Nuceria Alfaterna

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Nuceria Alfaterna
Posizione di Nuceria Alfaterna sulla Tavola Peutingeriana
Posizione di Nuceria Alfaterna sulla Tavola Peutingeriana
Localizzazione
Stato Italia Italia
Comune Nocera Inferiore e Nocera Superiore
Amministrazione
Ente Soprintendenza per i Beni Archeologici di Salerno, Avellino, Benevento e Caserta
Responsabile Adele Campanelli

Coordinate: 40°44′00″N 14°40′00″E / 40.733333°N 14.666667°E40.733333; 14.666667

(LA)
« Urbem inexpugnabilibus muris cinctam. »
(IT)
« Città cinta da mura inespugnabili. »
(Valerio Massimo, Factorum et dictorum memorabilium libri IX, IX, 6)

Nuceria Alfaterna (in osco Nuvkrinum.svg, in latino Nuceria Alfaterna, in greco Νουκρία talvolta Νουκερία) oggi indicata anche semplicemente con Nuceria, è stata una città sorta nel VI secolo a.C. sul luogo degli attuali comuni di Nocera Inferiore e Nocera Superiore, in Campania.

La città era considerata una delle più grandi città della Campania antica. È stata città osca, etrusca, sannita e romana.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia di Nocera.
Necropoli di Pizzone

Secondo le fonti antiche sarebbe stata fondata dai Sarrasti (abitanti della Valle del Sarno discendenti dai mitici Pelasgi). Miti a parte, la città fu fondata dall'unione di diversi villaggi sparsi nell'attuale Agro nocerino-sarnese. Alla fine del VII secolo a.C. le popolazioni autoctone della valle per motivi soprattutto strategici andarono ad insediarsi verso il mare alcuni (fondando Pompei), verso l'interno altri, dando vita a Nuvkrinum (letteralmente la "nuova rocca"), colonizzando un luogo strategico (ben difeso passaggio obbligato tra i golfi di Napoli e Salerno) a guardia di una fertile valle.

Il centro nacque, quindi, come insediamento etrusco intorno alla fine del VII secolo a.C. entrando a far parte della dodecapoli (l'insieme delle dodici città più importanti) della colonizzazione etrusca in Campania, nata per bloccare l'espansione greca verso settentrione.

Dopo la sconfitta del 474 a.C. nel mare di Cuma, gli etruschi abbandonano la regione e Nuvkrinum passa ai Sanniti. La città, nel V secolo a.C., cambia nome aggiungendo al toponimo Nuvkrinum quello di Alfaternum, dal nome della tribù sannitica degli Alfaterni.

Fu una delle più importanti città dell'antica Campania. Divenne capitale di una confederazione (Lega nucerina) che comprendeva Pompei, Ercolano, Stabia e Sorrento. Batté propria moneta ed utilizzò un particolare alfabeto (alfabeto nucerino), basato sull'alfabeto greco e su quello etrusco. Lo sviluppo della città prima sannita e poi romana derivava dal passaggio di importanti vie di comunicazione, quali la via Stabiana (verso Stabia), la via Nuceria da Pompei e la Via Popilia, tra Capua e Reggio.

Fu ostile ai Romani durante la seconda guerra sannitica. Sconfitta divenne alleata di Roma nel 307 a.C. Nel 216 a.C. fu distrutta da Annibale proprio per la sua fedeltà ai romani. Alla fine della guerra fu ricompensata dai romani con una completa ricostruzione. Mentre i suoi abitanti si trasferirono temporaneamente nella vicina Avella. Fu ancora saccheggiata durante la guerra sociale (Appiano, Bellum Civile) a seguito della quale ottenne la cittadinanza romana, inserita nella tribù Menenia.

Nuceria Constantia[modifica | modifica wikitesto]

Probabilmente in età augustea (nel 42 a.C.?[1]), la città divenne colonia come Nuceria Constantia, ed inserita nella tribù Menenia. Ma la città conservò fiera le sue origini (infatti ancora in quest'epoca vi si scriveva e parlava anche greco, all'epoca segno di distinzione culturale).

La catastrofe successiva all'esplosione del Vesuvio del 79 d.C., la progressiva decadenza dei centri interni dell'Italia meridionale e della Campania nel II-III secolo d.C., contribuirono ad un lento declino del centro.

Fu sede vescovile, già dal III secolo d.C. e il primo vescovo fu San Prisco, il cui culto è ricordato da San Paolino di Nola in un suo carme. Durante la guerra greco-gotica a pochi chilometri, lungo le sponde del fiume Sarno, per mesi Bizantini e Goti si fronteggiarono fino all'epilogo della guerra nella battaglia dei Monti Lattari.

La città fu ancora attiva sotto l'amministrazione bizantina, il cui tentativo di dare nuovo impulso è testimoniato dall'erezione dello splendido battistero di Santa Maria Maggiore, uno dei rari esempi in Italia di battistero in età giustinianea.

