

all'angolo di via Verdi con via Cucchiari. Il progetto, fatto da altri, venne nel 1890 modificato in corso di costruzione, dall'ingegner Leandro Caselli.

il Teatro, che occupa tutto il lato nord dell'ottocentesca Piazza L.C. Farini (ora Piazza G. Matteotti), fu uno degli ultimi progetti fatti per Carrara dall'ingegnere Leandro Caselli prima di trasferirsi a Messina dove aveva vinto il concorso di ingegnere capo dell'Ufficio Tecnico di quel Comune. Il grande edificio, che comprende anche fondi commerciali ed abitazioni, fu costruito a partire dal 1888 e inaugurato nel 1892. È il primo teatro italiano a cui fu dato il nome di Verdi (in quanto allora ancora vivente) e per poterlo fare fu chiesta al famoso compositore l'autorizzazione (esiste il documento) che volentieri concesse. Il Politeama fa parte di un blocco quadrangolare con la facciata rivolta su piazza Matteotti: la facciata è costituita da due ordini di arcate sovrapposte (il più basso è un portico a pilastri) e l'interno è decorato con motivi sobri ed eleganti. Il soffitto presenta un affresco raffigurante un'allegoria della musica e dell'arte recitativa. Il Teatro Politeama "Giuseppe Verdi", ha subito tre crolli (1989, 2008 e 2011) si presume per alcuni abusi edilizi.

La Villa della Padula di Bernardo Fabbricotti venne costruita nel 1879 su progetto di Vincenzo Micheli, architetto di origini carraresi residente a Firenze, dove dirigeva l'Accademia di Belle Arti. L'edificio posto in un parco di nove ettari alle spalle della città, in posizione dominante, si caratterizza per la sobrietà della facciata in stile neoclassico, intonacata e arricchita da cornici, finestre sormontate da timpani, lesene con capitelli corinzi e da un balcone centrale retto da mensole in marmo.

Il complesso scolastico, fatto a metà del XIX secolo copre tutto il lato nord della piazza d'Armi, poi Risorgimento (ora Gramsci). L'edificio fu ampliato a fine milleottocento con la ingegnosa e scenografica aggiunta di due ali laterali che si protendono simmetricamente in avanti rispetto all'esistente corpo centrale (costituito da un edificio a pianta rettangolare di sobria architettura neoclassica). Il complesso, fu ingrandito con pianta ad "U" rispettando lo stesso linguaggio architettonico sia nel disegno delle modanature sia nella cadenza delle aperture. L'edificio, così ampliato (su progetto dell'ingegnere Leandro Caselli) fa da armonico sfondo all'imponente monumento di Pellegrino Rossi (opera dello scultore Pietro Tenerani) che fronteggia il giardino di forma ellittica posto al centro della Piazza d'Armi e progettato sempre dallo stesso ingegner Caselli (Capo dell'Ufficio Tecnico Comunale) con la collaborazione dei fratelli Marcellino e Giuseppe Roda (botanici ed esperti giardinieri ottocenteschi).

Progettata nell'anno 1887 dell'ingegnere Leandro Caselli.

  • Scuole A.Saffi dominanti il lato est della storica Piazza d'Armi (ora Piazza Gramsci)

Progettate assieme alla piazza nell'anno 1887 dall'ingegnere Leandro Caselli.

Progettato a fine ottocento dall'ingegnere Leandro Caselli.

Progettato a fine ottocento dall'ingegnere Leandro Caselli per i conti Binelli, importanti industriali del marmo che costruirono le prime segherie multi-lama ed uno dei tre pontili caricatori alla marina di Lavenza. L'edificio in stile eclettico neo-rinascimentale ha pianta simmetrica servita da un imponente ed ampio scalone centrale con struttura portante costituita interamente da gradini monolitici di marmo bianco perfettamente incastrati tra di loro ed a sbalzo sulla muratura perimetrale. Ricchissime erano le finiture interne: pavimenti in legno, soffitti affrescati e seta alle pareti. Mobilio di pregio e statue completavano gli allestimenti interni. Attualmente, l'edificio è spoglio di ogni arredo e conserva solo l'elegante impianto architettonico. Il palazzo, dopo importante ristrutturazione, ospita la sede della Fondazione della Cassa di Risparmio di Carrara.

Progettata a fine ottocento dall'architetto francese Philippe Randon per uno dei rami della famiglia dei conti Binelli. Il progetto è in insolito stile florerale e la villa ricorda esempi rintracciabili in nord Europa. Ricche sono le decorazioni in legno traforato (quasi ricami) che fanno da brise-soleil sui quattro timpani del tetto e da parapetti per i terrazzi del primo e secondo piano. Eleganti e ricche sono pure sono le decorazioni all'interno dell'edificio. Purtroppo la mancanza di manutenzione negli ultimi cinquant'anni hanno provocato la distruzione di quasi tutti i motivi decorativi lignei dei paramenti esterni.

