Guardia Piemontese

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Guardia Piemontese
comune
Guardia Piemontese – Stemma Guardia Piemontese – Bandiera
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Calabria.svg Calabria
Provincia Provincia di Cosenza-Stemma.png Cosenza
Amministrazione
Sindaco Vincenzo Rocchetti (lista civica) dal 26/05/2011
Territorio
Coordinate 39°28′00″N 16°00′00″E / 39.466667°N 16°E39.466667; 16 (Guardia Piemontese)Coordinate: 39°28′00″N 16°00′00″E / 39.466667°N 16°E39.466667; 16 (Guardia Piemontese)
Altitudine 514 m s.l.m.
Superficie 21,46 km²
Abitanti 1 546[1] (31-12-2010)
Densità 72,04 ab./km²
Frazioni Marina, Terme Luigiane
Comuni confinanti Acquappesa, Cetraro, Fuscaldo, Mongrassano
Altre informazioni
Cod. postale 87020
Prefisso 0982
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 078061
Cod. catastale E242
Targa CS
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti guardioli (in occitano gardiòl)
Patrono Sant'Andrea apostolo
Giorno festivo 30 novembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Guardia Piemontese
Posizione del comune di Guardia Piemontese all'interno della provincia di Cosenza
Posizione del comune di Guardia Piemontese all'interno della provincia di Cosenza
Sito istituzionale

Guardia Piemontese (La Gàrdia in lingua occitana) è un comune italiano di 1.558 abitanti della provincia di Cosenza.
Guardia Piemontese ha la particolarità di essere un'isola linguistica occitana del meridione italiano. Fu fondata nel XII secolo da rifugiati valdesi provenienti da Bobbio Pellice in Piemonte. Era conosciuta in passato anche come Guardia Lombarda[2].

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Il capoluogo del comune, che sorge a 514 metri sul livello del mare sul litorale tirreno della provincia di Cosenza, è localmente noto come Guardia Piemontese paese, mentre la frazione Marina, di recente sviluppo, è detta Guardia Piemontese Marina (Stazione Carabinieri di Guardia Marina).

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Già nota con il nome di Casale di Fuscaldo, chiamata successivamente Guardia Fiscalda, Guardia dei Valdi e Guardia Lombarda, solo in anni più recenti ha preso la denominazione attuale di Guardia Piemontese. L'aggettivo "piemontese" del nome, deriva dall'origine valdese della popolazione locale, la quale a causa della povertà, dell'intolleranza religiosa e delle persecuzioni subite nelle proprie terre, in Piemonte, dovette fuggire alla ricerca di un luogo più sicuro e ospitale e si trasferì in Calabria dove fondò il paese di Guardia. Altre comunità di valdesi si stabilirono in alcuni paesi vicini, a Montalto Uffugo, e a San Sisto dei Valdesi.

I Valdesi arrivarono in Calabria tra il XII e il XIII secolo dal Piemonte, provenienti soprattutto dalla Val d’Angrogna e dalla Val Pragelato. Gli abitanti di Guardia Piemontese vissero senza conflitti per due-tre secoli con le comunità cattoliche circostanti. Dopo la loro adesione alla riforma protestante il cardinale alessandrino Michele Ghislieri (futuro papa Pio V), deliberò che venissero annientati sia i valdesi del Piemonte che quelli della Calabria. Scatenò così contro di loro una crociata e li sterminò.[3]

La persecuzione religiosa si portò, in tempi antichi, fino nella parte antica di Guardia (il cosiddetto "paese") con scontri e violenze e l'uccisione di gran parte della popolazione, comprese donne e bambini. I pochi superstiti scampati al massacro furono costretti alla conversione. Rimane a tal testimonianza la porta del sangue, chiamata così dal 5 giugno 1561, oltre ai nomi delle strade che ricordano tali fatti storici. Una testimonianza diretta dei fatti cruenti di quel sanguinoso giugno 1561 è contenuta in tre lettere scritte da un abitante di Montalto.

