Cariati

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Cariati
Panorama di Cariati
Cariati - Stemma
Stato: bandiera Italia
Regione: Calabria
Provincia: stemma Cosenza
Coordinate: 39°30′0″N 16°57′0″E / 39.5, 16.95Coordinate: 39°30′0″N 16°57′0″E / 39.5, 16.95
Altitudine: 50 m s.l.m.
Superficie: 27,95 km²
Abitanti:
8.416 2007
Densità: 301 ab./km²
Frazioni: San Cataldo, Santa Maria, Tramonti, 
Comuni contigui: Crucoli (KR), Scala Coeli, Terravecchia
CAP: 87062 87063
Pref. telefonico: 0983
Codice ISTAT: 078025
Codice catasto: B774 
Nome abitanti: cariatesi 
Santo patrono: San Leonardo 
Giorno festivo: 6 novembre 
Comune
Posizione del comune nell'Italia
Sito istituzionale
Portale:Portali Visita il Portale Italia

Cariati è un comune di 8.416 abitanti in provincia di Cosenza.

Indice

[modifica] Storia

[modifica] Origine del nome

Ci sono diverse versioni sull'origine del nome:

  1. Da caterina (o Carina), cioè grazia, città bella e graziosa.
  2. Da un'originaria denominazione "Cariatide Diana", legata ad una località sacra a Diana.
  3. Da Korion, attestato nel X secolo, che deriverebbe dal greco Curuai (abitanti della greca Carie).
  4. All'inizio Cariati era situato nella piana ove attualmente sorge la frazione di Santa Maria; poiché era spesso oggetto di attacchi saraceni ad opera di Khayr al-Dīn Barbarossa, gli abitanti furono costretti a spostarsi dalla marina all'attuale posizione: dal trasporto sui carri deriverebbe il nome di "Carriati", da cui a sua volta deriverebbe il topononimo.

[modifica] Brutii

Nel territorio cosentino è documentata la presenza dei Brutii dal V-IV secolo a.C.. Tra il IV e il III secolo a.C. anche il territorio di Cariati fu frequentato da queste popolazioni, dedite all' agricoltura e alla pastorizia.

In un uliveto su una collina alla periferia del paese (località "Timpa del Salto" in contrada Prujja) in occasione di lavori agricoli venne rinvenuta nel 1978 una tomba ("tomba Brettia" o "Bretia"), risalente al 330 circa a.C.. La sepoltura, ritrovata intatta, è costituita da blocchi parallelepipedi di arenaria che racchiudevano un piccolo spazio di circa 2 mq. La tomba era internamente affrescata, con scene tratte dalla vita di un guerriero. Il corpo era accompagnato da un ricco corredo, costituito da un'armatura in bronzo, con cinturone, elmo e spada, anfore e piatti, tutti esposti al museo di Sibari. Nel territorio sono state rinvenute anche altre sepolture, ma depredate e distrutte.

Resti di antiche abitazioni, mortai in pietra, orci in ceramica sono indizi per la presenza di un insediamento, favorito dalla posizione dominante della città.

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti


[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse

[modifica] Borgo

Borgo sulla riva del mare, accessibile da più punti ma con l'attuale accesso principale costituito da Porta Pia. Il primo nucleo dell’attuale centro storico sorse come luogo strategico fortificato in età bizantina, fra il IX e il X secolo.

La cinta muraria fu fortificata quando la cittadina era un feudo della famiglia Ruffo. La lunghezza completa del perimetro è di circa un chilometro, inframmezzata da otto torri.

[modifica] Porta Pia (o Porta Nuova) e corso XX settembre

Ingresso principale al Borgo Medievale (Porta Pia)
Corso XX settembre
Altra vista di Porta Pia

Subito dopo l'ingresso principale di Porta Pia o Porta Nuova, si trova il Palazzo del Seminario, costruito nella prima metà del Seicento.

Dalla porta inizia il corso XX settembre, la via principale una volta "via Duomo"), lungo la quale sorge prima la cattedrale di San Michele Arcangelo e, subito dopo, il Palazzo vescovile, preceduto dalla piazza del Borgo (piazza Plebiscito), dove si trova la torre campanaria con un orologio, costruita nel 1904.

[modifica] Cattedrale

Cupola della Cattedrale di S.Michele Arcangelo

La chieda venne costruita nel V secolo e fu riedificata, sotto l'episcopato di monsignor Nicola Golia nel 1857, ad opera di Carmine Ruggiero.

La facciata è preceduta da un porticato, dal quale si erge il campanile, costruito successivamente. La cupola è rivestita con mattonelle di maiolica policrome.

L'interno presenta tre navate, separate da massicce colonne ioniche, disposte in coppia.

[modifica] Tomba Bretia

La sepoltura è costituita da una tomba a "camera sotterranea", sita su una collina a ridosso del mare in località Salto, facilmente raggiungibile dalla statale 106.

[modifica] Chiesa degli Osservanti

La chiesa venne costruita nel 1441 per volere di Bonaccorso Caponsacco.

Dista poche centinaia di metri dalle mura del Borgo. È un'opera di architettura monastica in stile "tardo-gotico", e conserva un'abside quadrangolare.

Il portale di ingresso all'edificio è a forma ogivale in pietra. La cupola si presenta a costoloni rivestiti con mattonelle di maiolica policrome.