Progettata negli anni venti del novecento dall'architetto F. Severini in sobrio ed elegante stile floreale. Esterni in marmo travertino e mattoni a vista, interni decorati con rivestimenti in legno intarsiato; il vasto e alberato giardino che la circonda era recintato con un'elegantissima cancellata "liberty" in ferro battuto formata da barre verticali in ferro di sezione quadrata di forte spessore lavorata a torciglione. A fine Novecento la caratteristica e "monumentale" cancellata è stata sostituita con altra in ferro di più semplice fattura.

  • Villa La Serenella, via Roma, salita di San Ceccardo

Progettata nell'anno 1898 dall'architetto carrarese Enrico Bonanni.

  • Ex Laboratorio di scultura della ditta Triscornia, via Carriona, località San Martino

Progettato nella seconda metà dell'Ottocento dall'architetto Enrico Bonanni.

Il Palazzo delle Poste (a. 1933), progettato dall'architetto carrarese Giuseppe Boni, è costituito da una torre ottagonale le cui facciate sono interamente rivestite in marmo. Ai lati della scalinata d'ingresso sono collocate due sculture raffiguranti "il cavatore" e "lo scultore" opera di Sergio Vatteroni (grafico, pittore e scultore), autore anche del medaglione marmoreo murato nella Scuola Media Statale di Pontremoli, che raffigura il Gen. Pietro Ferrari (generale) a cui la scuola media è dedicata.

  • Villa "Casa Mia"

Lungo il Viale XX settembre (a poca distanza dell'ex Parco Pubblico urbano "Della Rimembranza" demolito negli anni cinquanta e sostituito con il cosiddetto "Stadio dei Marmi") confinante con il Parco di Villa Olga (ora non più esistente) dell'architetto Enrico Bonanni. La Villa "Casa mia", in sobrio stile "rurale toscano" fu progettata negli anni venti del Novecento dall'allora ben noto architetto Enrico Del Debbio per conto della famiglia Berring - Nicoli poi acquistata dai Crips (imprenditori del marmo, soci di quel Walton che costruì a metà dell'Ottocento i primi due moli caricatori alla Marina di Lavenza).

Il Palazzo Walton si trova all'incrocio tra il Ponte Walton di San Martino e Corso C. Rosselli (già Corso Vittorio Emanuele). Fu residenza privata dell'imprenditore di origine inglese Guglielmo Walton e sede, al piano terra, della storica Società marmifera Walton, poi Walton Goody and Cripps (con sede principale nel Regno Unito in Eagle Wharf Road, 48 Londra). Ceduto in proprietà, insieme alla ditta, alla famiglia di F. Salvini, fu acquistato nel 1940 da Dora Giovannoni, moglie dell'avvocato Giuseppe Bàrberi; attualmente è di proprietà degli eredi G. e D. Bàrberi. Elegante struttura eclettica che fonde la gravosità della mole con eleganti decorazioni in stile Tudor, arricchita da preziosi ricami marmorei, archetti ogivali, frontone decorato e colonne con capitelli riccamente ornati. Sul frontale del portone, pregevole angelo benedicente in stile pre-raffaellita opera dello scultore romantico danese Hensl (1847). All'interno, eleganti caminetti monumentali in bardiglio venato, marmo bianco statuario, marmo rosa Portogallo e verde scuro indiano(si suppone dai commerci del primo proprietario perché coevi alla costruzione del palazzo). Recenti ricerche hanno condotto a supporre che Sir Walter Scott, famoso scrittore scozzese, durante una sua visita alle cave di Carrara, fosse stato ospitato dal Walton.

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Il Palazzo Cybo-Malaspina è un complesso di edifici composto da un Castello altomedievale a cui in epoca rinascimentale fu aggiunto un Palazzo signorile.

Il Castello (o Rocca) ha origini antichissime e fu edificato su precedenti fortificazioni risalenti forse al periodo bizantino-longobardo. È citato per la prima volta in un documento del 13 agosto 1187, conservato presso l'Archivio di Stato di Firenze, che menziona il pedaggio pagato dall'Abate di Bobbio in transito a Carrara. All'epoca pare che l'edificio fosse costituito da una coppia di torrioni. Il Castello fu ampliato in due epoche successive: la prima volta nel 1215 da Guglielmo Malaspina, successivamente da Iacopo Malaspina nel 1473, quando il feudo passò definitivamente nelle mani di questa casata. In origine il Castello era la sede della famiglia nobiliare, ma dopo la rovinosa incursione dei francesi di Carlo III nel 1495 i Malaspina spostarono la loro corte nella città di Massa, giudicata più sicura.

Il Palazzo rinascimentale fu aggiunto da Ricciarda Malaspina nel 1519 e successivamente ampliato dal figlio Alberico I nel 1557. I lavori di Alberico I unirono il Palazzo al Castello e trasformarono il complesso in una residenza signorile adeguata agli standard dell'epoca. I lavori di ampliamento e di adeguamento furono continuati anche dal nipote di Alberico Carlo I.

