Cariati

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Cariati
comune
Cariati – Stemma Cariati – Bandiera
Cariati – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Calabria.svg Calabria
Provincia Provincia di Cosenza-Stemma.png Cosenza
Amministrazione
Sindaco Filippo Giovanni Sero (Viviamo Cariati insieme) dal 17/05/2011
Territorio
Coordinate 39°30′00″N 16°57′00″E / 39.5°N 16.95°E39.5; 16.95 (Cariati)Coordinate: 39°30′00″N 16°57′00″E / 39.5°N 16.95°E39.5; 16.95 (Cariati)
Altitudine 50 m s.l.m.
Superficie 28,82 km²
Abitanti 8 618[1] (31-12-2010)
Densità 299,03 ab./km²
Frazioni San Cataldo, Santa Maria, Tramonti,
Comuni confinanti Crucoli (KR), Scala Coeli, Terravecchia
Altre informazioni
Cod. postale 87062 e 87063
Prefisso 0983
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 078025
Cod. catastale B774
Targa CS
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti cariatesi
Patrono san Leonardo
Giorno festivo 6 novembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Cariati
Posizione del comune di Cariati all'interno della provincia di Cosenza
Posizione del comune di Cariati all'interno della provincia di Cosenza
Sito istituzionale

Cariati è un comune di 8.626 abitanti in provincia di Cosenza. È una cittadina della Calabria ionica e si trova a metà strada fra le città di Sibari e Crotone.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Origine del nome[modifica | modifica wikitesto]

Diverse sono le versioni sulle origini del nome della cittadina. Potrebbe derivare da caterina (o Carina), cioè grazia, città bella e graziosa. In alternativa è possibile che il nome derivi da un'originaria denominazione "Cariatide Diana", legata ad una località sacra a Diana. Nel X secolo è attestato il nome Korion, che deriverebbe dal greco Curuai (abitanti della greca Carie). Un'ultima ipotesi si collega al fatto che in origine Cariati era situato nella piana ove attualmente sorge la frazione di Santa Maria; poiché era spesso oggetto di attacchi saraceni ad opera di Khayr al-Dīn Barbarossa, gli abitanti furono costretti a spostarsi dalla marina all'attuale posizione: dal trasporto sui carri deriverebbe il nome di "Carriati", da cui a sua volta deriverebbe il toponimo.

I Brettii (o Bruzi)[modifica | modifica wikitesto]

Nel territorio cosentino è documentata la presenza dei Brettii dal V-IV secolo a.C. Tra il IV e il III secolo a.C. anche il territorio di Cariati fu frequentato da queste popolazioni, dedite all'agricoltura e alla pastorizia.

In un uliveto su una collina alla periferia del paese (località "Timpa del Salto" in contrada Prujja) in occasione di lavori agricoli venne rinvenuta nel 1978 una tomba ("tomba Brettia"), risalente al 330 circa a.C. La sepoltura, ritrovata intatta, è costituita da blocchi parallelepipedi di arenaria che racchiudevano un piccolo spazio di circa 2 m². La tomba era internamente affrescata, con scene tratte dalla vita di un guerriero. Il corpo era accompagnato da un ricco corredo, costituito da un'armatura in bronzo, con cinturone, elmo e spada, anfore e piatti, tutti esposti al museo di Sibari. Nel territorio sono state rinvenute anche altre sepolture, ma depredate e distrutte.

Resti di antiche abitazioni, mortai in pietra, orci in ceramica sono indizi per la presenza di un insediamento, favorito dalla posizione dominante della città.

Dominazione Romana e Medioevo[modifica | modifica wikitesto]

La città fu dominata da Roma ed aveva nome Paternum. Sede vescovile sin dagli inizi del cristianesimo, risulta aver avuto come vescovo Menecrates, presente al sinodo di Roma del 1º marzo 499. In una delle sue lettere, San Gregorio (540-604) raccomanda la chiesa di Cariati al vescovo di Reggio. Secondo alcune fonti, nel corso dell'XI o del XII secolo, la diocesi di Cerenza (Geruntia) venne unita a quella di Cariati, sebbene solo nel 1342 si può datare un documento che menziona esplicitamente un "vescovo di Cariati e Cerenza".[2]

