Porto (città antica)

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Porto
Sito archeologico
Fiumicino
Ricostruzione della mappa dei porti di Claudio e Traiano
Ricostruzione della mappa dei porti di Claudio e Traiano
Civiltà romana
Localizzazione
Stato Italia Italia
Provincia Roma

Porto, in antichità Portus, era l'agglomerato urbano situato a nord di Ostia sulla riva destra del Tevere e sul litorale tirrenico. Era l'antico porto di Roma, attualmente si trova nel comune di Fiumicino.

Fase claudiana[modifica | modifica wikitesto]

Il primo porto di Roma fu quello fluviale alla foce del Tevere di Ostia. L'imperatore Claudio fu il primo a far costruire un altro sito portuale a circa 4 km (o 2,5 miglia) a nord di Ostia, detto appunto Portus, su di un'area di circa 70 ettari, dotato di due lunghi moli aggettanti sul mar Tirreno, con un'isola artificiale ed un faro. La costruzione di questo faro si attuò con il riempimento di una grossa nave che aveva trasportato dall'Egitto un grande obelisco utilizzato per decorare il circo vaticano.

Terminato sotto l'imperatore Nerone, Porto aveva diversi vantaggi rispetto ad Ostia: era un porto marittimo e non fluviale, collegato comunque per mezzo di un canale al Tevere e quindi a Roma. Era protetto rispetto ai venti di sud-ovest. Nerone diede il nome di Portus Augusti al nuovo porto. Fu sempre l'Imperatore Claudio a far costruire la via Portuense che collegava Porto con Roma, lunga circa 15 miglia (24 km).

Porto di Claudio (terminato da Nerone)
Immagine Valore Dritto Rovescio Datazione Peso; diametro Catalogazione
NERONE-RIC I 178-87000967 PORTUS.jpg sesterzio NERO CLAVD]] CAESAR AVG GER P M TR P IMP P P, testa laureata di Nerone verso destra, con un globo alla base del busto; AUGUSTI (in alto) S PORTO S T C, porto di Claudio con sette navi; in alto si nota un faro sormontato da una statua di Nettuno; sotto la personificazione del Tevere sdraiato, tiene un timone e un delfino; a sinistra un molo a forma di mezzaluna con portico ed un altare, a destra, a forma di mezzaluna, fila di frangiflutti. 64 37 mm, 28.77 gr, 6 h (zecca di Roma antica); RIC I 178; WCN 120.

Fase traianea[modifica | modifica wikitesto]

Il nuovo porto era troppo esposto alle insidie delle tempeste: Tacito riporta che già nel 62, prima quindi che i lavori fossero portati a compimento, una tempesta affondò 200 navi. Inoltre il suo mantenimento era estremamente costoso. Quindi l'imperatore Traiano fece costruire da Apollodoro di Damasco un nuovo porto artificiale, il porto di Traiano, più funzionale e più arretrato rispetto a quello di Claudio. I lavori durarono dal 100 al 112, con la creazione di un bacino di forma esagonale con lati di 358 m e profondo 5 m, con una superficie di 32 ettari e 2000 metri di banchina. Fu costruito un ulteriore canale, ed il collegamento ad Ostia fu assicurato da una strada a due corsie. Facilmente identificabile nelle foto satellitari alle coordinate 41°46′30″N 12°16′00″E / 41.775°N 12.266667°E41.775; 12.266667.

Al Portus Traiani, furono costruiti magazzini e depositi per permettere la miglior conservazione delle derrate alimentari.

Porto di Traiano
Immagine Valore Dritto Rovescio Datazione Peso; diametro Catalogazione
TRAIANUS RIC II 632-2290429.jpg Æ Sesterzio IMP CAES NERVAE Traiano AVG GER DAC P M TR P COS V P P, testa laureata a destra, drappeggio sulla spalla sinistra, con mantello. PORTVM TRAIANI, il bacino ottagonale del porto di Traiano, circondato da magazzini e navi al centro. 106-111 33 mm, 23.35 gr, 6 h RIC Traianus, II 632.

Fase tardoantica[modifica | modifica wikitesto]

Fu per lungo tempo considerato un sobborgo di Ostia e divenne autonomo, con lo status di municipio, solo sotto Costantino I. Da allora Porto, precedentemente detta Portus Ostiae o Portus Augusti, prese il nome di Civitas Flavia Costantiniana Portuensis, in onore dell’imperatore e più comunemente indicata come Portus Romae a discapito di Ostia che iniziò a decadere. Nello stesso periodo il porto fu protetto da un circuito di mura difensive.

Il complesso di Claudio si insabbiò nel IV secolo. Subì distruzioni negli attacchi di Alarico I nel 408 e dei Vandali di Genserico nel 455, ma si riprese; Cassiodoro la descrive con molte navi ormeggiate alle banchine ed anche Procopio di Cesarea, nel VI secolo, la descrive come una città fiorente. L'invasione dei Goti di Vitige del 537 le diede il colpo finale.

Seconda guerra mondiale[modifica | modifica wikitesto]

Durante la Seconda guerra mondiale, fino al 6 giugno 1944, nel porto di Traiano aveva preso sede la Xª flottiglia MAS, equipaggiata con mezzi d'assalto, con lo scopo di fronteggiare lo sbarco degli alleati sul fronte di Anzio e Nettuno. I mezzi erano nascosti nel canale di collegamento, ancora oggi visibile, tra il lago esagonale e il fiume Tevere; i militari invece alloggiavano nella villa di proprietà Torlonia che si trova nella pineta circostante il lago[1].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Sergio Nesi, op. cit.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Ida Baldassarre, Irene Bragantini e Chiara Morselli, Necropoli di Porto. Isola sacra, Roma, Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, 1996, ISBN 978-88-240-3863-8.
  • Lorenzo Di Domenicantonio, Portus, Milano, Andromeda Editrice, 2008, ISBN 978-88-88643-65-6.
  • Sergio Nesi, Il Comandante Nesi: un «Alcione» dalle ali spezzate, Milano, Lo Scarabeo, 2004, ISBN 978-88-8478-060-7.
  • (EN) Lidia Paroli e Kristina Strutt, Portus: An Archaeological Survey of the Port of Imperial Rome, a cura di S. J. Keay e Antonia Arnoldus-huyzendveld, Roma, British School at Rome, 2006, ISBN 978-0-904152-47-0.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]