Segni (Italia)

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Segni
comune
Segni – Stemma
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Lazio Coat of Arms.svg Lazio
Provincia Provincia di Roma-Stemma.png Roma
Sindaco Stefano Corsi (lista civica) dal 13/06/2009
Territorio
Coordinate 41°41′00″N 13°01′00″E / 41.683333°N 13.016667°E41.683333; 13.016667 (Segni)Coordinate: 41°41′00″N 13°01′00″E / 41.683333°N 13.016667°E41.683333; 13.016667 (Segni)
Altitudine 668 m s.l.m.
Superficie 61,03 km²
Abitanti 9 375[1] (31-05-2012)
Densità 153,61 ab./km²
Frazioni Pantano
Comuni confinanti Artena, Colleferro, Cori (LT), Gavignano, Montelanico, Paliano (FR), Rocca Massima (LT)
Altre informazioni
Cod. postale 00037
Prefisso 06
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 058102
Cod. catastale I573
Targa RM
Cl. sismica zona 2B (sismicità media)
Nome abitanti Segnini
Patrono san Bruno
Giorno festivo 18 luglio
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Segni
Posizione del comune di Segni nella provincia di Roma
Posizione del comune di Segni nella provincia di Roma
Sito istituzionale

Segni (Signia in latino) è un comune italiano di 9.375 abitanti[1] della provincia di Roma nel Lazio.

Vista di Segni
Cattedrale di Segni
Chiesa di San Pietro

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Territorio[modifica | modifica sorgente]

Nel territorio comunale si elevano il monte Lupone, 1.378 m., e Punta della Melazza, 1.084 m., appartenenti al gruppo montuoso dei monti Lepini.

Clima[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione meteorologica di Segni.

Storia[modifica | modifica sorgente]

I primi insediamenti nel territorio di Segni risalgono all'età del bronzo, ma l'abitato si sviluppò solo in epoca romana, tempo in cui Segni rivestì una posizione strategica sulla valle del fiume Sacco.

Nel VI secolo a.C. Tarquinio il Superbo re di Roma, inviò a Signia dei coloni e una guarnigione armata per proteggere, per via terra, le vie di accesso alla città di Roma[2]; ciò è dimostrato da numerosi resti archeologici rinvenuti sul territorio.

Nel 493 a.C. i Segnini sottoscrissero assieme ad altre popolazioni il Foedus Cassianum, il trattato di pace e alleanza stipulato tra le città latine e Roma.

Signia fu una città-stato autonoma fino al 340 a.C., anno della guerra latina, quando venne stipulato un patto con i Romani.

Nel III secolo Signia era una città fiorente che, unica nel Lazio[senza fonte], coniò monete d'argento con la legenda SEIC che significa cinghiale[senza fonte], da cui si crede derivi il nome della città, anche se altri lo fanno derivare dalle insegne di Tarquinio il Superbo - SIGNIA in latino - o dalla statua del dio Mercurio -Signinum-[senza fonte], presente nel dritto delle monete di Segni.

Per la sua fedeltà nei confronti di Roma, Segni venne scelta come luogo di prigionia nella guerra contro Annibale.

I Romani la elevarono a municipio nel 89 a.C. e la fregiarono della sigla SPQS (Senatus Populusque Signinus) godendo così di relativa indipendenza ma con obblighi di alleanza con la stessa Roma.

Tra l'era repubblicana ed il successivo periodo imperiale, a Signia venne costruito il foro, i templi: uno al dio Ercole ed uno a Giunone Moneta, vengono innalzati monumenti a varie divinità e all'imperatore Caracalla venne dedicato il foro e vennero costruite numerose ville nel circondario.

Tra la fine del VI secolo e l'inizio del successivo nacque a Segni papa Vitaliano, che pontificò dal 657 al 672.

Nei secoli XII-XIII, inserita nel Ducato Romano e nel "Patrimonio di S.Pietro", Segni si sviluppò sotto il dominio della Santa Sede raggiungendo l'apice della fama e l'autonomia locale. Nel XIII secolo viene costruita l'odierna piazza Santa Maria, la vecchia cattedrale duecentesca, il palazzo della Comunità e l'Episcopio. In tale periodo Segni divenne residenza estiva dei papi e venne costruita da papa Eugenio III una residenza estiva, che oggi ospita il seminario vescovile.

Nel 1585 papa Sisto V elevò Segni a ducato (il primo duca fu Alessandro Conti Sforza).

