Frosinone

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Frosinone
comune
Frosinone – Stemma Frosinone – Bandiera
Frosinone – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Lazio Coat of Arms.svg Lazio
Provincia Provincia di Frosinone-Stemma.png Frosinone
Amministrazione
Sindaco Nicola Ottaviani (PdL) dal 21 maggio 2012
Territorio
Coordinate 41°38′00″N 13°21′00″E / 41.633333°N 13.35°E41.633333; 13.35 (Frosinone)Coordinate: 41°38′00″N 13°21′00″E / 41.633333°N 13.35°E41.633333; 13.35 (Frosinone)
Altitudine 291 m s.l.m.
Superficie 47,02 km²
Abitanti 46 714[1] (28-02-2014)
Densità 993,49 ab./km²
Frazioni Capo Barile Nicolia, Cerreto, Colle Cannuccio, Colle Cottorino, Colle Martuccio, Fontana Grande, Impratessa, La Cervona, La Pescara, Le Pignatelle, Le Rase, Madonna della Neve, Le Noci, Pratillo, San Liberatore, Selva dei Muli, Stazione, Valle Contessa, Vetiche I.
Comuni confinanti Alatri, Arnara, Ceccano, Ferentino, Patrica, Supino, Torrice, Veroli
Altre informazioni
Cod. postale 03100
Prefisso 0775
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 060038
Cod. catastale D810
Targa FR
Cl. sismica zona 2B (sismicità media)
Cl. climatica zona E, 2 196 GG[2]
Nome abitanti Frusinati
Patrono San Silverio e sant'Ormisda
Giorno festivo 20 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Frosinone
Posizione del comune di Frosinone nell'omonima provincia
Posizione del comune di Frosinone nell'omonima provincia
Sito istituzionale

Frosinone (/froziˈnoːne/, Frusenone /frusəˈnoːnə/ in dialetto frusinate[3]) è un comune italiano di 46 714 abitanti[1] capoluogo dell'omonima provincia nel Lazio.

Spesso identificata anche come capoluogo della Ciociaria, è un centro industriale e commerciale e un importante nodo di comunicazione del Lazio meridionale; Città volsca con il nome di Frusna e poi romana come Frùsino, nel corso della sua storia a causa della sua collocazione è stata soggetta a molteplici devastazioni e saccheggi; in conseguenza di ciò e delle distruzioni dovute ad eventi sismici (il più rovinoso dei quali fu nel 1350) conserva poche seppur importanti tracce del proprio passato, come le rovine dell'anfiteatro, i reperti conservati nel museo archeologico cittadino e il monumento funerario del II secolo in località Sant'Angelo.

Indice

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Frosinone - Panorama.JPG

Magnify-clip.png
Frosinone, panorama del centro storico dominato dal campanile della cattedrale
Ponte "della Fontana" sul fiume Cosa

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Situata su di un colle che domina la valle del Sacco, Frosinone è circondata dai monti che delimitano la valle, ossia gli Ernici a Nord ed i Lepini ad Est e a Sud, dove si intravedono gli Ausoni.

Il territorio comunale è attraversato dai torrenti Cenicia e Rio e dal fiume Cosa, il cui flusso, sia per cause naturali che per la captazione delle sue acque, è ormai estremamente ridotto; un tempo invece era soggetto a frequenti piene con conseguenti inondazioni. Il rinvenimento di un'area di ghiaia nel corso di scavi archeologici nella zona di De Matthaeis[4] fa presupporre che in antichità vi scorresse un altro fiume, oggi scomparso. Nella pianura del Sacco sono presenti alcune fonti le cui acque sono sfruttate ad uso potabile ed industriale.

Sul colle permane il nucleo centrale della città, la cui prima espansione è avvenuta sulle colline circostanti; la realizzazione della stazione (1863) a valle del centro storico ha determinato lo sviluppo edilizio del quartiere omonimo, ma l'espansione maggiore della città si è realizzata nel corso del Novecento, scendendo disordinatamente verso la pianura lungo i crinali e le vie di comunicazione: in conseguenza di ciò si distinguono oggi nell'uso comune una Frosinone alta e una Frosinone bassa.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione meteorologica di Frosinone.

Il clima del capoluogo della Ciociaria è di tipo semi-continentale, a causa della distanza dal mare e della posizione collinare, a poca distanza da catene montuose di un certo rilievo. Agli inverni sovente nebbiosi e relativamente rigidi, specie in caso di incursioni fredde da est, si contrappongono infatti estati piuttosto calde ed afose, nelle quali Frosinone è soggetta al fenomeno dell'"ondate di calore", per cui con relativa frequenza raggiunge un livello di allerta da codice rosso, (sulla base della scala di allerta stabilita dalla Protezione Civile) ovvero quando si verificano condizioni meteorologiche a rischio che persistono per alcuni giorni e per le quali è necessario adottare interventi di prevenzione mirati alla popolazione a rischio.[5] Significative le escursioni termiche diurne, in particolar modo d'estate e tutt'altro che rari gli episodi nevosi, ultimi dei quali, con 12 centimetri di accumulo, il 17 dicembre 2010 e soprattutto il 4 febbraio 2012 con 64 cm nella zona alta e 58 cm nella parte bassa della città. Di rilievo, anche la nevicata con 30 cm di accumulo che si verificò in piena primavera, il 15 aprile 1995 (giorno di Pasqua) e tra le più tardive mai avvenute in città.

FROSINONE
(1971-2000)
Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 11,2 12,6 15,2 17,7 22,9 27,0 30,6 30,9 26,5 21,1 15,2 11,9 11,9 18,6 29,5 20,9 20,2
T. min. mediaC) 1,0 2,5 4,0 6,0 10,0 13,5 16,1 16,5 13,5 9,4 4,8 1,8 1,8 6,7 15,4 9,2 8,3
T. max. assolutaC) 19,0
(1996)
21,6
(1990)
26,8
(1981)
27,8
(1993)
31,4
(1994)
38,0
(1982)
39,2
(1983)
40,4
(1998)
38,2
(1982)
30,0
(1997)
24,8
(1994)
21,8
(1991)
21,8 31,4 40,4 38,2 40,4
T. min. assolutaC) -18,0
(1985)
-7,2
(1991)
-7,3
(1971)
-2,2
(1991)
1,4
(1991)
5,4
(1980)
8,7
(1980)
8,0
(1989)
4,7
(1971)
-0,4
(1971)
-7,2
(1973)
-7,4
(1991)
-18,0 -7,3 5,4 -7,2 -18,0
Giorni di calura (Tmax ≥ 30 °C) 0 0 0 0 0 7 19 19 5 0 0 0 0 0 45 5 50
Giorni di gelo (Tmin ≤ 0 °C) 14 10 4 1 0 0 0 0 0 0 4 12 36 5 0 4 45
Precipitazioni (mm) 104,6 112,6 87,9 116,7 74,4 47,9 41,6 56,5 102,8 147,5 192,6 147,5 364,7 279,0 146,0 442,9 1 232,6
Giorni di pioggia 8 8 9 11 8 6 4 5 7 9 11 10 26 28 15 27 96
Giorni di nebbia 13 8 5 5 5 1 1 1 3 9 12 12 33 15 3 24 75
Umidità relativa media (%) 76 72 70 71 71 68 66 66 71 76 79 79 75,7 70,7 66,7 75,3 72,1

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Età antica[modifica | modifica wikitesto]

Ritrovamenti in diversi luoghi nel territorio, come i manufatti in pietra del Paleolitico inferiore (circa 250.000 anni fa) rinvenuti in località Selva dei Muli, testimoniano di antichissimi insediamenti nella zona.

Sempre nella stessa località, circa 4.000 anni or sono, esisteva un ampio abitato eneolitico. Nel millennio successivo la presenza umana si sarebbe diffusa nel territorio, come dimostrano i reperti archeologici rinvenuti nella parte alta della città (là dove sorgerà successivamente la cittadina volsca e romana), riferibili all'Età del bronzo finale (XII-X secolo a.C.), e nelle località Fontanelle e Fraginale, costituiti sia da resti degli antichi abitati, che da alcune sepolture databili intorno al VII-VI secolo a.C. È già volsca la necropoli casualmente scoperta presso l'odierno piazzale De Matthaeis, che comprende 21 tombe del VI-V secolo a.C.[6].

Le origini del nome

Frusĭno (questo il nome latino) era all'epoca abitata dal popolo dei Volsci, seppur compresa nel territorio degli Ernici. Il nome preromano della città sarebbe Frusna, l'etimologia del quale è controversa; tuttavia si sono tentate varie ipotesi: una prima farebbe derivare il nome dalla radice del greco πόρτις (portis: giovenca); una seconda, osservando l'assonanza con radici etrusche, ricollega il nome ad un'ipotetica gens etrusca Fursina (o anche, Frusina o Prusina); a queste tesi se ne è affiancata una più recente, che basandosi sui legami tra le civiltà italiche preromane, ed in particolare quella etrusca, con i popoli accadico-sumeri, ipotizza influenze analoghe anche per i toponimi: stando a ciò Frusna avrebbe il significato di “terra irrorata dai fiumi”.

I Volsci nel Lazio

Non ci è dato sapere di un eventuale ruolo della città nelle guerre che videro contrapposti i Volsci ai Romani, sappiamo invece[7][8] che nel 306 a.C. la città fomentò assieme alla Lega Ernica una ribellione al dominio di Roma: come punizione il suo territorio fu ridotto di un terzo (che passò alla vicina Ferentino, rimasta fedele all'Urbe), fu saccheggiata e i capi della rivolta, deportati a Roma, vennero pubblicamente decapitati (303 a.C.). Fu in seguito devastata dall'avanzata di Annibale lungo la Via Latina (durante la II guerra punica), alla quale non volle arrendersi: questo le meritò l'appellativo, datole da Silio Italico, di Bellator Frusino, che tuttora campeggia nello stemma cittadino:

« Fert concitus inde per iuga celsa gradum, duris qua rupibus haeret, bellator Frusino »
(Punica XII, 39)

Silio Italico loda Frusino anche nel corso dell'elencazione degli alleati romani nella battaglia di Canne ("a duro Frusino haud imbellis aratro", VIII, 398). Anche scrittori greci la nominano nei loro scritti, mentre tra i romani, in seguito, Giovenale evidenzierà la tranquillità della città volsca.

Sappiamo che sotto la dominazione romana fu municipio con diritto di voto e fu iscritta alla tribù Ufentina; in epoca imperiale divenne colonia e parte delle sue terre vennero assegnate ai veterani, forse anche per contrastare un progressivo spopolamento.

Sulla diffusione del Cristianesimo a Frosinone non si hanno notizie certe, ma si ritiene che sia esistita un'antica diocesi; a Frosinone nacquero due pontefici, Ormisda e Silverio (unico caso di due papi padre e figlio), oggi patroni della città.