Con l'affermazione dei Cybo-Malaspina e dei loro successori, i d'Este di Modena, il complesso divenne sede marchionale (già nel 1558 sotto Alberico I), e successivamente, sede ducale (nel 1790 sotto Maria Beatrice d'Este). Con l'occupazione napoleonica e l'inclusione di Massa e di Carrara nel principato di Elisa Bonaparte Baciocchi, il Castello-Palazzo venne adibito a sede dell'Accademia di belle arti di Carrara (1806), destinazione d'uso che conserva ancora oggi. L'Accademia di Belle Arti, una delle più antiche d'Italia e d'Europa, era stata fondata con atto chirografo di Maria Teresa d'Este qualche decennio prima, il 26 settembre 1769.

Dopo il terremoto, che ha colpito la città nel settembre del 1920, il complesso della Rocca e del Palazzo ha subito un restauro (iniziato nel 1924) che ha portato al consolidamento delle strutture murarie e delle fondazioni (sul lato Ovest, dove una strada aperta dal Comune aveva indebolito le fondazioni della Rocca) e alla demolizione dei locali aggiuntisi nel tempo sul lato esterno del torrione medioevale.

La costruzione si presenta ancora oggi con due viste ben distinte: i lati Ovest e Sud Ovest mostrano una caratteristica architettura rinascimentale, corrispondente al più recente Palazzo del Principe, mentre il lato Est conserva ancora l'antico stile medioevale dell'originale Castello. Le molte opere d'arte e di valore, che erano contenute nel palazzo, sono state trafugate durante le numerose vicissitudini storiche che la città di Carrara ha subito anche in epoca relativamente recente.

Il castello di Moneta, oggi in rovina, è un antichissimo insediamento risalente al II secolo a.C., quando, poco dopo la sconfitta degli Apuani ad opera dei Romani, la famiglia dei Monetii vi si stabilì fondando una villa. Collocato in posizione strategica, sulla cima di un colle dal quale si può dominare tutta la valle di Carrara, l'insediamento venne utilizzato a più riprese come postazione difensiva dagli abitanti dell'antica Luni, poi dai Bizantini, successivamente dai Longobardi e dai Franchi. Nel corso del X e XI secolo fu ulteriormente fortificato per difendere la zona dalle incursioni dei Normanni e degli Arabi, e passò sotto l'amministrazione dei vescovi-conti di Luni con il nome di Castrum de Moneta. La fortificazione conservò la sua importanza per quasi tutti i nobili che si alternarono al governo della tormentata Signoria di Carrara e andò incontro ad un grande ampliamento sotto Spinetta Fregoso che, nel 1447 - 1455, organizzò il borgo in una serie di cinte ellittiche concentriche, ristrutturò le cisterne sotterranee e ingrandì il mastio principale aggiungendoci anche una cappella. Con il passaggio del territorio sotto il dominio stabile dei Malaspina (1476) il borgo fortificato di Moneta iniziò a perdere importanza, anche perché lo sviluppo e il perfezionamento dell'artiglieria resero il luogo facilmente bombardabile dai colli vicini. Ancora al 1602 fino alla seconda metà del Settecento Moneta era occupata da una guarnigione militare a difesa stabile del castello ma abitata solo da qualche centinaia di paesani. La guarnigione del castello Moneta (a difesa confine orientale del Ducato) era per numero di componenti inferiore solo a quella del Castello di Massa (a difesa del confine occidentale). La guarnigione era soggetta alla "tenenza" ossia affidata alla responsabilità di una famiglia nobiliare locale ed era sottoposta al comando operativo di un "sottotenente" ossia di un esperto militare. Le cariche di "tenente" e "sotto tenente" venivano rinnovate e/o mutate di anno in anno, secondo convenienza. Tra il finire del XVIII secolo ed i primi anni del XIX (persa definitivamente importanza militare con i nuovi assetti territoriali conseguenti alla prima campagna d'Italia di Napoleone I) il castello ed il circostante borgo vengono definitivamente abbandonati.

  • Castello di Castruccio

La Torre di Castruccio è quanto rimane della fortezza fatta costruire all'inizio del XIV secolo da Castruccio Castracani nel borgo di Avenza, a scopi difensivi e per il controllo dei traffici commerciali lungo la pianura. È probabile che la rocca di Castruccio sia stata costruita su strutture precedenti risalenti almeno all'anno Mille. A loro volta gli attuali resti corrispondono ad ampliamenti e ammodernamenti delle fortificazioni originali operati dai Malaspina nei successivi secoli. L'imponente castello (posto all'incrocio della via Æmilia Scauri col fiume Lavenza) era caratterizzato da robusti torrioni (tre cilindrici ed uno quadrangolare) fu smantellato dopo l'Unità d'Italia per essere utilizzato come cava di pietre da costruzione. Il torrione che ancora esiste (di forma cilindrica posto nell'angolo sud-est della fortezza) si salvò nel 1883 grazie al riuscito interessamento dello storico Theodor Mommsen.

