San Lorenzo del Vallo

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San Lorenzo del Vallo
comune
San Lorenzo del Vallo – Stemma San Lorenzo del Vallo – Bandiera
San Lorenzo del Vallo – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Calabria.svg Calabria
Provincia Provincia di Cosenza-Stemma.png Cosenza
Amministrazione
Sindaco Luciano Francesco Marranghello (Il Popolo della Libertà) dal 05/04/2005
Territorio
Coordinate 39°40′00″N 16°18′00″E / 39.666667°N 16.3°E39.666667; 16.3 (San Lorenzo del Vallo)Coordinate: 39°40′00″N 16°18′00″E / 39.666667°N 16.3°E39.666667; 16.3 (San Lorenzo del Vallo)
Altitudine 330[1] m s.l.m.
Superficie 22 km²
Abitanti 3 432[2] (30-09-2012)
Densità 156 ab./km²
Frazioni Fedula
Comuni confinanti Altomonte, Castrovillari, Roggiano Gravina, Spezzano Albanese, Tarsia
Altre informazioni
Cod. postale 87040
Prefisso 0981
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 078121
Cod. catastale H962
Targa CS
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti sanlorenzani
Patrono san Lorenzo martire
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
San Lorenzo del Vallo
Posizione del comune di San Lorenzo del Vallo all'interno della provincia di Cosenza
Posizione del comune di San Lorenzo del Vallo all'interno della provincia di Cosenza
Sito istituzionale

San Lorenzo del Vallo è un comune di 3.432 abitanti della provincia di Cosenza.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Territorio[modifica | modifica sorgente]

Il comune di San Lorenzo del Vallo è situato a nord di Cosenza, a circa 50 Km dalla città capoluogo. Confina a nord con il comune di Castrovillari, a sud con il comune di Tarsia, ad est con il comune di Spezzano Albanese, ad ovest con i comuni di Altomonte e Roggiano Gravina. È attraversato dal fiume Esaro.

Il territorio comunale è compreso tra 48 e 358 metri sul livello del mare. L'escursione altimetrica complessiva è pari a 310 metri.[1]

Clima[modifica | modifica sorgente]

Il clima di San Lorenzo del Vallo è tipico mediterraneo delle aree interne collinari. Presenta estati calde ed afose ed inverni freddi ed umidi.

Temperature: le minime si raggiungono nei mesi più freddi, Gennaio e Febbraio con in media 3 °C e punte sotto 0 °C. Le massime nei mesi più caldi, Luglio e Agosto con in media 33 °C e punte sopra 36 °C.

Precipitazioni: si hanno due massimi, uno autunnale e uno invernale. Risultano più piovosi i mesi di Novembre e Gennaio con in media più di 120 mm. I minimi nei mesi estivi, Giugno, Luglio e Agosto con in media meno di 20 mm.

Nevica almeno una volta ogni 2-3 anni con accumuli considerevoli.[3]

Storia[modifica | modifica sorgente]

L'altopiano dove sorge l'attuale abitato di San Lorenzo del Vallo ha conservato dall'antichità le tracce di una terra un tempo sommersa come testimoniano i vari ritrovamenti di conchiglie marine. La sua struttura geologica, inoltre, ha preservato varie sorgenti di acqua purissima motivo non secondario che ha permesso e facilitato l'insediamento umano.Era in origine un paese Arbereshe ma nel tempo ha ceduto alle influenze latine abbandonando dapprima il rito greco-bizantino e poi la cultura. L'imperatore Augusto nel costituire la provincia del Brutium inglobò anche un territorio chiamato Interamnium (terra posta tra due fiumi) in cui con molta probabilità ricadeva anche il territorio attuale di San Lorenzo. Tra gli scritti ritrovati si trova menzione di un accampamento militare romano dal nome appunto di Castrum (dal latino accampamento militare) Laurentum. Dopo la caduta dell'Impero romano d'Occidente si succedettero i Visigoti, con il loro Re Alarico (che la leggenda vuole seppellito nei pressi dell'odierno capoluogo di provincia Cosenza), i Goti e i Longobardi. Dalla tradizione e dalla toponomastica sono evidenti le derivazioni di origine Greca, ma anche il timore delle scorribande degli Arabi e dei Saraceni provenienti dal mare. I più anziani abitanti di San Lorenzo ricordano anche una filastrocca:

