Arco di Traiano (Benevento)

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Coordinate: 41°07′57.08″N 14°46′45.15″E / 41.132522°N 14.779208°E41.132522; 14.779208

L'Arco di Traiano, lato città

L'arco di Traiano di Benevento è un arco celebrativo dedicato all'imperatore Traiano in occasione dell'apertura della via Traiana, una variante della via Appia che accorciava il cammino tra Benevento e Brindisi.

Il monumento, giuntoci sostanzialmente integro, compresi i numerosi rilievi scultorei che ne decorano le superfici, risulta essere l'arco trionfale romano con rilievi meglio conservato.[1]

Storia[modifica | modifica sorgente]

« Devesi l'Arco ammirare siccome appunto da tutti si ammirano le grandi ossa dei giganti, devesi rivivere con lo stupore e quasi adorare col silenzio. Deve considerarsi che forse questa gran mole non fu mai in tanta venerazione come si è al presente, anzi, ella sarà sempre più venerabile e venerata nei secoli avvenire. »
(Giovanni De Nicastro, 1723)
L'Arco di Traiano in una stampa di Giovanni Battista Piranesi

L'arco fu costruito tra il 114 e il 117 d.C.

In epoca longobarda l'arco venne inglobato nel lato settentrionale della cinta muraria e prese il nome di Porta Aurea; lì accanto sorse la chiesa di Sant'Ilario (in cui ora è stato allestito il videomuseo dell'arco). Nel Rinascimento, fu studiato da Sebastiano Serlio.

Subì diversi restauri in seguito ai danni del tempo e dei terremoti: sotto Urbano VIII, poi nel 1661, nel 1713 e nel 1792. In particolare nel 1713, quando l'arco era utilizzato ancora come porta cittadina, si sgretolò e cadde l'architrave di marmo che serviva da battente alla porta; il consiglio cittadino allora deliberò la spesa di 212 ducati per il restauro. La licenza per spendere tale somma fu concessa il 1º dicembre dello stesso anno[2].

Nel 1850, in occasione di una visita di papa Pio IX, per suo ordine, l'arco venne isolato abbattendo le case che vi si erano addossate. Oggi è posizionato al termine della breve via Traiano, accessibile dalla principale strada del centro storico, corso Garibaldi. È stato restaurato e parzialmente isolato dal traffico cittadino.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Receptio in fidem di principi barbari

Si tratta di un arco a un solo fornice, alto 15,60 m e largo 8,60 m. Su ogni facciata quattro semicolonne, disposte agli angoli dei piloni, sorreggono una trabeazione, che sporge al di sopra del fornice. Oltre le architravi si trova un attico, anch'esso più sporgente nella parte centrale, sopra il fornice, che presenta all'interno un vano coperto da una volta a botte.

È costruito in blocchi di pietra calcarea, rivestiti da opera quadrata in blocchi di marmo pario.

La decorazione scultorea[modifica | modifica sorgente]

L'arco presenta una ricca decorazione scultorea sulle due facciate principali, con scene che si riferiscono alla pace e alle provvidenze verso i cittadini sul lato interno, rivolto verso la città, e alla guerra e alle provvidenze dell'imperatore verso le province sul lato esterno.

L'attico presenta al centro un'iscrizione dedicatoria (v. oltre) e ai lati due pannelli a bassorilievo: sul lato esterno, il pannello di sinistra, non interamente conservato, rappresentava L'omaggio delle divinità agresti provinciali, e quello di destra la Deduzione di colonie provinciali; sul lato interno, a sinistra era Traiano accolto dalla Triade capitolina e a destra Traiano nel Foro Boario (luogo tradizionale per l'annona populi Romani).

Il fregio figurato della trabeazione sorretta dalle colonne raffigura la processione del trionfo di Traiano sulla Dacia, come di consueto realizzato ad altissimo rilievo.

Su ciascuno dei piloni, tra le semicolonne angolari, altri due pannelli, posti l'uno sull'altro, più stretti di quelli presenti sull'attico, raffigurano ancora scene e allegorie delle attività imperiali; i pannelli sono separati da rilievi decorativi più bassi con Vittorie tauroctone (Vittorie nell'atto di sacrificare tori) al centro e Amazzoni in alto.

