Cinnamomum verum

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Cannella
Cinnamomum verum - Köhler–s Medizinal-Pflanzen-182.jpg
Cinnamomum verum
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Ordine Laurales
Famiglia Lauraceae
Genere Cinnamomum
Specie C. verum
Nomenclatura binomiale
Cinnamomum verum
J.Presl
Sinonimi

Cinnamomum zeylanicum
Blume

Cannella

La cannella o cinnamomo (Cinnamomum verum J.Presl, sin. C. zeylanicum Blume) è un albero sempreverde delle famiglia delle Lauracee[1], originario dello Sri Lanka, dal quale si ricava l'omonima spezia diffusa in Europa quanto in Asia. Vengono chiamate ugualmente cannella piante diverse. Le due più frequentemente usate come spezie sono Cinnamomum verum e Cinnamomum cassia.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

La cannella è un piccolo albero sempreverde alto circa 10–15 m. Le foglie sono opposte, di forma ovale e allungata, possono raggiungere i 18 cm di lunghezza e i 5 cm di larghezza. I fiori, bianchi, sono riuniti in infiorescenze. Il frutto è una drupa che contiene un seme privo di albume.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica sorgente]

La pianta è nativa dello Sri Lanka, ma è stata introdotta in diversi paesi tropicali, quali il Madagascar, Malaysia e Antille. Viene prodotta anche in Vietnam, Sumatra e in Indonesia.

Storia[modifica | modifica sorgente]

La cannella vanta una storia millenaria: era già citata nella Bibbia, nel libro dell'Esodo, era usata dagli antichi Egizi per le imbalsamazioni e citata anche nel mondo greco e latino. Importata in occidente con le carovane durante il medioevo, portò gli Olandesi a impiantare un traffico stabile con lo Sri Lanka nella prima metà del 1600, per divenirne i principali importatori d'Europa.

Organolettica[modifica | modifica sorgente]

Ha un aroma secco e pungente, che ricorda quello dei chiodi di garofano con una nota pepata. La cannella dello Sri Lanka ha un aroma ugualmente profumato, ma meno aspro e più dolce.

A differenza di altre droghe da cucina, la spezia non si ricava dal seme o dal frutto, bensì dal fusto e dai ramoscelli che, una volta liberati del sughero esterno e trattati, assumono il classico aspetto di una piccola pergamena color nocciola. La cannella può essere venduta in questa forma e sbriciolata al momento dell'uso, oppure essere venduta in polvere.

Esiste anche un olio essenziale di cannella, ottenuto facendo macerare la corteccia in acqua marina e distillando. Il liquido ambrato che se ne ricava è usato più frequentemente come principio medicamentoso che come spezia di cucina. Contiene aldeide cinnamica per circa il 90%. La spezia che si ricava dalla Cinnamomum zeylanicum è la più fine e costosa. La cannella Cinnamomum cassia Nees, anch'essa della famiglia delle Lauraceae, è detta anche cassia ed ha un aroma più aspro, ma è meno costosa, per cui è frequente.

Usi[modifica | modifica sorgente]

Gastronomia[modifica | modifica sorgente]

È usata in molti modi differenti da secoli. La tradizione occidentale la preferisce impiegata nei dolci di frutta, specie di mele, nella lavorazione del cioccolato, di caramelle e praline, come aroma in creme, nella panna montata, nella meringa, nei gelati e in numerosi liquori. La tradizione orientale e creola la usa anche nel salato, in accompagnamento di carni affumicate e non. Entrambe l'amano come aromatizzante del tè.

I bastoncini di Cannella conservano il loro aroma se riposti in barattoli di vetro ben chiusi e lontani da fonti di calore e dalla luce. Anche la polvere di cannella si conserva allo stesso modo, sebbene perda molto delle sue caratteristiche e del suo aroma.

Cannella

Medicina[modifica | modifica sorgente]

Avvertenza
Le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico: leggi le avvertenze.

