Serrone

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Serrone
comune
Serrone – Stemma
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Lazio Coat of Arms.svg Lazio
Provincia Provincia di Frosinone-Stemma.png Frosinone
Amministrazione
Sindaco Natale Nucheli (Partito Democratico) dal 27/05/2013
Territorio
Coordinate 41°50′00″N 13°06′00″E / 41.833333°N 13.1°E41.833333; 13.1 (Serrone)Coordinate: 41°50′00″N 13°06′00″E / 41.833333°N 13.1°E41.833333; 13.1 (Serrone)
Altitudine 738 m s.l.m.
Superficie 15,41 km²
Abitanti 3 054[1] (31-07-2013)
Densità 198,18 ab./km²
Frazioni La Forma, San Quirico, Merago, Terrignano
Comuni confinanti Arcinazzo Romano (RM), Olevano Romano (RM), Paliano (FR), Piglio (FR), Roiate (RM)
Altre informazioni
Cod. postale 03010
Prefisso 0775
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 060071
Cod. catastale I669
Targa FR
Cl. sismica zona 2B (sismicità media)
Nome abitanti Serronesi
Patrono San Michele Arcangelo
Giorno festivo 29 settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Serrone
Posizione del comune di Serrone nella provincia di Frosinone
Posizione del comune di Serrone nella provincia di Frosinone
Sito istituzionale

Serrone è un comune italiano di 3.054 abitanti della provincia di Frosinone nel Lazio.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Territorio[modifica | modifica sorgente]

Il territorio del comune di Serrone si trova ai piedi del Monte Scalambra all'interno della catena montuosa dei monti Ernici nell'appennino centrale.Ci sono alcune zone di collina soprattutto in vicinanza col comune di Paliano.

Frazioni[modifica | modifica sorgente]

Serrone possiede 3 frazioni :

  • La Forma
  • San Quirico
  • Terrignano

Clima[modifica | modifica sorgente]

Classificazione climatica: zona E, 2566 GR/G

In prevalenza è presente il clima continentale, con inverni rigidi e freddi ed estati calde.

Toponimo[modifica | modifica sorgente]

