Filettino

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Filettino
comune
Filettino – Stemma Filettino – Bandiera
Filettino – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Lazio Coat of Arms.svg Lazio
Provincia Provincia di Frosinone-Stemma.png Frosinone
Amministrazione
Sindaco Paolo de Meis dal 27/05/2013
Territorio
Coordinate 41°53′00″N 13°20′00″E / 41.883333°N 13.333333°E41.883333; 13.333333 (Filettino)Coordinate: 41°53′00″N 13°20′00″E / 41.883333°N 13.333333°E41.883333; 13.333333 (Filettino)
Altitudine 1.063 m s.l.m.
Superficie 78,08 km²
Abitanti 559[1] (01-01-2013)
Densità 7,16 ab./km²
Comuni confinanti Canistro (AQ), Capistrello (AQ), Cappadocia (AQ), Castellafiume (AQ), Civitella Roveto (AQ), Guarcino, Morino (AQ), Trevi nel Lazio, Vallepietra (RM)
Altre informazioni
Cod. postale 03010
Prefisso 0775
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 060034
Cod. catastale D591
Targa FR
Cl. sismica zona 2B (sismicità media)
Cl. climatica zona F, 3 088 GG[2]
Nome abitanti filettinesi
Patrono san Bernardino da Siena
Giorno festivo 20 maggio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Filettino
Posizione del comune di Filettino nella provincia di Frosinone
Posizione del comune di Filettino nella provincia di Frosinone
Sito istituzionale

Filettino è un comune italiano di 550 abitanti della provincia di Frosinone nel Lazio.

Vicolo di Filettino

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Filettino sorge a 1.075metri s.l.m. ed è pertanto il comune laziale con l'altitudine più elevata. Il territorio comunale si trova nel punto di incontro della catena montuosa quella dei monti Simbruini e dei monti Cantari. Fa parte del Parco naturale regionale dell'Appennino - Monti Simbruini.

Nel territorio comunale, al confine con Trevi nel Lazio, nasce il fiume Aniene.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Prima della conquista romana, l'area in cui sorge Filettino apparteneva agli Equi. Per lo storico settecentesco Eleuterio Arquati, Filettino fu fedele a Roma in occasione della battaglia delle Forche Caudine e durante la seconda guerra punica.

Non si hanno comunque notizie certe di un insediamento denominato Filettino fino all'atto dell'XI secolo con il quale papa Niccolò II sopprimeva la diocesi di Trevi nel Lazio e ne accorpava il territorio alla diocesi di Anagni. I primi edifici sorsero sul Cotardo[3] dove la difesa era più facile. Il nucleo urbano si sviluppò a spina, adattandosi all'orografia. È anzi probabile che il toponimo derivi dalle caratteristica disposizione in fila delle abitazioni.

Nel 1297 il paese passò sotto i Caetani. Nel 1438 vi soggiornò Bernardino da Siena, che, nel corso della sua permanenza, secondo una leggenda protesse la popolazione dall'assedio dei briganti mediante una miracolosa pioggia di ghiande di ferro. Proprio in virtù di questo episodio san Bernardino è oggi il patrono del paese.

Nel 1602 con la condanna a morte di Prospero Caetani da parte di Clemente VIII, Filettino divenne Comunità immediate subiecta, ovvero dipendente direttamente dalla Camera Apostolica, che amministrava il patrimonio dello Stato pontificio. Il paese fu dotato di uno Statuto Comunale redatto il 16 maggio 1604. La Sacra Consulta inviava nel paese un governatore (detto anche podestà o pretore), che rimaneva in carica uno o più anni, il quale doveva vigilare sull'attività della Magistratura Civica per conto del Governo Centrale senza interferirvi.

La riforma di Mons. Albergotti del 1702 disponeva che ad amministrare la Magnifica Comunità di Filettino vi fosse un Consiglio Pubblico Generale di sessanta membri, composto dal Magistrato pro tempore e dai Consiglieri. Secondo una nota del 1807 i membri del Consiglio facevano parte del Ceto dei Consiglieri.

La carica di Consigliere era ereditaria, come recita una nota del 2 agosto 1800 a proposito della richiesta del depositario eletto Domenico Cerrocchi di cedere la carica al fratello maggiore: "Se dunque il maggior fratello è persona benestante e senza figli ed ha il requisito di esser Consigliere in luogo del defunto padre, sembra assai più giusto che a questo diasi l'officio di Depositario [...]" e anche: "È altresì vero che il di lui fratello maggiore esercita la carica di Consigliere come persona comoda e senza figli che subentrò in luogo del di loro padre morto".

I membri del Consiglio avevano pari dignità e facevano parte del Bussolo di Magistrato, ulteriormente suddiviso in Bussolo dei Sindaci e Bussolo degli Ufficiali. In questi bussoli, secondo una nota del 1706, vi si ritrovavano "li più benestanti et atti all’esercitio et amministratione del pubblico". La Congregazione Bussolare, costituita da un deputato ecclesiastico e da uno secolare scelti dal Consiglio, traeva periodicamente, dal Bussolo di Magistrato, venti individui da inserire nel Bussolo dei Sindaci e quaranta da inserire nel Bussolo degli Ufficiali. Sindaci ed Ufficiali venivano approvati mediante votazione del Consiglio ed estratti a sorte ogni semestre, andando a costituire il Magistrato pro tempore.