[modifica] Viste

[modifica] Artigianato

Veliero in manutenzione presso un cantiere navale a Cariati

L’artigianato locale subisce l'influsso delle incursioni dei Turchi Ottomani e all'ancora più antica arte della Magna Grecia (Si trova infatti a metà strada fra due delle più importanti città del periodo (Sibari e Crotone)). L'influenza turca nell'artigianato si nota particolarmente nel tessile dove ancora oggi alcune donne continuano a tessere coperte e tappeti. "Si narra che una donna del posto di nome Laura fu rapita dai Turchi e deportata per un periodo di tempo in Turchia. Qui imparò l'arte manufatturiera e, una volta liberata e tornata al proprio paese, insegnò la nobile arte tessile alle altre donne". Anche la lavorazione della creta, un tempo molto praticata, è un’attività artigianale tipica di Cariati. Vi sono vari negozi di oggetti in terracotta e ceramica, lavorati secondo la tradizione dei vasai (“vucalari”) cariatesi di una volta. Esiste infine a Cariati una tradizione cantieristica per la costruzione di barche da pesca, pescherecci (“paranza”).Infatti nel circondario sono chiamati “i maestri d’ascia”.

[modifica] Gastronomia e prodotti tipici

  • Sardedd :(Sardella (Conserva)Bianchetto condito con sale, pepe rosso (a volte semi di finocchio selvatico))
  • Sardedd Scattiata: (Sardella fresca fritta con pepe rosso)
  • Miluncian chini :(Melanzane Ripiene alla Cariatese)
  • Pitta cur'i jita: (Rotolini di pizza fatta con le dita e condita con sardella e pomodoro fresco)
  • I Sard salat: ((Conserva)Sarde salate con pepe rosso e sale)
  • Ghiotta
  • Nduja Insaccato con parti poco nobili del maiale viene cotta e sgrassata per tre volte in acqua bollente poi cotta nel pomodoro per condire le paste fatte in casa
  • Maccarrun a ferret' cur' a 'nuja o cur'a sozizza:(Maccherroni fatti col ferretto con 'nuja o salsiccia)
  • Sanguinaccio (Conserva):Sangue fresco di maiale cotto con mosto e noci molto proteico da spalmare sulle fette di pane come merenda
  • Grano di S.Lucia  : Grano saraceno cotto nel mosto
  • Sch'pecie: (Conserva) Melanzane a strisce con peperoni menta scottati in acqua sale e aceto e messi sott'olio
  • Crispeddi: (Dolci caratteristici/tradizionali dei giorni di festa) Fatte di acqua e farina senza lievito fritte in olio bollente
  • Olive ara conza: (Conserva) Tipiche olive verdi messe con metodo tradizionale greco in salamoia acqua sale soda poi messe sottovetro con alloro efinocchio selvatico
  • Olive schiacciate (Conserva): Olive verdi selezionate e schiacciate nei mortai di pietra condite con sale
  • Olive arriganate: Olive a piena maturazione di colore nero selezionate a mano impastate con origano olio sale e, a secondo i gusti, anche con pepe rosso a scaglie
  • Pip e patat

[modifica] Zone-rioni-quartieri

  • Carrera
  • Scoglio
  • Fischìa
  • Pannizzara
  • Matt
  • Vignola
  • Tramonti
  • Moranidi
  • San Cataldo
  • Nicà
  • Valle
  • Travaja
  • Grotte
  • S.croce
  • A Madonnin'
  • Chiddu scar
  • Porto

[modifica] Frasi popolari e dialettali

-Dialetto: "Un c'è oceddu natu c'u passa pi' Cariati" Traduzione :"Non esiste un volatile in vita che non passi da Cariati" -Dialetto: "'a jatta pressalura 'fa 'i'figghi cicati" Traduzione : "la gatta frettolosa fa i figli ciechi" -Dialetto: "'U'pentir' ropp' poco giova" Traduzione : " a poco serve pentirsi dopo" -Dialetto: A bang è parat, chin' un si sera perd' ra spisa Traduzione: La tavola è imbandita chi non si accomoda rischia di non mangiare -Dialetto: Avoggh' u' ndruz e fà cannol, cu sand è fatt i marm e nun s' mova! Traduzione letterale: E' inutile insistere, tanto la statua del santo è fatta di marmo e non si muove! Significato: E' inutile insistere,non cambierò/à/anno idea!

[modifica] Turismo

La bellezza del paesaggio circostante, la limpidezza del mare (Bandiera Blu 2009), la bontà dei prodotti tipici e la vicinanza con la Sila fanno di Cariati un centro turistico apprezzato dalle migliaia di persone che ogni anno si riversano su questo scorcio di Ionio. Pochi sono ancora gli alberghi e le pensioni ma a sud del paese sono presenti dei villaggi molto attrezzati. In più non è difficile affittare per i mesi estivi appartamenti che i residenti mettono a disposizione.

A disposizione dei turisti il portale [www.costadeisaraceni.it] per prenotazione ed info sul territorio.

[modifica] Come arrivare

Cariati è una cittadina della Calabria ionica. Si trova a metà strada fra le città di Sibari e Crotone. È raggiungibile con auto e pullman tramite la strada statale 106 Jonica e con il treno. Dista 60 km dall'aeroporto di Crotone-Sant'Anna e 150 km dall'aeroporto di Lamezia-Sant'Eufemia.

Sono completati i lavori del porto turistico.

[modifica] Amministrazione comunale

Sindaco: Filippo Giovanni Sero (lista civica) dal 30/05/2006
Centralino del comune: 0983 94021
Posta elettronica: segreteria.cariati@asmecert.it

[modifica] Elezioni Amministrative 2006

Lista Voti  % Consiglieri
Amiamo Cariati 2.493 47,0 11
Per Cariati 1.880 35,5 4
L'Ulivo 927 17,5 1

[modifica] Collegamenti esterni

Strumenti personali