« All'erta, all'erta li campani sona,

Li Turchi su calati alla marina,
Chi tena li scarpi rutti si li sola
Che jiu mi l'haiu sulati stamatina »

traduzione:

« Attenti suonano le campane

i Turchi sono scesi alla marina
chi ha le scarpe rotte se le risuola
che io le ho risuolate stamattina »

L'arrivo dei Normanni si materializzò con Roberto il Guiscardo (l'astuto) giunto in Calabria per amministrare un feudo, conquistato in Calabria, non si sa se corrispondente al territorio ricadente nella fortezza di Scribla o al Castello di Jentilino.

Successivamente al periodo Normanno il territorio di San Lorenzo divenne feudo del Caracciolo prima e dei Sanseverino dopo.

L'arrivo degli albanesi[modifica | modifica sorgente]

Tra i primi anni e la metà del XV secolo l'Albania fu teatro di un cruento attacco da parte dei Turchi. Gli albanesi guidati da Giorgio Castriota, detto Skanderberg, opposero una forte resistenza ai Turchi aiutati dal re di Napoli Alfonso d'Aragona.

Castriota ricambiò in seguito l'aiuto dando un decisivo sostegno al figlio di Alfonso, Ferdinando, assediato nella città di Barletta. Fu probabilmente per questo che successivamente, dopo la morte di Skanderberg, la moglie chiese e ottenne la possibilità di far emigrare in Italia gli Albanesi battuti dai Turchi. Fu così che si insediarono le comunità albanesi nell'attuale provincia di Cosenza, favorite da due importanti accadimenti che in precedenza avevano spopolato gran parte dei paesi che furono ricostituiti dagli albanesi: uno furono le cruenti lotte tra Angioini e Aragonesi che distrussero intere popolazioni, l'altro tre devastanti terremoti che colpirono molte comunità tra le quali quelle abitanti nell'attuale San Lorenzo. L'insediamento degli albanesi andò via via scemando a causa di vari motivi tra cui uno smembramento di feudi e un'eccessiva tassazione, così che molti degli abitanti di San Lorenzo si spostarono nell'odierna Spezzano Albanese determinando la sua crescita e anche l'attuale caratterizzazione di comunità albanese.

Gli Alarcon della Valle Mendoza[modifica | modifica sorgente]

Nel periodo tra il XV e il XVIII secolo San Lorenzo rimase sotto la giurisdizione della famiglia feudataria degli Alarcon della Valle Mendoza.

Uno di questi, probabilmente don Andrea, fece edificare l'attuale Castello con l'intento di destinarlo a propria residenza. È questo il periodo in cui San Lorenzo conobbe un'importante crescita di tipo agricolo testimoniata dai resti dell'antica fabbrica di liquirizia della cui radice la zona è ancora oggi particolarmente ricca.

La figura del Sant'Umile da Bisignano[modifica | modifica sorgente]

Agli inizi del 1600 un giovane frate, Lucantonio Pirozzo noto successivamente come Frate Umile dell'Ordine di San Francesco, venne inviato su richiesta di Don Andrea Alarcon presso il Convento di San Lorenzo, la richiesta era legata alla notizia, diffusasi tra le contrade, che il giovane frate avesse compiuto più di un miracolo. Accolto con entusiasmo dalla popolazione visse un rapporto difficile con il padre guardiano al quale rivelò che il convento sarebbe andato in rovina se le Sante regole dell'Ordine non fossero state osservate. Oggi del convento non resta che qualche rudere e, come previsto dal Frate Umile, nel suo perimetro sono ancora coltivate fave e ceci.

San Lorenzo diventa del Vallo[modifica | modifica sorgente]

Nel corso del XVIII secolo al nome San Lorenzo fu aggiunta, quasi certamente dal nome degli Alarcon Mendoza della Valle, la dicitura della Valle che nel corso del secolo successivo si trasformò nell'attuale del Vallo con riferimento, probabilmente, al Castello, dal latino Vallum.

