Palazzo Adriano

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Palazzo Adriano
comune
Palazzo Adriano – Stemma Palazzo Adriano – Bandiera
Palazzo Adriano – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Sicily.svg Sicilia
Provincia Provincia di Palermo-Stemma.png Palermo
Amministrazione
Sindaco Carmelo Nicola Cuccia (lista civica) dal 07/05/2012
Territorio
Coordinate 37°41′00″N 13°23′00″E / 37.683333°N 13.383333°E37.683333; 13.383333 (Palazzo Adriano)Coordinate: 37°41′00″N 13°23′00″E / 37.683333°N 13.383333°E37.683333; 13.383333 (Palazzo Adriano)
Altitudine 695 m s.l.m.
Superficie 129,25 km²
Abitanti 2 202[1] (30-11-2012)
Densità 17,04 ab./km²
Comuni confinanti Bivona (AG), Burgio (AG), Castronovo di Sicilia, Chiusa Sclafani, Corleone, Lucca Sicula (AG), Prizzi
Altre informazioni
Cod. postale 90030
Prefisso 091
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 082052
Cod. catastale G263
Targa PA
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti palazzesi
Patrono san Nicola di Mira
Giorno festivo 6 dicembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Palazzo Adriano
Posizione del comune di Palazzo Adriano all'interno della provincia di Palermo
Posizione del comune di Palazzo Adriano all'interno della provincia di Palermo
Sito istituzionale
« La più bella piccola città della Sicilia »
(Vittorio Sgarbi, La Sicilia del 20 agosto 1998)

Palazzo Adriano (IPA: [pa'latʦo adriˈano], Pallaci in arbëreshë[2], u Palàzzu in siciliano[3]) è un comune italiano di 2.202 abitanti[1] della provincia di Palermo in Sicilia.

Tra i paesi dell'entroterra palermitano confinanti con la provincia di Agrigento, in origine arbëreshë, conserva ancora il rito liturgico greco-cattolico e appartiene all'eparchia bizantina di Piana degli Albanesi. Noto per essere stato tra i set naturali del film Nuovo cinema Paradiso, vincitore di un premio Oscar nel 1990, è un centro dedito soprattutto alla coltivazione e al settore primario.

Dal 2012 è sede, insieme a Bivona, del Parco dei Monti Sicani[4].

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Palazzo Adriano è situato su un altopiano alle falde del Monte delle Rose (appartenente alla catena dei Monti Sicani) nell'entroterra di Palermo, al confine con la provincia di Agrigento. Il paese è ubicato a 695 m s.l.m. alle pendici del cozzo Braduscia.

Territorio[modifica | modifica sorgente]

Il territorio di Palazzo Adriano si estende per 12.925 ettari, corrispondente a quella parte del territorio antico di Prizzi donato, nel 1160, ai monaci cistercensi del monastero di San Cristoforo, situato tra Filaga e Monte Scuro[5].

  • Classificazione sismica: zona 2 (sismicità medio-alta), Ordinanza PCM n. 3274 del 20/03/2003[6]

Orografia[modifica | modifica sorgente]

  • Monte delle Rose (1.436 m)
  • Monte Indisi (1.187 m)
  • Monte Scuro (1.301 m)
  • Monte San Nicola (648 m)

Idrografia[modifica | modifica sorgente]

Il territorio di Palazzo Adriano è attraversato in gran parte dal fiume Sosio, che nasce dai monti di Bivona e Santo Stefano Quisquina.

Clima[modifica | modifica sorgente]

  • Classificazione climatica: zona D, 1716 GG[7]

Storia[modifica | modifica sorgente]

Età medievale[modifica | modifica sorgente]