Il Feudalesimo[modifica | modifica wikitesto]

Feudatario nell'anno 1260 fu Matteo Cariati[3], sul cui cognome gli storici non sono certi; all'inizio del Trecento riscontriamo Gentile di San Giorgio, a cui subentrarono i Ruffo Montalto. Per iniziativa di Covella Ruffo, e con beneplacito di Papa Eugenio IV, Cariati diventò Sede Vescovile (1437). Il feudo venne assegnato agli imolesi Riario nel 1479, quindi ai Sanseverino, ai Coppola e poi ai Borgia[4]. Nel 1495 Re Carlo VIII di Francia, occupato il Regno di Napoli donò la contea a Michele Riccio, cui venne tolta con la disfatta dei francesi[5]. Nell’anno 1505 la proprietà venne attribuita ai principi Spinelli, che furono titolari di Cariati sino all’eversione della feudalità.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Cattedrale[modifica | modifica wikitesto]

Cupola della Cattedrale di S.Michele Arcangelo
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Cattedrale di Cariati.

La chiesa venne costruita nel V secolo e fu riedificata, sotto l'episcopato di monsignor Nicola Golia nel 1857, ad opera di Carmine Ruggiero.

La facciata è preceduta da un porticato, dal quale si erge il campanile, costruito successivamente. La cupola è rivestita con mattonelle di maiolica policrome.

L'interno presenta tre navate, separate da massicce colonne ioniche, disposte in coppia.

Chiesa degli Osservanti[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa venne costruita nel 1441 per volere di Bonaccorso Caponsacco.

Dista poche centinaia di metri dalle mura del Borgo. È un'opera di architettura monastica in stile "tardo-gotico" e conserva un'abside quadrangolare.

Il portale di ingresso all'edificio è a forma ogivale in pietra. La cupola si presenta a costoloni rivestiti con mattonelle di maiolica policrome.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Ingresso principale al Borgo Medievale (Porta Pia)
Corso XX settembre

Borgo[modifica | modifica wikitesto]

Borgo sulla riva del mare, accessibile da più punti ma con l'attuale accesso principale costituito da Porta Pia. Il primo nucleo dell’attuale centro storico sorse come luogo strategico fortificato in età bizantina, fra il IX e il X secolo.

La cinta muraria fu fortificata quando la cittadina era un feudo della famiglia Ruffo. La lunghezza completa del perimetro è di circa un chilometro, inframmezzata da otto torri.

Porta Pia (o Porta Nuova) e corso XX settembre[modifica | modifica wikitesto]

Subito dopo l'ingresso principale di Porta Pia o Porta Nuova, si trova il Palazzo del Seminario, costruito nella prima metà del Seicento.

Dalla porta inizia il corso XX settembre, la via principale una volta "via Duomo"), lungo la quale sorge prima la cattedrale di San Michele Arcangelo e, subito dopo, il Palazzo vescovile, preceduto dalla piazza del Borgo (piazza Plebiscito), dove si trova la torre campanaria con un orologio, costruita nel 1904.

Tomba Brettia[modifica | modifica wikitesto]

La sepoltura è costituita da una tomba a "camera sotterranea", sita su una collina a ridosso del mare in località Salto, facilmente raggiungibile dalla statale 106.

Tra il IV e il III secolo A.C. Cariati fu sede di insediamenti di genti Brezie dedite all'agricoltura ed alla pastorizia. Cariati per molto tempo fu insediata da questa civiltà che, dal questo punto strategico sul mare, dominava gran parte del territorio. Quello che giunge a noi di questa civiltà è una tomba trovata su una collina in periferia di Cariati, in mezzo agli alberi di ulivo (venuta alla luce dopo lavori di movimento terra per l'agricoltura). Risalente al 330 circa a.c., la tomba è costituita da blocchi di arenaria posti a parallelepipedi che formavano una stanza di circa 2 m2; essa si presentava intatta, al suo interno vi era un affresco che probabilmente rappresentava la vita del guerriero “BREZIO” dal nome appunto “TOMBA BRETTIA”, che si suppone fosse il capo della comunità locale. Al suo interno furono trovati il corpo del guerriero con molti oggetti di valore come la sua armatura in bronzo, un cinturone, un elmo, una spada, delle anfore, dei piatti, e altri oggetti del suo corredo funerario. Al momento tutti questi oggetti sono esposti al museo di Sibari, e nulla esclude che sulle colline di Cariati possano ancora esserci altre tombe di guerrieri di questa od altre civiltà.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[6]