Altro[modifica | modifica wikitesto]

Altri edifici rilevanti ai fini dell'architettura, soprattutto per i tipi di stile: eclettico, liberty, razionalista, ecc., sono: villa Dervillè, la ex Camera di Commercio di Carrara in corso Rosselli (già corso Vittorio Emanuele), progettata da Leandro Caselli, la casa Baruzzo-Franzoni, la casa del Balilla, progettata nel 1929 (ultimata nel 1934) dall'architetto Giuseppe Boni, la villa Il Corvenale, palazzo Bonanni, progettato dall'architetto Enrico Bonanni, palazzo della "Moretta", progettato dall'architetto Enrico Bonanni su impianto strutturale dell'ingegner Leandro Caselli, il palazzo INAIL (1940/46), già INFAIL, di puro stile razionalista rivestito interamente in marmo di Carrara su progetto dell'architetto Luigi Giulini e direzione lavori Aldo Scarsella (ben noto a quell'epoca come eccellente ingegnere, fine conoscitore sia delle tecniche costruttive sia della lavorazione e dell'impiego dei marmi), palazzo Tenerani progettato dall'architetto Enrico Remedi, palazzo Torri edificato agli inizi degli anni '60 del secolo scorso lungo il Viale XX Settembre e progettato dall'architetto Ezio Bienaimè, il palazzo del Comune di Carrara progettato dagli architetti Bruno Fedrigolli e Dante Petrucci, Villa Giampaoli su progetto dell'architetto Enrico Galeotti poi modificata dall'architetto Enrico Del Debbio, Villa Robson, il nuovo palazzo della Camera di commercio di Carrara, in via Sette Luglio, progettato nel 1957 a seguito di concorso nazionale da Carlo Aymonino assieme a Chiarini e a B. De Rossi.

  • Il Cavallo

(in dialetto carrarino: 'l cavad) statua equestre della tarda latinità di grandezza ridotta rispetto al naturale inserita nelle mura Albericiane in corrispondenza della Porta cittadina (al Cavad) che si trovava in vicinanza della chiesa settecentesca del Pianto. La statua, non finita, è in marmo bianco con danni e mancanze, è però fra le pochissime di carattere equestre pervenuteci dal mondo classico. Essa rappresenta il patrizio e soldato romano Marco Curzio la cui leggenda è descritta negli Annali (VII,6) di Tito Livio.

  • La Sirena

Caratteristica fontana barocca sulla via Carriona nei pressi della "Porta del Cavallo". La fontana, più volte raffigurata nelle guide di viaggio straniere del settecento ed ottocento, rappresenta una sirena seduta su di un delfino che dalla bocca versa acqua in una grande conchiglia (Pecten)

  • Il Gigante

Statua incompiuta rappresentante Andrea Doria in sembianze di Nettuno, eseguita dal noto scultore fiorentino Baccio Bandinelli. La statua abbandonata a livello di "abbozzo" fu poi utilizzata nel 1563 dal marchese di Carrara Alberico I Cybo-Malaspina per abbellire la "Piazza Drent" (detta anche d'l Dom). L'enorme statua, rinominata dai Carrarini l Zigant, poggia su due delfini con "boccaloni" d'acqua di sorgente che si riversano in continuazione a fontana entro una vasca di candido marmo.

Duchessa sovrana di Massa e principessa di Carrara dal 1790 al 1797 e poi dal 1814 al 1829; fu l'ultima sovrana del piccolo ed indipendente Ducato di Massa e Carrara. Il monumento la rappresenta con figura eretta a tutta altezza (eseguita nel 1827 in stile neoclassico dallo scultore carrarese Pietro Fontana). L'imponente statua, che è posta al centro di Piazza Alberica, si erge su di un alto piedistallo arricchito da bassorilievi. Alla base del piedistallo vi è una piattaforma con gradini che terminano contro una "sfinge" sotto di cui due bocche d'acqua riversano acqua di fonte entro una vasca di marmo.

Enorme monumento su alto piedistallo marmoreo ornato da bassorilievi scolpiti da Alessandro Biggi (Carrara 1848-1926) posto al termine della storica "Piazza D'Armi" già "Giardini del principe". La Statua rappresenta lo statista seduto alla scrivania e fu eseguito sul modello fatto dall'amico e concittadino nonché famoso scultore Pietro Tenerani.

Monumento a Mazzini

Monumento eretto su alto piedistallo marmoreo in Piazza Accademia, visibile da Piazza Alberica in asse a Via Del Carmine. Costituisce un rilevante elemento di riferimento urbano di indubbio effetto scenografico. Il monumento fu eseguito per la municipalità di Carrara nel 1892 dallo scultore e fervente mazziniano Alessandro Biggi (Carrara 1848-1926).