Le scene vanno lette dal basso all'alto, da destra a sinistra.

Lato interno Lato esterno
Destra Sinistra Destra Sinistra
Pannello inferiore Adventus di Traiano Traiano procede al dilectus italico Concessione delle cittadinanza romana agli ausiliares nelle colonie di confine (o forse la deduzione delle colonie legionarie) Il dilectus provinciale
Pannello superiore Traiano accolto dal Senato, il Popolo Romano e l'Ordo Equestre Nuovo adventus di Traiano Receptio in fidem di principi barbari La restitutio Daciae
L'Arco di Traiano, lato esterno

Nei pennacchi dell'arcata del fornice sono raffigurate personificazioni (il Danubio e la Mesopotamia, sul lato esterno, e la Vittoria e la Fedeltà militare, sul lato interno) accompagnate dai geni delle quattro stagioni; sulle chiavi dell'arco sono raffigurate altre personificazioni (la Fortuna, sul lato esterno, e Roma sul lato interno).

I lati interni del fornice presentano altri due ampi pannelli scolpiti, raffiguranti scene delle attività di Traiano nella città di Benevento:

  • a sinistra, uscendo dalla città, il Sacrificio della cerimonia per l'apertura della via Traiana (si vede Traiano fra i littori durante la cerimonia);
  • a destra L'istituzione degli alimentata (simboleggiata dai pani sul tavolo al centro) alla presenza di littori, personificazioni di città italiche e di Italici con bambini per mano e sulle spalle.

Sulla volta, decorata a cassettoni, compare al centro una raffigurazione dell'imperatore incoronato da una Vittoria.

L'iscrizione dell'attico[modifica | modifica sorgente]

IMP[eratori] CAESARI DIVI NERVAE FILIO
NERVAE TRAIANO OPTIMO AVG[usto]
GERMANICO DACICO PONTIF[ici] MAX[imo] TRIB[unicia]
POTEST[ate] XVIII IMP[eratori] VII CO[n]S[uli] VI P[atri] P[atriae]
FORTISSIMO PRINCIPI SENATVS P[opulus]Q[ue] R[omanus]

Traduzione: All'imperatore Cesare, figlio del divo Nerva, Nerva Traiano Ottimo Augusto Germanico Dacico, pontefice massimo, (rivestito della) potestà tribunicia diciotto (volte), (acclamato) imperatore sette (volte), console sei (volte), padre della patria, fortissimo principe, il Senato e il Popolo romano (posero).

Profilo artistico[modifica | modifica sorgente]

Istituzione degli Alimenta
Il rilievo interno del sacrificio

I rilievi sui piloni non sono di livello artistico altissimo, per via di un certo appesantimento delle figure e una certa banalità nella loro impostazione e rendimento scultoreo[3].

Più notevoli invece sono i rilievi all'interno del fornice, soprattutto grazie alla ricerca di una composizione adeguata per le scene molto affollate, dove si evita con sapienza la monotonia e il sovraccarico. Nonostante ciò non si può dire che in questi rilievi si abbia un senso compiuto dello spazio e dell'atmosfera come nei rilievi dell'arco di Tito (90 circa).

Sono però visibili rapporti abbastanza evidenti con fregio traianeo dell'Arco di Costantino, per cui è stata avanzata l'ipotesi di un'attribuzione, almeno per questi due pannelli, all'officina romana del "Maestro delle Imprese di Traiano", autore della Colonna Traiana.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ inCampania.com. URL consultato il 20 luglio 2011.
  2. ^ Alfredo Zazo, Curiosità storiche beneventane, ed. De Martini, 1976 pagg.75, 76.
  3. ^ Bianchi Bandinelli-Torelli, cit., per questa frase e il resto del paragrafo

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Ranuccio Bianchi Bandinelli e Mario Torelli, L'arte dell'antichità classica, Etruria-Roma, Utet, Torino 1976, scheda Arte romana 118.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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