I Bussoli duravano teoricamente 10 anni ma in questo lasso di tempo avveniva che alcuni Consiglieri morissero e fossero surrogati dai figli sia nella carica di Consigliere che nel Bussolo di cui erano temporaneamente parte. Tuttavia, a bussoli esauriti, la Congregazione si riuniva per rifarli, rinnovandoli totalmente secondo le qualità dei membri del Ceto dei Consiglieri.

In caso una famiglia del Ceto si fosse estinta, si sarebbe proceduto all'aggregazione di un'altra famiglia benestante e di condizione civile.

Le cariche di Magistrato potevano essere esercitate dai figli dell'eletto. Recita infatti una nota del 1706 che, qualora gli estratti avessero già compiuto settant'anni, ma avessero avuto "figlioli atti ad esercitar le loro veci", avrebbero potuto rinunciare alla carica in favore del figlio. Tutti gli eletti venivano solennemente insediati dal Podestà.

Ad assistere ai Consigli vi era il Deputato Ecclesiastico, sacerdote locale scelto per assistere, senza diritto di intervento, ai Consigli.

Vi era inoltre la carica di depositario, detto anche esattore, tesoriere o camerlengo, assegnata per sorteggio ad un possidente iscritto in un'apposita lista.

Dal XVII al XIX secolo Filettino ebbe una fase di prosperità, dovuta all'allevamento di ovini, bovini ed equini e al fiorente commercio locale.

Dal 1938 al 1945 il comune prese il nome di Filettino Graziani, in omaggio al maresciallo d'Italia Rodolfo Graziani che vi era nato nel 1882.

Il 24 settembre 2011, per protestare del mancato pagamento da parte dell'ACEA dell'acqua attinta alle sorgenti poste sul territorio comunale, il Comune di Filettino si autoproclama "principato" indipendente;[4] l'autonomia comunale non è ovviamente stata riconosciuta.

Toponimo[modifica | modifica wikitesto]

Il nome del capoluogo potrebbe essere derivato dal termine "Filacterion" o "Fulacterion", con il quale i bizantini indicavano le fortificazioni poste a sbarramento dei punti strategici di grande importanza, ne indica chiaramente l'origine nel tempo e i caratteri strutturali. A tale proposito si evidenzia come la denominazione di altre località e comuni italiani quali Filattiera e Filetto abbia probabilmente la stessa origine Bizantina.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa di Santa Maria Assunta

Altro[modifica | modifica wikitesto]

  • Fontana delle tre cannelle, che riceve l'acqua della sorgente dell'Aniene.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

  • Palazzo Parboni-Arquati
  • Palazzo Pesci
  • Palazzo Giovannoni
  • Palazzo Ottaviani

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[5]

Religione[modifica | modifica wikitesto]

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

  • Festa della Madonna Addolorata, ultima domenica di luglio
  • Festa del Nome di Maria, settembre

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

  • Patate sotto il coppo, con la pancetta;
  • Pizza con gli sfrizzoli, ovvero pezzetti di carne di maiale.

Persone legate a Filettino[modifica | modifica wikitesto]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Per secoli Filettino ha radicato la propria fortuna sulla tradizione agro-silvo-pastorale, con il declino della quale, soprattutto nella prima metà del XX secolo il comune è stato interessato a un fenomeno di rapida deurbanizzazione. Più recente è lo sviluppo del turismo, legato principalmente all'escursionismo estivo e agli sport invernali praticati in località Campo Staffi.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Filettino, tramite la strada provinciale 28, è collegata a Trevi nel Lazio e Capistrello, in Abruzzo.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1927, a seguito del riordino delle Circoscrizioni Provinciali stabilito dal regio decreto N°1 del 2 gennaio 1927, per volontà del governo fascista, quando venne istituita la provincia di Frosinone, Filettino passò dalla provincia di Roma a quella di Frosinone.

Nel 1938 cambiò denominazione in Filettino Graziani, e nel 1945 nuovamente in Filettino.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
30 maggio 2006 15 maggio 2011 Gianfranco Catena Sindaco
16 maggio 2011 4 aprile 2012 Luca Sellari Sindaco
5 aprile 2012 26 maggio 2013 Loredana Filippi Commissario Prefettizio
27 maggio 2013 in carica Paolo De Meis Sindaco

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Il comune fa parte della Comunità montana Monti Ernici.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Impianti sportivi[modifica | modifica wikitesto]

  • Sci; impianti di risalita e piste di Campo Staffi.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Dal latino "costis ardua", rupe scoscesa.
  4. ^ Filettino si autoproclama Principato e lancia la «battaglia dell'acqua» - Corriere.it. URL consultato il 25 settembre 2011.
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28 dicembre 2012.
  6. ^ Martino Filetico, enciclopedia Treccani

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Filippo Caraffa, Storia di Filettino, Biblioteca di Latium, 1989.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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