Filettino
| Filettino comune |
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| Dati amministrativi | |||||
| Stato | |||||
| Regione | |||||
| Provincia | |||||
| Sindaco | Luca Sellari (lista civica) dal 16/05/2011 | ||||
| Territorio | |||||
| Coordinate | 41°53′0″N 13°20′0″E / 41.88333°N 13.33333°ECoordinate: 41°53′0″N 13°20′0″E / 41.88333°N 13.33333°E | ||||
| Altitudine | 1.063 m s.l.m. | ||||
| Superficie | 77,66 km² | ||||
| Abitanti | 550[1] (31-12-2010) | ||||
| Densità | 7,08 ab./km² | ||||
| Comuni confinanti | Canistro (AQ), Capistrello (AQ), Cappadocia (AQ), Castellafiume (AQ), Civitella Roveto (AQ), Guarcino, Morino (AQ), Trevi nel Lazio, Vallepietra (RM) | ||||
| Altre informazioni | |||||
| Cod. postale | 03010 | ||||
| Prefisso | 0775 | ||||
| Fuso orario | UTC+1 | ||||
| Codice ISTAT | 060034 | ||||
| Cod. catastale | D591 | ||||
| Targa | FR | ||||
| Cl. sismica | zona 2B (sismicità media) | ||||
| Nome abitanti | filettinesi | ||||
| Patrono | san Bernardino da Siena | ||||
| Giorno festivo | 20 maggio | ||||
| Localizzazione | |||||
Posizione del comune di Filettino nella provincia di Frosinone |
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| Sito istituzionale | |||||
Filettino è un comune italiano di 550 abitanti della provincia di Frosinone nel Lazio.
Indice |
[modifica] Geografia fisica
[modifica] Territorio
È il comune più alto del Lazio con i suoi 1.063 m di altitudine. Dalla planimetria del paese è evidente l'individuazione del primo nucleo urbano e il successivo sviluppo edilizio intorno alla fontana Caraffa e lungo la circonvallazione panoramica e in località Valle Granara, prospiciente al Monte Viglio.
Filettino fa parte del Parco naturale regionale dell'Appennino - Monti Simbruini, istituito dalla Regione Lazio con la legge n.8 del 1983. E questa sembra essere la sua nuova forza vitale, attraverso il turismo, l'escursionismo estivo e con gli sport invernali, come lo sci alpino, praticato nella vicina località di Campo Staffi.
Gli abitanti nel passato si sono dedicati ad una certa attività agro-silvo-pastorale, molti sono emigrati a Roma e nell'Agro Pontino, poiché inesistente era l'attività industriale, labile l'artigianato e strettamente collegato ai pochi bisogni interni.
[modifica] Storia
Le origini di Filettino sono poco note e di certo non si sa nulla tranne che l'intero territorio apparteneva agli Equi fino alla conquista romana; mentre i primi insediamenti nella zona di Trevi nel Lazio si fanno risalire all'ultimo periodo del Paleolitico, di Filettino non si hanno notizie storiche ufficiali fino all'inizio del secolo XI, quando papa Niccolò II rese noto un atto col quale sopprimeva l'antico vescovado di Trevi, per unire la stessa Trevi e gli altri paesi da essa dipendenti (fra cui, appunto, Filettino) alla diocesi di Anagni. La presenza romana è documentata attraverso la Tavola Peutingeriana, che accerta il passaggio di una via romana in questo territorio, inoltre Eleuterio Arquati nel Settecento scriveva che "Filettino fu fedele ai romani sia nel fatto delle Forche Caudine sia nella guerra annibalica, durante la quale diede loro un grande aiuto". E proprio dove la difesa era più facile, sul "Cotardo" (nome che deriva dal latino "costis arda", rupe scoscesa), sorsero le prime abitazioni che, costrette ad adattarsi allo spazio particolare, esteso in lunghezza, ma limitato in larghezza, vennero costruite una dietro l'altra, "in fila": da cui la probabile etimologia del nome del paese.