Questa spezia ha un potere antiossidante (ORAC) tra i più elevati, un indice di valore 267536[2], circa 62 volte quello della mela, considerata per parte sua un ottimo antiossidante. Contiene tannini, aldeide cinnamica nell'olio essenziale, eugenolo (oltre 50 composti aromatici e terpenici), canfora. Usata tradizionalmente contro le infreddature e come antibatterico e antispastico, le viene oggi riconosciuta scientificamente la capacità di abbassare il colesterolo e i trigliceridi nel sangue, contribuendo a alleviare i disturbi dell'ipertensione; inoltre esercita una funzione antisettica sui disturbi dell'apparato respiratorio.[3]
Secondo alcune ricerche contribuirebbe a regolare la glicemia postprandiale sia nei pazienti obesi che in quelli normopeso[4]; una metanalisi mostrerebbe numerosi effetti benefici della spezia sui pazienti diabetici[5], anche se alcuni studi recenti non ha confermato questi risultati[6][7].

La medicina Ayurvedica e quella cinese la usano per i problemi mestruali, nel trattamento delle febbri, in alcuni disturbi intestinali e per i problemi legati al freddo in quanto ha un effetto riscaldante. L'olio essenziale di cannella ha una forte attività antimicotica e favorisce la circolazione periferica se frizionato sulla pelle.

La stampa a fine giugno 2011 ha riportato che alcuni ricercatori dell’Università di Tel Aviv avrebbero scoperto che un estratto di cannella può inibire lo sviluppo della malattia di Alzheimer. Lo studio, pubblicato su Plos One, dal dottor Michael Ovadia e colleghi del Dipartimento di Zoologia dell’UTA.[8] L'estratto è chiamato CEppt ed è stato provato su topi geneticamente modificati[9].

La cannella inoltre potrebbe aiutare a rallentare o invertire la progressione della malattia di Parkinson. A renderlo noto sarebbero stati i membri del Rush University Medical Centre, i quali hanno condotto una nuova ricerca, basata su un campione di topi con malattia di Parkinson. Dalla ricerca sarebbe emerso che i composti contenuti nella cannella potrebbero effettivamente invertire e annullare i cambiamenti biomeccanici, cellulari e anatomici che avvengono nel cervello di chi soffre della malattia di Parkinson.

Da qualche tempo gli adolescenti USA fanno la gara della Cinnamon Challenge ingoiando un cucchiaio di polvere di cannella. Questa pratica può danneggiare la salute.[10]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Cinnamomum verum in The Plant List. URL consultato il 7 agosto 2014.
  2. ^ List of ORAC values of food items
  3. ^ "Spezie", di Chiara Verlato, pubbl. su "Sapere & Salute", anno 10, dic. 2005, n. 56, pag. X-XI
  4. ^ A. Magistrelli, JC. Chezem, Effect of ground cinnamon on postprandial blood glucose concentration in normal-weight and obese adults. in J Acad Nutr Diet, vol. 112, nº 11, novembre 2012, pp. 1806-9, DOI:10.1016/j.jand.2012.07.037, PMID 23102179.
  5. ^ P. Ranasinghe, R. Jayawardana; P. Galappaththy; GR. Constantine; N. de Vas Gunawardana; P. Katulanda, Efficacy and safety of 'true' cinnamon (Cinnamomum zeylanicum) as a pharmaceutical agent in diabetes: a systematic review and meta-analysis. in Diabet Med, vol. 29, nº 12, dicembre 2012, pp. 1480-92, DOI:10.1111/j.1464-5491.2012.03718.x, PMID 22671971.
  6. ^ MJ. Leach, S. Kumar, Cinnamon for diabetes mellitus. in Cochrane Database Syst Rev, vol. 9, 2012, pp. CD007170, DOI:10.1002/14651858.CD007170.pub2, PMID 22972104.
  7. ^ Hasanzade F, Toliat M, Emami SA, Emamimoghaadam Z, The Effect of Cinnamon on Glucose of Type II Diabetes Patients in J Tradit Complement Med, vol. 3, nº 3, July 2013, pp. 171–4, DOI:10.4103/2225-4110.114900, PMC 3924990, PMID 24716174.
  8. ^ A. Frydman-Marom, A. Levin; D. Farfara; T. Benromano; R. Scherzer-Attali; S. Peled; R. Vassar; D. Segal; E. Gazit; D. Frenkel; M. Ovadia, Orally administrated cinnamon extract reduces β-amyloid oligomerization and corrects cognitive impairment in Alzheimer's disease animal models. in PLoS One, vol. 6, nº 1, 2011, pp. e16564, DOI:10.1371/journal.pone.0016564, PMID 21305046.
  9. ^ Articolo di La Stampa 30 giugno 2011
  10. ^ 'Cinnamon Challenge': The Risky Game Sending Teens to the Hospital | Healthland | TIME.com

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]