« Ora occorre dir come oggi a buon'ora si è ricominciato a far l'orrenda iustizia di questi Luterani, che solo in pensarvi è spaventevole: e così sono questi tali come una morte di castrati; li quali erano tutti serrati in una casa,

e veniva il boia e li pigliava a uno a uno, e gli legava una benda avanti agli occhi, e poi lo menava in un luogo spazioso poco distanle da quella casa, e lo faceva inginocchiare, e con un coltello gli tagliava la gola, e lo lasciava così: dipoi pigliava quella benda così insanguinata, e col coltello sanguinato ritornava pigliar l'altro, e faceva il simile. Ha seguito quest'ordine fino al numero di 88; il quale spettacolo quanto sia stato compassionevole lo lascio pensare e considerare a voi.(...) Ora essendo qui in Mont'Alto alla persecuzione di questi eretici della Guardia Fiscalda, e Casal di San Sisto, contro i quali in undici giorni si è fatta esecuzione di 2000 anime; e ne sono prigioni 1600 condannati; et è seguita la giustizia di cento e più ammazzati in campagna, trovati con l'arme circa quaranta, e l'altri tutti in disperazione a quattro e a cinque: brugiate l'una e l'altra terra, e fatte tagliar molte possessioni. »

(da "Colonia Piemontese in Calabria" (Torino, 1862), di Giovenale Vegezzi-Ruscalla[4])

Simeone Florillo, ministro evangelico a Chiavenna in un lettera del 21 agosto 1561 descrisse con queste parole, indirizzate a Guglielmo Grattarola medico a Basilea, il massacro avvenuto a Guardia.

« Novità non ho altre, se non che ti mando copia di lettere scritto da Montalto l'11 giugno 1561, stampate a Roma e a Venezia, intorno al macello commesso in Calabria in due villaggi a otto miglia da Cosenza, San Sisto e Guardia, che furono distrutti, e uccisine ottocento abitanti, o circa mille, come scrive da Roma il 21 giugno uno che era servo di Ascanio Caracciolo. Io conobbi quella gente, d'origine valdese, di buona vita e di miglior dottrina. Perocché, prima di partir da Ginevra, a loro istanza vi mandammo due ministri e due maestri di scuola. I ministri furono martirizzati l'anno passato, uno a Roma che chiamavasi Giovanni Luigi Pasquale di Cuneo, l'altro a Messina, Giacomo Bonello, entrambi piemontesi. »
(Da Gli eretici d'Italia, di Cesare Cantù[5])

Nel 1927 venne fuso con il comune di Acquappesa, formando il nuovo comune di Guardia Piemontese Terme[6]. Recuperò l'autonomia nel 1945[7].

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Il centro storico di Guardia[modifica | modifica wikitesto]

Il centro storico si articola in numerosissimi vicoli la cui pavimentazione è formata da un insieme di pietre. Vi è una torretta di avvistamento, facilmente ravvisabile anche dal "paese marino". Nel piazzale antistante la torretta vengono messi in scena vari tipi di spettacoli.

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di Sant'Andrea apostolo[modifica | modifica wikitesto]

Dedicata al Patrono di Guardia Piemontese. Interessante da vedere è il portale di tufo sormontato dallo stemma di Guardia Piemontese La Torre.

Chiesa del Santissimo Rosario, ex convento dei Domenicani[modifica | modifica wikitesto]

Fondato dai domenicani nel 1600 e consacrato nel 1616. Di notevole pregio artistico è l'antico coro ligneo, scolpito a mano alla metà del XVII secolo. Esso è composto da 33 scanni, divisi in due ordini di posti: 21 superiormente e 12 più in basso. I braccioli degli scanni rappresentano figure femminili. I pannelli, meravigliosamente scolpiti, sono divisi da alte colonne.

Alle spalle dell'altare si trova la tomba di Mario Spinelli, figlio del marchese Salvatore Spinelli, morto nel 1636. Le mura sono abbellite da tipiche e antiche tele su cornici artistiche (presumibilmente del sec. XVI) e da colossali e vivaci affreschi.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Porta del sangue[modifica | modifica wikitesto]

Porta principale d'ingresso il cui nome ci rimanda immediatamente ai giorni bui della repressione. L'innocente sangue dei Valdesi uccisi in loco, nella tragica notte del 5 giugno 1561 dal castello si riversò nelle viuzze, fino ad oltrepassare la porta principale d'ingresso che dal 1561 venne chiamata La porta del sangue. È composta prevalentemente da ciottoli di diversa grandezza, frammenti di laterizio e di pietre rozzamente squadrate legate con malta di diverso spessore.

