San Marzano di San Giuseppe

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San Marzano di San Giuseppe
comune
San Marzano di San Giuseppe – Stemma San Marzano di San Giuseppe – Bandiera
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Regione Puglia-Stemma it.png Puglia
Provincia Provincia di Taranto-Stemma.png Taranto
Sindaco Giuseppe Borsci (lista civica San Marzano Prima di Tutto) dal 15/04/2008
Territorio
Coordinate 40°27′0″N 17°30′0″E / 40.45°N 17.5°E / 40.45; 17.5 (San Marzano di San Giuseppe)Coordinate: 40°27′0″N 17°30′0″E / 40.45°N 17.5°E / 40.45; 17.5 (San Marzano di San Giuseppe)
Altitudine 134 m s.l.m.
Superficie 19 km²
Abitanti 15 284[1] (31-12-2010)
Densità 804,42 ab./km²
Comuni confinanti Fragagnano, Francavilla Fontana (BR), Grottaglie, Sava, Taranto
Altre informazioni
Cod. postale 74020
Prefisso 099
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 073025
Cod. catastale I018
Targa TA
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti sammarzanesi
Patrono san Giuseppe
Giorno festivo 19 marzo
Localizzazione
San Marzano di San Giuseppe è posizionata in Italia
San Marzano di San Giuseppe
Posizione del comune di San Marzano di San Giuseppe all'interno della provincia di Taranto
Posizione del comune di San Marzano di San Giuseppe all'interno della provincia di Taranto
Sito istituzionale

San Marzano di San Giuseppe (Shën Marcani in lingua arbëreshë) è un comune italiano di 8.978 abitanti della provincia di Taranto, in Puglia.

Paese arbëreshë della Puglia, insieme a Casalvecchio di Puglia (Kazallveqi) e Chieuti (Qefti), è l'unico comune del Salento in cui si conserva ancora la parlata arbëreshë e le proprie tradizioni, dovuta allo stanziamento, a partire dal XV secolo, di popolazioni provenienti dall'Albania e dalla Grecia.

Indice

Storia [modifica]

L'insediamento dei greco-albanesi in Italia va fatto risalire al XV secolo e si lega alle vicende storiche dell'Albania in quegli anni: l'eroe nazionale albanese, Giorgio Castriota Scanderbeg, impegnato nel respingere i turchi dall'Albania, stringe a Gaeta un giuramento di vassallaggio nei confronti del re di Napoli Alfonso V d'Aragona, in cambio di aiuti militari e viveri che garantì per molti anni nella lotta contro i turchi le spalle coperte. Il patto costituì così la base giuridica con cui può spiegarsi la successiva immigrazione e stanziamento dei greco-albanesi nell'Italia meridionale. Con la morte di Castriota nel 1468 e la successiva presa della roccaforte di Croia da parte dei turchi nel 1478, ha inizio la via dell'esilio delle popolazioni albanesi verso l'Italia.

La costituzione di comunità arbëreshë non è avvenuta velocemente, con uno spostamento netto e definitivo, alle date tradizionali delle immigrazioni quattro-cinquecentesche, ma è il risultato di un lungo e tormentato processo, che comprende passaggi senza stanziamento attraverso centri diversi, rapido insorgere e rapido deperire di agglomerati provvisori, l'assorbimento in comunità italiane di stanziamenti albanesi minoritari, fusione sul suolo italiano tra albanesi di diversa provenienza a tra albanesi e italiani, spostamenti ancora da un centro albanese ad un altro. San Marzano, come tutte le popolazioni ad esso limitrofe, subì intorno al secolo XV quella che fu nella storia delle colonie albanesi in Italia, la terza migrazione. La terza migrazione risale agli anni 1461 - 1470, quando Giorgio Castriota Scanderbeg (Principe di Croia), inviò un corpo di spedizione di circa 5 000 albanesi guidati dal nipote Coiro Stresio in aiuto a Ferrante I d'Aragona nella lotta contro Giovanni d'Angiò. Coiro Stresio sgominò, il 18 agosto del 1461, a Lago di Sangue, posta tra Greci, Orsara di Puglia e Troia, le truppe partigiane di Giovanni d'Angiò guidate da Piccinino. Per i servizi resi, furono concessi al principe Scanderbeg diritti feudali su Monte Gargano, San Giovanni Rotondo e Trani e fu concesso ai soldati e alle loro famiglie di stanziarsi in ulteriori territori. In tali possessi, dal 1463 al 1470 sarebbero sorte le comunità albanesi di: Belvedere, Coronno, Civitella, Faggiano, Monteiasi, Montemesola, Monteparano, Roccaforzata, Crispiano, San Giorgio, San Martino, Santa Maria della Camera, Mennano, Sant'Elia, Lupara, San Paolo in Civitate, Castelmauro e San Giacomo degli Schiavoni (alcune estinte). E quelle di: San Marzano, Chieuti, Campomarino, Casalvecchio, Portocannone, Montecilfone ed Ururi.

