Cher (dipartimento)

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Cher
dipartimento
Cher – Stemma Cher – Bandiera
Dati amministrativi
Stato Francia Francia
Regione Blason-fr-en-Region-Centre.svg Centro
Capoluogo Bourges
Presidente del Consiglio generale Jean-Pierre Saulnier (PS)
Data di istituzione 4 marzo 1790
Territorio
Coordinate
del capoluogo
47°05′04″N 2°23′47″E / 47.084444°N 2.396389°E47.084444; 2.396389 (Cher)Coordinate: 47°05′04″N 2°23′47″E / 47.084444°N 2.396389°E47.084444; 2.396389 (Cher)
Superficie 7 235 km²
Abitanti 311 694 (2011)
Densità 43,08 ab./km²
Arrondissement 3
Cantoni 35
Altre informazioni
Fuso orario UTC+1
ISO 3166-2 FR-18
Codice INSEE 18
Localizzazione

Cher – Localizzazione

Sito istituzionale

Lo Cher è un dipartimento francese della regione Centro (Centre). Il territorio del dipartimento confina con i dipartimenti del Loiret a nord, della Nièvre a est, dell'Allier a sud-est, della Creuse a sud, dell'Indre a ovest e del Loir-et-Cher a nord-ovest.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il dipartimento è stato creato durante la Rivoluzione francese, il 4 Marzo 1790, con la legge del 22 dicembre 1789, con parte della provincia di Berry, del Borbonese e del Nivernais.

Dal 1789 al 1930[modifica | modifica sorgente]

Dalla sua creazione alla fine della prima Guerra Mondiale la storia del dipartimento è simile a quella delle altre zone confinanti.

Dal 1930 ad oggi[modifica | modifica sorgente]

I rifugiati spagnoli[modifica | modifica sorgente]

Nella seconda metà degli anni '30 il dipartimento fu meta dei rifugiati spagnoli in fuga dalla guerra civile spagnola. Gli arrivi aumentarono di anno in anno: 120 nel 1936, 965 nel 1937, 162 nel 1938.[1] Dai decreti di Édouard Daladier sul raggruppamento degli stranieri "indesiderabili" (maggio 1938), quelli furono assegnati alla detenzione domiciliare.[2] I 162 spagnoli ancora presenti nello Cher furono raggruppati in due zone di proprietà dello Stato convertite in campi di internamento: le vecchie scuderie dell'esercito francese a Châteaufer e l'Abbazia di Noirlac a Saint-Amand-Montrond.[3] All'inizio del 1939 gli spagnoli presenti erano ancora 55.[4]

Ma ciò che provocò La Retirada, l'emigrazione più consistente degli spagnoli, fu la caduta della Repubblica spagnola. Tra il 30 gennaio e il 9 febbraio 1939 arrivarono allo cher 3 002 rifugiati spagnoli in fuga le truppe di Franco.[4][1] Questi firono trasportati in quattro convogli della stazione Bourges[5] ai sei centri di raccolta aperti in aggiunta a quelli preesistenti:[4][1] il castello de la Brosse a Farges-Allichamps, la fornace dismessa di La Guerche-sur-l'Aubois, un'officina della fabbrica Rétif a Sancoins, una casa a Sancerre, il castello di Vouzeron, il castello dei Trois-Brioux a Charentonnay.

Le tre strutture principali erano i campi di Noirlac, Châteaufer e il castello de la Brosse, che ospitarono fino a 1 400 rifugiati.[5]

Ma questi centri non bastarono, così che fu necessario che altri 60 comuni aprissero ai rifugiati i fienili, le stalle e le case abbandonate, provocando situazioni anche piuttosto insalubri:[6] a Châteaufer, per esempio, vennero creati dei dormitori nelle stalle, alcuni dei quali erano senza porte. A Sancoins l'officina Rétif venne utilizzata, oltre che per ospitare gli spagnoli, anche per una fiera del bestiame.[7]

