Malvito

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Malvito
comune
Malvito – Stemma Malvito – Bandiera
Panorama del centro storico.
Panorama del centro storico.
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Calabria.svg Calabria
Provincia Provincia di Cosenza-Stemma.png Cosenza
Sindaco Giovanni Cristofalo (Uniti per Malvito) dall'08/06/2009
Territorio
Coordinate 39°36′00″N 16°03′00″E / 39.6°N 16.05°E39.6; 16.05 (Malvito)Coordinate: 39°36′00″N 16°03′00″E / 39.6°N 16.05°E39.6; 16.05 (Malvito)
Altitudine 473 m s.l.m.
Superficie 37 km²
Abitanti 1 888[1] (31-12-2010)
Densità 51,03 ab./km²
Frazioni Pauciuri, Piana, Vaditari
Comuni confinanti Cetraro, Fagnano Castello, Mottafollone, Roggiano Gravina, San Sosti, Sant'Agata di Esaro, Santa Caterina Albanese
Altre informazioni
Cod. postale 87010
Prefisso 0984
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 078073
Cod. catastale E872
Targa CS
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona D, 1 821 GG[2]
Nome abitanti malvitani
Patrono san Michele Arcangelo
Giorno festivo 29 settembre
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Malvito
Posizione del comune di Malvito all'interno della provincia di Cosenza
Posizione del comune di Malvito all'interno della provincia di Cosenza
Sito istituzionale

Malvito (Marvitu in calabrese[3]) è un comune italiano di 1.888 abitanti della provincia di Cosenza in Calabria.

Il suo nome deriva da malvetum, dal termine latino malva (malva) con l'aggiunta del suffisso collettivo -etum. È un importante centro agricolo dell'Alta Valle dell'Esaro, situato sul versante interno della catena Paolana, su un poggio alla destra del fiume in prossimità del confluente torrente Crispo. Fa attualmente parte della Comunità Montana "Unione delle Valli", Regione Agraria n. 12 - Medio Crati Occidentale.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Territorio[modifica | modifica sorgente]

Santa Caterina Albanese vista dai tetti di Malvito.

Orografia[modifica | modifica sorgente]

Il territorio comunale di Malvito è inserito in un'area di grande importanza orografica, tra la Catena Costiera, la Sila ed il Pollino.

La cima più alta del territorio comunale è Cozzo Capo Bianco (993 m s.l.m.), ai piedi della quale si apre il Passo della Contessa (921 m s.l.m.), storica via di penetrazione tra la Valle dell'Esaro e la costa del Mar Tirreno. Il centro storico raggiunge l'altitudine massima di 452 m s.l.m., e dalla sommità del maschio del Castello sono visibili i vicini centri storici di Santa Caterina Albanese e San Marco Argentano. Inoltre, il paese domina la vallata del fiume Esaro, che scorre in direzione N-NE verso il Mar Ionio. Proprio il fiume Esaro separa l'altura del centro storico dalla Serra dei Cammelli (622 m s.l.m.), insieme di alture che hanno nell'insieme la caratteristica forma che ricorda il dorso di un cammello.

Idrografia[modifica | modifica sorgente]

Il principale corso d'acqua che scorre nel territorio comunale è il fiume Esaro, che viene originato una ventina di chilometri più a ovest nel territorio comunale di Sant'Agata di Esaro.

Inoltre, nel comune di Malvito altri due corsi d'acqua a carattere torrentizio apportano il loro contributo al fiume Esaro.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Uno scorcio del castello normanno.

Nonostante i reperti archeologici più antichi rinvenuti nel territorio di Malvito siano quelli appartenenti ad un complesso monumentale romano del I secolo rinvenuto in località Pauciuri, alcuni studiosi hanno voluto individuare a Malvito il sito della città magnogreca di Temesa,[4] ad oggi convenzionalmente identificata più a sud, in prossimità del fiume Savuto tra Amantea e Nocera Terinese.

A Malvito fin dal 982 vive una comunità monastica di rito greco dedita alla trascrizione dei testi:[4] alcuni di questi esemplari unici sono ora conservati presso la Biblioteca Vaticana a Roma.[4]

Il periodo di massimo splendore di Malvito fu quello della dominazione longobarda:[4] istituito sede di gastaldato e di diocesi, in questo periodo si iniziò la costruzione del castello, completata successivamente in epoca normanna.[4]

Sotto la dominazione dei Normanni il feudo fu istituito in contea (il primo conte attestato è Roberto di Scalea nel 1083),[4] ma perse gran parte della propria importanza strategica ed anche la sede vescovile alla fine del XII secolo, in favore della troppo vicina San Marco Argentano.[4].

Questa fortezza longobardo-normanna costruita attorno al IX al XII secolo è ancora adesso pressoché intatta.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

La nuova chiesa parrocchiale.

L'abitato conserva notevoli resti di antiche opere fortilizie come il Castello Medievale e la Torre Normanna di forma cilindrica, ampliata e modificata da Roberto d'Altavilla detto "Il Guiscardo". Sempre del periodo medievale sono i resti delle mura di cinta dell'abitato. Molto interessante è il seicentesco oratorio della chiesa parrocchiale dedicata a San Michele Arcangelo. Fu in passato, per lungo tempo, sede Vescovile.

La Valle Dei Mulini[modifica | modifica sorgente]

Lo sfruttamento delle aree agricole e la possibilità di utilizzare l'energia idrica per la presenza di una innumerevole rete di torrenti e corsi d'acqua, hanno fatto sorgere, all'esterno dei centri abitati, particolari edifici come il mulino idraulico (mulino ad acqua). Tali mulini, presenti in quasi tutto il territorio della Comunità Montana, testimoniano un sistema di produzione consolidato e di lontana origine, risalente sicuramente allo stabilizzarsi degli insediamenti in età medievale. Nella valle retrostante l'abitato di Malvito e lungo il corso dei torrenti Crispo, Esaro e Fontanelle, c'è una consistente e significativa presenza di tali edifici e manufatti, alcuni di essi sono in buon stato di conservazione, altri invece sono rappresentati da ruderi incastonati in uno scenario naturale di incomparabile bellezza.

Palazzo Ariani

Palazzo Ariani è sede del Municipio di Malvito dal 1937. Il nome si deve ai conti palatini Ariani che lo abitarono a partire dal 1847 provenienti da Napoli. La famiglia vantava la diretta discendenza da Marco Antonio Ariani nato a Napoli il 1624 Saggiatore e poi Maestro di Conio e di Zecca a Napoli. Morì il 27 febbraio del 1706 e venne sepolto nella chiesa di San Giacomo Maggiore per volontà del Viceré sotto il regno di Filippo V. Uno dei suoi figli Agostino, professore di fisica e matematica nell'Università di Napoli, intrattenne una stretta amicizia col filosofo Giambattista Vico. E lo stesso Agostino si dilettò a scrivere saggi anche di letteratura e filosofia il più noto dei quali su Gregorio Caloprese. Il nipote dell'Ariani matematico e filosofo di nome anch'egli Agostino sposò nell'Ottocento la figlia del potente notaio e sindaco di Malvito, Paolo Argento. Così Palazzo Argento divenne Palazzo Ariani.

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[5]

Sindaco di Malvito Prof. Giovanni Cristofalo

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 373.
  4. ^ a b c d e f g http://www.aceacalabria.it/comuni/Malvito/storia-Malvito.htm ACEA Calabria - Comune di Malvito - Storia URL consultato il 15-07-2009
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

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