Suessula

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Suessula conosciuta anche come Suessola, fu un'antica città della Campania di origine osca ed etrusca. Decadde perché distrutta dai Saraceni, gli abitanti l'abbandonarono e non fu più ricostruita, se ne perse la memoria per impaludamento e imboschimento della zona, riscoperta solo nella seconda metà del 1800. È ubicata in località: "Calabricito" nella parte nord-orientale del comune di Acerra, in prov. di Napoli.

Scavi di Suessula

Storia[modifica | modifica sorgente]

Trovandosi in posizione strategica era attraversata dalla via Popilia, la strada più importante dell'antichità nel meridione d'Italia. Fu dominata dagli Osci, e in seguito dagli Etruschi che la inclusero in una dodecapoli con altri antichi centri della Campania. Fu teatro di diverse battaglie tra Sanniti e Romani, che vi tenevano stanziato gran parte del loro esercito per difendersi dai Sanniti.

Memorabile fu la battaglia di Suessula fra Romani e Sanniti sotto le mura di questa città nell'anno 341 a.C.: in essa i Romani comandati dal console Marco Valerio Corvo sconfissero i Sanniti. Nel 339 a.C. divenne dominio romano come civitas sine suffragio.

In età repubblicana fu municipium e in seguito prefettura dopo la rovina di Capua, poi colonia militare per decreto di Silla.

Nell'alto medioevo fu sede vescovile e sede di gastaldato longobardo.

Nell'anno 880 fu distrutta dai Saraceni.

Panoramica scavi


Era ricca di monumenti e chiese: i resti dell'antica cattedrale sono rimasti visibili fino alla fine del XVIII secolo. Nel corso di un inesorabile lento declino, gli abitanti progressivamente l'abbandonarono, fino a perdersene praticamente la memoria; a quasi centocinquanta anni dalla distruzione risultava ancora abitata, come risulta da un atto notarile del 1028 rinvenuto dallo storico Gaetano Caporale. Occupata la zona da un bosco detto "Calabricito" Ferdinando I re di Napoli ne fece una riserva di caccia fino al 1830; facendovi costruire un edificio detto "Casina Spinelli" (oggi in rovina) nel 1778, sui resti dell'antica città. La particolarità della casina sta nel fatto che l'edificio ingloba una torre di epoca longobarda.

Casina Spinelli ed il suo museo[modifica | modifica sorgente]

I primi saggi di scavo per riportare alla luce Suessula furono intrapresi nel 1872 fino al 1886 dai conti Spinelli di Scalea, possessori della zona e della villa con annessa torre longobarda. Furono rinvenuti numerosi reperti di eccezionale fattura. Essi furono ubicati nell'antica dimora che divenne uno dei più ricchi musei privati del periodo.

Scavi e Casina Spinelli
Casina Spinelli stampa del 1800
Alcuni vasi rinvenuti nell'area; della collezione Spinelli, oggi al Museo Archeologico di Napoli in una stampa del 1800

Molti studiosi italiani e stranieri (basti ricordare Amedeo Maiuri e Friedrich von Duhn[1]) non mancavano di andarlo a visitare quando erano di passaggio a Napoli.

Le visite furono effettuate fino alla vigilia del secondo conflitto mondiale: nel 1943 il comando tedesco occupò parte della villa che fu rispettata compreso il suo museo fino nell'ottobre dello stesso anno: in quel mese, prima di abbandonare la villa, gli ufficiali tedeschi ne saccheggiarono i monili d'oro, un oro particolare chiamato "oro spinelli".

Gli oggetti depredati e a tutt'oggi non più recuperati oltre al valore materiale ne avevano uno storico, trattandosi di rarissimi gioielli di epoca arcaica, esempi unici ed insostituibili dell'arte orafa antica. Nel 1945, anno in cui finì la guerra, la casina Spinelli risultò spogliata di tutti gli arredi interni settecenteschi, perché usati dalle truppe anglo-americane come legna da ardere, tranne le vetrine che contenevano la parte più importante degli antichi reperti.

Quasi tutta la collezione risultò integra ad eccezione di qualche vaso rotto di minor pregio come raccontato da Maiuri in un articolo scritto sul periodico "Il Fuidoro" [2].

Siccome il luogo non era più sicuro, la vedova Spinelli donò gran parte della collezione al Museo Archeologico Nazionale di Napoli - con la denominazione "Collezione Spinelli" - dove tuttora è esposta in apposite vetrine nella Sezione Preistorica

L'edificio della villa è attualmente tutelato come bene di interesse storico-archeologico sia dalla legge 01/06/39 n.1089 che dal D.P.R. del 1977, n. 616 e successive modifiche.

Nota dolente: l'antica città oggi, riportata alla luce, è solo una piccola porzione di quella che doveva essere nel passato, gli archeologi hanno ipotizzato che l'estensione sarebbe superiore a quella de sito archeologico di Pompei...

Antiche sorgenti del Riullo o Gorgone[modifica | modifica sorgente]

sorgente del Riullo o Gorgone

La sorgente del Riullo o Gorgone [3]è un antico fiume affluente dell'antico fiume Clanio, conosciuto sin dall'antichità più remota, per le proprietà curative, soprattutto per le affezioni della pelle, perché le acque sono ricche di elementi sulfurei. Gli antichi romani vi avevano edificato delle terme, i cui resti, ad oggi, sono ancora visibili. Si trova nel perimetro del parco archeologico di Suessula.








Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ F. Von Duhn, La necropoli di Suessula, in Rom. Mitteil. II (1887), pp. 243 ss.
  2. ^ Amedeo Maiuri in: Il Fuidoro, anno III, numeri 1-2, gennaio-giugno 1956
  3. ^ Gaetano Caporale, Dell'Aria dell'acqua e di alcuni monumenti Acerrani 1856

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