Castrocielo

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Castrocielo
comune
Castrocielo – Stemma Castrocielo – Bandiera
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Lazio Coat of Arms.svg Lazio
Provincia Provincia di Frosinone-Stemma.png Frosinone
Amministrazione
Sindaco Filippo Materiale (lista civica) dal 29/05/2006
Territorio
Coordinate 41°32′00″N 13°42′00″E / 41.533333°N 13.7°E41.533333; 13.7 (Castrocielo)Coordinate: 41°32′00″N 13°42′00″E / 41.533333°N 13.7°E41.533333; 13.7 (Castrocielo)
Altitudine 250 m s.l.m.
Superficie 27,92 km²
Abitanti 4 014[1] (31-12-2010)
Densità 143,77 ab./km²
Comuni confinanti Aquino, Colle San Magno, Piedimonte San Germano, Pontecorvo, Roccasecca
Altre informazioni
Cod. postale 03030
Prefisso 0776
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 060022
Cod. catastale C340
Targa FR
Cl. sismica zona 2A (sismicità media)
Nome abitanti castrocielesi
Patrono santa Lucia
Giorno festivo 13 dicembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Castrocielo
Posizione del comune di Castrocielo nella provincia di Frosinone
Posizione del comune di Castrocielo nella provincia di Frosinone
Sito istituzionale

Castrocielo è un comune italiano di 4.014 abitanti della provincia di Frosinone nel Lazio.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Il paese di Castrocielo si trova sui 250 m s.l.m., delle ultime propaggini del Massiccio del Monte Cairo, che si affacciano sulla piana della valle del Liri.

Il territorio comunale, per la maggior parte compreso nella valle, si presenta pianeggiante e fortemente antropizzato, per la secolare attività agricola dell'uomo. Diventa collinare in prossima del Massiccio, raggiungendo i 732 metri con la vetta del Monte Castrocielo.

Nel territorio comunale scorre il ruscello Le forma d'Acquino, che si origina sui versanti del Monte Cairo, e confluisce nel Liri, in un tratto tra Pontecorvo e San Giorgio a Liri.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Classificazione climatica: zona D, 1585 GR/G

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini di Castrocielo risalgono alla fine del VI secolo d.C., quando gruppi di famiglie Aquinati, dopo la distruzione della loro città ad opera dei Longobardi, si ridussero ad abitare sulla sommità del Monte Asprano.

Il luogo era stato chiamato, sia per l'altezza del sito che per la presenza di fortificazioni, "Castrum Coeli" (lat. Castrum, -i n. "Fortezza" e Coelum, -i n. "cielo")[2]. Quando nel 994, il ventottesimo Abate di Montecassino, Mansone, che da poco aveva avuto il possesso dell'intero territorio, salì sulla montagna per erigervi fortificazioni, vi trovò «nonnulla veterum… aedificia», e diede inizio alla costruzione di un nuovo castrum, in un primo tempo interrotta per mancanza di acqua. Normalmente, si fa risalire a lui la fondazione di Castrocielo, fissata all'anno 996.

Nonostante la posizione arroccata e le difficili condizioni del luogo in cui sorgeva, il pagus- anche a causa delle numerose scorrerie dei saraceni che continuavano ad affliggere la Valle del Liri- si estese sempre più, fino a raggiungere il massimo intorno al 1020/1030.

Terminato il periodo delle incursioni, la popolazione cominciò a scendere a valle, in cerca di condizioni di vita più agevoli e di terre da coltivare: una parte scese a Nord-Est fondando il paese di Colle San Magno con la relativa frazione di Cantalupo; un'altra parte scese invece nella valletta a Sud, formando due abitati: uno, più grande, sulle pendici del Monte Asprano e a nord di un fossato presente nella valletta, cui fu dato il nome di Palazzolo in virtù dei resti di un palacium, attualmente identificato con una delle numerose ville di epoca romana che sorgevano sulla via Casilina; a sud dello stesso fossato, accanto ad un piccolo monastero femminile benedettino- la cui presenza era documentata sin dal 1134[3]- cui fu dato il nome di Campo. Già nel 1603 erano rimaste sulla montagna solo 12 famiglie, che presto scesero a valle.

Panorama sul paese storico di Castrocielo

Il nome del paese, col tempo, venne modificato in Castro Cielo Palazzolo o Palazzolo di Castrocielo: tale denominazione è tuttora richiamata dalle lettere "C C P" presenti nello stemma del comune.

Per tutto il medioevo, Castrocielo fu conteso fra l'Abbazia di Montecassino e i Conti di Aquino- e, negli eventuali vuoti di potere, fu posseduto anche da fedelissimi dei sovrani che si alternarono nel dominio della zona.[4] Nel 1583, Castrocielo fu acquistato dai Boncompagni, che mantennero il feudo fino al 1796, quando passò sotto il controllo regio[5].