Molti scrittori antichi, tra i quali Tito Livio, Cassio Dione, Silio Italico, Festo Pomponio, Floro, Giovenale, Cicerone ricordano la città di Frosinone non solo per meri fatti storici, ma anche per le virtù dei suoi abitanti. Lo stesso Cicerone nel territorio di Frosinone possedeva una villa o un fondo come è possibile intuire da una lettera inviata al suo amico Attico[9]. Nonostante le traversie politiche e militari, Frosinone fu Prefettura e Municipio con tutti i diritti che la cittadinanza romana comportava. Come qualche storico riferisce furono innalzate le mura a difesa della città. Fu abbellita di edifici, monumenti e statue, che le guerre, lo scorrere dei tempi, l'incuria o la stoltezza degli uomini hanno mandato in rovina, anche se negli ultimi decenni sono stati ritrovati numerosi reperti custoditi in vari musei, per esempio la celebre statua di Marte che si trova a Roma, a Villa Torlonia che fu rinvenuta nel 1744 nella zona che ancora oggi si chiama Colle Marte[10].

Età medievale[modifica | modifica wikitesto]

Frosinone fu più volte distrutta durante le invasioni barbariche, e rimase sempre dipendente dalla Roma papale; la sua funzione era principalmente agricola.

Nel duecento saranno gli anagnini a tentare di imporre il loro dominio, ma Frosinone aveva dalla propria l'appoggio papale, che rese inoffensivi i nobili di Anagni. Dal XIII secolo fu saltuariamente sede del rettore di Campagna e Marittima, assieme ad altre città della provincia pontificia come Ferentino, Anagni e Priverno. Agli inizi del XIV secolo la città fu dominata dalla vicina e potente Alatri, a sua volta conquistata da Francesco de Ceccano e dalle sue truppe ceccanesi per un trentennio. La città dovette subire un disastroso terremoto nel 1350.

Età moderna[modifica | modifica wikitesto]

Nel Cinquecento fu devastata dai Lanzichenecchi, che vi portarono la peste, immediatamente seguiti da truppe francesi e fiorentine, contestualmente al Sacco di Roma. La rocca, distrutta, venne ricostruita; per alcuni il portale principale sarebbe stato disegnato da Michelangelo. Nuove distruzioni si ebbero con l'occupazione da parte degli spagnoli in guerra contro Paolo IV nel 1556: la sua rocca era strategicamente rilevante per il controllo di tutta la valle del Sacco e per la difesa di Roma.

A seguito del trattato di Cave (1557) la residenza dei governatori pontifici della provincia di Campagna e Marittima fu fissata definitivamente a Frosinone; la Campagna e Marittima prenderà poi il nome di Delegazione di Frosinone. Tra il Seicento e l'Ottocento la città conobbe un significativo incremento demografico, passando da meno di duemila abitanti alla metà del Seicento agli oltre diecimila del primo censimento dello Stato italiano. Contemporaneamente si ebbe uno sviluppo architettonico e urbanistico, con la costruzione o ristrutturazione di monumenti e luoghi di culto, e nell'Ottocento la realizzazione di nuove importanti arterie stradali, su tutte la via Nova (attuale Corso della Repubblica) e viale Roma, nuovo accesso alla città.

Degno di nota fu l'atteggiamento della popolazione frusinate durante l'occupazione francese e la Repubblica Romana, alla quale comunque aderirono due frusinati, Giuseppe De Matthaeis e Luigi Angeloni, che divennero Tribuni della Repubblica: la popolazione, intorno al 1798 si ribellò ai soprusi delle truppe francesi e per questo motivo la città venne messa a ferro e fuoco e saccheggiata (la rivolta antifrancese riecheggia ancora oggi attraverso la Festa della Radeca, il Carnevale frusinate).

Età contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

Papa Pio IX in visita a Frosinone, 14 maggio 1863

In occasione del viaggio di Pio IX in Ciociaria (13-20 maggio 1863) con il treno, furono fatti solenni festeggiamenti, che si conclusero con la benedizione del pontefice dal balcone della Prefettura. Durante questa visita il papa promise un finanziamento straordinario per la costruzione di un acquedotto destinato a portare acqua corrente in città per mezzo di una pompa idraulica, acquedotto portato a termine e inaugurato l'8 dicembre 1869.

Frosinone fu testimone nel 1867 della Campagna dell'Agro Romano per la liberazione di Roma con la Colonna Nicotera. Di rilievo lo scontro con i garibaldini a Monte San Giovanni Campano. Nel Museo nazionale di Mentana sono conservati i cimeli della "Vendita" Carbonara "Nicola Ricciotti" patriota mazziniano.

Frosinone fu sottratta allo Stato Pontificio e ufficialmente annessa al Regno d'Italia il 17 settembre 1870, tre giorni prima di Porta Pia. Ma il secolare dominio pontificio sulla città terminò già dalla sera del 12 settembre con la fuga dell'ultimo delegato apostolico, il monsignore Pietro Lasagni, allorquando le truppe italiane bivaccavano ancora lungo la Casilina, nel territorio di Ripi in attesa di riprendere la marcia verso Frosinone.[11]

Nella seconda metà dell'Ottocento l'abitato della città era quasi del tutto racchiuso all'interno dell'antica cerchia muraria della "cittadella" medievale, così come era stato più volte ricostruito dopo le varie devastazioni subite da armate tedesche e spagnole nel XVI secolo e dai francesi sul finire del Settecento.[12] La cittadella stando alla descrizione dello studioso di storia locale Vittorio Valle, "era delimitata da un muro di cinta che aveva tre capisaldi, la Porta Romana o della Valle, la porta di Campania o Napoletana (oggi Porta Campagiorni) e la Rocca, ora sede della Prefettura."[13]

Dopo l'unificazione nazionale la città, divenuta capoluogo dell'omonimo circondario in provincia di Roma, conobbe un rinnovamento edilizio e un abbellimento architettonico dell'abitato, come testimoniano gli edifici tardo ottocenteschi e umbertini dell'attuale centro storico. La città divenne sede degli uffici della sottoprefettura e del distretto militare; dal 1863 era servita dalla stazione ferroviaria statale, alla quale si aggiungerà poi quella della ferrovia vicinale (la Roma-Fiuggi-Alatri-Frosinone).

Nel 1871 Domenico Diamanti divenne il primo sindaco della città dopo l'Unità d'Italia; questi si impegnò attivamente nell'ammodernamento e nel risanamento della città, allora conosciuta come una delle più arretrate d'Italia. Si provvide come detto al rinnovamento edilizio, alla sistemazione delle strade, delle piazze e all'illuminazione del centro urbano. Nel 1874 fu costruita una fila di fabbricati di oltre 300 metri nota come "palazzata Berardi" destinata a rispondere alle esigenze abitative per impiegati e militari del neonato Stato. Al centro della struttura sorse il Teatro Isabella, che fu successivamente chiamato Politeama e poi Cinema-Teatro Excelsior, ancora oggi presente sebbene inattivo.[14]. Nel giugno del 1873 Urbano Rattazzi, allora presidente del Consiglio dei ministri morì improvvisamente a Frosinone mentre si trovava ospite di un amico. Per quell'occasione giunsero in città numerosi politici e funzionari del Re.

Prima foto aerea di Frosinone datata 17 settembre 1925

Al tempo della prima guerra mondiale Frosinone contava circa 12.000 abitanti, disseminati per la campagna in frazioni, in piccoli villaggi, o case sparse, dediti principalmente all'agricoltura. Una parte più esigua di abitanti risiedeva nel centro storico impiegata nei vari uffici della sottoprefettura, del Comune e delle altre amministrazioni tra le quali il Distretto militare. C'era anche una discreta attività artigianale e commerciale. Più modesta risultava l'attività industriale con la presenza di mulini lungo il corso del fiume Cosa, pastifici e tipografie.

Frosinone rimase sede di sottoprefettura dal 1871 al 1926. Nel 1927, nel quadro di una generale riorganizzazione amministrativa, venne istituita dal regime fascista la provincia di Frosinone, sottraendo comuni alle province di Roma e Caserta. Furono ampliati gli uffici esistenti, se ne crearono di nuovi, e furono trasferiti in città un gran numero di dipendenti statali, soprattutto da Caserta.

Frosinone conobbe quindi un nuovo sviluppo demografico, economico e sociale. In questo periodo furono inoltre realizzati numerosi nuovi edifici pubblici, tra questi il Palazzo della provincia e quello della Camera di Commercio. Nel 1926 era terminato l'imponente edificio "Pietro Tiravanti" sede delle scuole elementari.

Il centro storico di Frosinone devastato dai bombardamenti della seconda guerra mondiale

Le ultime distruzioni saranno inflitte alla città durante la seconda guerra mondiale, con 56 bombardamenti alleati protrattisi dall'11 settembre 1943 a tutto maggio 1944. Durante quell'infelice periodo tutti gli uffici pubblici vengono trasferiti temporaneamente a Fiuggi che godeva di una relativa tranquillità. È il 31 maggio del 1944 quando finalmente i primi alleati entrano a Frosinone. Si tratta dei soldati canadesi appartenenti al Loyal Edmonton Regiment, i quali trovano la città completamente distrutta e abbandonata. Alla fine della guerra Frosinone risulta il capoluogo di provincia più devastato in rapporto al numero di abitanti e al patrimonio edilizio[15]. Un censimento dell'anno successivo registrò 3.050 vani completamente distrutti, 4.880 gravemente danneggiati, ben 8.500 persone rimasero senza tetto, praticamente la totalità degli abitanti della parte alta di Frosinone. Centinaia furono i morti e i feriti.

Dal dopoguerra ad oggi[modifica | modifica wikitesto]

Dalla ricostruzione si creano le premesse per il processo di trasformazione del sistema produttivo, che da prevalentemente agricolo diventa industriale e poi terziario. Durante il decennio '50-'60 l'andamento socio-economico di Frosinone segue e conferma le tendenze già riscontrate nell'immediato dopoguerra: un'inesorabile flessione del settore agricolo (9% degli occupati), un modesto incremento dell'industria (36%) e una significativa ascesa delle attività terziarie, che complessivamente (commercio, servizi e pubblica amministrazione) occupano il 54% della forza-lavoro.

Piazzale De Matthaeis con il grattacielo Edera da poco ultimato (anni 1970 circa)

Continua l'opera di ricostruzione con alcuni rifacimenti fondamentali (palazzi della Prefettura, della Banca d'Italia, di Giustizia, della Camera di Commercio e delle Poste e Telecomunicazioni,) e la creazione di opere come l'Ospedale Civile, le case popolari, l'ampliamento della rete stradale urbana ed extraurbana, l'allacciamento idrico con gli insediamenti rurali e la costruzione del Grattacielo Edera.

