Amantea

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Amantea
Panorama di Amantea
Amantea - Stemma
Nome ufficiale: {{{nomeUfficiale}}}
Stato: bandiera Italia
Regione: Calabria
Provincia: stemma Cosenza
Coordinate: 39°8′0″N 16°4′0″E / 39.13333, 16.06667
Altitudine: 50 m s.l.m.
Superficie: 28 km²
Abitanti:
13.704 2007
Densità: 489 ab./km²
Frazioni: Coreca, Campora San Giovanni, Acquicella, Camoli 
Comuni contigui: Belmonte Calabro, Cleto, Nocera Terinese (CZ), San Pietro in Amantea, Serra d'Aiello
CAP: 87032
Pref. tel: 0982
Codice ISTAT: 078010
Codice catasto: A253 
Nome abitanti: amanteani 
Santo patrono: Sant'Antonio di Padova 
Giorno festivo: 13 giugno 
Comune
Posizione del comune nell'Italia
Sito istituzionale
Portale:Portali Visita il Portale Italia

Amantea è una cittadina turistica di 13.704 abitanti sulla costa tirrenica della provincia di Cosenza. Il motto cittadino è Nobilis Fidelissima Regibus[1]. L'attuale Sindaco è Francesco Tonnara in carica da Maggio 2006.

Indice

[modifica] Geografia

Il comune di Amantea si estende su una superficie di 2800 ettari che ne fa uno dei più grandi della provincia di Cosenza. Il territorio amanteano è attraversato dal fiume Catocastro, che scende dal Cocuzzo, da alcuni torrenti tra cui il Santa Maria, il Colongi, il Calcato, e poi, più a sud, dal fiume Oliva e dai torrenti Torbido e Rubano

[modifica] Clima

Il clima e' straordinariamente temperato. Il territorio di Amantea, infatti, ha una profondita' media di soli 2 km e si snoda lungo il mare per quasi 13 km. Ovviamente il clima ne risente. D'estate, quindi, dominanti sono le brezze marine e collinari che rinfrescano l'aria. Le gelate sono rarissime, cosi' come le nevicate.

Tramonto sul mare ad Amantea
Tramonto sul mare ad Amantea

[modifica] Frazioni

[modifica] Campora San Giovanni

Qui si trova il porto della città.

[modifica] Coreca

[modifica] San Procopio

[modifica] Toponimo

[modifica] Storia

[modifica] Età Antica

Nella località di Campora San Giovanni , frazione di Amantea , andrebbe localizzata la antica Temesa , mentre Clampetia sarebbe collocabile nella piana di Amantea, l'unico sinus della costa tirrenica cosentina.

[modifica] Medioevo

I bizantini, quando conquistarono la Calabria, fondarono nell'area dell'attuale Amantea vecchia una cittadella fortificata chiamata Nepetia.

Nepetia fu conquistata dagli arabi nel VII secolo, che la costituirono capitale di emirato e la ribattezzarono Al-Mantiah.

Quando, una cinquantina d'anni più tardi, Niceforo Foca riconquistà la città, rimase il nome di Amantea.

La cittadina fu elevata a sede vescovile finché non venne accorpata, nel Quattrocento, alla Diocesi di Tropea.

[modifica] Età Moderna

Amantea non fu mai infeudata, se non per un brevissimo e travagliato periodo alla metà del XVII secolo. La cittadina mantenne sempre, infatti lo status di Città Demaniale, con istituzioni proprie.

Amantea subirà l'occupazione francese prima nel 1799, ma poi anche nel 1803, e la seconda volta resisterà strenuamente agli invasori d'Oltralpe.

[modifica] L'assedio di Amantea

Uno degli episodi storici di rilievo della storia calabrese dei primi dell'ottocento è sicuramente la resistenza armata degli amanteani contro le truppe napoleoniche intenzionate ad espugnare il castello, la rocca. La gloriosa pagina di storia è stata ricordata da acute penne della storiografia locale, ma è ricordata, ancora oggi, da una serie di eventi che trattano il tema del duecentenario dell'assedio di Amantea e, più in generale, i fermenti antinapoleonici che corsero tutta la Calabria ai primi dell'ottocento.

