Amendolara

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Amendolara
comune
Amendolara – Stemma
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Calabria.svg Calabria
Provincia Provincia di Cosenza-Stemma.png Cosenza
Amministrazione
Sindaco Salvatore Antonio Ciminelli (lista civica Rinascita per Amendolara) dal 16/05/2011
Territorio
Coordinate 39°57′00″N 16°35′00″E / 39.95°N 16.583333°E39.95; 16.583333 (Amendolara)Coordinate: 39°57′00″N 16°35′00″E / 39.95°N 16.583333°E39.95; 16.583333 (Amendolara)
Altitudine 227 m s.l.m.
Superficie 64 km²
Abitanti 3 124[1] (31.08.2012)
Densità 48,81 ab./km²
Frazioni Marina di Amendolara
Comuni confinanti Albidona, Castroregio, Oriolo, Roseto Capo Spulico
Altre informazioni
Cod. postale 87071
Prefisso 0981
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 078011
Cod. catastale A263
Targa CS
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona C, 1 264 GG[2]
Nome abitanti Amendolaresi
Patrono san Vincenzo Ferreri
Giorno festivo 5 aprile
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Amendolara
Posizione del comune di Amendolara all'interno della provincia di Cosenza
Posizione del comune di Amendolara all'interno della provincia di Cosenza
[http://www.comune.amendolara.cs.it/

http://www.amendolara.eu/index.html Sito istituzionale]

Amendolara (Minnulàrë in dialetto locale[3]) è un comune di 2.994 abitanti della provincia di Cosenza.

Il comune fa parte della Comunità montana dell'Alto Jonio.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il nome deriva probabilmente dal Greco e latino amygdalaria, o "mandorlai" per la ricca produzione di mandorle.

Un insediamento degli Enotri dell'età del bronzo è testimoniato da alcuni resti archeologici rinvenuti nel "Rione Vecchio". Nel VII secolo a.C. l'abitato si spostò nella sottostante pianura, dove Epeo, il mitico costruttore del cavallo di Troia, avrebbe fondato la città greca di Lagaria (resti in località San Nicola).

In epoca romana esisteva una stazione di posta della via litoranea che ebbe probabilmente nome 'Statio ad Vicesimum (a venti miglia dalla città di Thurii) i cui resti (in particolare un sistema di cisterne per l'approvvigionamento idrico) sono stati rinvenuti nella zona dell'attuale "masseria Lista".

Dopo l'epoca romana vi furono fondate un'abbazia bizantina e quindi un'abbazia cistercense, mentre nel territorio sono presenti grotte eremitiche. Intorno al 1000 venne costruito il castello, che passò in successione a numerose famiglie nobili.

Nel XV secolo vi nacquero Pomponio Leto e Facio Patarino e nel XVI secolo si ebbero la costruzione del Convento Domenicano e della cosiddetta "Torre Spaccata"

Nel XIX secolo vi fu una massiccia emigrazione, soprattutto verso l'Argentina e l'Italia settentrionale. Dopo la prima guerra mondiale si ebbe una ripresa agricola e l'introduzine della coltura dei piselli. Il XX secolo vide un massiccio sviluppo edilizio e si ebbero i primi ritrovamenti archeologici.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

La città è situata su una serie di pianori che digradano verso il mare e l'abitato è tradizionalmente diviso tra "Paese" e "Marina". Vi scorrono le fiumare Avena, Ferro e Straface.

Tipico paesaggio collinare di Amendolara

La secca di Amendolara[modifica | modifica sorgente]

La secca, a circa 12 miglia da Amendolara Marina, possiede una profondità di soli 20 metri sotto il livello del mare. La secca, di notevole estensione, probabilmente corrisponde ai resti di un'antica isola, probabilmente sommersasi per erosione. Il tutto è dimostrato da alcune carte antiche (XVII-XVIII sec.) che parlano di un isolotto, detto "Monte Sardo". Una leggenda e alcuni studi recenti vogliono che il Monte Sardo oramai sprofondato da alcuni secoli fosse stata l'Isola di Ogigia, ove la ninfa Calipso detenne Ulisse secondo l'Odissea di Omero.

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[4]


Monumenti[modifica | modifica sorgente]

Nei dintorni:

  • Chiese bizantine: costruite fuori dell'abitato tra il IX e il X secolo, in una zona con numerose grotte, si suppone che fossero punti di incontro per gli eremiti.
  • "Torre Spaccata" sulla costa, costruita nel 1517 per l'avvistamento dei pirati saraceni.
  • Cappella della Madonna delle Grazie nel bosco di Straface, a circa 800 m s.l.m. Nei pressi sono presenti ruderi medioevali e la sorgente di Trastullo.

Feste tradizionali[modifica | modifica sorgente]

Le feste ad Amendolara iniziano sin dalla terza settimana dell'anno, quando proprio la terza domenica si tengono i festeggiamenti di Sant'Antonio Abate: in mattinata davanti la, cappella edificata in onore del santo, si organizza l'"incanto", è un'asta i cui prodotti sono votivi per il santo, e il ricavato rimane in parrocchia. Particolare è l'incanto delle corone di arance, che vengono pagate molti soldi dai fedeli al santo. Nel pomeriggio vi è la processione del santo e a seguire la corsa dei cavalli e il PALIO degli Asinelli. Il 19 marzo si festeggia il padre putativo del Signore, San Giuseppe. I festeggiamenti vengono fatti adiacenti alla cappella; le comitive dei giovani amendolaresi si riuniscono nello spazio circostante, e dopo aver fatto il visita al santo, assistono alla messa e ricevono la panettella (piccolo panino benedetto) da consumare insieme ad altri prodotti tipici, che le mamme e nonne amendolaresi sono pronte a tirar fuori per i loro figli. Il 24 marzo si festeggia la Madonna dell'Annunziata, sita nell'omonima cappella. I festeggiamenti avvengono di sera, quando un gruppo di fedeli parte, con una fiaccolata, dallo Scalo di Amendolara, e in concomitanza una lunga linea di candele parte dal Centro del paese. Il punto d'incontro, è indubbiamente la cappella dell'Annunziata. Qui i fedeli accendono dei fuochi votivi davanti la chiesetta di origini pagane, ma rifatta più volte. L'ultimo Venerdì e Sabato di aprile per la festa del patrono, San Vincenzo Ferreri, vengono accesi i "fucarazzi", grandi falò in tutti i quartieri del centro storico; viene premiato il quartiere che riesce a fare il falò più alto.

