Pomponio Leto

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Giulio Pomponio Leto lat.Julius Pomponius Laetus (Teggiano (Salerno), 1428 - Roma, 1497) fu un umanista italiano.

Figlio illegittimo di Giovanni Sanseverino, principe di Salerno (il cognome "Pomponio Leto" è uno pseudonimo umanistico), si trasferì a Roma nel 1450, studiando con Lorenzo Valla e Teodoro Gaza.

La sua conoscenza di Roma antica era immensa e i suoi lavori numerosi; essi includono un compendio storico di imperatori romani e bizantini e un commento su Virgilio. Fu inoltre un commentatore instancabile dei classici: come insegnante all'Università di Roma commentò fra gli altri Columella, Lucano, Stazio, Virgilio e le sue opere esegetiche ebbero notevole successo editoriale, in edizioni spesso "pirata".

Come tutore ebbe grande influenza su Alessandro Farnese futuro papa Paolo III.

Per opera di Pomponio Leto sorse l'Accademia Romana, divenuta ben presto un cenacolo di letterati devoti alla classicità fino al progetto di restaurare l'antica religione (progetto unico nel panorama dell'umanesimo quattrocentesco e che denotava una certa vocazione eversiva), come pare essere avvenuto all'interno dell'Accademia stessa dove si celebrava ritualmente il Natale di Roma (21 aprile) e dove Leto aveva restaurato il pontificato massimo pagano, come sembrano confermare alcune iscrizioni scoperte nell'Ottocento. A causa di delazioni che riportarono questa deriva spirituale dell'Accademia, papa Paolo II ne decretò lo scioglimento nel 1468 e l'incarcerazione e la tortura per i suoi membri. Paradossalmente ciò costituì la salvezza per l'umanista, che era detenuto a Venezia in attesa di un processo per sodomia, che rischiava seriamente di costargli la vita. Estradato a Roma, con l'accordo che sarebbe stato reinviato a Venezia se non fosse stato condannato a Roma, fu in realtà tenuto in carcere per qualche tempo ma poi, scagionato dalle accuse, liberato.

[modifica] Bibliografia

  • Isidoro Carini, La "difesa" di Pomponio Leto. In: Nozze Cian-Sappa-Flandinet, Istituto italiano d'arti grafiche, Bergamo 1894, pp. 153-193.
  • Vladimiro Zabughìn, Giulio Pomponio Leto, La vita letteraria, Roma 1909-1912, 2 voll.

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