Intorno al 1297, il paese passa sotto la signoria dei Caetani, e in tale condizione resterà sino al 1602: infatti, Papa Clemente VII unirà Filettino alla Camera apostolica, sottoponendolo così alle dipendenze dello Stato pontificio, che abbandonerà soltanto con l'annessione di quest'ultimo al Regno d'Italia, nel 1870.
Nel 1602, dunque, dopo la condanna a morte dell'ultimo signore feudale Prospero Caetani, Filettino divenne libero comune, con un proprio statuto e un proprio governatore, detto anche podestà o pretore. Iniziò per Filettino una fase aurea che durò fino al XIX sec, dovuta soprattutto all'allevamento di ovini, bovini ed equini e al fiorente commercio.
Il comune venne retto in modo aristocratico; a capo di esso vi era il Sindaco o Capo Priore, affiancato da una giunta di due Officiali o Priori. Questi tre uomini costituivano la magistratura, che veniva eletta per estrazione da un bussolo di 40/60 cittadini tra i più idonei e possidenti di Filettino. Nel bussolo andavano inseriti anche i militari e i privilegiati. Si formavano delle liste recanti le terne, ovvero i nomi di tre candidati alla magistratura che poi si inserivano ognuno in una pallina di cera. Le palline non estratte restavano nel bussolo fino al termine del mandato della magistratura (solitamente da 4 mesi a un anno), quando il bussolo veniva di nuovo aperto e se ne estraeva un'altra. In questo modo tutte le palline, nel giro di qualche anno, venivano sorteggiate. Di volta in volta i non eletti andavano ad occupare i seggi del Consiglio Pubblico Generale. La Bolla di Sisto V del 24 gennaio 1587 prevedeva che la carica di consigliere fosse vitalizia ed ereditaria, prescrizione confermata dal Chirografo di Benedetto XIV del 1757. Nel 1783, per ordine della Sacra Consulta, il numero dei consiglieri passò da 40/60 a 20 inclusa la magistratura ed escluso il deputato ecclesiastico, ovvero il delegato del clero filettinese.
Incaricati di rifare il bussolo di reggimento quando veniva a mancare il numero legale di consiglieri, erano i consiglieri superstiti, assistiti dal governatore locale e talvolta dal governatore generale di Campagna e Marittima. Gli eredi maschi diretti e collaterali di un consigliere defunto avevano la precedenza assoluta per essere imbussolati. Tuttavia le cariche pubbliche a Filettino erano poco ambite perché giudicate troppo gravose e mal pagate; inoltre le famiglie di più antica aggregazione al Consiglio tendevano a monopolizzarle a loro vantaggio.
A fianco a queste cariche ve n'erano altre non meno importanti, prima fra tutte quella di Depositario, detto anche Esattore, Tesoriere o Camerlengo. Per l'elezione del Depositario occorreva fare un bussolo a parte, inserendovi i nomi dei cittadini più facoltosi iscritti in un'apposita Nota delli benestanti di Filettino. Durava in carica un anno.
Le famiglie di reggimento, giuridicamente nobili, dominarono sul municipio di Filettino fino al 1870 imparentandosi tra loro e alcune di esse vennero aggregate alla nobiltà di importanti città.
Il Conte Benedetto Pecci di Carpineto Romano, parente del famoso papa Leone XIII (Gioacchino Pecci), in una delle sue opere sulla Ciociaria scrisse che il canonico della Chiesa Collegiata di Santa Maria Assunta di Filettino, allora Luigi de Cesaris, portava il titolo di Patrizio di Filettino. Probabilmente la consuetudine di attribuire ai magistrati civici e ai loro discendenti il titolo di Patrizio di Filettino era ben radicata in questo comune.
A Filettino nel 1438 soggiornò San Bernardino da Siena, che, nel corso della sua permanenza, secondo una leggenda protesse la popolazione dall'assedio dei briganti. Proprio in virtù di questo episodio San Bernardino è oggi il patrono del paese.
Qui visse anche Giuditta Tavani Arquati, importante figura del Risorgimento italiano, uccisa a Roma il 25 ottobre 1867, a colpi di baionetta, insieme al marito Francesco Arquati, di famiglia nobile filettinese (Filettino, 27 settembre 1810 - Roma, 25 ottobre 1867), e ad un figlio, dai gendarmi pontifici.