Frasi popolari e dialettali[modifica | modifica wikitesto]

Dialetto: "Un c'è oceddu natu c'u passa pi' Cariati"
Traduzione :"Non esiste un volatile in vita che non passi da Cariati"
Dialetto: "A gatta pressalura 'fa 'i'figghi cicati"
Traduzione : "La gatta frettolosa fa i figli ciechi"
Dialetto: "U' pentir' ropp' poco giova"
Traduzione: "Serve a poco pentirsi dopo"
Dialetto: "Nudd ti dicia lavat a faccia ca par cchiù bell i mi"
Traduzione letterale: "Nessuno ti dirà mai: lavati la faccia in modo da apparire più bello e pulito di me". Significato: Non fidarsi troppo dei consigli altrui.
Dialetto: "A bang è misa, chin' un si sera perd' ra spisa"
Traduzione: "La tavola è imbandita chi non si accomoda rischia di non mangiare"
Dialetto: "Avoggh' u' ndruz e fà cannol, cu sand è fatt i marm e nun s' mova!"
Traduzione letterale: "È inutile insistere, tanto la statua del santo è fatta di marmo e non si muove!". Significato: è inutile insistere, non cambierò/à/anno idea!
Dialetto: "Chin ti vo ben chiù i mamm, o ti ferra, o t 'ngann"
Traduzione letterale: "Chi ti vuol bene più di mamma, o ti brucia o t'inganna". Significato: Fidarsi prima di tutto delle persone più care, come la mamma, che di estranei finti affabulatori.
Dialetto: "Chin 'u sentr' ara mamma e aru patr, sentr i diavul scatinat" Significato : "Chi non ascolta suo padre o sua madre, dà retta solo ai diavoli scatenati".

Persone legate a Cariati[modifica | modifica wikitesto]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

  • Festa di San Cataldo (10 maggio)
  • Festa di San Rocco (16 agosto)
  • Festa di S. Leonardo (06 novembre)

Gastronomia e prodotti tipici[modifica | modifica wikitesto]

  • Sardedd :(Sardella (Conserva) Bianchetto condito con sale, pepe rosso (a volte semi di finocchio selvatico))
  • Sardedd Scattiata: (Sardella fresca fritta con pepe rosso)
  • Miluncian chini :(Melanzane Ripiene alla Cariatese)
  • Pitta cur'i jita: (Rotolini di pizza fatta con le dita e condita con sardella e pomodoro fresco)
  • I Sard salat: ((Conserva) Sarde salate con pepe rosso e sale)
  • Ghiotta: (vari tipi di pesce cotti nel pomodoro con peperoncino)
  • Nduja Insaccato con parti poco nobili del maiale viene cotta e sgrassata per tre volte in acqua bollente poi cotta nel pomodoro per condire le paste fatte in casa
  • Maccarrun a ferret' cur' a 'nduja o cur'a sozizza:(Maccherroni fatti col ferretto con 'nduja o salsiccia)
  • Sanguinaccio (Conserva): Sangue fresco di maiale cotto con mosto e noci molto proteico da spalmare sulle fette di pane come merenda
  • Grano di S. Lucia  : Grano cotto nel mosto
  • Sch'pecie: (Conserva) Melanzane a strisce con peperoni menta scottati in acqua sale e aceto e messi sott'olio
  • Crispeddi: (Dolci caratteristici/tradizionali dei giorni di festa) Fatte di acqua e farina senza lievito fritte in olio bollente
  • Olive ara conza: (Conserva) Tipiche olive verdi messe con metodo tradizionale greco in salamoia acqua sale soda o cenere poi messe sottovetro con alloro e finocchio selvatico
  • Olive schiacciate (Conserva): Olive verdi selezionate e schiacciate nei mortai di pietra condite con sale
  • Olive arriganate: Olive a piena maturazione di colore nero selezionate a mano impastate con origano olio sale e, a secondo i gusti, anche con pepe rosso a scaglie
  • Pip e patat

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Zone-rioni-quartieri[modifica | modifica wikitesto]

Le località principali di Cariati sono: Carrera, Scoglio, Fischìa, Carafunedd', Pannizzara, U Mmatt', Vignola, Tramonti, Moranidi, San Cataldo, Nicà, Valle, Travaja, Grotte, S. Croce, A Madonnin', Porto, Chiddu scar' (generico per indicare un rione diverso da quello dove ci si trova).