Monumento di grandi dimensioni e di rilevante efficacia scenica, fu posto a fine ottocento (27 ottobre 1889) al centro della piccola piazza triangolare (che sta tra il fianco del Teatro Animosi e Corso Rosselli già Corso Vittorio Emanuele II) davanti all'ex Palazzo Fabbricotti (divenuto poi sede del sindacato dei paesi del marmo). Il monumento, opera dello scultore Carlo Nicoli, raffigura Garibaldi che sbarca a Marsala con la spada sguainata. La statua poggia su un piedistallo cilindrico ornato dai grandi fasci, che rappresentano l'unità nazionale.

Monumento riproducente l'artista a grandezza naturale nell'atto di impersonare uno dei quattro mori incatenati, che lo scultore eseguì negli anni venti del seicento 1623 ed il 1626 per il piedistallo marmoreo della statua di Ferdinando I dei Medici a Livorno. La statua del Tacca fu realizzata nel 1900 dallo scultore carrarino Carlo Fontana (1865 - 1956) e posta nel giardino davanti al fronte Est dell'Accademia di Belle Arti.

Monumento costituito da una grande lapide in marmo bianco con una figura d'uomo seminudo, in sembianze classiche, di dimensioni superiori al naturale scolpita in altorilievo. L'uomo è coricato su di un fianco e si copre il volto come a volersi estraniare dalla realtà. Il monumento eseguito nei primi anni del Novecento è collocato in un'aiuola laterale di Piazza D'Armi (ora Piazza A. Gramsci) ed è opera dello scultore carrarese Peppino dell'Amico che nell'eseguirla si ispirò ai versi della canzone composta da G. D'Annunzio in onore di Verdi " diede una voce alle speranze e ai lutti, pianse ed amò per tutti.. ".

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[5]


Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

I cittadini stranieri residenti a Carrara sono 4.264[6], così suddivisi per nazionalità (sono indicati solo i dati superiori alle 100 unità):

Nazionalità Residenti
Romania Romania 1.713
Marocco Marocco 602
Albania Albania 327
Rep. Dominicana Repubblica Dominicana 277
Senegal Senegal 149
Corea del Sud Corea del Sud 112

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

Peculiarità etno-linguistica di Carrara e di alcuni territori limitrofi, è il dialetto carrarese, idioma appartenente al ceppo gallo-italico e posizionabile sotto la lingua emiliano-romagnola. Dato che l'area in questione è prevalentemente circondata, a sud da parlate toscane, ad ovest da liguri e a nord da parlate lunigiane (quest'ultime maggiormente affini anche se diverse), è da considerarsi una vera e propria isola linguistica emiliana (o meglio lombardo/emiliana).

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Musei[modifica | modifica wikitesto]

  • Museo civico del marmo, viale XX settembre
  • Museo della Scultura, via Canal del Rio
  • Cava-museo di Fantiscritti, via Fantiscritti

Media[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Emittenti Radio-Tv[modifica | modifica wikitesto]

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

Lardo di Colonnata, tipico prodotto carrarese
Panzanella, nome con il quale vengono indicati gli sgabei nella Provincia di Massa e Carrara
  • Taglierini coi fagioli (Tajarin 'nti fasóli)
  • Tordelli
  • Lasagne tordellate
  • Lardo di Colonnata (lard d' Colonata)
  • Tordellini in brodo (Capdeti 'n brod)
  • Sgabei
  • Polenta con sugo di funghi e pecorino (Cazalà)
  • Baccalà marinato alla carrarina (Bacalà 'nmarinat)
  • Stoccaffisso (Stocafis)
  • Cozze ripiene (Muscli pien)
  • Polenta incatenata (Polenta 'ncatnata)
  • Trippa alla carrarina (Tripa)
  • Torta di riso (Torta d' ris)
  • Frittelle dolci di riso (Frisòli)
  • Focaccia dolce con uvetta e pinoli (Fugaza)
  • Focaccia schiacciata di grano molto salata (Fugazina). Accompagnata con fichi di Montemarcello (Fichi d' Montmarzè)
  • Farinata (Calda calda o Calda oh)
  • Castagne bollite (Badoti o Borgadedi) carraresi (dolcissime, comunemente conosciute come carpanesi)
  • Vino di Candia e di Moneta (due zone collinari del comune di Carrara)

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

  • Biennale internazionale di scultura[7]
  • Simposio di scultura
  • CarraraMarmotec - Fiera internazionale del marmo e delle tecnologie per la sua lavorazione
  • Carrara festival (Con-vivere)
  • Premio nazionale "Torre di Castruccio" - Premio per lo sport e la cultura
  • Premio Michelangelo
  • September Fest - Festa della birra
  • Up! Urla Padula Festival
  • Festa della fondazione di Carrara (10 maggio 1557)
  • 1º maggio anarchico - festa del F.A.I.
  • CarraraRocknrolla Pollege Festival
  • MarbleWeeks - Esposizioni ed installazioni in marmo sono disposte per tutta la città