Come tutto il meridione d'Italia San Lorenzo conobbe l'invasione dei Francesi prima, il fenomeno del brigantaggio e le varie lotte contadine, senza dimenticare le due guerre mondiali alle quali anche la comunità di San Lorenzo contribuì con tanti uomini che diedero la vita per la difesa dell'Italia. Oggi San Lorenzo vive peculiarità e problemi diffusi nel Mezzogiorno, in primis un accentuato fenomeno di emigrazione, ma anche un ritorno all'agricoltura che vede, specie nella coltura dell'olivo, la sua più importante variabile di tipo economico.

Il Castello[modifica | modifica sorgente]

Don Andrea Alarcon della Valle Mendoza, con molta probabilità, fece edificare il Castello (alcune fonti sostengono che l'edificio, a destinazione militare, esistesse precedentemente) con l'intento di destinarlo a propria residenza per come testimoniato anche dagli studi effettuati nel corso dei vari restauri che si sono succeduti e che hanno fatto venire alla luce una divisione degli ambienti riconducibile ad una residenza di tipo privato. Sorge sul punto più alto dell'abitato, dal quale il proprietario poteva ammirare i suoi domini che si estendevano fino alle frazioni di Fedula e Jentilino.

È un complesso architettonico a tre livelli a forma quadrilatera con agli angoli quattro torri sopravanzate alla cui sommità troviamo una copertura a terrazzo delimitata con merlature a coda di rondine. Dopo il periodo dell'eversione feudale venne abbandonato e lasciato all'incuria del tempo. Nel 1995, con decreto di esproprio, divenne proprietà del Comune di San Lorenzo del Vallo che si è attivato per garantire il suo recupero e la sua conservazione. Nel 1978, con decreto del Ministero dei beni culturali è stato dichiarato "Bene di interesse storico-artistico". Di particolare interesse sono i solai voltati, realizzati con una particolare tecnica costruttiva con l'impiego di elementi in terracotta a forma di tronco-conica detti "carusielli" tipica del Seicento in Calabria. Il territorio circostante il maniero è stato negli anni interessato da diversi interventi di edificazione che ne hanno in parte alterato la suggestione del luogo. Oggi, terminata un ulteriore fase di restauro, è completato solo il piano terra, mentre una scala in ferro, frutto di antichi restauri, permette di accedere ai terrazzi.

L'amministrazione comunale ha allo studio diverse ipotesi di destinazione d'uso per consentire alla cittadinanza la fruizione di questo bene prezioso.

Il Castello Jentilino[modifica | modifica sorgente]

Il Castello Jentilino che nelle carte medievali è ricordato come Castrum Jentilino venne edificato probabilmente durante le prime invasioni saracene intorno al 950. È posto nel punto più stretto della valle dell'Esaro, di fronte l'attuale centro del paese, per difendere l'antica Via Popilia e a guardia dei pericoli provenienti della navigabilità del fiume Esaro.

Quel che rimane oggi è solo una piccola parte dell'intero edificio di fortificazione e presenta un ampio sotterraneo utilizzato, a seconda delle esigenza, come prigione o come serbatoio d'acqua. L'area del Jentilino, in località Concio è raggiungibile dalla frazione Fedula; nelle giornate di cielo terso si gode un panorama molto ampio che si perde verso l'azzurro del mar Jonio.

Zone archeologiche[modifica | modifica sorgente]

In località San Lorenzo su un fondo privato è stata rinvenuta una necropoli preellenica con tombe rettangolari. I ritrovamenti (armi, fibule e ornamenti) sono conservati presso il Museo di Crotone.

In località Timpe Bianche, anche se non interessata a campagne di scavo, sono state rinvenute tracce di tombe, mentre in una zona a nord ovest dell'abitato un ritrovamento di monete è stato scoperto intorno al 1950.

Galleria immagini[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[4]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b www.comuni-italiani.it, San Lorenzo del Vallo: Clima e Dati Geografici.
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 settembre 2012.
  3. ^ meteosanlorenzodelvallo.jimdo.com/archivio-neve, Archivio neve - Portale Meteo di San Lorenzo del Vallo e dintorni.
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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