È in questo quadro generale che si avvia il processo di industrializzazione. I due elementi propulsivi risultano la realizzazione nel 1962 del tratto autostradale Roma-Napoli e l'istituzione nello stesso anno del Nucleo di Industrializzazione della Valle del Sacco. L'arteria autostradale, che attraversa longitudinalmente tutta la valle, contribuisce in maniera definitiva a rompere l'isolamento del capoluogo e dell'intera provincia, che fino ad allora si avvaleva per i collegamenti interregionali dell'antica via Casilina o del poco funzionale tratto ferroviario Roma-Napoli, all'epoca non ancora elettrificato. Dalla crescita dell'economia negli ultimi decenni dipende in buona parte la Frosinone di oggi: di fatto, il capoluogo ciociaro presenta attualmente un aspetto in prevalenza moderno di centro industriale e commerciale, mostrando però uno sviluppo urbanistico disordinato e irrazionale dovuto alla mancanza di un piano regolatore e alla forte speculazione edilizia diffusasi già dagli anni sessanta e che prosegue ancora oggi nonostante l'espansione demografica si sia arrestata già da molti anni.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Frosinone-Stemma.png

Riguardo allo stemma della città lo statuto comunale recita espressamente:

« Il comune di Frosinone ha proprio stemma e proprio gonfalone contraddistinti da un leone rampante color naturale con lingua color rosso uscente dalla bocca, fondo dello scudo color rosso, attraversato da una fascia trasversale color azzurro con la scritta "Bellator Frusino" in oro, corona e contorno dello scudo color del bronzo, cinque gemme sulla fascia della corona »
(Regio decreto del 25 gennaio 1943[16])

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia di bronzo al merito civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia di bronzo al merito civile
«Frosinone, città semidistrutta dai ripetuti bombardamenti subiti durante la seconda guerra mondiale, presto risorta dalle sue rovine per le virtù civili e la laboriositá dei suoi cittadini»
— Frosinone - 26 novembre 2004

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

La Cattedrale di Frosinone, dedicata a Santa Maria Assunta

Cattedrale di Santa Maria Assunta[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Cattedrale di Santa Maria Assunta (Frosinone).

La Cattedrale di Santa Maria Assunta è stata ampiamente rimaneggiata nel XVIII secolo rifacendosi a Sant'Andrea della Valle a Roma. Presenta un campanile romanico, alto 62 metri[17], a tre ordini di finestre bifore. Tra le opere d'arte conservate nel luogo sacro vi è una Madonna con Sant'Anna, San Giovannino e angeli del Sementi. La chiesa è Cattedrale dal 1986, anno di istituzione della diocesi.

La Chiesa di San Benedetto, nel centro storico della città

Chiesa abbaziale di San Benedetto[modifica | modifica wikitesto]

Eretta nel 1134, la chiesa abbaziale di San Benedetto che è anche la più antica Pinacoteca della città, è stata ricostruita tra il 1750 e il 1797 in forme tardobarocche, con un tiburio ottagonale e una facciata a due ordini sovrapposti; rimasta indenne alle distruzioni belliche, conserva al suo interno pregevoli tele datate tra il XVII e il XIX secolo. L'interno della chiesa presenta una navata unica, con cappelle laterali intercomunicanti, coperta con una volta a botte costolonata, stuccata e lunettata in corrispondenza di ogni finestra. All'interno della Chiesa si conserva il quadro della Madonna del Buon Consiglio di autore locale ignoto, al quale è legato un prodigio che sarebbe avvenuto il 10 luglio del 1796: mentre alcune donne erano riunite per il rosario davanti al dipinto "la Madonna apriva gli occhi e guardava i fedeli, poi il viso diveniva colore vermiglio. Alle volte l'occhio sinistro che guardava il Bambino si velava di pianto"[18]. Tra le altre tele presenti spicca quella dedicata a San Gregorio Magno realizzata dal pittore locale Mascetti nel 1899 ricopiando un affresco del pittore Gagliardi Roma. L'altare, adornato da stucchi barocchi, è dedicato alla famiglia Kambo. Sotto l'altare sono custodite e visibili le spoglie in un martire della cristianità. Salendo sul piccolo campanile si possono ammirare due campane dell'antica fabbrica settecentesca dei Cacciavillani e la campana, anch'essa settecentesca, dell'antica sede comunale oggi ufficio postale con l'antico stemma della città di Frosinone.

Il Santuario della Madonna della Neve con la fontana in un'immagine d'epoca

Santuario della Madonna della Neve[modifica | modifica wikitesto]

Il Santuario della Madonna della Neve fu costruito come cappella rurale sul finire del Seicento nel luogo di un evento miracoloso, avvenuto il 10 maggio 1685 e noto come "Sudorazione della Madonna" che si sarebbe verificato nella già esistente chiesetta risalente al 1586. In poco più di un anno la chiesa fu ultimata in tutte le sue parti, sagrestia e companile compresi, e fu provveduta di tutti gli arredi sacri. L'8 maggio 1678, quarta domenica dopo Pasqua, fu solennemente consacrata. Il Santuario ha in seguito ospitato una comunità di religiosi.

Nella chiesa un affresco del XVI secolo rappresenta la Madonna della Neve con i santi Ormisda e Silverio. Vi è poi una pala di Filippo Balbi raffigurante la Madonna della Cintura. La chiesa originaria fu più volte saccheggiata nel corso della storia e subì anche gravi danneggiamenti durante i bombardament aerei a tal punto da essere demolita e ricostruita negli anni cinquanta.

Chiesa di San Magno o della Madonna della Delibera[modifica | modifica wikitesto]

La Chiesa di San Magno, o della Madonna della Delibera, risale al IX secolo, ma l'aspetto attuale si deve in parte al restauro del 1747. A pianta ottagonale, al suo interno custodisce affreschi raffiguranti la Vergine Maria, il Bambino e San Magno adorante, San Tommaso d'Aquino e San Biagio, San Bernardino da Siena e San Luigi Gonzaga. Notevole è la pala d'altare affrescata raffigurante san Magno con sant'Ormisda. Tra i due santi l'ignoto autore dell'opera ha raffigurato la città di Frosinone, con la Rocca e le torri presenti all'epoca.

La chiesa della Santissima Annunziata

Chiesa della Santissima Annunziata[modifica | modifica wikitesto]

La Chiesa della Santissima Annunziata, sede sin dal 1785 di una delle parrocchie della città, fu distrutta dai bombardamenti della seconda guerra mondiale, e pertanto ricostruita negli anni cinquanta. Nel 1984 subì ingenti danni a seguito di un terremoto, tornando fruibile solamente nel 2000.

Chiesa di Santa Lucia

Chiesa di Santa Lucia[modifica | modifica wikitesto]

Una chiesa con questo nome venne edificata nel XVI secolo per volere del vescovo Ennio Filonardi, per la sepoltura dei condannati a morte, nel luogo dove poi sarebbe sorto il palazzo della Banca d'Italia. Nel 1840 fu ricostruita sull'attuale Corso della Repubblica in forme neoclassiche.

Chiesa di Santa Maria delle Grazie o di San Gerardo[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa di Santa Maria delle Grazie fu eretta nel corso del XVIII secolo per volere dei vescovi di Veroli De Zaulis e De Tartagnis nel luogo dove si trovava una piccola omonima cona e la Chiesa di San Lorenzo. La chiesa, a navata unica, presenta varie cappelle laterali e un prezioso affresco del XIV secolo, posto dietro l'altare centrale, raffigurante la Madonna che allatta il Bambino, tipica immagine di devozione popolare nonché unico frammento dell'antico edificio di San Lorenzo. Nel giugno del 1776 la custodia della Chiesa fu affidata ai padri redentoristi e al culto della Madonna delle Grazie venne associata la devozione per San Gerardo Maiella. La festa del santo, l'ultima domenica di settembre, richiama ogni anno migliaia di fedeli. San Clemente Maria Hofbauer visse per un certo tempo nell'annessa casa religiosa fondata da Sant'Alfonso e in questa Chiesa celebrò la sua prima Santa Messa. È ancora oggi officiata dai padri redentoristi che hanno in questo santuario una loro casa.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo del Governo[modifica | modifica wikitesto]

Il Palazzo del Governo come appariva prima della seconda guerra mondiale

Collocato nel luogo della rocca cinquecentesca di Frosinone, il palazzo attualmente sede della prefettura di Frosinone venne edificato a partire dal 1825 come sede della Delegazione apostolica di Frosinone su progetto dell'architetto Mazzarini e i lavori, eseguiti dall'architetto Antonio Sarti, terminarono nel 1840. Della rocca mantenne il portale, il cui disegno era attribuito dalla tradizione orale al Michelangelo.

L'edificio rimase danneggiato dal terremoto del 1915, da un incendio nel 1927 e soprattutto dai bombardamenti della seconda guerra mondiale. Nel dopoguerra acquisì l'aspetto attuale, mantenendo essenzialmente la struttura complessiva, con quattro piani e una loggia centrale all'altezza del piano nobile sostenuta da sei colonne doriche, ma privato della torretta dell'orologio che lo coronava. Al suo interno sono presenti arredi provenienti dalla reggia di Caserta.

Palazzo della Provincia[modifica | modifica wikitesto]

Il Palazzo della provincia

Il palazzo, sede dell'amministrazione provinciale di Frosinone, è stato realizzato tra il 1930 e il 1933 in stile neoclassico – ma con struttura in cemento armato – su progetto dell'architetto Giovanni Jacobucci[19]. Secondo le intenzioni l'inaugurazione del Palazzo sarebbe dovuta avvenire il 28 ottobre del 1932, in occasione del decennale della marcia su Roma, ma i lavori furono ultimati l'anno dopo[20].

Nell'atrio del palazzo è collocata la statua bronzea della Danzatrice: quest'opera del primo Novecento di Amleto Cataldi - scultore originario di Roccasecca e Castrocielo la cui produzione si sviluppò principalmente a Roma - è stata riportata in Italia dagli Stati Uniti, dove si trovava dagli anni venti, nel 2010; Auguste Rodin ebbe modo di ammirare la scultura in un'esposizione a Parigi e ne sottolineò «la ritmica armonia e il silenzio attivo»[21][22][23].

Dall'atrio, una scala monumentale conduce ai piani superiori e al salone di rappresentanza. Nel palazzo sono conservate anche opere d'arte di Umberto Mastroianni, di Renato Guttuso, del Cavalier d'Arpino, di Aldo Turchiaro e Giovanni Colacicchi.

Palazzo Pietro Tiravanti[modifica | modifica wikitesto]

Uno scorcio del Tiravanti

Questo imponente edificio fu realizzato come sede delle scuole elementari, su progetto dell'ingegner Edgardo Vivoli, «sullo sperone verdeggiante del colle Belvedere in vista della ridente pianura»[24] e fu dedicato alla Medaglia d'oro Pietro Tiravanti, caduto in Libia nel corso della prima guerra mondiale. Di architettura classica, è stato uno dei primi palazzi in Italia di queste dimensioni ad essere costruito in cemento armato antisismico; l'opera, pensata fin dal 1871, fu resa possibile grazie ai finanziamenti giunti a seguito del terremoto della Marsica del 1915: iniziata a gennaio 1925, vide la sua ultimazione il 15 giugno 1929[25].