Persone legate a Carrara[modifica | modifica wikitesto]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Carrara, sfruttamento del marmo
Punta Bianca vista dalle spiagge di Marina di Carrara

L'economia di Carrara è legata principalmente all'industria e al commercio del marmo in tutte le sue diverse varietà: i blocchi sono estratti e poi imbarcati nel porto di Marina di Carrara ed esportati in tutto il mondo, oppure finiscono nelle moltissime segherie presenti sul territorio e nei laboratori dove vengono trasformati e messi sul mercato. Oltre all'industria e al commercio del marmo, che rimangono le attività principali, Carrara fa leva sul turismo, in particolare quello artistico (da visitare ovviamente le cave e il centro storico) e balneare (la città mette a disposizione dei turisti spiagge attrezzate e numerosi locali); peraltro il turismo rappresenta tuttora un fenomeno economicamente marginale[8]. Rilevante è la presenza di industrie, in particolare chimiche e alimentari. Notevole è stato nel passato recente il settore dell'abbigliamento, in particolare per alcuni nomi celebri fra cui quello della sartoria D'Avenza, fondato nel 1857 da Myron Ackermann: "Il modo di lavorare di D'Avenza [ ... ] era, e lo è tuttora, analogo a quello di una tradizionale sartoria artigianale, solo su più vasta scala. Pertanto all'epoca D'Avenza era all'avanguardia rispetto a molti colleghi italiani. Negli ultimi quarant'anni la manifattura ha acquisito fama di solidità, e sebbene non rappresenti più l'avanguardia offre sempre una qualità di altissimo livello"[9].

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Storicamente Carrara si è sviluppata lungo il tracciato della via Aurelia integrata, nel 1915 dalla direttrice che taglia diagonalmente il territorio in direzione monti-mare e prende il nome di viale XX Settembre.

L'autostrada A12 presenta, nel territorio comunale, il casello di Carrara.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Stazione di Carrara-Avenza, vista del fabbricato viaggiatori nel 2013
Tram in sosta in piazza Farini nel 1920 (cartolina d'epoca)

Carrara è servita dalla ferrovia Tirrenica settentrionale grazie alla fermata di Carrara-Avenza. In passato esisteva una stazione più centrale, denominata Carrara San Martino, sulla tratta di diramazione costruita nel 1866 e soppressa nel 1969[10]. Tale tratta fu integrata nel tracciato della nota ferrovia Marmifera che fu operativa fra il 1876 ed il 1964.

Completavano gli impianti ferroviari cittadini alcuni raccordi industriali, i più significativi dei quali raggiungevano le località di Fiorino e Covetta, e comprendevano il tracciato della Marmifera fino al molo caricatore in località Marina. Oltre a questi vi sono i raccordi al servizio della Zona Industriale Apuana, localizzati tra Carrara e Massa, attivati nel 1938 e al 2014 ancora operativi.

Mobilità urbana[modifica | modifica wikitesto]

La rete di trasporto pubblico di Carrara è costituita dalle autolinee urbane ed interurbane gestite dalla società CTT Nord.

In passato, fra il 1915 ed il 1955, è esistita un linea tranviaria di collegamento fra il centro e Marina di Carrara, realizzata contestualmente al viale XX Settembre, sostituita poi da una linea filoviaria prolungata verso Marinella di Sarzana, che fu a sua volta soppressa nel 1985.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

La Carrarese Calcio 1908 è la principale squadra di calcio cittadina. È nata nel 1908 e nel 2008 ha festeggiato il Centenario. Milita dalla stagione 2011-2012 nel campionato di Prima Divisione, ex Serie C1, dopo aver trascorso numerosi campionati in Serie C2 e due stagioni in Serie B. La squadra ha anche vinto una Coppa Italia Serie C nel 1983. La Carrarese gioca le partite casalinghe allo Stadio dei Marmi.

Una formazione della Carrarese vincitrice della Coppa Italia Serie C nel 1983

Anche la pallavolo e la pallacanestro sono ben rappresentate: la Virtus Carrarese (pallavolo) milita in serie C, la Spintermar Carrara e il CMB (pallacanestro) dopo molti campionati in serie B2 e una serie di retrocessioni nella stagione 2008/09 ha conquistato la promozione in Serie C2. I Carrara Legends (pallacanestro), sono una nuova squadra nata nel 2012 e milita nel campionato di Promozione.

Merita una menzione speciale anche la squadra locale di tennistavolo, l'Apuania Carrara, che nel biennio 2007/09 ha centrato due promozioni consecutive raggiungendo la massima categoria nazionale, la serie A1. Inoltre nell'anno 2012/13 ha conquistato per la prima volta nella sua storia il titolo di campione d'Italia, impresa poi ripetuta l'anno successivo.