Il 20 settembre 1870 Segni entrò a far parte del Regno d'Italia dopo la presa di Roma da parte delle truppe del Regno d'Italia.

Bombardata il 7 marzo 1944, Segni ha perso l'antica Chiesa di Santa Lucia, successivamente ricostruita, e ha pagato un notevole tributo di morti.

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica sorgente]

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

Concattedrale di S.Maria Assunta
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Concattedrale di Santa Maria Assunta (Segni).

La chiesa fu costruita nella prima metà del XVII secolo, sulle rovine della precedente che risaliva al 900, al tempo di San Bruno. Ha facciata neoclassica e poggia su un'ampia gradinata. Il campanile, a lato della chiesa, risale al XI secolo. È alto 24 metri, ha sezione quadrata con 5.25 metri di lato. La torre consta di 5 piani divisi esteriormente da una serie di cinque archi pensili. Ogni piano è porta nei quattro lati ampie superfici rientrate su cui si aprono cinque ordini di finestre (dal basso verso l'alto rispettivamente: monofore, bifore, trifore, bifore e ancora monofore). Ai lati della facciata sono ben visibili due quadranti in pietra (una segnala le ore per meridiana, l'altro per lancette orarie), entrambi fuori uso. L'attuale orologio è in uso dal 1933. L'interno, a croce greca, è impreziosito da opere pittoriche. Notevoli infatti i dipinti di Francesco Cozza e la pala dell'altare maggiore, che riproduce la Vergine Assunta sorretta dagli Angeli con in basso gli Apostoli. Un affresco nella cappella di S.Francesco, come riferisce il libro di Bruno Navarra, è attribuito al Baciccio (Giovan Battista Gaulli). All'interno della Cattedrale sono conservate le reliquie di San Bruno, Santo Patrono, nella Cappella omonima.

Architetture militari[modifica | modifica sorgente]

Mura poligonali

La città è circondata da un'ampia cinta muraria, perfettamente conservata che prende il nome di mura ciclopiche. Queste sono intervallate da numerose porte che si aprono lungo tutto il percorso della cinta, la più famosa di queste è la Porta Saracena, che presenta un monolite di copertura lungo oltre tre metri[3]. Taluni hanno paragonato questa cinta a quella della città greca di Micene[senza fonte]. Comunque una targa esposta all'ingresso di Segni ricorda ai visitatori che il comune è gemellato con quello di Micene. Nella parte alta della cittadina è ubicato quanto resta dell'antica Acropoli. E qui sono interessanti: la chiesa di S.Pietro costruita con parte delle antiche mura megalitiche[4] ed una cisterna del III secolo. Diversi reperti dell'antica città romana sono infine visibili presso il locale museo che da qualche tempo è abbastanza attivo anche per le scoperte che sono state effettuate in pianura durante la costruzione della linea ferroviaria dell'alta velocità.

La cinta esterna

Sempre dal Signinis memoranda fastis di Colaiacomo, si può leggere:

"Delle mura megalitiche di Segni,veramente di una grandiosità imponente nella vastità delle sue cinte ed dei suoi bastioni interni, possediamo una planimetria (in scala 1/8000), riportata anche da Ionta, di cui ignoro l'autore e la data di rilevamento, non essendo riuscito a trovare la fonte originale, a meno che non si tratti di quella del Perito Gian Pietro Cremona, di cui non si hanno più tracce. Come risulta dalla planimetria citata, la cinta esterna non inizia, come si sente dire erroneamente, col tratto di mura che sostengono il giardino del passeggio e che costituivano invece il punto di partenza della II cinta collegantesi anticamente a Porta Elcino. Cominciava, invece, a sinistra dell'imbocco di via di Gavignano. Tale prima cinta, però, salvo saltuarie tracce tuttora esistenti e rilevantesi negli orti che si estendono a monte della parte sinistra della via Gavignano fino a quasi all'altezza di via Dante, è completamente mancante per l'intera prima parte del suo antico percorso. Infatti, essa riappare in evidenza soltanto a circa 17 mt. dalla porta del "Reposaturo", così detta in dialetto perché la gente di campagna, che risaliva dal piano con carichi di gramaglir ed altro sulla testa o sulle spalle (a seconda del sesso), era solita riposarvisi poggiandoveli sui massi poligonali, onde facilitarne il ricarico alla ripresa del cammino dopo la breve sosta ristoratrice...... Le mura ricompaiono ben visibili a circa 20 m prima della successiva Porta di "Pianigliozzo" corruzione del dialettale Pianillozzo.....".