I primi dati sull'esistenza del casale Arianum si hanno fin dal 1060[senza fonte] sotto il regno del conte Ruggero, quando Gerlando (primo vescovo di Agrigento dopo la cacciata dei saraceni) fondò le prime 14 prebende canonicali della mensa arcivescovile di Agrigento, con le decime dovute da alcuni borghi e luoghi abitati delle diocesi, tra cui sono riportati Prizzi e il suddetto casale Arianum. Più certi sono i dati sul casale di Palazzo Adriano riportati in un documento del 1160 (in cui venne scritto sicut dividitur aqua inter Adrianum et Peritium[8][9]) e, in seguito, in altri documenti del 1243 (Federico II conferma la donazione di Matteo Bonello delle terre ai monasteri e concede al monastero di Santa Maria di Fossanova la Villa di Adriano, fino ad allora di pertinenza del demanio della Corte Imperiale, compresa la giurisdizione sugli abitanti), del 1273 (atto di divisione tra i monasteri di Sant'Angelo e San Cristoforo dove per la prima volta si ritrova il nome Palacium Adriani[senza fonte]) e di altri documenti che risalgono all'epoca dei Vespri Siciliani.

A partire dal 1282 i feudi che oggi costituiscono il territorio di Palazzo Adriano videro susseguirsi più di trenta baronie concesse in enfiteusi tutte dagli abati del monastero di Santa Maria di Fossanova. Quest'ultimo ebbe riconosciuto il diritto di amministrazione dei feudi per più di 500 anni fino al 1787, quando la Real Corte di Ferdinando IV di Napoli incamerò tutte le terre, affidandone l'amministrazione alla Reale Commenda della Magione di Palermo. Alcuni enfiteuti sono stati Nicolò de Apilia (Abella), Margherita Ventimiglia, i Villaraut, gli Opezzinghis, i Notarbartolo ed altri.

Età moderna[modifica | modifica sorgente]

Una pagina importante nella storia di Palazzo Adriano è stata scritta a partire dal XV secolo, quando una colonia di profughi conosciuti come Arbëreshë provenienti dalla Grecia e dall'Albania, probabilmente militari, fuggiti a causa dell'avanzata turca, ne incrementò la popolazione e lo sviluppo del casale, dando vita ad una comunità in cui oggi coesistono famiglie di rito latino e greco-bizantino, entrambe seguaci del cattolicesimo.

Simboli[modifica | modifica sorgente]

Stemma del Comune
Gonfalone del Comune

Ecco la descrizione araldica dello stemma del Comune di Palazzo Adriano:

« di rosso, all'aquila bicipite di nero, coronata all'antica d'oro sulle due teste, sostenenti fra gli artigli una lista bifida svolazzante, con la leggenda: universitatis palatii adriani. Lo scudo ha ornamenti esteriori da Comune consistenti: nella parte superiore, in una corona murale formata da un cerchio aperto da quattro pusterle (tre visibili), con due cordonate a muro sui margini, sostenente una cinta, aperta da sedici porte (nove visibili), ciascuna sormontata da una merlatura a coda di rondine, il tutto d'argento e murato di nero; nella parte inferiore in un ramo di ulivo, a sinistra, e in un ramo di quercia, a destra, legati da un nastro tricolore nazionale »
(Statuto comunale, art. 1[10])

L'aquila a due teste su sfondo rosso si ricollega all'origine albanese del comune. Il gonfalone comunale consiste in un drappo quadrangolare di velluto rosso, raffigurante all'interno lo stemma comunale e custodito presso la stanza del sindaco.

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica sorgente]

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

Chiesa Maria Santissima Assunta
Chiesa Maria Santissima del Lume
  • Chiesa di Maria Santissima Assunta (XVI secolo), di rito bizantino, sita in piazza Umberto I, nella parte centrale del paese;
  • Chiesa di Maria Santissima del Lume (XVIII secolo), di rito latino, sita in piazza Umberto I, nella parte centrale del paese;
  • Chiesa di Maria Santissima del Carmelo (XVI secolo), sita in via XX Settembre, nella parte centrale del paese. A navata unica, presenta un portale con colonne dai capitelli corinzi;
  • Chiesa di San Giovanni Battista, sita in via E. Amari. All'interno reca un'icona del 1965 che raffigura San Giovanni Battista;
  • Chiesa di Sant'Antonio;
  • Chiesa della Madonna della Pietà (XVIII secolo);
  • Santuario di San Nicola (XVI secolo), di rito bizantino, all'interno viene custodita la "vara" del Santissimo Crocifisso, scolpita dal Marabitti nel 1639;
  • Santuario di Maria Santissima delle Grazie (XVI secolo);
  • Santuario di Santa Maria del Rifesi.