Nel 1960 Carrara ospitò una tappa del Giro d'Italia, divisa in due semitappe: la prima, Livorno-Carrara, vinta dal belga Emile Daems, e la seconda, una mini-cronometro attraverso le cave, vinta a pari merito da Jacques Anquetil e Miguel Poblet.
Dopo ben 50 anni, nel 2010, la corsa rosa ha nuovamente visitato la cittadina con l'arrivo delle sesta tappa vinta dall'australiano Matthew Lloyd.

Tappe del Giro d'Italia con arrivo a Carrara
Anno Tappa Partenza km Vincitore di tappa Maglia rosa
1960 9ª a Livorno 93 Belgio Emile Daems Belgio Jos Hoevenaers
1960 9ª b cron. ind. alle Cave di Carrara 2,2 Francia Jacques Anquetil
Spagna Miguel Poblet
Belgio Jos Hoevenaers
2010 Fidenza 172 Australia Matthew Lloyd Italia Vincenzo Nibali

È di Carrara la prima squadra campione d'Italia di korfball. Il titolo è stato vinto nel 2005.

Infine, molti sono e sono stati i giocatori carraresi importanti nello sport, e tra di essi in particolare si ricordano i calciatori Achille Piccini, Bruno Venturini, Paolo Vannucci, Gianluigi Buffon, Daniele Ficagna, Giorgio Chinaglia, Simone Del Nero, Claudio Vinazzani, il ciclista Francesco Secchiari, la pallavolista Maurizia Cacciatori e il cestista Andrea Saccaggi.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
 ? 1862 Cesare del Medico Sindaco
1863 1864 Carlo Sarteschi Sindaco
1865 1869 Pietro Giromella Sindaco
Giovanni Baini Sindaco
1875  ? Francesco Del Nero Sindaco
 ? 1889 Agostino Marchetti Sindaco
1890  ? Girolamo Ratto Sindaco
1899 1903 Alessandro Biggi Sindaco
1914 1922 Edgardo Lami Starnuti Sindaco
Manrico Canesi Partito Nazionale Fascista Podestà
Roberto Mario Marini Partito Nazionale Fascista Podestà
1945 1946 Carlo Andrei C.L.N. Sindaco
1946 1951 Enrico Isoppi Partito Repubblicano Italiano Sindaco
1951 1956 Gastone Dazzi Partito Repubblicano Italiano Sindaco
1956 1961 Leo Gestri Partito Socialista Italiano Sindaco
1961 1967 Filippo Martinelli Partito Socialista Italiano Sindaco
1967 1976 Sauro Dalle Mura Partito Socialista Italiano Sindaco
1976 1980 Sebastiano Puccinelli Partito Socialista Italiano Sindaco
1980 1985 Alessandro Costa Partito Comunista Italiano Sindaco
11 agosto 1990 8 febbraio 1991 Fausto Marchetti Partito Comunista Italiano Sindaco
6 aprile 1991 27 settembre 1993 Alberto Pincione Partito Repubblicano Italiano Sindaco
14 luglio 1994 25 maggio 1998 Emilia Contigli Fazzi Partito Democratico della Sinistra Sindaco
25 maggio 1998 11 giugno 2002 Lucio Segnanini Democratici di Sinistra Sindaco
11 giugno 2002 29 maggio 2007 Giulio Conti Democratici di Sinistra Sindaco
29 maggio 2007 in carica Angelo Zubbani Partito Socialista Italiano Sindaco

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Sebbene non si tratti di un vero e proprio gemellaggio vi è uno stretto legame tra Carrara e una cittadina del Dipartimento di Maldonado in Uruguay, prima nota come Cantaras de Burgueno, ma che nel 1953 assumerà ufficialmente il nome di Nueva Carrara per i numerosi emigranti del settore lapideo che dall'inizio del Novecento arrivano dalla città toscana[16].

Citazioni letterarie[modifica | modifica wikitesto]

