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Collepardo è un comune italiano di 982 abitanti della provincia di Frosinone nel Lazio.
[modifica] Geografia fisica
Il paese di Collepardo sorge a 586 m s.l.m., su un rilievo dei Monti Ernici in un'area interessata da un'importante attività carsica, che risulta evidente nelle profonde gole del torrente Fiume, nelle grotte dei Bambocci e nella grande voragine detta Pozzo d'Antullo[2].
Nel territorio comunale si raggiunge un'altitudine massima di 1744 m, mentre l'altitudine minima è di 412 m[3].
| Le origini del nome |
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Secondo l'ipotesi più diffusa, il nome Collepardo trarrebbe origine dalla presenza nel territorio di gatti selvatici o linci, detti gattopardi: a ciò si ispira lo stemma comunale raffigurante un felino nell'atto di dissetarsi con l'acqua di un torrente. Ma esistono altre teorie riguardo all'origine del toponimo: una di queste ne rintraccia l'origine nell'ipotetico nome del primo comandante dell'antica colonia di Goti stanziata nella zona; secondo un'altra il nome verrebbe dal latino Collis arduis (collina impervia) attraverso un'ipotetica forma intermedia Collis pardis; infine, uno studioso locale, monsignor Giuseppe Capone, ha formulato un'ulteriore ipotesi per la quale il nome deriverebbe da pardes (parco o giardino): Collepardo significherebbe quindi "colle giardino"[4].
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Resti di mura poligonali (dette "pelasgiche") segnalano che nel territorio di Collepardo era presente una comunità organizzata già nell'antichità.
La fondazione del paese odierno però va fatta risalire probabilmente alla prima metà del VI secolo, con lo stanziamento di una comunità di pastori per volere di Teodorico il Grande, re degli Ostrogoti, nella zona dove più tardi sorgerà il castello di Trisulti (si ritiene infondata la fondazione del paese da parte di cittadini della vicina Alatri qui rifugiatisi per sfuggire alle devastazioni di Totila). Da quel primo insediamento, gli abitanti si spostarono prima ad Adragone, o Atricone, luogo oggi noto come Civita e tuttora abitato, e poi, tra il IX e il X secolo, nel periodo dell'incastellamento, nel sito attuale: il borgo venne difeso da mura e torri che, in forme rimaneggiate più volte, sono sopravvissute fino ad oggi.
Collepardo fu più volte soggetta alle iniziative espansionistiche della città di Alatri; l'elezione di papa Martino V Colonna significò l'inizio del dominio della famiglia del pontefice sul paese (1422): i Colonna erano già stati proprietari del suddetto castello di Trisulti, poi da loro stessi distrutto nel 1300. Continuarono tuttavia le controversie con Alatri, per la determinazione dei confini.
Nel XVI secolo il governo di Collepardo passò di fatto ad un ramo dei Tolomei di Siena, che si imparentarono con una famiglia locale, i Lattanzi[4].
[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse
Il Santuario della Madonna delle Cese
Nel territorio di Collepardo si possono ammirare bellezze naturali ed artistiche che ne fanno una località di particolare interesse turistico: le Grotte di Collepardo, il Pozzo d'Antullo, la Certosa di Trisulti, monumento nazionale, e il Santuario della Madonna delle Cese, meta di pellegrinaggio.
Particolarmente apprezzate e di facile attuazione sono inoltre le escursioni ed ascensioni guidate alle numerose cime montuose che circondano il paese.
[modifica] Centro storico
Il centro storico è tuttora racchiuso dai resti delle antiche mura, il cui tracciato è segnato da tre porte e da sei torri. Al suo interno, fra le antiche case in cui si aprono caratteristici portali e bifore, spiccano il palazzo comunale, la chiesa del Santissimo Salvatore e la rocca dei Colonna[5].
