Volsci
I Volsci erano un antico popolo italico. Il nome dei Volsci deriva dalla radice vols che si ritrova già nel nome di due città etrusche: dei Volsini Veteres e dei Volsini Novi. [1] Attraverso le valli appenniniche (ad es.: la valle del Liri fra il VI ed il V secolo a.C.) raggiunsero il mar Tirreno dando luogo a due entità: Volsci Ecetrani (all'interno) e Volsci Anziati (lungo la costa tirrenica).
Nel V secolo a.C. la capitale del territorio comandato dai Volsci era Antium (Anzio). In quel periodo abitavano un'area parzialmente collinosa e parzialmente paludosa del sud del Latium, limitata dagli Aurunci e dai Sanniti a sud, dagli Ernici ad est e all'incirca dalla linea che da Norba e Cora a nord andava ad Antium nel sud.
I Volsci parlavano Volsco, un linguaggio italico sabellico, che era strettamente collegato all'osco e all'umbro, ma anche, più alla lontana, al latino. Il documento linguistico più importante è un breve testo inciso su una accetta miniaturistica rinvenuta a Satricum, datata alla prima metà del V secolo.
Furono fra i nemici più pericolosi di Roma ed alleati frequentemente con gli Equi, mentre gli Ernici dal 486 a.C. in poi furono alleati di Roma. Secondo Tito Livio erano «ferocior ad rebellandum quam bellandum gens» (7, 27, 7).
Nel territorio volsco si trovava la città di Velitrae (la moderna Velletri), luogo di provenienza della famiglia di Ottaviano Augusto. Da questa città abbiamo una breve iscrizione, comunque molto interessante, databile probabilmente intorno all'inizio del III secolo a.C.; è incisa su una piccola piastra di bronzo (ora al museo di Napoli), che una volta doveva essere fissata a qualche oggetto votivo, dedicato al dio Declunus (o la dea Decluna).
Oltre a Velletri altri centri erano Atina, Frùsino, Satricum, Arpinum (la città di Gaio Mario e Cicerone), Arx fregellana, Sora (la città di Marco Attilio Regolo), Anxur, Setia, Privernum, Fabrateria Vetus (l'attuale Ceccano), Casinum, quest'ultima nata però molto dopo rispetto alle altre e situata al confine tra il territorio volsco e aurunco.
Il personaggio virgiliano della vergine guerriera Camilla nell'Eneide è una volsca, figlia di Metabo, re della città di Privernum.
[modifica] Note
- ^ G. DEVOTO, Per la storia linguistica della Ciociaria, La Ciociaria, pp. 4, 5 e 6.