Architetture civili[modifica | modifica sorgente]

  • Palazzo Municipale (ex Palazzo Dara): palazzetto settecentesco, caratterizzato da un arco di entrata attraverso il quale si accede in un cortile interno adornato da una fontana. Il palazzo è di proprietà del comune dal 1948[11].
  • Palazzo dei Baroni Mancuso
  • Casa d'infanzia di Francesco Crispi
  • Villa del Barone Vincenzo Mancuso Pasciuta
  • Villa comunale (o parco della Rimembranza): sito in viale Vittorio Veneto, la sua costruzione iniziò nel primo dopoguerra (1920), per volere delle autorità comunali. Il parco è dedicato alla memoria dei palazzesi caduti nel primo conflitto mondiale, e vi sono stati piantati 40 alberi, tanti quanto i caduti[11].
  • Fontana di piazza Umberto I: risale al 1608; riporta sulle lapidi, il nome degli amministratori che la fecero costruire. A realizzare la fontana, dalla caratteristica forma ottagonale, furono i chiusesi Nicolò Gagliano e Vito Termini (1607) e il burgitano Vito Lo Domino (1684), che scolpì, in gusto barocco, un vaso con pigna[11].
  • Lavatoio comunale: fu costruito nel 1938, in pieno regime fascista, per volere di Benito Mussolini; visitando il paese in occasione dell'inaugurazione della diga del lago di Gammauta, infatti, vide alcune donne in ginocchio lavare i panni presso le sorgenti aperte di Fontana Grande, battendo la biancheria su alcune pietre, e decise di far costruire un lavatoio. L'edificio è stato restaurato alcuni anni fa[11].

Architetture militari[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Castello di Palazzo Adriano.
Il castello borbonico
  • Castello borbonico

Altro[modifica | modifica sorgente]

Siti archeologici[modifica | modifica sorgente]

Nel territorio di Palazzo Adriano si trovano, ancora integri, sia la Pietra di Salomone, sulla cui parete ovest si trovano alcune stanze, scavate dai bizantini e usate come vedette, sia la Pietra dei Saraceni, in cui è scolpita una scala che porta ad un pozzo di forma circolare, probabilmente per la raccolta dell'acqua piovana.

Aree naturali[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Riserva naturale orientata Monti di Palazzo Adriano e Valle del Sosio.

Gran parte del territorio del comune di Palazzo Adriano ricade all'interno della riserva naturale orientata Monti di Palazzo Adriano e Valle del Sosio, istituita nel 1997 e comprendente anche i territori dei comuni di Bivona, Burgio e Chiusa Sclafani[12]; nel territorio della riserva naturale sono stati trovati i più antichi reperti fossili della Sicilia[13].

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione storica della
popolazione
1625 2.841
1715 3.428
1765 3.875
1861 5.181
1882 5.882
1986 2.964
1991 2.767
2001 2.530
2011 2.232

Abitanti censiti[14]

Nonostante l'ampiezza del territorio, la popolazione di Palazzo Adriano non ha mai raggiunto quote elevatissime: dopo essere stato disabitato nel XIII secolo e ripopolato dagli albanesi in quello successivo, il paese ha vissuto un forte incremento demografico nel XVII secolo, fino ad arrivare a quasi 6.000 abitanti alla fine del XIX secolo. A causa del fenomeno dell'emigrazione che colpì Palazzo Adriano e l'intera Sicilia, tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento la popolazione dapprima si stabilizzò, poi cominciò a decrescere, fino a quando, nel secondo dopoguerra, arrivò a perdere più di mille abitanti. Negli ultimi decenni la popolazione si mantenne costante intorno ai 3.000 abitanti; all'inizio del XXI secolo, giunse a circa 2.500 abitanti.

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

La presenza straniera a Palazzo Adriano è piuttosto esigua: al 31 dicembre 2009 sono residenti solamente 7 stranieri[15].

