Crosia

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Crosia
comune
Crosia – Stemma Crosia – Bandiera
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Calabria.svg Calabria
Provincia Provincia di Cosenza-Stemma.png Cosenza
Amministrazione
Sindaco Antonio Russo (lista civica) dal 25/05/2014
Territorio
Coordinate 39°34′00″N 16°46′00″E / 39.566667°N 16.766667°E39.566667; 16.766667 (Crosia)Coordinate: 39°34′00″N 16°46′00″E / 39.566667°N 16.766667°E39.566667; 16.766667 (Crosia)
Altitudine 230 m s.l.m.
Superficie 21,1 km²
Abitanti 9 532[1] (31-12-2010)
Densità 451,75 ab./km²
Frazioni Fiumarella, Mirto, Pantano, Sorrenti
Comuni confinanti Calopezzati, Rossano
Altre informazioni
Cod. postale 87060
Prefisso 0983
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 078047
Cod. catastale D184
Targa CS
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti crosioti
Patrono San Michele Arcangelo
Giorno festivo 29 settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Crosia
Posizione del comune di Crosia all'interno della provincia di Cosenza
Posizione del comune di Crosia all'interno della provincia di Cosenza
Sito istituzionale

Crosia (Crusìa in calabrese[2]) è un comune di 9.486 abitanti della provincia di Cosenza.

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[3]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Crosia fu fondata, secondo la tradizione, nel 1315 a.C., dai compagni di Enea. Infatti, durante il suo lungo viaggio verso la foce del Tevere, approdò con la sua flotta nelle rade del Trajes (o Illias), nomi diversi del fiume Trionto. I suoi sudditi, in atto di devozione verso il Principe, il primo nome che le fu assegnato era Kreusa, nome della moglie di Enea (cui va aggiunta la desinenza ia: infatti diventerà Kreusia, poi Krusia e Crusìa, per cambiare definitivamente, dopo l'Unità d'Italia, nell'attuale nome di Crosia).

Raggiunse il massimo splendore tra il X e l'VIII sec. Quando venne annessa al territorio di Crotone, divenne un importante centro di frontiera, proprio per la sua posizione strategica, per il controllo del porto dell'Illias. Accolse i Sibariti, superstiti da una disfatta dopo la battaglia contro Crotone. Distrutta da un forte sisma nel 379 d.C., fu ricostruita sulla parte alta della collina.

Il Trionto, che sfiora la collina, è stato teatro di due importanti e violente battaglie: nel 510 a.C., tra Sibariti e Crotoniati, in località Strange, e posteriormente tra Goti e Bizantini, in località Caliò. Durante il periodo feudale, Crosia fu dominio di 33 feudatari, tra i quali i più importanti furono i Matteo, i Cariati e i Sambiase. Sotto il dominio del feudatario Teodoro Mandatoriccio, Crosia divenne ducato e feudo molto ambito, conteso tra i più potenti casati del Regno di Napoli. Di tutto il passato di Crosia rimane solamente qualche ricordo, o qualche reperto ritrovato. Crosia ha ritrovato la sua importanza a seguito dei fenomeni mariani, avvenuti nella Chiesa della Madonna della Pietà che, dal 23 maggio 1987, hanno richiamato l'attenzione di molti pellegrini, teologi e scienziati.

Chiese[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa Matrice: dedicata a S. Michele Arcangelo (XVII sec.). Amministrata da Don Michele Romano
  • Rettoria Madonna della Pietà: chiamata anche "Mater Dolorosa" (XVI sec.). Amministrata dal Rettore Don Pasquale Madeo
  • Chiesa dell'Annunziata loc. Cozzo.
  • Chiesa del Divin Cuore di Gesù: a Mirto, frazione di Crosia - Parroco don Umberto Pirillo
  • Chiesa di San Giovanni Battista: a Mirto, frazione di Crosia. Amministrata da Don Giuseppe Ruffo.
  • Chiesa di San Francesco: a Sorrenti, frazione di Crosia. Amministrata da Don Claudio Cipolla.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 240.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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