Il palazzo si sviluppa su 4 piani negli avancorpi laterali e 3 piani nella parte centrale, con 52 vani, 14 corridoi e 2 vani scala; per le sue dimensioni, che lo rendono inconfondibile nel panorama cittadino, il Tiravanti è noto in città anche come l'"Edificio"[25].

Un progetto di recupero conservativo del palazzo, voluto dall'amministrazione comunale, è stato finanziato dalla Fondazione Monte dei Paschi di Siena[25].

Grattacielo L'Edera[modifica | modifica wikitesto]

Il Grattacielo Edera.

Realizzato negli anni settanta, sotto la spinta dell'espansione economica ed urbanistica, il grattacielo Edera rappresentò allora non soltanto un importante esempio di iniziativa imprenditoriale privata, ma anche, al di fuori di Roma, un'avanguardia dell'edilizia di tutta l'Italia centro-meridionale. Il grattacielo è alto 90 metri ed è uno dei più alti del Lazio.

Palazzo della Banca d'Italia[modifica | modifica wikitesto]

Costruito a partire dal 1854 sul sito dell'antica chiesa di Santa Lucia, il palazzo, che fino alla chiusura, il 10 ottobre 2008, ha ospitato gli uffici della Banca d'Italia, fu fino alla seconda guerra mondiale la caserma dei reali carabinieri. In precedenza era stato anche sede dei gendarmi pontifici.

Monumento a Nicola Ricciotti

Monumento a Nicola Ricciotti[modifica | modifica wikitesto]

In Piazza della Libertà, davanti al Palazzo del Governo, si trova il monumento dedicato a Nicola Ricciotti, patriota frusinate morto nel 1844 in Calabria insieme ai fratelli Bandiera, e a tutti i martiri ciociari del libero pensiero e del Risorgimento. L'opera in bronzo, realizzata dal celebre scultore ciociaro Ernesto Biondi, fu inaugurata nel 1910 e oltre a Ricciotti raffigura fra gli altri Pietro Sterbini, Luigi Angeloni, Francesco Arquati, Sisto Vinciguerra e Aonio Paleario.

Monumento ai Caduti[modifica | modifica wikitesto]

Il Monumento ai Caduti di tutte le guerre di Frosinone è un'opera in acciaio dello scultore Umberto Mastroianni, che lo ideò nel 1970. Il monumento si trova nel Piazzale della Pace, dove fu collocato nel 1977. Recentemente alcune associazioni culturali e diversi cittadini chiedono che il monumento sia trasferito in un luogo più idoneo all'importanze del monumento, che versa in condizioni di degrado e abbandono.

La Fontana Livio de Carolis in Piazza della Madonna della Neve

Fontana Livio de Carolis[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Fontana Livio de Carolis.

Nella piazza della Madonna della Neve è collocata la fontana realizzata dall'architetto Alessandro Specchi nel 1711, per volere del marchese Livio de Carolis, Generale delle Poste pontificie.

La fontana presenta alcune analogie con una precedente opera dello Specchi, la fontana Clementina nello scomparso porto di Ripetta a Roma. È costituita da una vasca con bacino quadrilobato. Ai lati della vasca sono erette due colonne sormontate da sfere marmoree.

Fontana Bussi

Fontana Bussi e Ponte della Fontana[modifica | modifica wikitesto]

Il sito si trova sotto il viadotto di Viale Roma non distante dal sito dell'anfiteatro romano ma sulla sponda opposta del fiume. Secondo vari studiosi locali, la fontana aveva origini molto remote e la sua collocazione originaria è certamente molto antica tanto da essere ritenuta tra le costruzioni più antiche della città, anche se dell'opera originaria non è rimasto nulla e la fontana attuale, nota come Fontana Bussi, dal nome del governatore dell'epoca Giovanni Battista Bussi de Pretis, è un'opera del 1774.

La prova dell'esistenza di un'antica fontana è però data dal ritrovamento di un cippo lapideo che riporta una iscrizione parziale, composta su tre righe, rinvenuto durante alcuni lavori di scavo. L'incisione sulla vecchia pietra, sprofondata nel terreno, risulta volutamente cancellata a colpi di scalpello e solo alcuni frammenti sono rimasti leggibili, avvolgendo nel mistero l'antica opera. La datazione storiografica del cippo fa ritenere che il fontanile è da collocarsi nel periodo di Gaio Mario, tra il 104 e nel 101 a.C.[26] È stata anche avanzata l'ipotesi che la scritta sull'antico pietra potrebbe essere stata cancellata volutamente dai cittadini frusinati perché in contrasto con il dominio romano nel corso di alcuni momenti storici[27].

Il ponte adiacente alla fontana e pertanto noto come "Ponte della Fontana" venne costruito nel 1665 sulla parte di struttura rimanente di un più antico ponte romano che forniva l'attraversamento del fiume Cosa all'antica via Latina (antica via romana che collegava il Lazio alla Campania, oggi via Casilina). Il ponte fu distrutto da una piena nel settembre 1773, per essere ricostruito l'anno seguente dai cittadini frusinati, assieme alla Fontana Bussi oggi presente, come è testimoniato dall'epigrafe commemorativa murata sul fronte dello stesso fontanile.

Monumento al tenente Simm[modifica | modifica wikitesto]

Inaugurato il 31 maggio 2009, in corrispondente del 65º anniversario della Liberazione, si tratta di un cippo commemorativo a ricordo del tenente Everett M. Simm, del Royal Edmonton Regiment, primo militare delle forze alleate, canadese, morto nella liberazione della città di Frosinone dall'occupazione Nazista.[28] Il cippo è stato eretto in Corso delle Repubblica, all'altezza della “curva Zallocco”, proprio nel luogo dove Simm venne ucciso da un cecchino tedesco e dove venne seppellito, nel giardino antistante il cinema Excelsior. Alla cerimonia d'inaugurazione hanno preso parte anche sei reduci dell'esercito canadese arrivati in città a bordo di due jeep, provenienti da viale Napoli, proprio come accaduto sessantacinque anni prima.[29]

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

Anfiteatro romano[modifica | modifica wikitesto]

Le rovine di un anfiteatro romano, edificato tra la fine del I secolo e l'inizio del II secolo, sono ai piedi del colle su cui oggi sorge il centro storico della città, nei pressi del fiume Cosa. L'ipotesi che a Frosinone vi fosse un anfiteatro, venne formulata nei primi anni dell'Ottocento da Giuseppe De Matthaeis, il quale in un suo saggio storico dedicato alla città cita alcuni documenti medievali nei quali compaiono espressioni come "juxta amphitheatrum Frusinonis" e "cum amphitheatrum"[30], ma il sito esatto fu individuato solamente nel 1965. La parte del monumento romano lasciata in vista tra i pilastri del soprastante palazzo novecentesco è oggi visitabile. Un plastico ricostruttivo del monumento è invece esposto nel Museo Archeologico di Frosinone.

L'edificio, a pianta ellittica, presentava alle estremità del suo asse maggiore di circa 80 m gli ingressi principali all'arena che si presume dovesse avere unico ordine di gradinate, arrivando a contenere circa 2000 spettatori. Nelle adiacenze di questo sito archeologico è possibile visitare la località Ponte della fontana in cui si possono ammirare l'antico ponte e il fontanile dai quali deriva il nome dell'area. Accanto all'antico ponte della fontana si trova un ponte più moderno inaugurato nel 1870, che ancora oggi da viabilità ad una delle principali strade che portano alla parte alta della città.

Terme romane[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2007 alcuni scavi nei pressi di piazza De Matthaeis, hanno portato alla luce un vasto settore di un impianto termale databile tra la fine del III e l'inizio del IV secolo d.C., prospiciente un tracciato viario antico. Dalle indagini archeologiche, ancora in corso, sono emerse anche alcune strutture murarie, mosaici e suppellettili che fanno ritenere un'occupazione dell'area fra il III ed il I secolo a.C., con almeno una struttura abitativa di tipo rustico ed altre di non chiara definizione.

Tomba Sant'Angelo[modifica | modifica wikitesto]

La cosiddetta Tomba Sant'Angelo è un monumento funerario del II secolo che si trova in località Sant'Angelo, a nord-est del centro cittadino. A pianta quasi quadrata (5,20 x 4,75 m), è costruita in opera laterizia ed è coperta da una volta a crociera. L'accesso alla tomba, è situato sul lato sud e conserva ancora la soglia, e l'architrave in blocchi di calcare compatto. Nella facciata, al di sopra dell'ingresso, si aprono due strette finestre, tra le quali doveva situarsi l'iscrizione con il nome del defunto o dei defunti sepolti nella tomba. All'interno, gli intonaci con tracce di pitture sono in parte di epoca medievale, quando il monumento fu riutilizzato come luogo di culto. La tomba Sant'Angelo rientra nella serie dei sepolcri romani cosiddetti “a camera” o “a celle”, tipo di costruzione si diffonde a partire dal II secolo. d.C.[31].

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Non ha trovato finora realizzazione il progetto di un parco lungo il fiume Cosa, che renderebbe fruibili circa cinque chilometri di sponde nel centro della città[32]\ Nell'area urbana di Frosinone sono presenti all'incirca quattromila alberi: le specie maggiormente presenti sono le varietà di tiglio e il platano comune; di particolare pregio sono gli esemplari di platano di viale Roma[33].

Villa Comunale[modifica | modifica wikitesto]

La Villa Comunale di Frosinone

Nella parte bassa della città, la Villa Comunale "Contessa De Matthaeis" inaugurata nel 2002 dopo un accurato restauro è il parco cittadino di maggiore estensione. L'entrata al parco è caratterizzata da una tipica sistemazione a giardino all'italiana, composta da lunghe siepi e da alberi appartenenti a varie specie, organizzati in aiuole circolari. Sul retro della villa comunale si sviluppa un ampio prato che fa da sfondo all'intera area. Una parte rilevante del parco è stata sistemata a bosco misto composto da Querce, Aceri e Carpini, dove è possibile svolgere attività sportive.