Serrone è fatto risalire all’antico nome "serroni", che evoca i dorsi rocciosi e accidentati dell'appennino centrale che caratterizzano i pendii e le falde del Monte Scalambra su cui, a metà costa, sorse il nucleo originario del paese.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il territorio dove è situato Serrone fu abitato in epoca preromana dagli Ernici che, a difesa della città sacra di Anagni, vi stabilirono un villaggio fortificato in località Lesca. Il controllo gli rimase sino al 306 a.C. quando passò sotto la dominazione romana. Nel periodo imperiale numerose ville romane sorsero, come testimoniano i resti risalenti al III secolo d.C, rinvenuti in località Grotte. Il primo insediamento sulle falde del Monte Scalambra, su cui si erge Serrone, fu favorito dalla presenza di importanti vie di comunicazione, civili e militari, che collegavano la capitale dell'impero con Trevi nel Lazio, Subiaco e Vallepietra. E così, a partire dal VI secolo, sulle pendici del Monte Scalambra sorse il primo nucleo abitato fortificato.Alla caduta dell'Impero romano d'Occidente avvenuta nel 476 d.C. Serrone passò sotto il controllo di Odoacre e quindi del popolo barbaro degli Eruli fino al 493 d.C. ,quando Teodorico, re degli Ostrogoti, sconfisse Odoacre, e porto' Serrone sotto la dominazione Ostrogota sino al 553 d.C. Alla morte di Teodorico, avvenuta nel 526 d.C., scoppiò in Italia nel 535 d.C. la guerra gotico-bizantina (535-553) d.C. che durò fin quando Belisario, generale dell'imperatore Bizantino Giustiniano, riuscì a riconquistare la zona e a riportarla sotto il governo bizantino. La zona quindi passò nell'esarcato (provincia bizantina) della Campania secondo Giorgio Ciprio (580) d.C. Nel 568 d.C. l'Italia subì l'invasione di un altro popolo germanico, i Longobardi, che tuttavia non presero il possesso di Serrone, che resto' sotto il controllo bizantino. Nel 756 d.C. il territorio passo', grazie alle donazioni del re dei Franchi, Carlo Magno,al Papa, costituendo quindi insieme ad altri territori il primo nucleo dello Stato della Chiesa.Nel X secolo il territorio era sotto la giurisdizione dei monaci benedettini di Subiaco. Nel 1348 ci fu un'epidemia di peste nella zona. Nel 1378 il Pontefice Gregorio XI concesse Serrone, come feudo, alla famiglia Conti (famiglia) di Segni. Nel 1427 inizia la signoria della famiglia Colonna che culminerà, nel 1569, con l'istituzione del principato di Paliano, (Ducato di Paliano) comprendente anche Serrone. Il lungo periodo di pace fu interrotto nel 1799 dalla conquista del generale francese Napoleone Bonaparte facendolo rientrare nella Repubblica Romana. Successivamente il paese, insieme a Piglio e Paliano, venne incluso nel distretto di Tivoli. L'unificazione del 1870 portò Serrone a far parte del circondario di Frosinone, provincia di Roma. Dal 28 ottobre 1922 all'8 settembre 1943 (Armistizio di Cassibile) Serrone fu soggetta alla dittatura fascista. Il 2 gennaio 1927 con il regio decreto Serrone passò dalla provincia di Roma alla neocostituita provincia di Frosinone rientrando nel Mandamento di Paliano. Dal 1º gennaio 1948 l'Italia, e quindi Serrone, passarono sotto il nuovo Stato della Repubblica Italiana.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Chiese[modifica | modifica sorgente]