Oltre alla citazione in apertura, Carrara è città dantesca per essere indicata tra le località oggetto della Pace di Castelnuovo. Il trattato fu stabilito per diretto operato del Sommo Poeta, il quale il 6 di ottobre del 1306, nella veste di procuratore plenipotenziario dei Malaspina dello Spino Secco, raggiungeva l'auspicato accordo con il vescovo-conte di Luni, Antonio Nuvolone da Camilla.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Bianco Carrara è il nome del colore della carrozzeria utilizzato dalla Porsche nel suo spot.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat al 30/04/2011
  2. ^ Dato Istat al 30/04/2011
  3. ^ "La Settimana Incom 00359 03/11/1949 In Italia e in Inghilterra. Cronaca del maltempo"
  4. ^ Decreto legislativo luogotenenziale 1 marzo 1946, n. 48, articolo 1, in materia di "Ricostituzione dei comuni di Massa, Carrara e Montignoso."
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  6. ^ Dato Istat al 31/12/2009
  7. ^ internazionale di scultura
  8. ^ Il rapporto 2008 della camera di commercio di Massa documenta solo 62.077 presenze turistiche nell'anno 2007, contro 1.167.200 di Massa; il dato è per di più in diminuzione del 18% sull'anno precedente.
  9. ^ Bernhard Roetzel, Il Gentleman, Konemann, Colonia, 1999, pg 109
  10. ^ Ex-ferrovia Carrara Avenza - Carrara S. Martino URL consultato nel giugno 2013
  11. ^ (EN) Inglostadt's twin towns (PDF). URL consultato il 4 febbraio 2009.
  12. ^ (DEENPL) Opole Partnership City. URL consultato il 4 febbraio 2009.
  13. ^ (ES) Cooperación Internacional. URL consultato il 4 febbraio 2009.
  14. ^ (ENHYRU) Carrara (Italy). URL consultato il 4 febbraio 2009.
  15. ^ (ENSR) International cooperation of the city of Kragujevac. URL consultato il 4 febbraio 2009.
  16. ^ Nicola Guerra, Partir Bisogna. Storie e momenti dell'emigrazione apuana e lunigianese, Massa, Provincia di Massa Carrara – Comunità Montana della Lunigiana 2000.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • E.Repetti: "Sopra l'Alpe Apuana ed i Marmi di Carrara", Fiesole, 1820.
  • P.Rossi: "Traité de Droit Pénal", Bruxelles, 1829.
  • P.Rossi: "Rapporto della Commissione della Dieta ai ventidue Cantoni sul progetto d'Atto Federale", Ginevra, 1833.
  • P.Rossi: "Projet d'Acte Federal et Rapport de la Commission de la Diete au XXII Cantons Suisses", Genève, 1833.
  • P.Rossi: "Bericht uber den Entwurf einer Bundesurkunde, Erstattet an die Eidgenossischen Stande von Commission Tagsatzung", Zurich, 1833.
  • P.Rossi: "De l'état actuel de l'Italie", sta in: "Revue française", 12 novembre 1829, pp. 1–15.
  • W.Epson: "Rossi on criminal law", sta in: "The Edinburgh Review", vol.107, september 1831.
  • P.Rossi: "Cours d'histoire Suisse", manoscritto a cura di Marc Vernet, Geneve, 1832 (esiste anche un'edizione stampata, a cura di Alfred Dufour, Geneve 2001).
  • P.Rossi: "Cours d'economie politique", Bruxelles, 1840.
  • F.Mignet: "Sur la vie et les travaux de M.Rossi", discorso letto il 24 novembre 1849 all'annuale sessione dell'Institut National de France “Academie des Sciences morales et politiques”. Sta in: "Revue de Legislation et de Jurisprudence", tome III, Paris, a.1849.
  • A.Bertoloni: "Flora Italica sistens Plantas in Italia et in insulis circumstantibus sponte nascentes", Bologna, 1832-1854.
  • P.Rossi: "Mélanges d'économie politique, d'histoire et de philosophie", Paris, 1857.
  • M.Barrot: "Examen du Traité du Droit Pénal de M. Rossi", sta in "Rapport à l'Academie des Sciences Morales et Politiques", Paris, 1856.
  • L.Reybaud: "Economistes modernes (Cobden, Bastiat, Chevalier, Mill, Faucher, Rossi)", Paris, 1862.
  • P.Rossi: "Cours de Droit Constitutionel professé à la Faculté de Droit de Paris" (Vol. I/IV), Paris, 1866/1867.
  • C.Frediani: "..su le diverse gite fatte a Carrara da Michelangelo Buonarroti..", Massa di Carrara, 1837.
  • C.Promis: "Dell'antica città di Luni e del suo stato presente", Massa, 1857.
  • C.Magenta: "L'industria dei marmi di Carrara, Massa e Seravezza", Politecnico, vol. XXV, Milano, 1865.
  • P.Andrei: "Cenni sul Duomo di sant'Andrea Apostolo di Carrara", Massa Carrara, 1867.
  • E.Lazzoni: "Parole di ammirazione e compianto sulla tomba dell'egregio statuario cav. professore Benedetto Cacciatori", Carrara, 1871.
  • G.Campori: "Memorie Biografiche degli Scultori, Architetti, Pittori, Ec. Nativi di Carrara e di Altri Luoghi nella Provincia di Massa", Modena, 1873.
  • O.Raggi: "Della reale Accademia di Belle Arti di Carrara", Roma, 1873.
  • C.Lazzoni: "Carrara e le sue ville", Carrara, 1880.
  • O.Raggi: "Della vita e delle opere di Pietro Tenerani: del suo tempo e della sua scuola nella scultura: libri tre", Firenze, 1880.
  • D.Donghi: "L'Architettura Moderna alla prima esposizione italiana di architettura", Torino, 1892.
  • F.X.Kraus: "Pellegrino Rossi", München, 1901-02.
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  • Camera di Commercio di Carrara: "L'esportazione del marmo e la necessità del porto alla marina di Carrara", Carrara, 1907.
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Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Istituzioni[modifica | modifica wikitesto]

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Gastronomia[modifica | modifica wikitesto]

Arte e cultura[modifica | modifica wikitesto]

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