Parco delle Colline[modifica | modifica wikitesto]

Uno scorcio del Parco delle Colline

Inaugurato nel 2007 e sviluppato in un'area collinare, Il Parco delle Colline ha un'estensione terrazzata di circa 1 ettaro. All'interno vi è un'area archeologica e uno spazio per bambini. In passato nella zona venivano svolte da parte degli artigiani del luogo attività di produzioni di funi e per questo l'area veniva chiamata “dei funari”. È stato pertanto realizzato un camminamento che riproduce l'antico sentiero percorso dai costruttori dei funi e denominato “Sentiero dei Funari”. All'interno del parco è situata la statua della Madonna del Rosario, realizzata dallo scultore ciociaro Tommaso Gismondi. Tutti gli interventi effettuati, hanno pienamente rispettato le prescrizioni previste dal decreto del 17 luglio 1998 del Ministero per i Beni Culturali e Ambientali; sono stati infatti eseguiti con tecniche agronomiche e di ingegneria naturalistica mentre i materiali utilizzati hanno riguardato l'utilizzo di materiali cosiddetti vivi come: talee, arbusti, alberi, e materiali organici inerti (brecciolini, pali, tela). Il patrimonio arboreo è costituito da circa 1.500 soggetti fra piante annuali, perenni, arbusti e alberi. Dal 2010, in agosto, il Parco ospita il festival musicale "delle Colline" al quale partecipano artisti internazionali.

Parco dei Nonni[modifica | modifica wikitesto]

Il Parco dei Nonni, realizzato nel 2010, copre un'area di circa duemila m² sita in via Portogallo (quartiere di Selvapiana). Il nome del parco fa riferimento alla presenza di attrezzature per attività ginniche per gli anziani, ai quali l'area verde, tra le prime in Italia, è in particolare rivolta; il parco è pensato comunque per essere fruibile da tutte le fasce d'età e dispone tra l'altro di un'area didattica, situata al confine con la vicina scuola materna, pensata per introdurre i bambini alla conoscenza delle piante[34]. Purtroppo c'è anche un lato negativo a causa della presenza di cani, lasciati liberi e senza museruola, che lasciano i loro escrementi, in quanto non dotati di mani per raccoglierli. Questo costituisce un pericolo e una fonte di infezione per gli ignari bimbi che ne vengono a contatto. Speriamo nella intelligenza degli accompagnatori amici dei cani!

Giardino dei Cinque sensi[modifica | modifica wikitesto]

Il Giardino dei Cinque sensi di Corso Lazio è stato realizzato nell'ambito della riqualificazione della zona residenziale di Colle Timio ed è stato inaugurato nel 2011. L'idea alla base del progetto del giardino è, come suggerito dal nome, quella di uno spazio in continua evoluzione che stimoli tutti i cinque sensi e inviti alla socializzazione: il visitatore percorrendo il giardino scopre, una per volta, cinque aree dedicate ognuna ad un senso diverso[35].

Laghetto di Maniano[modifica | modifica wikitesto]

Situato nella frazione di Maniano, questo laghetto nell'antichità era di proprietà del vescovo di Veroli, Giovanni, che il 9 giugno 959 concesse la tenuta del lago in enfiteusi al console e duca di Campagna, Loffredo.[36] In un documento della Delegazione Apostolica di Frosinone risalente al 1854 viene riportato un permesso di pesca nel laghetto di S.Angelo in contrada Maniano. Il lago, oggi in condizioni di degrado, era utilizzato in passato daii contadini per lavare la "ramiccia", la gramigna che avevano vangato via dai campi, per liberarla dalla terra e darla da mangiare come foraggio agli animali. Il lago, nel passato, era fonte di ricchezza per la popolazione, utilizzato per la pesca, per innaffiare i campi, per lavare i panni e per farsi il bagno.[37]

Le Fontanelle[modifica | modifica wikitesto]

Nella zona detta delle Fontanelle è stata decisa dall'amministrazione comunale la realizzazione di un parco pubblico, per la quale è stato indetto il bando per la gara d'appalto[38]. L'area così identificata è situata a ridosso delle Vie Mola Vecchia e Ciamarra, nella parte bassa della città e si estende per oltre due ettari, da poco oltre lo Stadio Comunale situato lungo Via Mola Vecchia, fino al confine con il fiume Cosa e con il Fosso Rio lungo Via Ciamarra. I terreni per circa 18.000 m² sono tutti di proprietà comunale, oltre 8.000 m² situati a lato ed a monte dell'antico fontanile[39] che dà nome ai luoghi; altri 10.000 m². sono situati, spalle al fiume, tra Via Mola Vecchia e Via Ciamarra ed il corso del fiume stesso; altri ancora, lungo la Via Ciamarra tra le Fontanelle e la chiesetta della Madonnina della Quercia.

L'amministrazione comunale di Frosinone acquistò i 10.000 m² di terreno di cui sopra nel 1997 con l'obiettivo di riqualificare l'intera area sia dal punto di vista urbanistico che ambientale. Si rilevò infatti che l'accesso sia alla parte bassa della città (Viale Mazzini e Via Aldo Moro) che a quella alta (Via Firenze), cioè ai tanti uffici ed istituzioni e strutture pubbliche presenti, non poteva più rimanere quello attuale caratterizzato da un incrocio angusto e sezioni stradali inadeguate e pericolose sia per la circolazione veicolare che pedonale, in quanto prive anche di marciapiede. La riqualificazione doveva riguardare anche l'ambiente circostante, al momento fortemente degradato, ma potenzialmente di pregio perché situato lungo il fiume Cosa, attorno al fontanile, in un'area ricca di sorgenti, già destinata a verde pubblico dallo strumento urbanistico vigente. Negli atti deliberativi si evidenziò che «la realizzazione del Parco delle Fontanelle avrebbe costituito il volano per la futura realizzazione del Parco del Fiume Cosa». Sono stati portati a compimento l'allargamento dei ponti in Via Ciamarra, uno sul fiume Cosa ed un altro sul Fosso Rio che hanno contribuito a migliorare sensibilmente la circolazione veicolare in quei tratti, unitamente al parziale allargamento della Via Ciamarra nel tratto dalle Fontanelle al ponte sul fiume Cosa. A distanza di anni, l'istituzione del parco delle Fontanelle resta un miraggio.

Lo Schioppo[modifica | modifica wikitesto]

Nella zona di "Fontana del Bussi" risalendo da Via Mola Nuova, c'è l'accesso alla zona dello Schioppo. Un evento organizzato da diverse associazioni, l'11 maggio 2014, ha portato sul posto circa 2000 persone. Nei sabati e nelle domeniche successive, l'affluenza è stata di circa un migliaio di persone. La zona è attualmente stata ridata ai cittadini sebbene non esista per il momento nessuna presa di posizione ufficiale da parte del comune di Frosinone. [40]


Veduta di Frosinone dalla via Belvedere

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[41]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Al 1º gennaio 2011 a Frosinone risultano residenti 2.532 cittadini stranieri che rappresentano il 5,3% della popolazione. La comunità straniera più numerosa è quella proveniente dall'Albania con il 27,8% di tutti gli stranieri presenti sul territorio, seguita dalla Romania (27,2%) e dal Marocco (6,2%).

Elenco delle comunità straniere più numerose:

In totale nel comune di Frosinone risultano presenti cittadini di 74 nazionalità diverse + 3 apolidi.[42]

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Dialetto ciociaro.
Situazione linguistica del Lazio meridionale: in rosa i dialetti mediani (romanesco, ciociaro, sabino), in magenta i dialetti meridionali (laziale meridionale, campano, abruzzese occidentale)[43]
« Tu cante glie sturnelle alla ciuciara
sciacquènne le lenzòla ‘n cante Cosa,
nen va chiù l'acqua abballe ma s'apposa,
Nen canta chiù glie gaglie ‘mmiese all'ara,
nen muglia chiù la bufala bavosa,
‘nfenenta la cicala s'arreposa
‘n cima alla cércia accante alla pagliara.
Glie munne tante vòte so girate,
de gente ne so ‘ntisa tanta tanta
ma voce fine a mo nen so truvate
che come a chéssa terra i ciele ‘ncanta:
'sa voce che glie còre fa biate
è voce paisana, è voce santa. »
(Paolino Colapietro, "Voce paisana")

In città accanto alla lingua italiana resta vitale il dialetto frusinate, un dialetto ciociaro caratterizzato dalla presenza dello schwa e di tratti metafonetici di tipo napoletano, tipici dei dialetti meridionali ma anche di molti centri del basso Lazio.

Proverbi in dialetto frusinate
  • Frusenone tè la porta penta, triste chi c'èscie i biate chi c'entra
  • Agoste è cape de ‘mmierne.
  • Prima Natàle né fridde né fame, dòppe Natàle fridde i fame.
  • Sant'Antònie ‘che la barba bianca, se nen chiòu la neu nen manca.
  • Natale ‘che glie sole, Pasqua ‘che glie tizzone
  • Fa chiù leste glie tiempe a cagnarse che la femmena a spugliarse
  • Glie cannarile è stritte ma c ‘entra la casa ‘che tutte glie titte
  • Meè fa la pecura, i glie gliupe se la magna
  • Chi caglina nasce, ‘ntèra ruspa
  • La caglina fà gli'uovo i a glie caglie ce n'cenne glie culo
  • Attacca la crapa alla uigna, chelle che fà la mamma fà la figlia
  • E' mieglie Frusenone rebelle che Anagne ‘n pace
  • A lauà la ciocca agli'asene ce se remette tiempe i sapone
  • L'acqua fà male i le uine fà cantà
  • Gl'asene porta la paglia i gl'asene se la remagna
  • Tre so' gli chiù putente, glie papa, glie re i chi nen tè niente
  • Quanne a Roma cammenauene scause, nui purtarime già le ciocie
  • A chi c'è muccecate la serpa, tè paura pure de la lancèrta
  • Glie ‘mbriacone è accome aglie cucule: glie giorne è bone bone, la notte canta sule
  • Femmena che mòu l'anca uò la carne addo' ce manca
  • La robba che piace aglie cappellane nen esce da glie cunvente
  • Adagie mierglie circa la fratta è longa
  • Chi nen po' tuccà la padrona s'alliscia glie cane…
  • Chelle che nen uè ‘cu ‘n anne uè cu ‘n ora
  • Dicì glie uerme alla noce: tiempe ce uò ma te sbùce
  • A chi poche sa fà, poche c'attocca
  • E mieglie na caglina oggi ca gli'oue nen se sa si t'attocca

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

Il rione Giardino, cuore di Frosinone

Il Giardino (Glie Giardine, in dialetto) è una delle zone più antiche della città nonché il rione più noto di Frosinone, delimitato da Piazza Garibaldi e da viale Roma a nord e da via Ferrarelli a sud.

Scorcio del Giardino

Il rione è così denominato poiché sorge su un antico colle chiamato colle Giardino per i numerosi frutteti e giardini che lo coprivano quasi totalmente. Il nome Giardino è già menzionato nelle cronache settecentesche e nel catasto gregoriano: comprendeva tutta la discesa di via Giordano Bruno, via la Forma (dietro piazza Garibaldi) fino al Mattatoio, dove successivamente venne costruita la strada oggi nota come "L'Alberata". Questo rione popolare, che sembra quasi costituire un piccola realtà a se stante, è il cuore di numerose manifestazioni, organizzate dall'associazione culturale "Rione Giardino", tra le quali la Festa della Radeca a Carnevale e le "Cantine Aperte" a giugno, quando migliaia di persone affollano il rione degustando vino e prodotti tipici, con canti e balli fino all'alba al ritmo di vari gruppi folkoristici.