  • Eremo di San Michele Arcangelo. L'eremo è poggiato quasi a scivolare su un costone roccioso, a quota 1100 metri s.l.m. È un'ottima area di sosta per chi, seguendo i sentieri, vuole scalare a piedi il Monte Scalambra. Dal paese infatti, in due ore, si può arrivare in vetta senza perdersi. Si può visitare l'eremo all'interno, a richiesta, restando sorpresi dalla bellezza di questo luogo che sembra quasi scavato nella roccia.
  • Chiesa di San Pietro Apostolo. Non si conosce l'epoca in cui fu edificata la Chiesa di San Pietro Apostolo questo a causa della mancanza di annali andati perduti dopo una serie di incendi. Solo grazie alla visita pastorale del 1754 si è venuti a conoscenza che già nel 1192 la chiesa era esistente e soggetta al vescovo di Palestrina (sede suburbicaria di Palestrina). La chiesa ha subito un profondo restauro e più volte ricostruita venne infatti ampliata e restaurata proprio dai suoi abitanti nel 1600. L'interno si sviluppa con due piccole navate ed una centrale più grande, un presbiterio rialzato, il coro e una cappella laterale edificata successivamente dal vescovo Monsignore. Aronne e dedicata al Sacro Cuore di Gesù. Molto grazioso è il pulpito in legno finemente scolpito con piccole colonne scanalate, capitelli ionici rimaneggiati e cornicione spezzato aggettante che rivela caratteristiche neoclassiche; mentre la base e le mense che sostengono le colonne sono di stile barocco. Nella facciata del pulpito sono presenti tre nicchie contenenti piccole statue in legno di tre evangelisti, le nicchie laterali sono vuote a causa del trafugamento delle statue. L'organo del Settecento rimane un pezzo d'arte unico di pregevole fattura. Il pavimento della chiesa ebbe un restauro nel 1926 insieme alla bussola della porta principale. Probabilmente al di sotto del pavimento è presente un cimitero, di ignota datazione, a testimonianza dell'antichissima usanza di sepoltura dei morti dentro l'abitato. La navata centrale della chiesa ospita una grande tela con un dipinto che riveste tutto il soffitto, mentre sulle navate laterali sono stati rinvenuti alcuni affreschi attribuiti alla scuola d'arte di Raffaello appena restaurati. Gli affreschi furono ricoperti di calce per disinfezione le pareti della chiesa durante un'epidemia di peste, permettendo così la loro conservazione fino ai nostri giorni. I murali presenti nella chiesa hanno una grande valenza artistica. Infatti, dopo una attenta e lunga ricerca, è stato possibile individuare il periodo storico di questi murali associandole proprio alla scuola d'arte umbra attiva a Roma nel Cinquecento. Osservando attentamente gli affreschi, si può notare una forte somiglianza con Pinturicchio o comunque con i pittori presenti a Roma in quel periodo. Bisogna anche aggiungere che la scuola d'arte umbra, con i suoi maggiori esponenti, era prediletta dai Colonna a cui apparteneva proprio Serrone. Altre ipotesi sulla paternità degli affreschi portano direttamente alla scuola d'arte di Raffaello, Giulio Romano, Giovan Francesco Penni e Sebastiano del Piombo vale a dire tutti pittori che lavoravano alla Farnesina per conto di Papa Leone X Medici, che ospitò ripetutamente la famiglia Colonna nei suoi sontuosi palazzi. Percorrendo la navata sinistra della chiesa si entra nella cappella affreschi più recenti, con monocromo e con una risoluzione dei corpi piatta e poco armoniosa. L'immagine della parete destra della chiesa, anche se estremamente rovinata, rappresenta Erode con la testa di Giovanni Battista in mano e Salomè con il piatto protratto in avanti che volta la testa dall'altra parte per non vedere. Nella stessa parete un'altra delle pitture murali raffigura un Mandato: in primo piano un Papa che poggia un cappello sulla testa di un cavaliere, o Ministro della Chiesa, per affidargli un importante incarico. Sulla parete opposta, meglio conservata, si scorge la figura probabilmente di Luigi Gonzaga intento nel dare il sacramento della Comunione ad un Santo cavaliere con l'aureola dorata. La scena si svolge all'interno di una chiesa che somiglia molto alla chiesa di San Pietro a Serrone, c'è infatti un altare con sopra un candelabro dorati e un crocifisso al centro. Nell'ultimo degli affreschi, sempre sulla sinistra, è dipinta l'apparizione dell'angelo a San Pietro: scene della vita del Santo sono ricorrenti nelle pitture di questa chiesa come nella parete destra dell'abside dove è rappresentata la consegna delle chiavi a San Pietro. Di enorme importanza è la pala dell'altare maggiore dove risalta l'immagine di San Michele Arcangelo, patrono di Serrone. La tela, di pregevole fattura e di autore ignoto, risale alla metà del Seicento ed è una copia ben riprodotta del San Michele Arcangelo di Guido Reni del (1635). È sufficiente paragonare le due tele per notare che i dipinti sono uguali nelle vesti, nelle proporzioni, nella gestualità; mentre solo il volto diverso, ma per scelta dell'artista che vuole caratterizzare e rendere autonoma la sua opera rispetto a quella di Guido Reni. Dopo un consulto con il critico d'arte americano D.S. Peppe si è giunti all'ipotesi che il quadro sia della scuola romana dei Carlo Maratta e che risalga agli anni che vanno dal 1660 al 1680. Le ricerche condotte nel campo dell'arte tendono ad attribuire la paternità di questo dipinto a Pierre Dulauvier (o Laurier) detto anche Pietro Lauri di Guido, che faceva parte della bottega di Guido Reni. Al di sopra di questa pala c'è un'altra tela raffigurante San Pietro Apostolo, anch'essa di buona fattura. La cornice in stucco che contorna queste due tele è secentesca.
  • Chiostro benedettino di San Michele Arcangelo. Il chiostro benedettino di "San Michele Arcangelo" risale al 600. Si narra sia stato fondato da San Benedetto in persona ritiratosi in contemplazione sotto il costone roccioso che lo sovrasta in compagnia di tre corvi che gli avevano indicato il cammino. L’eremo fu restaurato nel 1758. Ancora oggi è visibile nella roccia l’impronta, che secondo la leggenda, apparterrebbe al santo. Successivamente fu dedicata al santo patrono di S. Michele Arcangelo.
  • Chiesa di San Quirico. La chiesa di San Quirico, risale al 1600 e venne eretta per i frati zoccolanti o francescani. Nel marzo del 1650, nella chiesa accadde un grave fatto circondato da un alone di mistero poiché nessun documento chiarisce cosa avvenne. È noto solo che fu interdetto e sconsacrata e solo successivamente fu benedetta. La chiesa è semplice, ma caratteristica, ed è uno dei luoghi da visitare insieme alla piccola frazione stessa, immersa nella campagna.
  • Chiesa del Sacro Cuore. La chiesa vecchia del Sacro Cuore è del 1788 e venne costruita per la piccola comunità venutasi a formare lungo la sorgente d’acqua di La Forma dove, nel 1859, fu istituita la "Confraternita dell’Addolorata".

