San Costantino Albanese

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San Costantino Albanese
comune
San Costantino Albanese – Stemma
Dati amministrativi
Stato bandiera Italia
Regione Basilicata – stemma Basilicata
Provincia Potenza – stemma Potenza
Territorio
Coordinate 40°2′0″N 16°18′0″E / 40.03333°N 16.3°E / 40.03333; 16.3 (San Costantino Albanese)Coordinate: 40°2′0″N 16°18′0″E / 40.03333°N 16.3°E / 40.03333; 16.3 (San Costantino Albanese)
Altitudine 650 m s.l.m.
Superficie 37 km²
Abitanti 805[1] (31-12-2010)
Densità 21,76 ab./km²
Frazioni Conserva, Farneta, Martorino, Venticalia
Comuni confinanti Chiaromonte, Francavilla in Sinni, Noepoli, San Paolo Albanese, Terranova di Pollino
Altre informazioni
Cod. postale 85030
Prefisso 0973
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 076075
Cod. catastale H808
Targa PZ
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti sancostantinesi o shënkostandinian
Patrono san Costantino il Grande
Giorno festivo 21 maggio
Localizzazione
San Costantino Albanese è posizionata in Italia
San Costantino Albanese
Posizione del comune di San Costantino Albanese all'interno della provincia di Potenza
Posizione del comune di San Costantino Albanese all'interno della provincia di Potenza
Sito istituzionale

San Costantino Albanese (Shën Kostandini Arbëreshë in arbereshe) è un comune italiano di 805 abitanti della provincia di Potenza, in Basilicata.

Fondato dai greco-albanesi (Arbëreshë) provenienti dall'Albania meridionale e dalla Morea in Grecia, durante la diaspora albanese del XV secolo in seguito all’occupazione turco ottomana musulmana, conserva le funzioni religiose in rito bizantino-greco, i costumi, e la lingua arbëreshë, l'antico idioma albanese che la popolazione del luogo usa quotidianamente come lingua madre al posto dell'italiano.

Indice

[modifica] Storia

San Costantino Albanese è stato fondato da popolazioni albanesi provenienti dall'Albania e dalla Morea nel 1534, in seguito all'invasione ottomana dell'Impero Bizantino. Il re di Napoli li accolse, e Lazzaro Mattes destinò uno di questi gruppi presso “Noja” (l’attuale Noepoli). Sorge così il casale di Shën Kostandini basato su un’economia agricola con coltivazioni di castagno, olivo, lino, ginestra e cotone. Il paese fu premiato con dei privilegi regali, infatti fino al 1671 i suoi abitanti erano esenti dalle tasse e dai pesi fiscali poiché i regnanti spagnoli li premiarono per l’aiuto dato in passato nelle battaglie contro i Turchi. Venduto ai Pignatelli Principi di Noja seguì le sorti degli altri Casali facenti parte dei loro domini, anche se nel XVIII secolo la sua giurisdizione era ormai stata concessa in usufrutto alla famiglia Pace.

Peculiarità dei suoi abitanti come elementi di distinzione dai latini sono la lingua arbereshe, il costume tradizionale e il rito bizantino.

[modifica] Geografia fisica

Il paese si trova in Val Sarmento, nel cuore del Parco Nazionale del Pollino e posto a circa 650 metri sul mare. È circondato da due torrenti nella parte verso il Sarmento. Il nucleo abitativo antico è diviso in parte alta (katundi alartaz), il cui abitante veniva chiamato lastu lasht, e parte bassa (katundi ahimaz) che si estende longitudinalmente.

[modifica] Monumenti

Interessante è il secentesco Palazzo dei signori Pace di Venticalia, originato su di una precedente struttura edificata dai Pignatelli principi di Noja. Ospitò S.E. Giulio Capece Scondito Arcivescovo d'Anglona durante la sua visita pastorale. Subì danni ingenti a causa del terremoto del 1783 e venne così più volte rimaneggiato. Conservava sino ai primi anni del XX secolo bei soffitti lignei affrescati con scene mitologiche tra cui quello principale del salone che ricordava le Dodici fatiche di Eracle Venduto dall'ultima erede della famiglia, Menadora Pace di Venticalia (1845-1930), il palazzo fu sede dell'asilo infantile gestito dalle suore basiliane e poi, smembrato, venne adibito ad abitazioni private. Si conservano ancora intatti l'imponente scalone di tufo che conduce alla loggia panoramica del terzo piano e la ricca cornice litica del portone, opera di maestranze locali, sormontata dallo stemma di famiglia Pace che raffigura, in campo d'azzurro, due gemelli abbracciati reggenti in mano l'uno una stadera e l'altro una corona d'ulivo e sedenti sopra la frase in greco giustizia e pace si sono abbracciate tratta dal libro dei Salmi 85.11.

[modifica] Chiese

Dalla chiesetta della Madonna delle Grazie prende il via la strada dedicata a Giorgio Castriota Scanderbeg (nxellikata), che taglia il paese giungendo alla Katistea. Poco dopo la metà della via Castriota ha luogo la piazza principale con la Chiesa Madre dedicata a Santi Costantino ed Elena. Seminascosto tra i cerri e gli ulivi, nella parte alta si trova il Santuario della Madonna della Stella, patrona del paese, che costituisce il cuore religioso della comunità.

Una volta le punte estreme erano delimitate da due chiesette: una dedicata alla Madonna delle Grazie ancora oggi esistente; ed un'altra dedicata alla Madonna della Katistea, sin dal XVII secolo in giupadronato alla famiglia Pace e demolita una trentina di anni fa per la costruzione di una strada.

[modifica] Frazioni

[modifica] Conserva

[modifica] Venticalia

Frazione di San Costantino Albanese che conta circa 300 abitanti. Dalla fine del XVII secolo fu feudo rustico della locale famiglia Pace che lo possedette ininterrottamente sino all'eversione della feudalità su concessione dei Pignatelli principi di Noja.

[modifica] Martorino

Anche Martorino, frazione di San Costantino Albanese che conta circa 300 abitanti fu tra le concessioni feudali che la famiglia Pignatelli concesse alla fine del XVII secolo alla famiglia Pace, avendo una storia simile alla frazione di Venticalia.

[modifica] Personalità legate a San Costantino Albanese

[modifica] Società

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti

[modifica] Amministrazione

Sindaco: dal 29/05/2007

[modifica] Voci correlate

[modifica] Note

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.

[modifica] Collegamenti esterni

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