  • Carnevale frusinate, che si svolge nel Centro storico ed in particolare nel Rione Giardino. Il carnevale frusinate è caratterizzato dalla Festa della Radeca, un ballo nel quale i partecipanti al ritmo di musica sventolano festosamente enormi foglie di agave (radeca in dialetto) che rimandano agli antichissimi riti di fertilità e del ciclo della vita. Sul finire del Settecento al significato originario dell'antica festa si sovrappose quello della ribellione e della cacciata delle truppe francesi che negli anni precedenti avevano occupato e saccheggiato la città.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Festa della Radeca.
  • Maggio: La gara delle "Barozze"
  • 20 giugno: Festa patronale dei S.S. Ormisda e Silverio
  • Giugno: Le Cantine del Giardino
  • lunedì dopo la Pentecoste: S. Glibbratore (S.Liberatore)
  • 5 agosto: Festa della Madonna della Neve
  • 16 agosto: San Rocco
  • Settembre: Premio Internazionale Daniele Paris
  • Settembre (prima domenica):Festa della Sacra Famiglia alla Stecena (Stazione)
  • Ottobre: StraFrosinone, gara podistica internazionale
  • 12 dicembre: Santa Lucia, Il falò di Maniano

Istituzioni, enti e associazioni[modifica | modifica wikitesto]

Tribunale

Il Tribunale di Frosinone è situato in Via Fedele Calvosa, nella parte bassa della città, in una struttura moderna inaugurata nel luglio 2000, assieme ad altri uffici giudiziari, quali la Procura della Repubblica presso il Tribunale e l'Ufficio di Sorveglianza. Inoltre, all'interno del palazzo sono presenti l'Ufficio Unico Notificazioni, Esecuzioni e Protesti (Ufficiali Giudiziari) e il Consiglio dell'Ordine degli Avvocati. Ha due sedi distaccate, ad Alatri e ad Anagni.

Archivio di Stato

L'Archivio di Stato di Frosinone è stato istituito con Decreto Ministeriale del 12.06.1956 e ha competenza su territori soggetti in passato allo Stato Pontificio e Regno di Napoli; la documentazione riflette dunque la diversità delle istituzioni trovando il suo naturale completamento nell'Archivio di Stato di Roma e in quelli di Napoli e Caserta.[44] La parte più cospicua dell'Archivio è costituita dalla documentazione giudiziaria e notarile. Nell'Archivio va segnalata la preziosa collezione dell'Archivio della Confraternita del Santo Spirito di Ferentino, fondata da Innocenzo III agli inizi del XIV secolo, che raccoglie oltre a documenti pergamenacei anche una serie di registri dei rendiconti degli amministratori della pia istituzione. Di rilievo anche la Collezione delle pergamene (secoli X – XVIII), provenienti principalmente da legature di protocolli notarili, all'interno della quale è possibile trovare esempi unici di notazione musicale, o di antiche scritture appartenenti al territorio, come la beneventana. Attualmente l'Archivio di Stato di Frosinone ha sede presso il Grattacielo Edera.

Carcere

Il carcere di Frosinone è situato nella periferia Nord della città. In passato, le carceri cittadine si trovavano nella zona del centro storico, a ridosso della chiesa di San Gerardo. Una celebre evasione dal vecchio carcere fu quella di Cesare Battisti nel 1981.

ASL

L'ASL di Frosinone è sorta nel 1994 dalla fusione di dieci Unità Sanitarie Locali (U.S.L.) della Provincia. È sita in via Armando Fabi, nella zona dove è stato costruito il nuovo ospedale del capoluogo. Comprende un territorio suddiviso in 91 comuni con circa 490.000 abitanti. L'Azienda ha circa 5.000 dipendenti medici, che operano in quattro distretti sanitari (Anagni-Alatri, Frosinone, Sora, Cassino) e in sette presidi ospedalieri.

Ospedale

Nel dicembre 2010 è stato inaugurato il nuovo Ospedale civile "Fabrizio Spaziani", nella nuova struttura nei pressi dell'ASL di Frosinone, in Via Fabi che va a sostituire il vecchio ospedale Umberto I di Viale Mazzini.[45] L'ospedale, costruito in cinque anni, è stato progettato con la tecnologia dell'isolamento della base, che garantisce la completa operatività della struttura in caso di eventi sismici. Si tratta del secondo ospedale in ordine di tempo costruito in Italia con tale tecnologia (il primo è il Gervasutta di Udine)[46] La struttura, composta da 8 piani, prevedeva 437 posti letto e la qualifica come DEA di II livello[47]. L'ospedale ha una struttura di 200.000 metri cubi di volume, 45.000 metri quadrati di superficie coperta utile per le attività sanitarie, 4 dipartimenti, 14 unità operative complesse, 7 aree specialistiche di intervento per l'emergenza ed oltre venti sale di servizi di diagnostica per immagini e cure strumentali. L'ospedale è stato intitolato al medico frusinate Fabrizio Spaziani, medaglia d'oro al merito civile, deceduto sul monte Cristallo nell'agosto 2009 a bordo di un elicottero del servizio sanitario del 118, durante un tentativo di soccorso alpino[48].

Associazioni

Qualità della vita[modifica | modifica wikitesto]

Frosinone, secondo i dossier stilati ogni anno da Il Sole 24 Ore e da Legambiente, occupa da diversi anni gli ultimi posti nelle rispettive classifiche sulla qualità della vita e l'ecosistema urbano. Soprattutto a causa di un elevatissimo inquinamento atmosferico. Nel 2008 la città si è aggiudicata il non edificante premio del "Cigno Nero" istituito da Legambiente in quanto, nel 2007, è risultata essere quella con il più alto numero di giornate fuorilegge per le polveri sottili PM10[49]. Nel 2009 la città si è confermata la più inquinata del Lazio con ben 122 sforamenti della soglia per le polveri sottili, una cifra quasi doppia rispetto a quella di Roma.[50] Per questo motivo sono stati effettuati già diversi studi e sono stati presi alcuni provvedimenti nel tentativo di migliorare la qualità dell'area, a partire dall'istituzione di giornate ecologiche e delle targhe alterne che però hanno prodotto scarsi risultati. Nel 2011 lo scalo di Frosinone ha sfiorato quasi i 100 superamenti della soglia consentita per le polveri sottili, rispetto ai 35 consentiti dalle leggi europee. Nella classifica finale dell'Ecosistema Urbano 2011 Frosinone si è piazzata al 96º posto, nelle ultimissime posizione: si evidenzia soprattutto un valore elevatissimo delle PM10 con 46,5 microgrammi/m³, peggiore dato tra tutti i capoluoghi d'Italia, dopo Siracusa.[51].

Stando alle statistiche fornite, Frosinone paga soprattutto la pessima qualità dell'aria e una cattiva gestione del trasporto urbano e della motorizzazione nonché la quasi totale assenza di piste ciclabili e di verde usufruibile, e la totale assenza di mobilità sostenibile. Inoltre risulta dall'inchiesta del 2011 anche un'elevata dispersione della rete idrica, col 39% di acqua che si disperde nella rete.

Per cercare di migliorare la mobilità in città e contrastare l'inquinamento è in corso di realizzazione una pista ciclabile presso la zona Selva Piana e in località Cavoni e altre sono previste con la futura sistemazione della strada statale Monte Lepini. Dal novembre 2012 è attivo il servizio di Bike sharing con 5 stazione presenti in città.[52]

Le voci più penalizzanti risultano[51]:

  • PM10-Media annua: 46,5  µg/m³ (contro una media nazionale di 32)
  • Trasporto pubblico: 15 viaggi/anno abitante (contro una media di 50);
  • Isole pedonali: 0,21 m²/abitante;
  • Piste ciclabili: 3,38 metri/abitante (contro una media di 9);
  • Motorizzazione: 73 auto ogni 100 abitanti (contro una media di 63);
  • Indice di mobilità sostenibile (da 0 a 100): 0

Si registrano comunque alcuni segnali di miglioramento:

  • La città è passata in tre anni da 2,2 m² di verde usufruibile per abitante a 12 m²/ab
  • La raccolta differenziata, grazie al nuovo sistema di Raccolta differenziata porta a porta sperimentato nel centro storico e a partire dal 2010, estesosi ad altre zone della città, è passato in due anni ddal 7% al 15,1%, comunque ancora al di sotto della media nazionale.
  • Riguardo al solare fotovoltaico, Frosinone risulta al 5º posto in classifica con un ottimo 2,49 kW/1000 abitanti rispetto allo 0,57 della media nazionale.

Per quanto riguarda il PIL - pro Capite la città si piazza ai vertici d'Italia, al 13º.

Frosinone si piazza bene nella classifica nazionale (8º posto) per quanto riguarda l'Ecosistema Scolastico 2011. Oltre a garantire il servizio di scuolabus a tutti gli edifici, si caratterizza per la somministrazione nelle mense scolastiche di pasti interamente biologici e investe ben 93.000 euro in media per gli interventi di manutenzione straordinaria per singolo edificio.[53]

Anno Qualità della Vita (Sole 24 Ore) Rapporto Ecosistema Urbano (Legambiente)[54]
2008 83ª posizione 103ª posizione (-2)
2009 83ª posizione (=)[55] 100ª posizione (+3)
2010 84ª posizione (-1)[56] 94ª posizione (+6)
2011 84ª posizione (=)[57] 96ª posizione (-2)[51]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Stando ad uno studio del Sole 24 Ore Frosinone ha un'offerta culturale giudicata insufficiente e nella classifica del tempo libero registra un 91º posto su 103 capoluoghi[58]. Le motivazioni stanno nel fatto che si legge poco, ci sono pochi concerti, si fa poco sport e si va poco al cinema, anche se l'apertura di un cinema Arci ha tentato di riavvicinare una parte di pubblico alla sala cinematografica. Nel settembre 2009, con l'apertura di un nuovo cinema multisala e di altri locali per il tempo libero, la città punta a recuperare posizioni riguardo l'offerta d'intrattenimento. Merita una menzione l'attività del music club Cantina Mediterraneo, sito nella periferia cittadina nei pressi del Conservatorio, attivo da 13 anni durante i quali ha organizzato circa 1500 concerti ospitando artisti di rilievo nazionale ed internazionale quali Giorgio Canali, Offlaga Disco Pax, Cesare Basile, Marco Parente, Nick Castro, Carla Bozulich, The Drones, Eric Andersen, Daniele Sepe, Greg Trooper, Cisco, Caravane de Ville, Steve Wynn e centinaia di altri. Tra le carenze più significative per il capoluogo ciociaro spicca quella di un teatro comunale che amplifichi l'offerta di eventi e manifestazioni culturali. A tal proposito nel giugno 2009 il Consiglio comunale ha approvato la delibera sulla realizzazione del Nuovo Teatro Comunale di Frosinone che verrà costruito in località Casaleno.[59]

Biblioteche[modifica | modifica wikitesto]

  • Biblioteca Comunale "Norberto Turriziani": istituita con la delibera n.109 del 15 giugno 1939, la Biblioteca Comunale "Norberto Turriziani" si trova nell'omonimo e centrale Palazzo sito in Corso della Repubblica. La biblioteca ha un patrimonio stimato in circa 30.000 volumi tra libri ed opuscoli. La biblioteca offre i seguenti servizi: Consultazione, Prestito locale e interbibliotecario; Ascolto Musica; Visione VHS / DVD; Emeroteca; Consulenza Bibliografica. Dal gennaio del 2004 ha aderito all'Associazione Intercomunale Biblioteche Valle del Sacco.
  • Biblioteca Provinciale "Alberto Bragaglia": situata nei pressi della stazione, diretta dalla dottoressa Annamaria Aversano, in via Maria De Mattias, la Biblioteca Provinciale "Alberto Bragaglia" raccoglie tra l'altro tesi di laurea su argomenti di carattere locale. Tra gli altri servizi vi è la possibilità di consultare quotidiani locali a partire dal 1954. È servita di wireless.

