Ernici

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
bussola Disambiguazione – Se stai cercando il gruppo montuoso dei monti Ernici, vedi Monti Ernici.
Gli Ernici nell'antico Latium vetus.

Gli Ernici erano un'antica popolazione dell'Italia, il cui territorio era situato nel Lazio fra il Lago del Fucino ed il fiume Sacco (Trerus); confinavano con i Volsci a sud e con gli Equi ed i Marsi a nord. Erano vicini delle città di Lanuvium, Albalonga e della stessa Roma.[1]

Le principali città abitate dagli Ernici erano Aletrium, Anagnia, Ferentinum, Verulae.

Etnonimo[modifica | modifica wikitesto]

Il nome degli Ernici, come quello dei Volsci, manca dalla lista delle popolazioni italiane che[2] elenca tra quelle in grado di fornire truppe nel 225 a.C.; a quella data, quindi, il loro territorio non poteva essere più distinto dal Lazio e sembra probabile che già allora avessero ricevuto la completa cittadinanza romana. Le più vecchie iscrizioni latine del distretto (da Ferentinum [3]) sono di prima della guerra sociale e non presentano caratteristiche locali.

Il loro nome, tuttavia (che probabilmente deriva da herna, una voce arcaica marsicana che significa "pietra"), con la terminazione in "-co ", li classifica insieme alle altre tribù il cui nome termina in "-co", (come i Volsci) che sembrerebbero essere stati i primi abitanti della costa occidentale dell'Italia, piuttosto che le tribù i cui i nomi sono stati formati con il suffisso "-no".

Storia[modifica | modifica wikitesto]

All'epoca dei re di Roma, gli Ernici si allearono con i Romani e i Tuscolani, nella guerra combattuta da Roma contro Veio, al tempo del re Tullo Ostilio nel 672 a.C. Il condottiero anagnino Levio Cispio,comandante supremo dell'esercito ernico,difese Roma dall'attacco degli Albani ed i Romani in segno di riconoscenza chiamarono il colle che aveva difeso come Colle Cispio,parte del Colle Esquilino.[senza fonte] A metà del VI secolo a.C. Alatri, Anagni, Ferentino e Veroli stringono un'alleanza detta Lega Ernica per difendersi dall'espansionismo di Volsci e Sanniti. Secondo Dionisio di Alicarnasso Tarquinio il Superbo nel 530 a.C., diventato re, per estendere la potenza di Roma nel Lazio strinse alleanza con 47 città, sedici delle quali erano erniche. Per tenere unita questa alleanza, istituì delle feste religiose chiamate "ferie latine" che si tenevano ogni anno nel tempio di Giove Laziale sul Monte Cavo.[4] Quando Tarquinio il Superbo nel 508 a.C. dopo 22 anni di regno fu cacciato da Roma e fu accolto dal re degli Etruschi, Porsenna, chiese aiuto agli Ernici perché lo riportassero sul trono, ma anche i Romani chiesero agli Ernici di mantenere fede all'alleanza. Questi ultimi decisero di aiutare il re spodestato, ma furono fermati dal dittatore Aulo Postumio Albino e successivamente, nell'anno 496 a.C. vennero sconfitti nella Battaglia del Lago Regillo da Ottavio Mamilio e da Sesto Tarquinio. Dopo questa sconfitta gli Ernici si allearono con i Volsci per combattere nuovamente contro Roma, infatti in un discorso di Agrippa Menenio Lanato riferito da Dionisio d'Alicarnasso, gli Ernici, sono chiamati nemici di Roma (anno 493 a.C.). Nel 497 a.C. il territorio romano venne più volte invaso e devastato dagli Ernici. Riuscirono a mantenere a lungo la loro indipendenza e nel 484 a.C. erano ancora abbastanza forti da concludere un trattato paritario con i Latini, il foedus Cassianum.[5] Si allontanarono da Roma nel 362 a.C.[6] e nel 306 a.C.,[7] quando la loro città principale Anagnia fu presa e ridotta ad una praefectura, mentre Aletrium, Verulae e Ferentinum furono costrette ad accettare un compromesso per godere della libera cittadinanza[senza fonte].

Lingua[modifica | modifica wikitesto]

Non c'è prova che indichi che gli Ernici romanizzati abbiano mai parlato un dialetto realmente diverso dai Latini; ma una o due glosse indicano che ebbero caratteristiche proprie di vocabolario, come ci si può aspettare fra popoli che abbiano mantenuto le loro abitudini locali. In una fase più arcaica gli Ernici dovettero possedere una propria lingua di ceppo osco-umbro.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Strabone, Geografia, V, 3,4.
  2. ^ Polibio, Storie, II, 24.
  3. ^ CIL X, 5837; CIL X, 5838; CIL X, 5839; CIL X, 5840.
  4. ^ Livio, XXV, 12.1-2.
  5. ^ Dionisio d'Alicarnasso VIII, 64 e 68.
  6. ^ Livio, VII, 6 seg.
  7. ^ Livio, IX, 42.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Fonti antiche
Fonti storiografiche moderne
  • Giuseppe Capone, Un antico popolo italico. Gli Ernici, Antica Stamperia Tofani, Alatri 2006;
  • Giuseppe Capone, Monumenti megalitici in Terra Ernica, Castelliri, 1993;
  • Giuseppe Capone, Hernica Mater. Alatri, la sua storia, i suoi personaggi, per il Circolo filatelico – numismatico di Alatri, Arti Grafiche Tofani, Alatri, 1995;
  • Conway: Italic Dialects (Camb. Univ. Press, 1897), p. 306 seg.., dove si possono trovare le glosse, i toponimi ed i nomi delle persone.
  • Giuseppe Micali, Storia degli antichi popoli italiani, 2ª ed., Milano, 1836.