In seguito alla Spedizione dei Mille (1860) e con l'ufficializzazione della nascita del Regno d'Italia (17 marzo 1861) Castrocielo è entrato a far parte dello Stato Italiano. Confluito originariamente nella Provincia di Caserta, nel 1927 venne attribuito alla neofondata Provincia di Frosinone[6].

L'attuale nome di Castrocielo è stato attribuito definitivamente al paese da un Regio Decreto di Umberto I, controfirmato dal Guardasigilli Zanardelli, emesso a S. Anna di Valdieri il 16 agosto 1882. Tale rinominazione è entrata in vigore a partire dal 1º settembre del medesimo anno[7].

Come molti paesi dell'Italia centro-meridionale, Castrocielo ha conosciuto una forte emigrazione, sia verso l'estero che verso il nord Italia.

Durante l'occupazione tedesca, nel corso della Seconda guerra mondiale (luglio 1943 – maggio 1944), Castrocielo- distante meno di 20 km dalla Linea Gustav- e la sua popolazione hanno sofferto soprusi e devastazioni di ogni genere, e circa il 50% degli edifici venne danneggiato; le colline e le montagne intorno al paese si sono prestate a fungere da rifugio a molti civili inermi.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'argento al merito civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al merito civile
«Centro strategicamente importante, durante l'ultimo conflitto mondiale, subì ogni sorta di violenza dalle truppe tedesche occupanti e continui e devastanti bombardamenti da parte alleata che causarono la morte di numerosissimi cittadini e la totale distruzione dell'abitato. Splendido esempio di spirito di sacrificio ed amor patrio.»
— Castrocielo (FR), 1943 - 1944

Il Presidente Della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, con Decreto in data 10 marzo 2004, ha concesso l'alta onorificenza della “Medaglia d'argento al merito civile” da lui personalmente apposta sul Gonfalone il 15 marzo 2004, a Cassino, in occasione della ricorrenza del 60º anniversario della distruzione di Montecassino ad opera degli alleati.

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

Questa è la descrizione ufficiale dello stemma del Comune di Castrocielo: “d'argento, al Castello di rosso, murato e chiuso di nero, torricellato da tre pezzi, il centrale più elevato, merlati alla guelfa”, con sovraimpresse le lettere CCP a ricordare l'antico nome di Castro Cielo Palazzolo.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • Santuario dedicato a Santa Lucia
  • "Monacato", antico convento delle monache benedettine sito nella frazione di Villa Euchelia
  • Chiesa di San Rocco
  • Chiesa della Madonna di Castrocielo sul Monte Asprano

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

  • Laghetto di Capodacqua

Luoghi di interesse archeologico[modifica | modifica wikitesto]

  • Villa Euchelia
  • Scavi dell'antica città di Aquinum

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[8]


Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

  • Palio delle Contrade, agosto.
  • Festa di Santa Lucia, 13 dicembre.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Biblioteche[modifica | modifica wikitesto]

Persone legate a Castrocielo[modifica | modifica wikitesto]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Agricoltura[modifica | modifica wikitesto]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Castrocielo è servita dall'Autostrada A1, che attraversa il territorio comunale, tramite l'uscita Castocielo - Pontecorvo. La strada provinciale 628 Leuciana (SP 628) collega Castrocielo a Pontecorvo.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1927, a seguito del riordino delle Circoscrizioni Provinciali stabilito dal regio decreto N°1 del 2 gennaio 1927, per volontà del governo fascista, quando venne istituita la provincia di Frosinone, Castrocielo passò dalla provincia di Caserta a quella di Frosinone.

Sindaco in carica è Filippo Materiale, eletto il 16/05/2011 a capo di una lista civica di centrosinistra[9]. Questi era già stato sindaco del paese dal 1971 al 2001, cedendo poi il testimone per il decennio 2001-2011- periodo in cui ha ricoperto il ruolo di vicepresidente della Provincia di Frosinone- alla figlia Laura[10].

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

  • A.S.D. Castrocielo Calcio è la locale squadra di calcio.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Conte-Pianezzola, Dizionario della lingua latina, ed. Le Monnier
  3. ^ Il Lazio Paese per paese, ed. Bonechi, Firenze, 1992
  4. ^ Op. cit.
  5. ^ Op. cit.
  6. ^ Sito istituzionale della Provincia di Frosinone, http://www.provincia.fr.it/sxshowcontent.aspx?sxl1=2&sxl2=13&sxl3=
  7. ^ R.D. n. 962 del 16 agosto 1882, in Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia, n. 211, di sabato 9 settembre 1882
  8. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  9. ^ http://www.comuni-italiani.it/060/022/amm.html
  10. ^ http://www.repubblica.it/speciale/2006/elezioni/comunali/castrocielo.html

Bibliografia generale[modifica | modifica wikitesto]

  • Notizie storiche su Castrocielo, Bernardo Bertani, 2000
  • Il Lazio paese per paese, ed. Bonechi, Firenze, 1992

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]