Ferdinando I attuò una politica di ripopolamento di alcune aree in Puglia e diede ai fuggitivi un sicuro asilo ad interi nuclei familiari di ogni classe sociale giunti nel sud Italia per non cadere in schiavitù e non rinunciare alla propria fede. E l'immigrazione continuò per tutto il XVI secolo a più riprese. È in questo periodo quindi che si origina l'Albania Salentina al cui interno si condensarono dodici comunità albanofone: la prima fu Faggiano e poi le altre, San Crispieri, San Giorgio, Carosino, Montemesola, Monteiasi, Monteparano, San Marzano, i casali Belvedere, Civitella e San Martino. Il territorio attuale di San Marzano di San Giuseppe fino al 1530 si divideva in due circoscrizioni: il feudo di San Marzano e la masseria “de li Rizzi”. Di questi le prime notizie certe risalgono al 1281 il primo e al 1196 la seconda; pare che si trattasse di zone che si spopolarono e restarono pressoché disabitate fino all'arrivo degli albanesi. Nel 1530 il capitano albanese Demetrio Capuzzimati acquistò il feudo di San Marzano e la masseria “de li Rizzi” riunificando i territori che compongono ancora oggi il territorio di San Marzano do San Giuseppe. Per facilitare l'immigrazione di famiglie che potessero abitare il feudo, fu concessa ai futuri abitanti l'esenzione da tutti gli oneri fiscali dovuti alla regia corte, per la durata di dieci anni. I profughi albanesi che ripopolarono il casale portarono le proprie tradizioni, la propria religione e la propria lingua. Il culto di rito greco scomparve a partire dal XVII secolo soccombendo al lungo conflitto che lo contrappose al rito latino della Chiesa cattolica romana tanto che nel 1866 il nome di “San Giuseppe” fu aggiunto a quello di San Marzano, in origine unico nome del paese; anche la chiesa dedicata a Santa Venere, tipica santa orientale, venne fatta ribattezzare in onore del santo latino san Carlo Borromeo.

Società [modifica]

Evoluzione demografica [modifica]

Abitanti censiti[2]

Lingua [modifica]

Secondo alcuni autori la scomparsa della lingua arbëreshë dall'Arberia Salentina, con l'unica eccezione di San Marzano, è anche dovuta all'impossibilità per gli arbëreshë del Salento di professare il rito greco-bizantino, ciò li avrebbe portati ad emigrare verso l'Arberia calabrese che è riuscita a mantenere, insieme a quella siciliana, il rito greco fino a oggi. Infatti i vescovi non solo nell'Arberia Salentina ma in tutte le diocesi in cui erano siti gli albanesi, “non hanno avuto altra cura” come afferma il Masci "che di abbattere il rito greco adottato da essi invece di promuovere in questi gli studi, far crescere i lumi, proteggere le scienze e le arti. Da ciò sono venuti eterni litigi e reciproche ostilità. La lotta per la difesa del rito greco-bizantino non rivestì un carattere solo ed esclusivamente religioso, ma rappresentò nella storia delle comunità arbëreshë un momento significativo di resistenza all'assimilazione che veniva dal potere e dai gruppi dominanti (feudatari laici ed ecclesiastici) dell'ambiente italiano circostante. Molte comunità albanesi, incluse quelle pugliesi, furono però alla fine costrette o per mancanza di sacerdoti o per i metodi coercitivi dei vescovi latini o dei baroni locali, ad abbandonare il rito religioso ortodosso originario e a sottomettersi alla chiesa latina. Tornando a San Marzano, nel corso dei secoli dopo i Capuzzimati, i proprietari del paese furono i Lopez, i Capace, i Castriota e i Bonelli. Nel 1806 con la legge sull'eversione delle feudalità, la gestione politico-amministrativa del feudo passò alla comunità locale.