Porta Carruggio[modifica | modifica wikitesto]

Piccola porta secondaria d'accesso dell'antico sistema murario di Guardia Piemontese. Si trova a poche decine di metri dalla Porta del Sangue, un tempo principale porta d'accesso al sistema murario cittadino. Il basamento della terza porta, ormai scomparsa, si trova inglobato nel muro esterno di un palazzo sito sulla Via Panoramica, circa all'opposto di Porta Carrugio

Porte con spioncino[modifica | modifica wikitesto]

Antiche porte munite di spioncino apribile solo dalla parte esterna, imposte dall'Inquisizione dopo la strage del 5 giugno 1561. Lo spioncino consentiva ai frati domenicani giunti a Guardia Piemontese nel XVII secolo di controllare la vita pubblica e privata degli ex eretici scampati al massacro e convertiti con la forza al cattolicesimo. Di queste porte se ne può visionare una, restaurata, presso il Museo Valdese e almeno tre in giro per il centro storico.

Portale Palazzo Spinelli[modifica | modifica wikitesto]

Antica residenza estiva del Marchese Salvatore Spinelli feudatario di Fuscaldo alla cui giurisdizione apparteneva il territorio di Guardia. Oggi rimane soltanto il portale e in alto è raffigurato lo stemma della famiglia Spinelli: un cigno sormontato da una corona.

Roccia di Val Pellice[modifica | modifica wikitesto]

Posta nella Piazza Chiesa Valdese, così denominata perché ivi anticamente sorgeva il tempio Valdese. Lastrone di roccia alpina collocata a specchio su una base di cemento armato. Fu portata dai monti di Torre Pellice (TO) nel 1975. Vi è incisa una scritta molto significativa per il popolo guardiolo tratta dal verso del Profeta Isaia (51.1): «Considerate la roccia da cui foste tratti»

Sotto la Roccia è stata posta una lapide, su cui sono riportati i 118 nomi dei martiri guardioli uccisi in quella tragica notte del 5 giugno 1561.

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Torre di guardia[modifica | modifica wikitesto]

Risalente intorno all'anno 1000. Come tutte le torri ubicate sui promontori della costa aveva la funzione di segnalare l'eventuale presenza di navi saracene, che in quel periodo infestavano il Mediterraneo.

Altro[modifica | modifica wikitesto]

Bassorilievo[modifica | modifica wikitesto]

Opera dello scultore Giuseppe Tarantino. Offerto al comune di Guardia Piemontese dalla Regione Piemonte su richiesta del Presidente dell'Associazione Piemontesi nel mondo di Pinerolo (TO) dr. Michele Colombino. Rappresenta la storia dell'emigrazione piemontese ma anche di quella calabrese. Inaugurato il 17 luglio 2000, rappresenta per il popolo guardiolo la continuità delle proprie radici che lo legano al Piemonte.

Statua di Padre Pio[modifica | modifica wikitesto]

Posta in località Manca. Posa in opera il 28 maggio 2000.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[8]

La lingua locale: il guardiolo[modifica | modifica wikitesto]

Il guardiolo, o lingua guardiola, molto vivo nel centro storico, costituisce l'unico esempio di lingua occitana nel meridione italiano ed è isolata rispetto all'area nativa che consiste sostanzialmente nella Francia meridionale e orientale. Fino agli anni cinquanta era possibile riscontrare tre tipi di guardiolo, corrispondenti a tre quartieri diversi del pur piccolo centro storico e giustificati dalle diverse vallate piemontesi da cui originavano le popolazioni delle diverse aree del paese.

Altre aree occitanofone in Italia sono alcune valli alpine del Piemonte e della Liguria.

Istituzioni, enti e associazioni[modifica | modifica wikitesto]

Centro di cultura Giovan Luigi Pascale[modifica | modifica wikitesto]

Il centro, di proprietà della Tavola Valdese e dedicato al predicatore piemontese Giovan Luigi Pascale, può essere considerato un punto di documentazione della storia dei Valdesi in Calabria e in particolare a Guardia Piemontese, nonché un centro di attività sociale e culturale a beneficio della cittadinanza. La sala del pianterreno ospita il centro ricreativo. La sala del piano superiore ospita il Museo Valdese, con pannelli esplicativi della storia valdese In Calabria e nel mondo, documenti e reperti, nonché con una sala conferenze e audiovisivi. Gli altri due piani sono dedicati ad appartamenti per visitatori, per un totale di dodici posti letto. Il centro venne inaugurato nell'anno 1983 in occasione del gemellaggio tra Guardia Piemontese e Torre Pellice su iniziativa della Chiesa Valdese quale testimonianza del ruolo che ebbe nella storia di questo centro, considerato l'ultima colonia valdese in Calabria. Dopo alcuni anni di chiusura (dal 1998) è stato ristrutturato e riaperto il 5 giugno 2010.