Sciogliendosi dall'abbraccio quasi mortale tra le due posizioni che finora hanno diviso gli storici: da un lato la voglia di cambiamento e di novità rappresentata dalla proposta di “egalité, liberté e fraternité” che ha accompagnato la rivoluzione francese esportandola in Europa, Calabria compresa, e che ha indotto moltissimi a prendere parte, attivamente o passivamente, verso il nuovo; dall'altro dalla condizione di sudditanza della massa, incolta, ignara, passiva al cambiamento, culturalmente reazionaria, strettamente legata alla chiesa ed al Re. Ed ecco la “terza via”: il quadro di una Calabria che “soffre” degli eventi di fine settecento: terremoti, carestie e gravi endemie, un popolo calabrese che versa in condizioni economiche gravissime, pur avvertendo comunque l'esistenza di una prima, pronta ed attenta risposta politica e sociale dei Borbone che guidavano e davano impulso allo sviluppo, che soccorrevano le popolazioni (vedi terremoto del 1783), che toglievano alla stessa chiesa i terreni incolti ed improduttivi creando lavoro, così che, a fronte di un primo e positivo orientamento verso il governo francese, quando posti dinanzi ai soprusi ed alle violenze da essi quotidianamente posti in essere, con un rapido cambiamento si ponevano a difesa del vecchio pur avvertendo in esso un forte orientamento al cambiamento. Il declino demografico della Città successivo alla resa ai francesi nel 1807 è drammatico. La popolazione di Amantea all'inizio dell'assedio era di quasi 2.000 abitanti mentre un mese dopo la fine dell'assedio non risulta essere superiore alle mille unità.

Amantea poi aveva perso le sue peculiarità ed il suo sviluppo economico, la sua popolazione sentiva questo declino, i latifondisti locali chiusi e retrivi non aiutavano affatto la economia locale. Perfino il porto si era insabbiato ed i ovimenti portuali pur continuando erano certamente ridotti. In un quadro di certo e definitivo declino non restava che il Re a garantire giustizia sociale e sviluppo economico

Sicuramente questa terza via della grave situazione economica amanteana e calabrese sembra così realistica da poter essere ulteriormente percorsa. Non più quindi “franza o spagna purché se magna”, ma cosciente decisione di poter essere capaci di autotutelare la propria terra da qualunque ulteriore aggressione.

[modifica] Età Contemporanea

Corso Vittorio Emanuele con il Castello
Corso Vittorio Emanuele con il Castello

Amantea divenne, nel 1861, un Comune del Regno d'Italia, dotata di molti uffici pubblici e scuole che ne hanno fatto il punto di riferimento del retrostante entroterra. Nel 1943 la città venne bombardata dagli americani, che colpirono alcune case nella cittadella uccidendo anche bambini innocenti. Dopo il conflitto, la cittadina è risorta dalle macerie e ha iniziato la sua espansione che la ha portata fino a raggiungere il mare, facendone una nota località balneare e turistica. Pochi anni fa è stato inaugurato il porto turistico di Campora San Giovanni, punto di partenza dei battelli per le isole Eolie.

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti


[modifica] Luoghi d'interesse

[modifica] Chiese e conventi

Il Duomo di San Biagio
Il Duomo di San Biagio

Verso il Castello, la grande e cadente Chiesa del Gesù col bombardato e cadente ex-Collegio dei Gesuiti prospetta la sua cupola settecentesca sull'abitato. Lì vicino sorge anche l'ex-Convento delle Clarisse. Nell'abitato moderno, sorge la ricostruita Chiesa dei Cappuccini.

[modifica] Castelli, palazzi e ville

Il Palazzo delle Clarisse
Il Palazzo delle Clarisse

Il Castello domina l'abitato dall'alto del colle, con la torre del Mastio al centro e i ruderi della vecchia Chiesa di San Francesco d'Assisi (forse ex-Moschea) poco lontano.

Dagli studi di Enzo Fera risulta ricostruito il sistema di difesa costiera edificato tra il 1100 ed 1600 dopo Cristo. Numerose torre e fortificazioni infatti fanno del comprensorio una zona presidiata contro le incursioni dei pirati barbareschi. Sono presenti manufatti ancora integri.

A parte il Palazzo delle Clarisse, che appartiene ad un privato ed è stato ristrutturato con l'intervento di una società a capitale pubblico, il resto degli edifici storici sono in condizioni pietose (l'intera area del Castello è praticamente impraticabile). La Chiesa di S.Bernardino è fruibile grazie alla presenza della comunità dei monaci.

[modifica] Sport

La squadra di calcio Amantea Calcio 1927 indossa dalla stagione 1955/56 le divise blucerchiate della Sampdoria.

[modifica] Gastronomia

Amantea è famosa per il suo dolce tipico, il Buccunotto, dolciume a forma di barchetta ripieno di cioccolata e spezie. Per la lavorazione dei Fichi Secchi al cioccolato nero e bianco o in altre ricette. Inoltre, molto importante è anche la Lavorazione dei Pesci: quali le alici le sarde e la neonata "rosamarina", che vengono preparate da aziende locali seguendo scrupolosamente le ricette tramandate dai vecchi pescatori.

L'entroterra di Amantea
L'entroterra di Amantea

[modifica] Persone

Per approfondire, vedi la voce Nati ad Amantea.

[modifica] Bibliografia

  • Gabriele Turchi, Storia di Amantea, Cosenza 2002

[modifica] Note

  1. ^ Nobile e Fedelissima ai sovrani.
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