Scuole[modifica | modifica wikitesto]

Frosinone, oltre ad una quindicina tra scuole elementari e scuole medie, è sede anche di tutti i principali corsi di istruzione secondaria di II livello: lo storico liceo Classico "Norberto Turriziani", quello scientifico "Francesco Severi", il liceo artistico "Bragaglia" e quello linguistico "Medi". È sede inoltre di istituti tecnici ad indirizzo agrario, commerciale, geometri, industriale e per i servizi sociali, di istituti professionali per l'Industria e il turismo, per il commercio, e per i servizi sociali e di un istituto magistrale.

Università[modifica | modifica wikitesto]

La città di Frosinone ospita sedi distaccate (poli didattici) dell'Università degli Studi di Cassino e della Sapienza di Roma:

  • Università degli Studi di Cassino – Facoltà di Ingegneria (in piazza Marzi presso la sede dell'ex Tribunale, nel centro storico)
    • Corso di laurea di I livello in Ingegneria dell'ambiente e del territorio;
    • Corso di laurea di I livello di Ingegneria gestionale;
    • Corso di laurea magistrale in Ingegneria gestionale;
  • Sapienza Università di Roma – Facoltà di Medicina (in via Armando Fabi presso la Sede ASL)
    • Corso di laurea Infermieristica "O" in Professioni Sanitarie Infermieristiche.
    • Corso di laurea in Tecniche della Prevenzione nell'ambiente e nei luoghi di lavoro

Conservatorio[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Conservatorio Licinio Refice.
Il Conservatorio di musica Licinio Refice

Il Conservatorio "Licinio Refice" si trova in viale Michelangelo, nella zona Casaleno. Inaugurato nel 1972, prende il nome dal compositore di origine ciociara Licinio Refice. Nel corso degli anni il Conservatorio è divenuto polo d'attrazione per l'organizzazione dei migliori eventi musicali organizzati nel capoluogo ciociaro. Memorabile il concerto organizzato per festeggiare i primi venticinque anni di attività, nel 1998, quando venne commissionato un pezzo originale, musicato da Roman Vlad su una poesia di Giovanni Fontana. Tra gli insegnanti più celebri del Conservatorio si ricorda il compositore Ennio Morricone.

Accademia di belle arti[modifica | modifica wikitesto]

L'Accademia di belle arti di Frosinone si trova in Viale Marconi. Attualmente gli indirizzi di studio sono: Decorazione, Grafica, Pittura, Scultura, Scenografia, Media Art, Fashion Design, Graphic Design, Restauro, Comunicazione e valorizzazione del patrimonio artistico.

Museo archeologico[modifica | modifica wikitesto]

Alcuni reperti conservati nel museo di Frosinone
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Museo Archeologico di Frosinone.

Il museo archeologico di Frosinone, inaugurato nel 1994, ha sede nel centro storico e conserva reperti rinvenuti nel territorio che vanno dalla preistoria all'età imperiale romana; è diviso in tre sezioni:

  • Preistoria e Protostoria: importanti reperti del paleolitico e oggetti domestici e vasellame dell'età del ferro.
  • Età arcaica: vari resti volsci, ernici ed etruschi provenienti da tutta la provincia.
  • Età romana: espone la storia dell'antica Frusino e le testimonianze archeologiche relative (in particolar modo gli studi relativi all'anfiteatro rinvenuto lungo le rive del fiume Cosa).

Casa della Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Costruita riconvertendo la struttura l'ex mattatoio comunale, la Casa della Cultura è stata inaugurata il 27 maggio 2009. All'interno, su due livelli, vi sono diversi ambienti polifunzionali: sale multimediali, spazi di incontro, sala per rappresentazioni teatrali e di spettacolo.

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

A Frosinone è possibile gustare piatti e prodotti tipici della cucina ciociara, una cucina tradizionalmente contadina. Tra i primi ci sono i tonnarelli alla ciociara, i "fini-fini" al pomodoro, fettucine con rigaglie di pollo, sagne e fagioli con le cotiche, la polenta con broccoletti e salsicce. Tra i secondi ci sono salsicce, abbacchio allo scottadito, pollo alla diavola, pecora al sugo, lumache al pomodoro, "abbuticchio" in umido, "coppiette" ciociare. Tra le pietanze vegetali si ricordano i broccoli "calati" in padella, frittelle di cavolfiore, fave con pecorino, zuppa di fave, ceci, fagioli. Tra i dolci la "pigna" pasquale, dolci di ricotta e frittelle in occasione del Natale, struffoli fritti con miele, le "frappe" per il Carnevale, ciambellette al vino, maritozzi.

Il vino di Frosinone per antonomasia è la Passerina del Frusinate. In provincia si producono altri eccellenti vini quali quelli regolamentati dai disciplinari Atina DOC e Cesanese del Piglio DOCG.

Media[modifica | modifica wikitesto]

Murales di via Ciamarra in onore del regista frusinate Carlo Ludovico Bragaglia

Radio[modifica | modifica wikitesto]

Stampa[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Portali internet[modifica | modifica wikitesto]

Persone legate a Frosinone[modifica | modifica wikitesto]

Artisti
Arturo Bragaglia con Anna Magnani in Bellissima di Luchino Visconti.
Religiosi
Imprenditori
Politici, magistrati e combattenti
Luigi Angeloni
Poeti, scrittori e intellettuali

Economia[modifica | modifica wikitesto]

L'economia cittadina, un tempo orientata quasi esclusivamente all'agricoltura e all'artigianato, è oggi legata soprattutto al settore industriale e commerciale.

Nella città di Frosinone a partire dagli anni sessanta si è sviluppato un importante polo industriale, che fa parte del sistema produttivo locale chimico-farmaceutico del Lazio meridionale, riconosciuto formalmente della legge regionale n. 36 del dicembre 2001, attraverso la quale la Regione Lazio ha individuato un'area che comprende le Province di Roma, Frosinone e Latina e che racchiude aziende di piccole dimensioni oltre a numerose multinazionali. Tra le multinazionali presenti sul territorio di Frosinone vi sono ABB, Agusta, Klopman International. I settori merceologici produttivi maggiormente presenti sono quello della metalmeccanica e macchinari, della chimica, della gomma e dell'apparecchiature elettriche.

L'artigianato è tuttora importante, specie grazie a varie piccole e medie imprese tradizionali, soprattutto nel settore del tessile, calzature e abbigliamento. Particolarmente in crescita negli ultimi decenni il settore terziario, specie nei servizi finanziari, assicurati e bancari.

Anche a Frosinone si è ormai diffusa la presenza di grandi centri commerciali a discapito delle piccole botteghe e dei piccoli negozi tradizionali, soprattutto nel centro storico della città, dove negli ultimi anni sono sorti numerosi locali di svago e ristorazione.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

  • Casello autostradale di Frosinone, Autostrada A1 Milano-Napoli.

Per la sua posizione Frosinone è un naturale punto di passaggio e di incrocio di numerose vie di comunicazione. Vi si congiungono la:

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Frosinone è servita dalla ferrovia Roma-Napoli via Cassino. La stazione ferroviaria è situata in Piazzale Alessandro Kambo.

Fino al 1940 Frosinone era collegata con Roma e Fiuggi tramite la ferrovia Roma-Fiuggi-Alatri-Frosinone.

Aeroporti[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Aeroporto di Frosinone.

Aeroporto di militare Girolamo Moscardini.

Mobilità urbana[modifica | modifica wikitesto]

Un autobus della GEAF in sosta al capolinea di Piazzale Kambo
  • Il trasporto pubblico locale della città è affidato in concessione alla GEAF (Gestione Autoservizi Frosinone). La Ge.A.F gestisce circa 30 linee nel comune di Frosinone.
  • Da Frosinone, la COTRAL effettua collegamenti quotidiani con Roma e altre località nelle province di Frosinone, Latina e Roma.

Ascensore inclinato[modifica | modifica wikitesto]

L'ascensore inclinato fornisce un rapido collegamento fra il centro storico e la parte bassa della città. L'impianto, in funzione dal 3 aprile 2010, impiega circa due minuti per coprire la distanza tra la stazione di valle, nei pressi di via Aldo Moro e quella di monte di piazzale Vittorio Veneto e viceversa.[60].

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1927, a seguito del riordino delle Circoscrizioni Provinciali stabilito dal regio decreto N°1 del 2 gennaio 1927, per volontà del governo fascista, Frosinone, che prima rientrava nella Roma, divenne capoluogo dell'omonima provincia.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sindaci di Frosinone.

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

  • Stati Uniti Elmwood Park (Illinois), dal 1996: il gemellaggio è nato per la forte presenza di immigrati ciociari e in particolari frusinati nella cittadina americana.
  • Canada Tecumseh (Ontario), dal 2009: l'iniziativa è nata dalla proclamazione, da parte del Ciociaro Club of Windsor, della città di Frosinone come "Comune dell'Anno 2009". Tecumseh, cittadina confinante con Windsor, ha riconosciuto il ruolo importante avuto dagli italiani nel proprio sviluppo. In particolare è stato riconosciuto quanto fatto dagli immigrati frusinati che hanno dato, fin dal loro arrivo, un forte contributo alla costruzione dell'apparato produttivo-economico, sia in campo manifatturiero che in quello delle produzioni agricole.[61]
  • Italia Nocera Umbra, dal 2009: il gemellaggio è nato a seguito dei tragici fatti del settembre 1997, quando la città di Nocera Umbra fu colpita dal terremoto. Una squadra di Vigili del Fuoco di Frosinone portò i primi soccorsi, in particolare, in località Colle di Nocera. Successivamente, il Comitato Colle Cottorino di Frosinone, presi contatti con la Pro Loco di Nocera Umbra, decise di portare un piccolo dono a ciascuno dei 110 bambini delle scuole elementari di Colle di Nocera Umbra. Da allora si è instaurato uno stretto legame di amicizia e solidarietà tra le due comunità e l'iniziale gemellaggio tra le due frazioni si è esteso a livello comunale.[62]
  • Italia Ponza, dal 2010: il gemellaggio nasce dalla comune venerazione per il Santo patrono.[63]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Frosinone Calcio.