Lingua arbëreshë [modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Lingua arbëreshë.

Nella seconda metà del XX secolo, la rivalutazione delle radici etno-linguistiche dell'arbëreshë è stata condotta da un cittadino albanese di San Marzano Carmine De Padova, autore di una discreta produzione letteraria e di diversi studi sulle tradizioni musicali locali. I suoi studi filologici hanno avuto ampia eco nella comunità accademica italiana e albanese. Fra le sue opere, il romanzo Dy Miqte (I due amici) (1998), la monografia San Marzano di San Giuseppe – storia, tradizioni, folklore dell'unico paese albanese di Puglia (1998) e le canzoni Il mio paese e Mamma.

Tradizioni [modifica]

Alle antiche radici albanesi oggi può ricondursi la tradizione di radunare le fascine benedette in uno spazio alla periferia del paese e lì date alle fiamme, mentre si premiano i carri più grandi e meglio allestiti. Si tratta di riti legati alla prosperità e collegate alla terra in una zona che per motivi feudali e religiosi, fu a lungo sottoutilizzata nell'economia agricola.

Legata alle origini albanesi è anche l'usanza di imbandire una tavola davanti all'effigie del Santo ed offerta per impetrare la protezione o adempiere a un voto. La preparazione di queste tavole ha inizio molti giorni prima della festa patronale e coinvolge i parenti e la famiglia che organizza la cerimonia. I piatti preparati che poi vengono offerti a turisti e visitatori devono essere tredici. Tutte le pietanze sono caratterizzate da una forte carica energetica: molto pepe nei piatti salati, zucchero e miele in abbondanza in quelli dolci.

Matrice albanese che persiste tuttora è anche la sfilata dei carri davanti alla statua del patrono il giorno della sua festa.

Cultura [modifica]

Personalità legate a San Marzano di San Giuseppe [modifica]

Carmine De Padova (1928-1999), poeta, insegnante e studioso di storia, di tradizioni popolari, di folklore e soprattutto di lingua albanese.

Economia [modifica]

L'economia locale è fondamentalmente agricola, con prevalenza delle culture tradizionali della vite e dell'ulivo. Nel XX secolo sorse una distilleria che si affermò nella produzione del liquore Elisir San Marzano, che negli anni ottanta fu lanciato sul mercato nazionale con un'insistente campagna pubblicitaria.

Infrastrutture e trasporti [modifica]

Collegamenti della Provincia di Taranto

Strade [modifica]

I collegamenti stradali principali sono rappresentati da (vedi):

Aeroporti [modifica]

L'Aeroporto di Taranto-Grottaglie "Marcello Arlotta" effettua servizi di linea per il traffico passeggeri con voli charter. Gli aeroporti più vicini sono:

Calcio [modifica]

La pricipale squadra di calcio è la Polisportiva Dilettantistica San Marzano che dopo aver vinto i play offs è stata promossa in prima categoria nel aprile 2013 ; prima, dopo aver vinto il campionato di terza categoria nel 2009 da allora milita nel campionato regionale di Seconda Categoria. Il traguardo più prestigioso è stato ottenuto con la militanza nel campionato di Prima Categoria nel 1988 e nel 2005. Nella stagione 2012-2013 vince gli spareggi play-off es è promossa in 1 categoria.

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2005.
  2. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

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