Chambra dal Conselh Eros Marcello Gai[modifica | modifica wikitesto]

Sala del Consiglio dell'Associazione Culturale Occitana Gàrdia d'O.c (associazione gemellata dal 21 luglio 2012 con l'Associazione Culturale Greco-Calabra "Stella del Sud - Astro tu Notu" di Bova Marina ed il Comitato Organizzativo Giovanile Arberesh di Firmo) dedicata all'intellettuale guardiolo Eros Marcello Gai e sita in via Marco Usceglio. Inaugurata il 12 novembre 2010 con pubblica manifestazione è un luogo d'incontro, organizzazione e discussione circa la "Questione Occitana" di Guardia Piemontese nonché sede del gruppo folk occitano-guardiolo Vent de Nòtes. In quanto luogo d'incontro e cultura, la Chambra dal Conselh è aperta al pubblico eccetto nei giorni in cui l'associazione si riunisce.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Musei[modifica | modifica wikitesto]

A Guardia Piemontese esiste il Museo della Civiltà Contadina, sito in via Interna.

Manifestazioni[modifica | modifica wikitesto]

Festa dell'Epifania - "Bella Stella"[modifica | modifica wikitesto]

6 gennaio. Processione con fiaccolata per le vie del centro storico che accompagna i Magi nel loro cammino. Il centro storico si trasforma in un gioco di luci. La stella cometa guida il cammino dei Magi fino alla chiesa di Sant'Andrea apostolo. I Magi arrivano all'altare maggiore dove si trova il sacerdote che celebra la messa, e c'è anche la Sacra famiglia, rappresentata da una coppia di giovani con il loro bambino, l'ultimo nato in paese. Al termine della messa ogni persona si dispone in fila e si avvia verso la grotta della natività.

Primavera Occitana[modifica | modifica wikitesto]

Nel mese di aprile. Manifestazione con scambi culturali fra le scuole del Piemonte e quelle di Guardia Piemontese.

Giornata della Memoria[modifica | modifica wikitesto]

Il 5 giugno 2008 l'amministrazione comunale ha istituito "La giornata della memoria", in ricordo dell'eccidio del 5 giugno 1561. Celebrazione comunitaria per trasmettere alle nuove generazioni una significativa pagina di storia che appartiene non solo alla gente guardiola, ma alla Calabria, all'Italia e all'Europa.

Santa Maria Goretti[modifica | modifica wikitesto]

Nel mese di luglio. Festa patronale di Guardia Piemontese Marina; messa, processione, giochi e spettacolo in piazza S. Maria Goretti viene venerata in quei giorni di festa da tutta la comunità portando a lei rose rosse e bianche insegno di onestà e di purezza. Le preghiere non mancano e la statua della santa viene esposta alla venerazione dei fedeli nella chiesa di Guardia Piemontese Marina.

Settimana Occitana[modifica | modifica wikitesto]

Nel mese di agosto. Organizzata dall'amministrazione comunale di Guardia Piemontese e dalla Provincia di Cosenza Assessorato alle minoranze linguistiche. È caratterizzata da una serie di spettacoli e conferenze allo scopo della riscoperta dei valori culturali.

Beata Vergine del Rosario[modifica | modifica wikitesto]

La prima domenica di ottobre. Festa religiosa con messa, processione per le vie del centro storico di Guardia, giochi e spettacolo in piazza.

Festa di Halloween[modifica | modifica wikitesto]

31 ottobre. Sfilata con i bambini per le suggestive vie del centro storico di Guardia.

Festa di San Martino[modifica | modifica wikitesto]

11 novembre. Festa popolare in onore del santo francese con canti, balli e giochi della tradizione tra stand gastronomici e vino novello.

Sant'Andrea apostolo[modifica | modifica wikitesto]

30 novembre. Festa patronale di Guardia Piemontese Paese; messa con processione seguita dalla banda musicale. Stand per il centro storico. Giochi, spettacolo e fuochi pirotecnici.

Festività natalizie[modifica | modifica wikitesto]

Il 24 dicembre Babbo Natale porta i doni messi nella slitta ai bambini. Musiche tradizionali natalizie accompagnano il suo cammino. I bambini vengono avvisati che sta arrivando Babbo Natale dal suono della campanella.