Il comune di Filettino dal 1938 al 1945 si chiamò Filettino Graziani, poiché aveva dato i natali a Rodolfo Graziani (Filettino 1882 - Roma 1955), generale italiano, fu Governatore della Libia e Viceré d'Etiopia passato alla storia per i suoi crimini sulle popolazioni civili e per questo soprannominato "Il macellaio di Fezzar".
Il 24 settembre 2011 il comune si autoproclama Principato come forma di protesta per ottenere il pagamento dell'erogazione di acqua da parte dell'ente Roma Capitale [2].
[modifica] La "Magnifica Comunità di Filettino"
[modifica] Sindaci
[modifica] Periodo feudale (nomina dei sindaci da parte del feudatario)
- Stefano di Cola Giovanni 1452
- Biagio Giove 1471
- Pietro di Giovanni 1471
- Aldo Allegretti 1593, Notaio pubblico
- Flavio Cupini 1593, Notaio pubblico
- Loreto Coletta 1600
- Mariano Palizza 1602
[modifica] Periodo del libero comune (nomina del governatore)
- Salvatore Cupini 1611
- Biagio Latini 1633
- Antonio Giovannoni 1664
- Nicola Consalvi 1691
- Francesco Ciuffetti 1708
- Rocco Nardecchia 1710
- Antonio Ottaviani, di Fabio 1731
- Giovanni Battista Silvestri 1745
- Pietro Antonio Latini 1750
- Antonio Monaco 1750
- Giovanni Arquati 1753
- Antonio Ottaviani 1756
- Sante de Cesaris 1759
- Gaetano Giolitti 1757
- Nicola Ottaviani 1757
- Domenico Antonio Palizza 1760
- Sante Cerrocchi 1761
- Salvatore Ottaviani 1761
- Pietro Arquati 1762-1763
- Bernardino Tardiola, di Andrea 1763
- Bernardino Rossi 1764
- Giuseppe Arquati 1768
- Pasquale Arquati 1768
- Giuseppe de Cesaris 1769
- Salvatore Ottaviani, di Nicola 1770
- Domenico Marfoli 1771
- Nicola Marfoli 1777
- Salvatore Ottaviani 1779
- Carlo Cappelli 1780
- Cap. Francesco Anacleto Arquati 1783
- Carlo Cappelli 1785
- Annibale D'Annibale 1793
- Bartolomeo Latini 1801
- Angelo Cappelli 1801-1802
- Filippo de Cesaris 1803
- Domenico Cerrocchi, di Luigi 1805
- Vincenzo Arquati, di Pasquale 1806
- Lauro Ottaviani 1807
[modifica] Abolizione dello Stato Pontificio (1809)
- Ten. Pietro de Cesaris 1814
[modifica] Restaurazione (1814)
[modifica] Gonfalonieri
[modifica] Priori
- Vincenzo Arquati 1831
- Giuseppe Pesci 1832, Nobile di Città della Pieve
- Vincenzo Pesci 1835
- Pasquale Marfoli 1835
- Ladislao Pesci 1841-1845, Nobile di Città della Pieve
- Dott. Giuseppe Fabiani 1849
- Francesco Pesci, di Giuseppe 1848 e 1849, Nobile di Città della Pieve, Gonfaloniere di Albano, Nobile di Albano
- Conte Filippo de Cesaris, di Filippo 1849 e 1851, Gonfaloniere di Alatri, Patrizio di Alatri, Nobile di Velletri
- Francesco Caraffa 1860-1870
[modifica] Famiglie nobili e notabili di Filettino
Per le famiglie con accanto l'asterisco (*) gli smalti sono ipotizzati.
- Arquati: D'azzurro alla quercia al naturale, sinistrata da un leone d'oro saliente e accompagnata nel cantone destro del capo da un sole nascente d'oro. MOTTO: Tua vivimus luce.
- Bonifazi seu Bonifazi Cimosca seu Bonifazi Zancati*, eredi degli Zancati, nobili di Anagni e nobili romani: Di rosso al leone rampante d'oro, tenente nella branca anteriore destra una spada del secondo.