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Turismo[modifica | modifica wikitesto]

Il porto al tramonto

La bellezza del paesaggio circostante, la limpidezza del mare (Bandiera Blu 2009, 2010, 2011, 2012), la bontà dei prodotti tipici e la vicinanza con la Sila fanno di Cariati un centro turistico apprezzato dalle migliaia di persone che ogni anno si riversano su questo scorcio di Ionio.

Artigianato[modifica | modifica wikitesto]

Veliero in manutenzione presso un cantiere navale a Cariati

L’artigianato locale subì l'influsso delle incursioni dei Turchi Ottomani e all'ancora più antica arte della Magna Grecia (si trova infatti a metà strada fra due delle più importanti città del periodo (Sibari e Crotone)). L'influenza turca nell'artigianato si nota particolarmente nel tessile dove ancora oggi alcune donne continuano a tessere coperte e tappeti. "Si narra che una donna del posto di nome Laura fu rapita dai Turchi e deportata per un periodo di tempo in Turchia. Qui imparò l'arte manifatturiera e, una volta liberata e tornata al proprio paese, insegnò la nobile arte tessile alle altre donne". Anche la lavorazione della creta, un tempo molto praticata, è un’attività artigianale tipica di Cariati. Vi sono vari negozi di oggetti in terracotta e ceramica, lavorati secondo la tradizione dei vasai (“vucalari”) cariatesi di una volta. Esiste infine a Cariati una tradizione cantieristica per la costruzione di barche da pesca, pescherecci ("paranza"). Infatti nel circondario sono chiamati “i maestri d’ascia”.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

La città di Cariati è raggiungibile con la Strada statale 106 Jonica anche attraverso servizi di autobus provenienti da varie città di Italia e dall'estero.

Strade statali e provinciali[modifica | modifica wikitesto]

Trasporto ferroviario[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione di Cariati.

Cariati è dotata di una stazione ferroviaria di proprietà di RFI S.p.A.. La stazione è situata a Cariati Marina lungo la Ferrovia Jonica sul percorso Taranto - Reggio Calabria.

Trasporto aereo[modifica | modifica wikitesto]

Cariati dista 60 km dall'aeroporto di Crotone-Sant'Anna e 150 km dall'aeroporto di Lamezia-Sant'Eufemia.

Porto[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2009 sono stati completati i lavori del porto turistico.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Elezioni amministrative 2011[modifica | modifica wikitesto]

Lista Voti  %
Viviamo Cariati Insieme 1.963 35,41
Fai Vincere Cariati 1.798 32,43
Cariati Nel Cuore 1.657 29,89

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

A Cariati le squadre di calcio sono: l'A.S.D. Cariati Calcio ed S.S.D. La Sportiva Cariatese che militano entrambe nel girone B calabrese di 1ª Categoria.

Galleria fotografica[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Catholic Encyclopedia (1913)/Cariati (Paternum) in Wikisource, The Free Library. URL consultato il 20 agosto 2011, http://en.wikisource.org/w/index.php?title=Catholic_Encyclopedia_(1913)/Cariati_(Paternum)&oldid=2153680
  3. ^ Storia - Comune di Cariati
  4. ^ Pellicano Castagna Mario, La storia dei feudi e dei titoli nobiliari della Calabria, Chiaravalle Centrale, Frama Sud - 1984 (ad vocem)
  5. ^ De Lellis Carlo (a cura di), Michaelis Ritii neapolitani, De regibus Hispaniae, Hierusalem, Galliae, vtriusque Siciliae, & Vngariae, historia, Neapoli, ex regia typographia Egidij Longhi - 1645 (Introduzione)
  6. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]