La tradizione sportiva di Frosinone è legata soprattutto al Calcio. Il Frosinone Calcio, ha disputato 5 campionati consecutivi di Serie B dalla stagione 2006-2007 al 2010-2011 ed ha una lunga storia di presenze nei campionati di Serie C. L'approdo in Serie B, per la prima volta nella sua storia, fu sancito dalla vittoria contro il Grosseto l'11 giugno 2006 nella finale play-off. La squadra del Frosinone gioca le partite casalinghe nello Stadio Comunale "Matusa", in attesa di trasferirsi presso il nuovo stadio in costruzione.

La tifoseria del Frosinone

A Frosinone c'è un'altra squadra calcistica, G.S. Frosinone 2000 che però ha sempre militato in categorie minori (attualmente milita nel girone M laziale di 2ª Categoria). Vanta comunque un nutrito vivaio giovanile e disputa i suoi incontri casalinghi presso il "Campo C.R.A.L.".

Pallavolo[modifica | modifica wikitesto]

La squadra femminile locale, la IHF Volley Frosinone milita nel massimo campionato nazionale, la A1 e gioca le gare interne presso il palazzetto dello sport.

Altri sport[modifica | modifica wikitesto]

Frosinone ospita le gare interne del Veroli Basket presso il palazzetto dello sport.

Nell'Atletica leggera, spicca il club dell'Atletica Frosinone, nelle cui file è cresciuto l'atleta locale Fabrizio Donato, medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Londra 2012 e argento nel 2011 ai Campionati europei indoor nella disciplina del salto triplo, di cui è primatista italiano. Altri celebri sportivi frusinati sono il pugile professionista Sven Paris, punta di diamante dell'Accademia Pugilistica di Frosinone, il quale nel 2000 ha preso parte ai Giochi della XXVII Olimpiade a Sydney e la tuffatrice Brenda Spaziani anch'essa atleta olimpionica a Londra 2012.

Frosinone è stata diverse volte luogo di passaggio, di partenza o di arrivo del Giro d'Italia di ciclismo. Più di recente, nel 2004, ha ospitato la partenza di una tappa, mentre l'11 maggio 2005 la 4ª tappa del Giro d'Italia 2005 si è conclusa a Frosinone con la vittoria di Luca Mazzanti. Nella volata finale aveva vinto Paolo Bettini che poi fu retrocesso all'ultimo posto per una presunta irregolarità al neozelandese Baden Cooke. Nel 2009, nel corso della tappa Napoli-Anagni il giro ha attraversato le strade di Frosinone e nel tratto cittadino è stato collocato un traguardo volante. Nel 2010 Frosinone ha ospitato la partenza della nona tappa con arrivo a Cava de' Tirreni, mentre il 14 maggio 2012 è stata scelta come arrivo della nona tappa San Giorgio del Sannio-Frosinone. Nel 2014 Frosinone è stata località di partenza per la tappa Frosinone-Foligno.

Impianti sportivi[modifica | modifica wikitesto]

La Cittadella dello Sport

In zona Casaleno sta sorgendo la Cittadella dello Sport di Frosinone, nella quale si trovano il Palazzetto dello Sport "Città di Frosinone", inaugurato nel 2007 e lo Stadio del nuoto di Frosinone, inaugurato nel 2009 che ha ospitato parte degli allenamenti di pallanuoto per i passati mondiali di nuoto di Roma. È in oltre prevista la realizzazione del nuovo stadio comunale, attualmente composto solo dalla tribuna principale, i cui lavori già avviati sul finire degli anni ottanta sono da tempo bloccati. All'interno del nuovo stadio in costruzione si trova la palestra di pugilato dell'Accademia Pugilistica di Frosinone.

Il nuovo Palazzetto dello Sport

Personalità sportive legate a Frosinone[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi categoria:Allenatori del Frosinone Calcio, categoria:Calciatori del Frosinone Calcio e categoria:Presidenti del Frosinone Calcio.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Nel 1993 il politologo Gianfranco Miglio, conosciuto come l'ideologo della Lega Nord propose provocatoriamente di spostare la capitale d'Italia a Frosinone, poiché "equidistante dalla Repubblica del Nord, della Repubblica dell'Etruria e della Repubblica del Sud" che secondo le intenzioni di Miglio sarebbero dovute nascere sulla base del modello federalista[64].
  • Nell'adattamento italiano della celebre seria televisiva La Tata, la protagonista, interpretata dall'attrice statunitense Fran Drescher si chiama Francesca Cacace ed è originaria di Frosinone, a cui fa spesso riferimento.

Galleria fotografica[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b [1] - Dati Istat febbraio 2014.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 288.
  4. ^ NEWS: Riparte caccia a tomba di Cleopatra, sar&agrave
  5. ^ Ancora per oggi - Allarme caldo della Protezione civile in sei città| italia| Il SecoloXIX
  6. ^ "Un tesoro antico sotto la città"
  7. ^ Diodoro Siculo, Bibliotheca historica, XX, 80
  8. ^ Tito Livio, Ab Urbe Condita libri, X, 1
  9. ^ Marco Tullio Cicerone, Epistulae ad Atticum XI, 13.
  10. ^ Ignazio Barbagallo, Frosinone, Lineamenti storici dalle origini ai giorni nostri
  11. ^ Maurizio Federico, Frosinone e i suoi pompieri, 2006, p.33
  12. ^ Maurizio Federico, Frosinone e i suoi pompieri, 2006, p.23
  13. ^ Intervento del Consigliere Vittorio Valle contro la proposta di demolizione dell'Arco di Porta Campagiorni, delibera comunale n.13 del 22-04-1947, registro 42, Archivio Storico Comunale di Frosinone
  14. ^ Maurizio Federico, Frosinone e i suoi pompieri, 2006, p.34
  15. ^ Maurizio Federico, La città è vuota e in rovina!, Biblioteca Comunale Turriziani, Frosinone 2005
  16. ^ Dal sito "Araldica Civica"
  17. ^ Catalogo dei più alti campanili d'Italia
  18. ^ Ignazio Barbagallo, Frosinone, Lineamenti storici dalle origini ai giorni nostri, p.288
  19. ^ Territori n. 21 - Settembre-dicembre 2009. URL consultato il 20 luglio 2011.
  20. ^ Maurizio Federico, La città è vuota e in Rovina!, p.19
  21. ^ La danzatrice di Amleto Cataldi. URL consultato il 10 febbraio 2011.
  22. ^ Michele Santulli, La Danzatrice o Ninfa del Liri del Cataldi in esposizione al Palazzo della Provincia in Il punto a Mezzogiorno, 20 luglio 2010. URL consultato il 10 febbraio 2011.
  23. ^ Torna a casa la Danzatrice in Il Giornale, 20 luglio 2010. URL consultato il 10 febbraio 2011.
  24. ^ Le cento città d'Italia: Frosinone, capoluogo della Provincia ciociara, Fascicolo 294, Milano, 1929, p.7
  25. ^ a b c Comune di Frosinone - Edificio Storico Pietro Tiravanti. URL consultato il 5 maggio 2011.
  26. ^ Francesco Antonucci, Corpus Lapidarum Frusinonis - Vol.1
  27. ^ pontelafontana
  28. ^ DAL VOLTURNO A CASSINO - 65º ANNIVERSARIO DELLA BATTAGLIA DI CASSINO (1944 - 2009)
  29. ^ Comune di Frosinone - Eventi e Comunicati
  30. ^ Giuseppe De Matthaeis, Saggio istorico sull'antichissima città di Frosinone, p.37
  31. ^ Frosinone, Tomba Sant'Angelo. URL consultato il 4 settembre 2010.
  32. ^ Comune di Frosinone - Fiume Cosa: un parco che nasce
  33. ^ Comune di Frosinone - Alberature. URL consultato il 16 aprile 2011.
  34. ^ Inaugurato il Parco dei Nonni. URL consultato il 21 luglio 2011.
  35. ^ Inaugurato il "Giardino dei 5 Sensi" in Comune di Frosinone, 19 luglio 2011. URL consultato il 21 luglio 2011.
  36. ^ http://www.madonnadellaneve.frosinone.it/lago_maniano.htm
  37. ^ Il Lago di Maniano
  38. ^ Comune di Frosinone - Riqualificazione delle Fontanelle. URL consultato il 20 luglio 2011.
  39. ^ Fotografia delle Fontanelle
  40. ^ Frosinone riscopre il parco dello Schioppo: domenica evento sulle rive del fiume Cosa - Il Messaggero
  41. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  42. ^ Cittadini Stranieri 2011 - Frosinone
  43. ^ Pellegrini G., Carta dei dialetti d'Italia, CNR - Pacini ed., Pisa 1977
  44. ^ Sede dell'Istituto
  45. ^ http://www.libero-news.it/articolo.jsp?id=555805
  46. ^ Il Tempo - Frosinone, ospedale antisismico
  47. ^ Il Tempo - Frosinone - Proposti 300 posti-letto in più
  48. ^ Cade elicottero del 118, quattro morti - Corriere della Sera
  49. ^ il Velino/AGV Agenzia Giornalistica il Velino - NAPOLITANO: EVASORI NON MERITANO DI ESSERE ITALIANI
  50. ^ Smog, Frosinone la maglia nera A Roma è allarme polveri sottili | Roma la Repubblica.it
  51. ^ a b c http://www.legambiente.it/sites/default/files/docs/ecosistema_urbano_2011_metodologia_e_tabelle.pdf
  52. ^ Comune di Frosinone - FRee Bike Sharing
  53. ^ Legambiente, Ecosistema scuola: tra Frosinone, Latina e Rieti in una scuola su quattro servono interventi - ECO dalle CITTA'
  54. ^ [2]
  55. ^ Qualità della vita 2009: Pagella finale - Il Sole 24 ORE
  56. ^ Qualità della vita 2010: - Il Sole 24 ORE
  57. ^ Qualità della vita 2011: - Il Sole 24 ORE
  58. ^ : Pagella finale - Il Sole 24 ORE
  59. ^ Comune di Frosinone - La Città che cambia
  60. ^ Comune di Frosinone - Ascensore inclinato, l'impianto è in funzione
  61. ^ Comune di Frosinone - Tecumseh - Ciociaro Club of Windsor
  62. ^ Comune di Frosinone - Eventi e Comunicati
  63. ^ Comune di Frosinone - Eventi e Comunicati
  64. ^ ' FROSINONE CAPITALE' - Repubblica.it » Ricerca

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]