Palazzo Adriano è un paese di origine albanese, rifondato nel XV secolo, quando alcuni gruppi provenienti dall'Albania centro-meridionale si trasferirono in Sicilia per sfuggire all'avanzata turca ottomana. Nel paese si è mantenuto il rito bizantino ma non più la lingua e la cultura d'origine. I costumi, ormai persi, delle donne palazzesi sono stati dipinti in pochi acquerelli da Jean Houel[16] quando, facendo un viaggio in Sicilia e a Malta alla fine del Settecento, sostò per un breve periodo a Palazzo Adriano, affermando che le donne albanesi si vestono con grande sfarzo nei giorni di festa[17].

Lingue e dialetti[modifica | modifica sorgente]

L'idioma più diffuso è la lingua italiana. Il dialetto di Palazzo Adriano fa parte della famiglia dei dialetti centro-occidentali del siciliano. Sebbene Palazzo Adriano sia delimitato come "comune di minoranza albanofona" ai sensi della legge 482/99 ("Norme in materia di tutela delle minoranze linguistiche storiche"), la lingua arbëreshë oggi è del tutto scomparsa, anche se sussiste in piccola parte nelle preghiere del rito bizantino[senza fonte]. Il toponimo Palazzo Adriano presentava una forma in arbëreshë, Pallaci, anch'essa non più utilizzata.

Religione[modifica | modifica sorgente]

La caratteristica principale di Palazzo Adriano è la convivenza di due differenti gruppi etnico-religiosi, che pertanto seguono riti diversi: i latini ed i greco-albanesi, che seguono rispettivamente il rito romano ed il rito bizantino. Entrambi i gruppi conservano i propri usi, costumi e tradizioni, ed il loro attaccamento al proprio rito talvolta sfocia in controversie e rivendicazioni su fatti storici e culturali che coinvolsero buona parte del paese: l'acredine che più oppose i due gruppi è quella dovuta alle varie ipotesi riguardanti le origini di Palazzo Adriano. Nonostante la diversità di rito, Palazzo Adriano appartiene all'Eparchia di Piana degli Albanesi, dopo essere stata per secoli all'interno delle diocesi prima di Agrigento e in seguito di Monreale[senza fonte].

Tradizioni e folclore[modifica | modifica sorgente]

Istituzioni, enti e associazioni[modifica | modifica sorgente]

A Palazzo Adriano è operativo l'Ospedale "Regina Margherita": si tratta di una "unità operativa complessa" con tutte le sue divisioni di primariato. Inaugurato nel 1905, venne costruito accanto all'antico ospedale, a sua volta fondato nel 1790 dalla Reale Commenda della Magione di Palermo[18]. Negli ultimi tempi le prestazioni dell'ospedale sono state ridotte per attuare la riconversione della struttura e la realizzazione della Residenza sanitaria assistenziale (Rsa)[19]. In paese, inoltre, sono presenti un centro di vaccinazione e una casa di riposo, la "Monsignor Chiarchiaro".

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Istruzione[modifica | modifica sorgente]

Biblioteche[modifica | modifica sorgente]

  • Biblioteca comunale "Rao - Rafti"

Fondata nel 1926, possiede circa 15.000 volumi[11]. Fu istituita per volere dell'avvocato Rao che, molto legato al paese natio, chiese che la biblioteca fosse intitolata "Biblioteca Andrea Rao e Fratelli Rafti" ad uso degli studiosi.

Ricerca[modifica | modifica sorgente]

  • Centro Siciliano Formazione Professionale

Scuole[modifica | modifica sorgente]

A Palazzo Adriano è presente un istituto comprensivo statale, che comprende la scuola materna (o dell'infanzia), la scuola elementare (o primaria) e la scuola media (o secondaria di primo grado), e una scuola privata, la scuola materna "San Basilio".