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[2]

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Istruzione[modifica | modifica sorgente]

Musei[modifica | modifica sorgente]

Il museo del costume del comune di Serrone si trova nella parte alta della cittadina. In esso sono conservati i costumi teatrali realizzati da Beatrice Minori nel corso della sua attività di sarta della RAI TV e sarta personale di Eduardo de Filippo, oltre che collaboratrice di importanti registi italiani. Beatrice Minori ha voluto donare al suo paese i costumi teatrali di scena, tutti originali e indossati da illustri personaggi dello spettacolo come Eduardo, Vittorio Gassman, Beppe Barra per interpretare personaggi famosi come Masaniello, Filumena Marturano, Notre Dame de Paris. I costumi sono disposti su appositi manichini disposti nelle diverse sale del museo. La mostra colpisce favorevolmente anche per la cura e la maestria con cui sono disposti i costumi, opportunamente commentati, e la qualità dei tessuti. Sembra che si possa toccare con mano la storia del teatro italiano e gli attori che lo rappresentarono. Da Machiavelli a Pirandello, passando per Goldoni e Shakespeare.

Eventi[modifica | modifica sorgente]

Cucina[modifica | modifica sorgente]

Nel comune di Serrone vengono prodotti vini di alto livello riconosciuti sia a livello nazionale che internazionale, in particolare quelli regolamentati dal disciplinare Cesanese del Piglio DOCG che sono tutti vini a Denominazione di origine controllata (DOP).

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Nel 1927, a seguito del riordino delle Circoscrizioni Provinciali stabilito dal regio decreto N°1 del 2 gennaio 1927, per volontà del governo fascista, quando venne istituita la provincia di Frosinone, Serrone passò dalla provincia di Roma a quella di Frosinone. Dal 27/05/2013 a seguito delle elezioni comunali 2013 Natale Nucheli, candidato sindaco del Partito Democratico vince la sfida contro Andrea Moscetta candidato della lista civica Il Giglio Per Serrone!.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
27 maggio 2003 26 maggio 2013 Maurizio Proietto lista civica Lista Girasole Sindaco
27 maggio 2013 in carica Natale Nucheli Partito Democratico Sindaco

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica sorgente]

Economia[modifica | modifica sorgente]

L'economia del comune di Serrone è prevalentemente agricola (settore primario) mentre l'industria (settore secondario) è assente. Nel comune è molto sviluppato il settore terziario cioè il turismo grazie soprattutto alla nomina che il territorio ha nel produrre ed esportare vini di eccellenza a livello nazionale ed internazionale.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 luglio 2013.
  2. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]