La Porta Saracena

Questa grandiosa porta rappresenta uno dei più meravigliosi monumenti di tutti i tempi, e per l'imponente grossezza dei massi può ben reggere il confronto con la famosa Porta dei Leoni di Micene, con la quale spesso viene nominata e paragonata. Essa risulta l'esemplare più ben conservato e più interessante di tutte le altre opere similari, ed è perciò citata nel mondo intero in tutti i trattati di archeologia. La sua luce si apre a circa 3/4 di un poderoso raccordo trasversale eretto tra le due cinte, il quale misura all'esterno una lunghezza di mt 15,50, un'altezza che va da mt.1,80 a mt. 6 circa, ed una lunghezza di circa m. 3,40. L'apertura della porta, ad ogiva tronca all'incirca alta mt 2,50, larga alla base mt. 3,50 fino a restrigersi a mt 1,40 alla sommità, mentre lo spessore delle sue mura all'interno del lato sinistro è di circa mt. 2,55.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[5]

Lingue e dialetti[modifica | modifica sorgente]

Nel comune di Segni è utilizzato il dialetto segnino il quale è ancora molto utilizzato dai propri cittadini. La lotta contro la perdita delle radici, ha portato, lungo gli anni, a una riscoperta e a un utilizzo assai vivo di quello, che fino a pochi anni fa, era considerato un idioma morente.

Tradizioni e folclore[modifica | modifica sorgente]

San Bruno

Questa è la festa del Santo Patrono di Segni, e per questo è la più sentita e la più ricca di eventi. Si festeggia il 18 luglio. Durante il periodo di festa si svolge il "Palio di S. Bruno", organizzato dal gruppo ippico locale, che comprende prove di velocità e destrezza con il cavallo. A fine manifestazione è consuetudine lo spettacolo pirotecnico sul monte Pianillo.

S.Lucia

La festa di santa Lucia (13 dicembre) rappresenta una occasione di svago per la comunità dell'antico centro storico, poiché è presente una fiera ed è un giorno festivo. Recentemente è stato donato alla chiesa il busto di Thomas Becket arcivescovo di Canterbury, santo (Londra 1117 - Canterbury 1170).

Sagra del Marrone

La sagra del Marrone si festeggia la penultima domenica di ottobre, nel 2007 si è festeggiata la 50ª edizione.

Giostra del Maialetto

Le sue origini risalgono ai primi anni del Seicento poiché in quel periodo il popolo segnino ed i conti Sforza, duchi di Segni, ebbero delle dispute per la gabella dovuta per il pascolo dei maiali nel bosco.

Secondo lo statuto la tassa doveva essere incamerata nei fondi comunitari, mentre i duchi volevano assumerla nelle loro casse. In attesa della sentenza giudiziaria dipendenti dei signori, a colpi di bastone e ramazze di sagina, scacciavano i maiali dal bosco.

Dopo che il popolo finalmente ottenne una sentenza favorevole, i Segnini scimmiottarono la lite con il duca inventando la "Giostra del maialetto". La giostra si svolge lasciando libero dentro la Cisterna Romana, (costruita con opus signinum), un maialino ricercato da cinque squadre (una per contrada) di due uomini ciascuna, bendati, per essere colpito con scope di saggina. Gli uomini sono richiamati dal suono di un campanello che tutti, compreso il maialino, portano legato. Vince la squadra che riesce a colpire più volte il maialino; spesso, però, i concorrenti si colpivano fra loro, ingannati dal suono del campanello degli altri concorrenti, con grande ilarità del pubblico presente. Oggi è in corso un procedimento per tentare di riportare la Giostra nelle tradizioni del luogo che venne sospesa nel 1992 a causa delle pressioni animaliste.

Nel 2005, 2007, 2008 ,si è svolta con un uomo travestino al posto del maialino. Dopo venti anni di sospensione domenica 12 agosto 2012 si è svolta di nuovo la giostra con un vero maialino.

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Istruzione[modifica | modifica sorgente]

Scuole[modifica | modifica sorgente]

Scuole Secondarie superiori

Sport

Persone legate a Segni[modifica | modifica sorgente]

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Il comune di Segni è gemellato con:

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 maggio 2012.
  2. ^ Livio, I, 56
  3. ^ (vedi foto)
  4. ^ (foto)
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Federica Colaiacomo, Dalla ricerca all'istituzione museale: il Museo Archeologico Comunale di Segni, in "Il Veltro", a. LIV, n. 3-6, maggio-dicembre 2010, pp. 238–242.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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