Altre manifestazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Carnevale Occitano - Periodo di Carnevale
  • Passione vivente - Venerdì Santo

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

La cittadina di Guardia Piemontese è gemellata dal 1981 con un comune di forte presenza valdese in provincia di Torino. Il gemellaggio è stato fortemente voluto dal sindaco di allora Vincenzo Perrone per rinsaldare i legami con la terra di origine dei fondatori di Guardia.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Lombarda perché in epoca passata si utilizzava il termine lombardo per indicare un qualsiasi abitante dell'Italia del Nord. Cfr. La Lombardia medievale (sec. VI - XII) da Lombardia Beni Culturali
  3. ^ Anacleto Verrecchia, Giordano Bruno: la falena dello spirito, Editore Donzelli, Roma 2002, p. 43.
  4. ^ Aa.Vv., Rivista contemporanea, Volume 31, Editore Dall'unione tipografco-editrice, Torino 1862, pp. 161-193
  5. ^ Cesare Cantù, Gli eretici d'Italia, Volume 2, Unione Tipografico-Editrice, Torino 1866, p. 359.
  6. ^ R.D. 22 dicembre 1927, n. 2517
  7. ^ Decreto legislativo luogotenenziale 1 febbraio 1945, n. 27, in materia di "Ricostituzione dei comuni di Guardia Piemontese e Acquappesa"
  8. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Guardia Piemontese le ragioni di una civiltà - Indagine sul mondo occitanico calabrese, a cura di Agostino Formica - Comunità Europea - Comune di Guardia Piemontese - 1999
  • Un mistero occitano per il commissario Abruzzese, romanzo storico poliziesco, di Massimo Siviero - Editore Claudiana, Collana Centro Culturale Valdese - Torino 2001
  • Guardia Piemontese - la sua lingua la storia le prospettive culturali - CD - 2001
  • Opuscolo bilingue - Guardia Piemontese storia di un popolo e di una chiesa - Comune di Guardia Piemontese - Assessorato alla Cultura - Finanziamento 482/99 - Annualità 2001
  • 'O libre meu - manuale didattico per l'insegnamento della lingua occitana
  • Quaderno didattico per l'insegnamento efficace delle lingue meno diffuse in Europa - L'occitano di Guardia Piemontese - Comune di Guardia Piemontese - 2001
  • Vocabolario dell'occitano di Guardia Piemontese CD - Comune di Guardia Piemontese - 2004
  • Vocabolario dell'occitano di Guardia Piemontese - Comune di Guardia Piemontese - 2005
  • Breve grammatica dell'occitano di Guardia Piemontese di Hans Peter Kunert - Comune Guardia Piemontese - 2006
  • Gli Ultramontani storia dei Valdesi di Calabria di Enzo Stancati - seconda edizione riveduta, aggiornata e ampliata. Editore Luigi Pellegrini - Cosenza - Finanziato dal Por Calabria 2000/2006 Misura 2.2 - FESR - Assessorato alla Cultura, Istruzione, Università, Ricerca Scientifica e Innovazione Tecnologica. Anno 2008
  • Taliant de la pèire da Garroc - Canti, filastrocche, racconti, indovinelli e proverbi di Guardia Piemontese, Società di Studi Evangelici, Edizioni dell'Orso - Alessandria, Ristampa 2008
  • L'Inquisizione romana e i Valdesi di Calabria (1554-1703) di Pierroberto Scaramella - Editoriale Scientifica - Napoli 1999.
  • I Segni della Storia nei due centri religiosi di Guardia Piemontese di Francesco Samà - Gnisci- Paola 2006
  • Presenze Valdesi nel Mezzogiorno d’Italia (secoli XV-XVII) di Alfonso Tortora - Laveglia, Salerno 2004 (Quaderni della Società di Storia Patria Salernitana, 16)
  • Francesco Samà, Un convento dei domenicani per la restaurazione cattolica a Guardia Piemontese, in Valdismo Mediterraneo, fra centro e periferia: sulla storia moderna dei valdesi di Calabria a cura di Renata Ciacci e Alfonso Tortora, ViVa Liber Edizioni, Nocera Inferiore 2013, pp. 197-223;
  • Mediterraneo, a cura di Renata Ciaccio e Alfonso Tortora, (Cosenza-Arcavacata 25-26 novembre 2011), Nocera Inferiore (SA), ViVa Liber Edizioni 2013, pp. 197-223

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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