Sport[modifica | modifica sorgente]

La locale squadra calcistica era il Real Amendolara, militante nel calcio dilettantistico negli anni passati. Per motivi economici la squadra ha cessato di esistere, però nel 2013 è stata rifondata con il nome di A.C. Amendolara, che milita nella Seconda Categoria calabrese.

Gastronomia[modifica | modifica sorgente]

Salumi calabresi tipici

La tradizione alimentare costituisce un forte richiamo turistico e culturale del posto. Contribuisce attivamente alla crescita socio-economica. La cucina è semplice, genuina e trova la punta di diamante nell'utilizzazione degli ortaggi provenienti dalle campagne. La tradizione culinaria di Amendolara pone le proprie basi sulle risorse agro-colturali dell'Alto Jonio Cosentino, ed è caratterizzata dall'uso di ingredienti base comuni con i paesi della Sibaritide. Le ricette si sono poi diversificate nei diversi luoghi sia a seconda dell'uso della famiglia sia a seconda del gusto personale.

I primi piatti per eccellenza sono i “rascjcatilli”, pasta fresca fatta con farina e acqua a forma di piccoli pezzi cavati con le dita e conditi con sugo di pomodoro fresco e basilico o con ragù di agnello e una spolverata di peperoncino rosso piccante della zona. Molto prelibati sono anche i “ferrazuoli”, pasta fresca a forma di bastoncini cavati con un ferro sottile e quadrangolare e conditi con ragù meridionale di carne. Sono entrambi piatti della tradizione contadina, spesso arricchiti dal gusto intenso della ricotta stagionata e grattugiata in scaglie direttamente sopra il piatto al momento del servizio. La ricotta, di produzione artigianale, sostituiva negli anni cinquanta il formaggio utilizzato solo nelle “grandi feste”. I meno abbienti erano soliti utilizzare “a mullic”, pane raffermo grattugiato e spadellato in poco olio extravergine di oliva insieme a polvere di peperoncino e a un trito d'aglio, che imprime ai piatti un gusto particolarmente delicato ma saporito nello stesso tempo. I dolci più tipici del periodo di Natale sono i “crispi”, grandi anelli che si possono degustare con zucchero a velo, fatti con farina di grano, acqua e lievito, fritti in olio extravergine di oliva a 170 °C, e i “cannaricoli”, grossi gnocchi fatti di farina, pepe nero, vino ed un pizzico di lievito, fritti nell'olio di oliva. Nel periodo pasquale è usanza comune preparare le “cullure” e i “pastizzi”. La “cullura” è il pane pasquale, ha un significato originale di nuova vita, l'impasto è fatto con farina, uova cannella, semi di finocchio, strutto, sale e lievito, il tutto viene lavorato e modellato a forma di corono intrecciata nelle quali uova in numero sempre pari. I “pastizzi” sono tipici del periodo pasquale, sono dei pseudo- calzoni fatti con farina, strutto, sale e pepe, ripieni di carne ed interiora di capretto, conditi con pepe, prezzemolo, aglio e rosolati in olio di oliva con l'aggiunta di salsiccia, cotti in forno.

Turismo[modifica | modifica sorgente]

A differenza di molte altre località calabresi, che hanno una tradizione turistica acquisita già da anni, Amendolara solo negli ultimi anni sta vivendo un certo sviluppo turistico con l'apertura di alberghi, punti di ritrovo, aree giochi per bambini e la rivalutazione del Centro storico e del lungomare. Il "salto di qualità" a livello turistico è rappresentato dalla promozione da 1 a 2 vele nella Guida Blu di Legambiente nel 2006. Per qualità di servizi di accoglienza, Amendolara si classifica al primo posto in Provincia di Cosenza e al secondo posto in Calabria dietro solo a Gioiosa Ionica, con un buon punteggio complessivo di 60,5/100 nella guida blu 2007 (il massimo ottenuto in Italia è stato 75/100, mentre il minimo è stato di 38/100). Per l'edizione 2008 Amendolara conferma il risultato delle due vele ottenuto nell'edizione 2007. Nel 2009 Amendolara ottiene tre vele. Dagli anni novanta al 2003 la Goletta Verde di Legambiente ha fatto tappa ad Amendolara classificando il mare come non inquinato. I rilevamenti sono stati effettuati ad Amendolara Marina. Il 10 maggio 2011 è stata insignita della Bandiera Blu che è stata riconfermata anche per l'anno 2012.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Passaggio in Basilicata[modifica | modifica sorgente]

Il comune di Amendolara è interessato al progetto "Passaggio in Lucania" che assieme ad altri 15 comuni dell'Alto Jonio Cosentino tramite referendum cittadino lo porterebbe all'annessione alla Basilicata.[5]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ ISTAT data warehouse
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 26.
  4. ^ Statistiche I.Stat ISTAT  URL consultato in data 28-12-2012.
  5. ^ Il quotidiano della Calabria.it, Sindaci dell'Alto Jonio, pronti a staccarsi dalla Calabria e a unirsi alla Basilicata

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]