La progressiva conquista da parte dei Longobardi dell'agro nocerino pose fine al rilancio della città come centro eminente dell'area: ne è un segno l'assenza di una cattedrale nei pressi del battistero.

Venuta meno la sua funzione urbana e amministrativa, perduta a favore di Sarno, inutilizzate e in parte dirute le mura urbane a seguito delle successive guerre tra i Longobardi e i ducati bizantini di Amalfi e Sorrento, gli abitanti andarono a rimpinguare i più recenti nuclei abitativi nel resto dell'agro e in Costiera Amalfitana, mentre solo una parte andò a costituire un ampio borgo difeso verso la "Collina del Parco" (attuale Nocera Inferiore), già sede di un mercato.

Monumenti principali[modifica | modifica wikitesto]

Della città antica si conservano alcuni resti.

L'impianto urbanistico occupava un'area di 1200 x 950 m, ed era regolare, con strade rettilinee che si incrociano ad angolo retto.

Mura[modifica | modifica wikitesto]

Le mura cittadine, a doppia cortina, furono costruite nel II secolo a.C. ed hanno uno spessore di 1,5 m e un'altezza di 5 m, mentre la distanza tra le due cortine corrisponde a circa 12 m.

  • Un loro tratto si conserva presso un campo sportivo con una torre di Nocera Superiore, in una località che non a caso, si chiama "Pareti", illuminata da feritoie e con numerosi materiali di reimpiego ai piani superiori, pertinenti ad una struttura medioevale, alla quale appartengono forse una cisterna e vasche.
  • Una seconda torre, detta oggi "Cantina Vecchia", si conserva sul lato orientale.

Teatro ellenistico-romano[modifica | modifica wikitesto]

Resti del teatro di Pareti

Il teatro, ellenistico romano di Nuceria venne edificato nel II secolo a.C. Fu individuato e portato alla luce tra la fine degli anni settanta ed i primi anni ottanta nella zona tra Pareti e Pucciano.

Costruito addossato alle mura cittadine, fu ubicato lungo l’asse della strada nord-sud, posto frontalmente rispetto alla porta di cui la toponomastica ha conservato il nome di Portaromana.

Il teatro era appoggiato ad declivio del terreno e vi erano due ampi passaggi scoperti, detti pàrodoi, per l’accesso all’orchestra. Ne erano parte integrante di un ginnasio e la palestra. Sono ancora evidenti i resti della parte più antica, risalente all’epoca sannita, realizzata con grandi blocchi rettangolari. Tale risoluzione tecnica trova riscontri coevi nelle anche fasi più recenti delle fortificazioni.

Il teatro venne quindi restaurato in età augustea, che lo trasformò in forme romane, utilizzando l'opera laterizia per le strutture portanti e l'opera incerta per i tramezzi. Fu restaurato dopo i danni subiti nel terremoto del 62 e per l'eruzione del Vesuvio del 79. In abbandono dal IV secolo, fu utilizzato come cava di pietre e quindi progressivamente interrato nel corso del medioevo. Le concavità delle mura costruite per l’ampliamento furono considerate delle carceri dove i prigionieri venivano calati dall’alto. Per questo motivo questa parte fu chiamata volgarmente le carceri.

Il teatro di Nuceria è per dimensioni uno dei maggiori della Campania (diametro di 96 m nella fase romana). La scena era costituita da una parete con tre nicchie in opera laterizia (semicircolare quella centrale e rettangolari le due laterali). Anche il pulpitum, il basso muro frontale che sorreggeva il palcoscenico in tavole di legno davanti alla scena) era decorato con nicchie alternativamente semicircolari e rettangolari.

L'orchestra conserva i resti di una ricca pavimentazione in marmi policromi. Intorno all'orchestra scorreva l'euripus, canale per il deflusso delle acque. Si conservano ancora i gradini dell'ima cavea e della media cavea, dai quali sono stati in gran parte asportati i blocchi di rivestimento in tufo. Nella parodos occidentale si conservano affreschi in terzo stile pompeiano.

Da una sepoltura della necropoli del VI secolo a.C. adiacente al teatro, proviene l'oinochoe in bucchero con l'iscrizione "Bruties Esum" in alfabeto nucerino.

Anfiteatro[modifica | modifica wikitesto]

Si conservano alcune strutture dell'anfiteatro, attualmente inglobate in abitazioni più recenti, scoperte nel 1926. Le strutture visibili sembrano datarsi intorno alla metà del I secolo a.C. o in età augustea, con rifacimenti della fine del I secolo d.C.

Interessante il toponimo anche in questo caso: il quartiere in cui attualmente si conserva il sepolto anfiteatro si chiama "Grotti" e si trova a ridosso dei comuni delle due Nocera. Le "grotte" non sono altro che gli ambienti voltati (vomitoria) della struttura che, sottinterrati, venivano scoperti durante le fondazioni delle strutture successive.

Attraverso la disposizione curvilinea della strada, l’andamento ellittico delle abitazioni sovrastanti e le esplorazioni nelle cantine delle stesse case, si è potuto ricostruirne la dimensione: l'anfiteatro era lungo 125 metri e largo 102.