Musei[modifica | modifica sorgente]

  • Museo comunale: sito nella piazza Umberto I, al piano terra del palazzo municipale, si suddivide in varie sezioni[20]:
    • Sezione museo geonaturalistico del Permiano del Sosio: in esso sono esposti i calchi dei reperti geologici risalenti a circa 300 milioni di anni fa, ritrovati nel territorio della riserva naturale orientata Monti di Palazzo Adriano e Valle del Sosio. La maggior parte dei fossili sono stati rinvenuti presso la Pietra di Salamone e la Pietra dei Saraceni.
    • Galleria foto "Nuovo cinema Paradiso": le scene e i retroscena del film di Tornatore raffigurati in oltre 100 fotografie originali.
    • Sezione museo della cultura Arbëreshë: sono le vecchie stalle del castello borbonico collocate nella parte antica del paese. Mostra gli esemplari riprodotti degli abiti arbëreshë indossati da manichini, e gigantografie degli acquarelli di Jean Houel realizzati nel 1782 e raffiguranti le donne palazzesi in tradizionali abiti albanesi e siciliani; vi è conservato, inoltre, una riproduzione dell'abito di Ferdinando IV, ultimo abitatore del castello;
    • Sezione fotovideo filmatica: sezione contenente fotografie e film delle iniziative realizzate negli ultimi 30 anni dal comune in collaborazione con la Proloco e altre associazioni cittadine.
    • Sezione museo dell'acqua: si trovano foto raffiguranti le sorgenti di Palazzo Adriano; una teca del museo è dedicata a Biagio Governali, scultore che ha realizzato opere sul paese.
  • Sez. Museo del Libro, presso la biblioteca comunale[20].

Media[modifica | modifica sorgente]

Stampa[modifica | modifica sorgente]

Pubblicazioni su Palazzo Adriano
  • Aricò Tommaso, Brevi notizie sulle vicende storiche di Palazzo Adriano, Arti Grafiche G. Fiore e Figli, Palermo anno 1935
  • Antonino Caldarella, Storia di Palazzo Adriano 1942, 2ª ed., Palazzo Adriano, Comune di Palazzo Adriano & Pro Loco "Palazzo Adriano", 2001.ISBN non esistente
  • Cipolla Francesco, Briozoi perniani di Palazzo Adriano, Scuola tip. Boccone del povero, Palermo 1951
  • Crispi Salvatore, Cenni topografico-medici sovra Palazzo Adriano, Tip. Clamis e Roberti, Palermo 1844
  • De Marco Spata Bruno, I figli illustri di Palazzo Adriano, Edizioni Bideri, Napoli 1986
  • De Marco Spata Bruno, Nascita di una chiesa: Maria Madre del Lume, parrocchia latina di Palazzo Adriano, Tip. Vittorietti, Palermo 1984
  • Fabio Oliveri, Palazzo Adriano. Territorio e storia, Ristampa, Palazzo Adriano, Comune di Palazzo Adriano, 1997.ISBN non esistente

Cinema[modifica | modifica sorgente]

A Palazzo Adriano sono state girate alcune esterne del film di Giuseppe Tornatore Nuovo Cinema Paradiso. Lo scrittore Marco Padùla, nativo del luogo, che ha partecipato in qualità di comparsa alla realizzazione del film, ha scritto un romanzo, "Un Paese da Oscar" (Firenze Libri, 1991), ispirato alle vicende relative alle riprese cinematografiche che videro coinvolti come comparse abitanti del paese. Nell'ottobre 2007 sono state girate alcune scene del film La siciliana ribelle di Marco Amenta.

Cucina[modifica | modifica sorgente]

I piatti tipici di Palazzo Adriano sono[21]:

  • la gidata, una specie di pane ripieno di verdure salate;
  • la tabisca, pane schiacciato con le dita ed unto di olio d'oliva pre-cotto;
  • la muffoletta, preparata con olio, pepe e formaggio;
  • dolci come le mastrazzole, i cuddureddi di fichi e mandorle, le sfince di uova o di patate, i pupi cu l'ova, confenzionate con uova sode e pasta biscottata;
  • il canestrato, la ricotta ed altri formaggi provenienti da pascoli di alta montagna.

Persone legate a Palazzo Adriano[modifica | modifica sorgente]

Economia[modifica | modifica sorgente]

Agricoltura[modifica | modifica sorgente]

Fra i prodotti agricoli maggiormente coltivati ci sono cereali, olive, uva, e fichi d'India. È cospicuo l'allevamento dei bovini e degli ovini così come la lavorazione dei prodotti caseari.

