San Benedetto Ullano

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San Benedetto Ullano
comune
San Benedetto Ullano – Stemma
San Benedetto Ullano – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Calabria.svg Calabria
Provincia Provincia di Cosenza-Stemma.png Cosenza
Amministrazione
Sindaco Rosaria Amalia Capparelli (Impegno Comune) dal 26/05/2014
Territorio
Coordinate 39°26′00″N 16°07′00″E / 39.433333°N 16.116667°E39.433333; 16.116667 (San Benedetto Ullano)Coordinate: 39°26′00″N 16°07′00″E / 39.433333°N 16.116667°E39.433333; 16.116667 (San Benedetto Ullano)
Altitudine 460 m s.l.m.
Superficie 19 km²
Abitanti 1 573[1] (30-09-2012)
Densità 82,79 ab./km²
Frazioni Marri
Comuni confinanti Fuscaldo, Lattarico, Montalto Uffugo
Altre informazioni
Cod. postale 87040
Prefisso 0984
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 078112
Cod. catastale H774
Targa CS
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Nome abitanti sanbenedettesi (shënbenedhitan in arbëreshë)
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
San Benedetto Ullano
Posizione del comune di San Benedetto Ullano all'interno della provincia di Cosenza
Posizione del comune di San Benedetto Ullano all'interno della provincia di Cosenza
Sito istituzionale

San Benedetto Ullano (Shën Benedhiti in arbëreshë) è un comune italiano di 1.573 abitanti della provincia di Cosenza, in Calabria.

Situato ai piedi del colle S. Elia, è tra i paesi arbëreshë più vicino a Cosenza, da cui dista appena 25 km, che conserva ancora oggi la propria cultura, la lingua e il rito bizantino. Frazione di San Benedetto Ullano è Marri (Allimarri), anch'essa comunità arbereshe.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Territorio[modifica | modifica sorgente]

Costituita da suggestivi aspetti paesaggistici, è caratterizzata in montagna da i castagni, cerri e faggi secolari fino a quota 1000 m a Laghicello.

Clima[modifica | modifica sorgente]

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il paese ha origine molto antiche e le prime notizie storiche certe risalgono agli ultimi decenni del XII secolo, quando fu feudo dei duchi normanni di Montalto, che in quegli anni vi fondarono un monastero benedettino, da cui il piccolo borgo prese il nome. L’antico borgo medioevale ebbe un decisivo impulso demografico ed economico, con conseguente sviluppo urbanistico, nella seconda metà del XV secolo, quando fu ripopolato da profughi albanesi.

Nel 1723 Papa Clemente XII (fam. Corsini) fondò il "Collegio Corsini", vera e propria struttura universitaria per la formazione del clero greco-albanese, in cui, oltre a mantenere e valorizzare il rito bizantino e la propria cultura, si formarono personaggi di spicco della cultura albanese d'Italia. Il paese fu protagonista durante le lotte del risorgimento italiano; molti suoi abitanti presero parte attiva ai moti di Cosenza del 1844 e 1848 pagando con la vita i loro ideali di giustizia e di libertà anche attraverso la partecipazione eroica alla liberazione garibaldina dell'Italia Meridionale.

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[2]

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica sorgente]

Dopo aver dato un rapido sguardo al paesaggio, al centro storico con i maestosi portali settecenteschi con stemmi e numerosi archi e archetti che caratterizzano le gjitonie e consigliabile visitare la cappella della nobile famiglia dei Rodotà dei Coronei, dedicata alla Madonna del Buon Consiglio dei primi decenni del 1770, dove la balaustra dell'altare, chiaramente latina, contrasta con l'altare quadrato sormontato da quattro colonne tipicamente di stile bizantino; uno sguardo alla urna cineraria di epoca imperiale romana e ad alcune epigrafi.

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Feste e tradizioni[modifica | modifica sorgente]

È tradizione, prima dell'alba della Domenica delle Palme (E Diellja e Shuplakat), andare in giro per le vie del paese a commemorare la resurrezione di Lazzaro, cantando le "Kalimere" (canti augurali). Sono particolari le cerimonie liturgiche di rito greco-bizantino, ricche di simboli, di significati, di tradizioni e di suggestivo effetto scenografico. Degli antichi e complessi riti che si svolgono nel corso della Settimana Santa (Java e Madhe), oggi, permane la processione degli "Açiomeri" del Giovedi e Venerdì Santo, che costituisce uno dei momenti più attesi e significativi della devozione religiosa popolare. La festa della Madonna del Buon Consiglio si festeggia la prima domenica di maggio ed il culto si collega all'esodo degli albanesi in Calabria. La vigilia di Natale, la piazza principale diventa il focolare di tutti con l'accensione di un gran falò. Sono da ammirare i costumi tradizionali albanesi che nelle occasioni di festa vengono indossati dagli abitanti di San Benedetto Ullano.

Persone legate a San Benedetto Ullano[modifica | modifica sorgente]

  • Agesilao Milano, militare, attentò alla vita del re delle Due Sicilie Ferdinando II nel 1856.
  • Felice Samuele Rodotà (XVIII secolo), Vescovo di rito orientale, interessatosi alla creazione di un collegio albanese in Calabria con a capo un Vescovo di rito greco.
  • Pietro Pompilio Rodotà, scrittore, autore dell'opera in tre volumi: Dell'origine, progresso e stato presente del rito greco in Italia".
  • Andrea Gargano (XIX secolo), patriota, con sprezzo del pericolo sacrificava la sua vita per la causa unitaria.
  • Giovanni Mòsciaro, politico, eletto deputato al Primo Parlamento Italiano.
  • Abramo Mòsciaro (1901-1979), stenografo e creatore del sistema Stenital Mosciaro. Nacque a San Benedetto Ullano[3].
  • Stefano Rodotà (1933), giurista e politico, attualmente deputato italiano e parlamentare europeo, ex vice presidente della Camera dei deputati (1992-1994) ed ex Presidente dell'Autorità garante per la protezione dei dati personali (1997-2005).
  • Antonio Rodotà (Cosenza, 24 dicembre 1935 – Roma, 23 febbraio 2006), ingegnere e dirigente d'azienda italiano impegnato nel settore spaziale italiano ed europeo; direttore dell'ESA.
  • Alfio Antonio Moccia (1943), storico, letterato e cantautore, con i suoi canti e i suoi testi esprime il sentimento verso il paese d'origine e il mondo arbereshe.
  • Italo Elmo (1951), docente, contribuisce alla realizzazione di attività culturali per la valorizzazione delle tradizioni popolari del mondo arbëresh. Ha organizzato e diretto a Civita, per il "Centro studi e ricerche delle tradizioni popolari albanesi" di San Demetrio Corone, la prima edizione del "Festival Euromediterraneo della Musica e della Danza Etnica Albanese".

Frazioni[modifica | modifica sorgente]

Dopo pochi km si può raggiungere Marri (Alimarri in lingua arbëreshë), frazione di San Benedetto Ullano. Venne fondato nella seconda metà del XV secolo da Arbëreshë che oltrepassarono il fiume Argentino (lumi i Allimarrit).

Interessante è la chiesa di San Salvatore in località Piano dei Rossi, realizzata nei caratteri tipici di recupero delle forme stilistiche bizantine.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 settembre 2012.
  2. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  3. ^ Lessico Universale Italiano di lingua lettere arti scienze e tecnica, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1979, alla voce Stenografia.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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