Terme[modifica | modifica wikitesto]

Da recenti scavi, ancora in corso, è emersa una parte delle terme centrali della città.

"La Rotonda" di Santa Maria Maggiore[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Battistero Paleocristiano di Santa Maria Maggiore.

Il battistero a pianta circolare, con doppio anello (analogo alla Chiesa di Santa Costanza di Roma, originariamente mausoleo di Costanza) venne costruito dai Bizantini nella seconda metà del VI secolo sui resti di un edificio termale.

L'edificio reimpiega materiali più antichi, sia nello spesso cilindro esterno, sia per le quindici coppie di colonne che delimitano lo spazio centrale e sostengono la cupola.

Al centro la vasca battesimale (seconda in Italia per ampiezza) si presenta ottagonale all'esterno e circolare all'interno, circondata da otto colonne (cinque originali).

Rappresenta, probabilmente, un tentativo della città di riacquisire l'antico splendore attraverso la realizzazione di un monumento importante.

Necropoli di Pizzone[modifica | modifica wikitesto]

Necropoli di Pizzone
Necropoli di Pizzone

La scoperta della necropoli monumentale di Pizzone si deve al sistematico controllo del territorio da parte dell’Uffico Scavi di Nocera della Soprintendenza per i Beni Archeoologici di Salerno. Essa è stata individuata in località Pizzone, a 800 metri dalla mura orientali della città, lungo il tracciato della via Popilia.

Risale al I secolo a.C. Gli scavi condotti dal 1994 al 1997 hanno permesso di portare alla luce monumenti funerari i quali erano collocati ai lati di un asse stradale realizzato con il taglio artificiale (profondo 3 metri e largo quasi 10) del piano di calpestio originario. I monumenti affiorati si collocavano lungo i lati della strada come avveniva di consueto nel mondo romano quando i sepolcri erano posti lungo tracciati vari. In tal modo i viaggiatori avevano l’opportunità di leggere i messaggi scritti sulle loro tombe per rivolgere loro una preghiera o un pensiero.

Degli edifici funerari, quello a tumulo, edificato dalla gens Numisia, ricorda il mausoleo di Augusto a Roma. Ad esso si affianca il Mausoleo della gens Cornelia che richiama il consimile Monumento di Porta Marina ad Ostia con la parte inferiore quadrata, sormontata da un tholos. Un terzo edificio, a pianta quadrata, della gens Lutatia, è collegato alla strada sottostante da due scale scenografiche.

Necropoli di San Clemente[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Necropoli di San Clemente e Comunità ebraica di Nuceria Alfaterna.

La Necropoli di San Clemente è un complesso di sepolture riferibili alla prima epoca imperiale (I secolo d.C.) e ad epoca tardo-imperiale (IV-V secolo). Vi sono, inoltre, alcuni ritrovamenti appartenenti a una fase più antica, di epoca ellenistica, ancora poco esplorati. Alcune epigrafi permettono di fare luce sull'esistenza e il radicamento di una comunità ebraica a Nuceria.

Necropoli di piazza del Corso[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Monumenti funerari di piazza del Corso.

L’indagine archeologica ha messo in luce i resti di una villa rustica di II secolo a.C. (parzialmente obliterata dalla chiesa di San Matteo).

In età repubblicana l’area ospitò un edificio sacro di cui resta una piattaforma rettangolare a blocchi squadrati. Nel III secolo d.C., nel recinto del tempio pagano, un veterano della Legione Gemina, forse convertito al Cristianesimo, costruì la sua tomba di famiglia.

È presente, ma non indagata, una necropoli a cappuccina.

Rinvenimenti[modifica | modifica wikitesto]

Reperti rinvenuti a Nuceria Alfaterna nel XIX secolo sono conservati nel Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Una statua di Atena, rinvenuta in un'esedra addossata alle mura cittadine, della metà del I secolo d.C. e i corredi tombali della necropoli di Nuceria Alfaterna (scavi del 1957) sono conservati nel Museo archeologico dell'Agro Nocerino, a Nocera Inferiore.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Riguardo alla data della deduzione della colonia non esiste un riferimento chiaro. Le ipotesi variano tra la fine della guerra servile (71 a.C.); il primo triunvirato (60 a.C.), e l’epoca augustea. Tuttavia sembra plausibile che la colonia sia stata dopo la battaglia di Filippi del 42 a.C. Varone A., Il panorama epigrafico in età romana, in AA.VV. Nuceria Alfaterna e il suo territorio Dalla Fondazione ai Longobardi, Nocera Inferiore, volume II, 1994

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Belsito Francesco, Storia di Nocera. Monumenti, personaggi, leggende, Angri, 2013 ISBN 978-88-97741-19-0
  • Fresa Alfonso, Fresa Matteo, Nuceria Alfaterna in Campania, Napoli, 1974
  • Pecoraro Antonio (a cura di), Nuceria Alfaterna e il suo territorio, dalla fondazione ai Longobardi, volumi I-II, 1994

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]