[modifica] Chiesa del Santissimo Salvatore
La chiesa parrocchiale, dedicata al Santissimo Salvatore, patrono del paese, fu costruita nelle forme attuali a metà del XV secolo per volere di papa Martino V Colonna; notizie di una chiesa con questo nome si hanno tuttavia fin dal 1252.
Nella costruzione del tempio furono impiegati anche materiali provenienti dalla Basilica di San Giovanni in Laterano di Roma che aveva riportato gravi danni nel corso di due incendi ed era sottoposta a restauro: tra le parti provenienti dalla basilica romana si segnalano in particolare il portale principale, con iscrizione dedicatoria, e un'acquasantiera a sinistra dell'ingresso.
La chiesa è ripartita in tre navate, coperte da volte a botte e un presbiterio con volta a crociera[6].
[modifica] Rocca dei Colonna
La rocca dei Colonna, risalente al XIV secolo, è abbellita da uno splendido portale realizzato nel 1606 per volere della famiglia Tolomei[5].
- Biblioteca comunale La Rocca: dispone di circa 4300 volumi e ha sede nel palazzo comunale; è gestita da giovani volontari[7].
- Biblioteca statale della Certosa di Trisulti: risalente all'XI secolo, è specializzata in scienze religiose e conserva tra l'altro antichi manoscritti e incunaboli e volumi del XVI e XVII secolo oltre che volumi e periodici moderni[8].
[modifica] Personalità legate a Collepardo
- Gianluca Atzori, calciatore ed allenatore di calcio;
- Filippo Balbi, pittore, trascorse molti anni a Trisulti dove lasciò buona parte delle sue opere;
- Giacinto (Gianni) Bonacquisti, sceneggiatore, attore e regista, tra i suoi film Briganti e L'albero della maldicenza (targa Pietro Bianchi al Laceno d'oro 1979);
- Padre Albino Bussiglieri (1914 - 1974), fervente servitore della Piccola Missione per i Sordomuti;
- Raffaele Di Mario, attore;
- Domenico Antonio Lattanzi-Tolomei (11 luglio 1833 – ?), garibaldino che prese parte alla Spedizione dei Mille[9];
- Luciano Rossi, attore;
- Antonio Sabellico, cantante lirico;
- Scipione, pittore, soggiornò più volte a Collepardo, che raffigurò in molti suoi dipinti.
[modifica] Amministrazione
Sindaco: Mauro Bussiglieri (lista civica) dal 16/05/2011
- Fa parte della XII Comunità Montana "Monti Ernici"
[modifica] Amministrazioni precedenti
Sono riportati i responsabili dell'amministrazione comunale di Collepardo dall'Unità ad oggi[10].
| Periodo |
Primo Cittadino |
Partito |
Carica |
Note |
[modifica] Evoluzione demografica
Abitanti censiti 
[modifica] Galleria fotografica
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Piazzetta nella Certosa di Trisulti
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Giardino della Certosa di Trisulti
- ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
- ^ Le Grotte e la grande Dolina di Collepardo - Guide. URL consultato il 12 giugno 2010.
- ^ a b Comuni-italiani.it - Collepardo: Clima e Dati geografici, riscaldamento. URL consultato il 12 giugno 2010.
- ^ a b Collepardo.it - Cenni storici. URL consultato il 19 agosto 2011.
- ^ a b Collepardo.it - Centro Storico. URL consultato il 13 agosto 2011.
- ^ Parrocchia Santissimo Salvatore di Collepardo. URL consultato il 8 giugno 2010.
- ^ Collepardo.it - Biblioteca comunale. URL consultato il 8 giugno 2010.
- ^ Latiumadiectum.it – Collepardo. Biblioteca statale Trisulti. URL consultato il 17 agosto 2011.
- ^ Collepardo.it - Domenico Tolomei. URL consultato il 2 giugno 2010.
- ^ Collepardo.it - Capi dell'amministrazione comunale. URL consultato il 18 maggio 2011.
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