Artigianato[modifica | modifica sorgente]

L'artigianato locale si basa sui ricami per la produzione di merletto e di lavori all'uncinetto e a calza. In paese sussistono alcune antiche attività, come quella degli ebanisti, che lavorano principalmente il legno secondo un antico insegnamento presente a Palazzo Adriano sin dal 1890. È in fase di sviluppo l'artigianato artistico, di fattura pregiata e fantasiosa[21].

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
22 novembre 1993 30 novembre 1997 Andrea Ribaudo Sindaco
1º dicembre 1997 27 maggio 2002 Giuseppe Alessi Sindaco
28 maggio 2002 maggio 2007 Giuseppe Alessi Sindaco

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica sorgente]

Il comune di Palazzo Adriano fa parte delle seguenti organizzazioni sovracomunali: regione agraria n.1 (Montagna interna - Montagna di Corleone)[23].

Sport[modifica | modifica sorgente]

Stadio Comunale di Palazzo Adriano

Ospita una delle prove del circuito Ecotrail Sicilia, l'Ecotrail dei Monti Sicani.

Impianti sportivi[modifica | modifica sorgente]

  • Stadio comunale

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 30-11-2012.
  2. ^ Toso, 2008, op. cit., 163, nota 44.
  3. ^ DT, op. cit., 468.
  4. ^ Re-istituito il Parco dei Monti Sicani. URL consultato il 30 luglio 2012.
  5. ^ Oliveri, op. cit., 10-12.
  6. ^ Classificazione sismica dei comuni italiani. URL consultato il 23 agosto 2010. (PDF)
  7. ^ Dati Confedilizia. URL consultato il 23 agosto 2010.
  8. ^ Buscemi, op. cit., XII.
  9. ^ Un'altra edizione del diploma, il cui originale è perduto, riporta tali parole: [...] sicut dividit a qua inter Arianum et fericium usque ad pirum forcatum; cfr. Caldarella, op. cit., 15.
  10. ^ Statuto comunale, art. 1. URL consultato il 23 agosto 2010. (PDF)
  11. ^ a b c d e Monumenti di Palazzo Adriano. URL consultato il 23 agosto 2010.
  12. ^ Riserva naturale orientata Monti di Palazzo Adriano e Valle del Sosio. URL consultato il 24 agosto 2010.
  13. ^ Il Portale dei Parchi italiani. URL consultato il 24 agosto 2010.
  14. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  15. ^ Dati Istat stranieri 2009. URL consultato il 12 ottobre 2010.
  16. ^ I suoi acquerelli sono conservati presso il museo dell'Ermitage.
  17. ^ Abiti tradizionali. URL consultato il 4 settembre 2010.
  18. ^ Ospedale Palazzo Adriano. URL consultato il 23 agosto 2010.
  19. ^ Proteste all'ospedale di Palazzo Adriano. URL consultato il 23 agosto 2010.
  20. ^ a b Musei di Palazzo Adriano. URL consultato il 23 agosto 2010.
  21. ^ a b Gastronomia e artigianato. URL consultato il 23 agosto 2010.
  22. ^ Riserve nei Monti Sicani, pag. 64. URL consultato il 23 agosto 2010. (PDF)
  23. ^ GURS Parte I n. 43 del 2008. URL consultato il 7 luglio 2011.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • AA. VV., Dizionario di Toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Torino, UTET, 1990, ISBN 88-02-04384-1.
  • Fabio Oliveri, Palazzo Adriano. Territorio e storia, Ristampa, Palazzo Adriano, Comune di Palazzo Adriano, 1997.ISBN non esistente
  • Antonino Caldarella, Storia di Palazzo Adriano 1942, 2ª ed., Palazzo Adriano, Comune di Palazzo Adriano & Pro Loco "Palazzo Adriano", 2001.ISBN non esistente
  • Nicolò Buscemi, Saggio di storia municipale di Sicilia ricavata dai monumenti contemporanei, 2ª ed., Palazzo Adriano, Comune di Palazzo Adriano & Pro Loco "Palazzo Adriano", 2002.ISBN non esistente
  • Fiorenzo Toso, Le minoranze linguistiche in Italia, Bologna, il Mulino, 2008, ISBN 978-88-15-12677-1.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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