Lazzaro di Betania

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San Lazzaro di Betania
La resurrezione di Lazzaro in un dipinto di Juan de Flandes (1500-1510)
La resurrezione di Lazzaro in un dipinto di Juan de Flandes (1500-1510)

Amico di Gesù

Nascita I secolo ca.
Morte I secolo ca.
Venerato da Tutte le Chiese che ammettono il culto dei santi
Ricorrenza 17 dicembre

Lazzaro o Eleazaro (Eleazar o Eliezer) è un personaggio dei vangeli: secondo la tradizione Cattolica, abitava a Betania, paese vicino a Gerusalemme, con le due sorelle Marta e Maria. Il Vangelo secondo Giovanni (11,1-44) racconta che, morto a causa di una malattia, fu risuscitato da Gesù.

Lazzaro di Betania è venerato come santo dalla Chiesa cattolica, dalla Chiesa ortodossa e dalla Chiesa copta.

Il racconto evangelico[modifica | modifica wikitesto]

Il Vangelo secondo Giovanni racconta che Gesù si trovava fuori dalla Giudea quando fu avvertito che Lazzaro era malato; quando raggiunse Betania, Lazzaro era già morto. Il Vangelo precisa che Lazzaro era già "da quattro giorni" nel sepolcro, emanando il classico fetore della decomposizione[1]. Dopo aver parlato con le due sorelle Marta e Maria, Gesù si recò al sepolcro, fece togliere la pietra che ne chiudeva l'entrata, e chiamò Lazzaro, il quale uscì vivo dal sepolcro, ancora avvolto nelle bende funebri.[2]

Il racconto prosegue riferendo che molti Giudei credettero in Gesù vedendo ciò che aveva fatto, ma che i sommi sacerdoti e i farisei, al contrario, ne furono riconfermati nella loro convinzione che Gesù fosse un pericoloso agitatore, e decisero di ucciderlo.[3]

Pochi giorni dopo, Lazzaro era ad una cena in onore di Gesù: molte persone accorsero per vederlo, e i sommi sacerdoti, venutolo a sapere, decisero di uccidere anche Lazzaro, perché molte persone credevano in Gesù a causa sua.[4] Lazzaro non compare più nel prosieguo del Vangelo[5] né in alcun altro scritto del Nuovo Testamento.

La tradizione[modifica | modifica wikitesto]

Secondo la Leggenda aurea di Jacopo da Varagine Lazzaro andò a predicare in Francia con le sue sorelle e lì divenne il primo vescovo di Marsiglia.

Invece secondo la tradizione orientale[senza fonte], Lazzaro divenne vescovo di Cipro e durò nell'episcopato per circa un trentennio. Già dal IV secolo si diffuse questa versione, forse per suffragare le pretese di autocefalia della Chiesa di Kittim, l'odierna Larnaca. Tuttavia, a supporto di questa versione, nell'anno 890 fu ritrovata una lapide con l'iscrizione "Lazzaro, l'amico di Cristo". Successivamente le reliquie furono traslate a Costantinopoli e quindi in Francia dai Crociati. Nel 1972 sotto l'altare della chiesa di Larnaca fu rinvenuta un'arca di marmo contenente resti umani, che si ritengono quelli di Lazzaro. Secondo quest'ipotesi, il trasferimento delle reliquie a Costantinopoli fu soltanto parziale.

Il culto[modifica | modifica wikitesto]

Icona russa della risurrezione di Lazzaro: Cristo a sinistra circondato dagli apostoli fa risorgere Lazzaro avvolto in bende a destra, mentre le sorelle Marta e Maria si prostrano in ringraziamento

Per i cattolici la festa di san Lazzaro ricorre il 29 luglio. Nella liturgia del rito romano Lazzaro è menzionato nell'orazione In paradisum della Messa per i defunti (Requiem). In questo passo Lazzaro è definito "povero in terra", perché secondo l'esegesi medievale Lazzaro di Betania è lo stesso Lazzaro che nel Vangelo secondo Luca (16,19-31) chiede l'elemosina davanti alla porta di un ricco.

Il calendario bizantino celebra Lazzaro il sabato prima della Domenica delle Palme. In Russia in questo giorno il digiuno quaresimale è mitigato ed è usanza mangiare caviale.

Altre interpretazioni[modifica | modifica wikitesto]

Secondo una certa esegesi non canonica, Lazzaro sarebbe il "discepolo che Gesù amava", più volte citato nel Vangelo secondo Giovanni, che la maggioranza dei commentatori identifica invece con l'evangelista stesso. L'identificazione con Lazzaro si basa sul fatto che, nell'episodio che lo coinvolge esplicitamente, è detto dalle sue sorelle: «Signore, ecco, colui che tu ami è malato» (Giovanni 11,3).

Una scuola di pensiero che vide come esponente lo studioso autodidatta Luigi Cascioli[6] ritiene che il Lazzaro del vangelo sia la stessa persona citata nella Guerra giudaica di Flavio Giuseppe come "Lazzaro figlio di Giairo". Questo personaggio, che partecipò alla rivolta ebraica contro Roma, morì suicida a Masada nel 73. Si giungerebbe a questa identificazione ipotizzando che la resurrezione di Lazzaro, citata solo dal Vangelo di Giovanni, e quella della figlia di Giairo, citata dagli altri tre ma non da Giovanni (Matteo 9,18-26, Marco 5,21-43, Luca 8,40-56), raccontino in realtà lo stesso episodio; Lazzaro dunque sarebbe stato figlio di Giairo. Cascioli si serve poi di questa presunta coincidenza tra i due personaggi per supportare la sua teoria dell'identificazione di Gesù con Giovanni di Gamala e quella del matrimonio di Gesù con la Maddalena, che egli identifica con Maria sorella di Lazzaro.[punti di vista minoritari]

Vi sono però evidenti differenze tra i racconti delle due resurrezioni:

  • la figlia di Giairo è inequivocabilmente identificata come femmina;
  • nel caso di Lazzaro sono le sue sorelle a intervenire presso Gesù, nell'altro è il padre;
  • i due episodi sono ambientati l'uno a Betania e negli ultimi giorni di vita di Gesù, l'altro a Cafarnao e nel periodo iniziale della sua missione;
  • la resurrezione di Lazzaro avviene al sepolcro davanti alla folla, quella della figlia di Giairo in casa e in privato;
  • manca nella resurrezione di Lazzaro l'episodio della donna affetta da emorragia da 12 anni.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Vangelo secondo Giovanni, 11,39.
  2. ^ Vangelo secondo Giovanni, 11,1-44.
  3. ^ Vangelo secondo Giovanni 11,45-53.
  4. ^ Vangelo secondo Giovanni 12,1-11.
  5. ^ In Giovanni 12,17 si dice che coloro che avevano assistito alla resurrezione di Lazzaro rendevano testimonianza a Gesù, ma Lazzaro non sembra essere personalmente presente.
  6. ^ luigicascioli.it

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