- Cerrocchi: Semitroncato partito: nel primo d'oro alla torre al naturale, merlata alla guelfa, finestrata di due, di nero; nel secondo bandato d'argento e di rosso; nel terzo d'azzurro (Biblioteca Vittorio Emanuele II - Gabinetto Araldico 1912). MOTTO: Justitia et fortitudo.
- Consalvi*: D'azzurro al leone rampante d'oro, tenente nella branca anteriore destra una rosa del secondo.
- Cortesi*: D'azzurro al pellicano nella sua pietà d'argento. MOTTO: Munifice nutrio.
- De Cesaris, iscritti nell'Elenco ufficiale della nobiltà italiana coi titoli di conte, nobile di Velletri e patrizio di Alatri, in persone di Cesare, Sisto e Antonino: D'azzurro all'aquila bicipite di oro posta sopra un monte di tre cime di verde ed accompagnata, in capo, da una stella d'oro.
- Graziani, marchesi: Troncato, nel primo di rosso all'aquila dal volo spiegato al naturale impugnante una spada d'argento posta in fascia; nel secondo, d'oro all'aratro sostenuto da una campagna ed affiancato da due palme con la chioma attraversante sulla partizione, il tutto al naturale. MOTTO: Ense et aratro.
- Latini*: D'azzurro all'abete al naturale nodrito da un colle all'italiana d'oro. Alias: D'azzurro alla quercia nascente dalle onde del mare al naturale. MOTTO: Immota manet.
- Ottaviani*, patrizi di Anagni, Di rosso alla colomba al naturale poggiata su sei monti all'italiana disposti 3,2,1 di verde e accompagnata, nel cantone destro del capo da una stella di cinque punte d'oro.
- Palizza*: D'azzurro, all'albero nodrito da un colle, da cui sale e si attorciglia un ramo di edera, il tutto al naturale. MOTTO: Dono celesti nulla mensura.
- Pernei, nobili di Anagni
- Pesci, nobili di Città della Pieve: D'azzurro al leone d'oro tenente fra le branche anteriori un pesce al naturale.
- Pompili*: D’azzurro, all’albero sradicato e fogliato di due, il tutto al naturale, fruttato di pomi ordinati in piramide tronca d'oro, circondata di raggi dello stesso.
- Ricciotti*: D'azzurro alla torre d'argento aperta del campo, accompagnata in capo da una stella di otto raggi d'oro posta in palo.
- Sbariggia: Troncato, nel primo d'argento all'aquila dal volo spiegato al naturale, nel secondo bandato di rosso e d'azzurro.
- Sebastiani: D'azzurro, a due braccia affrontate moventi dai lembi dello scudo, quello di destra vestito di verde e quello di sinistra vestito di rosso, con le mani di carnagione, tenenti due frecce d'oro in decusse.
- Silvestri*, nobili: Di rosso alla fascia d'oro accompagnata in capo da due crescenti montanti del secondo posti in fascia e in punta da una corona all'antica del secondo.
[modifica] Personalità legate alla città
- Francesco Arquati, patriota italiano
- Eleuterio Arquati, poeta ed erudito locale
- Enio Marfoli, musicista
- Rodolfo Graziani, generale e politico italiano
- Fra Michele da Filettino OFM, al secolo Antonio Petrarca (Filettino, 1594 - Gerusalemme, 22 maggio 1660), Presidente Custodiale e Vicario di Terra Santa. Fu sepolto a Gerusalemme, sul Monte Sìon, nella chiesa di S.Salvatore degli Armeni
- Martino Filetico (Filettino, 1430 - Ferentino, 1490), importante umanista, Conte Palatino
[modifica] Bibliografia
- Filippo Caraffa, Storia di Filettino , Biblioteca di Latium, 1989.
[modifica] Amministrazione
Sindaco: Luca Sellari (lista civica) dal 16/05/2011
- Fa parte della Comunità Montana "Monti Simbruini"
- Classificazione climatica: zona F, 3088 GR/G
[modifica] Evoluzione demografica
Abitanti censiti 
[modifica] Note
- ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
- ^ Filettino si autoproclama Principato e lancia la «battaglia dell'acqua» - Corriere.it. URL consultato il 25 settembre 2011.