I rifugiati che arrivavano nello Cher erano per lo più donne e bambini, mentre gli uomini erano tenuti nei campi del sud.[2] Erano tutti tenuti in rigorosa quarantena a causa dei rischi dello scoppio di un'epidemia. Vennero costruiti ospedali di fortuna a Noirlac, con 70 letti, a Châteaufer, con 40, e in altri centri.[8] In primavera ed estate i rifugiati dei centri rurali erano raggruppati nel campo di Châteaufer.[9] Nonostante le agevolazioni e gli incentivi presentati a chi voleva tornare in Spagna, nel dicembre 1939 c'erano ancora 912 Spagnoli e 600 nel febbraio 1940. Alcuni bambini furono portati nell'orfanotrofio di Bourges, evacuato in seguito a causa della minaccia dei bombardamenti a Neuvy-sur-Barangeon del 1945.

La chiusura del campo di Châteaufer era prevista per il 10 Marzo 1940, poi rinviata al 1° giugno. Gli Spagnoli furono così coinvolti nella fuga causata dalla sconfitta dell'esercito francese.[10]

La seconda Guerra Mondiale[modifica | modifica sorgente]

Dopo l'armistizio del 22 giugno 1940, Bourges, Vierzon e La Guerche furono occupate, mentre Saint-Just era attraversata dalla linea di demarcazione tra zona tedesca e Repubblica di Vichy.[11]

Gli ebrei furono schedati a partire dall'estate del 1941, ma il la registrazione venne rapidamente sospesa a causa della mancanza di documenti sufficienti. In autunno c'erano 519 ebrei nella zona non occupata, di cui 175 solo a Saint-Amand-Montrond,[12] mentre gli altri si dividevano tra Le Châtelet, Châteaumeillant, Graçay, Sancoins, Ids-Saint-Roch e Saulzais-le-Potier.[13] Nell'estate del 1942 avvenne un rastrellamento e gli ebrei arrestati furono portati ai campi di Douadic e Nexon, prima di venire condotti in Germania.[12]

Nel giugno 1944 Saint-Amand-Montrond venne presa dalle Forze Francesi dell'Interiore, ma la città fu rapidamente circondata dalla Wehrmacht. I guerriglieri fuggirono a Creuse, portando con sé degli ostaggi: 13 miliziani e 6 delle loro mogli. Le sei donne furono barattate con 60 prigionieri di Saint-Amand, ma i guerriglieri fucilarono gli uomini il 20 luglio. Subito la Polizia di Saint-Amand arrestò 76 ebrei, tra cui 10 bambini, per vendicarsi. Ne tenne 70 in carcere, 36 dei quali furono poi gettati vivi nel pozzo di Guerry a Savigny-en-Septaine.[13]

A memoria di questi eventi si è tenuta una conferenza nel novembre del 2012, e dal 2010 ogni anno delle riunioni annuali commemorano i campi di Châteaufer e Noirlac.[14]

Stemma[modifica | modifica sorgente]

Lo stemma dello Cher rappresenta dei gigli d'oro su campo azzurro, con il bordo rosso ondulato e una striscia orizzontale ondulata d'argento in primo piano.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Carta dello Cher raffigurante città principali, strade e fiumi.

Lo Cher comprendeva un tempo il dipartimento dell'Indre e la regione di Berry. Ora fa parte della regione Centro e confina con i dipartimenti di Indre, Loir-et-Cher, Loiret, Nièvre, Allier e Creuse.

Rilievi[modifica | modifica sorgente]

Il dipartimento si trova ai piedi dell'Auvergne; a est si trovano le colline di Sancerre (434 m), che costeggiano la Loira, a ovest si apre sulla Champagne berrichonne e a nord-ovest sulla Sologne. Il punto più alto è il Magnoux (504 m). Il fiume Cher, all'uscita dal dipartimento, è alla più bassa altitudine di questo, con soli 89 m.

Fiumi principali[modifica | modifica sorgente]

Molti fiumi attraversano il territorio dello Cher, ed i loro nomi si ritrovano all'interno dei toponimi: l'Auron, la Sauldre, lo Yèvre, la Vauvise, lo Cher.

Regioni naturali[modifica | modifica sorgente]

Trasporti[modifica | modifica sorgente]

Due autostrade attraversano lo Cher, la A20 e la A71.

Ci sono tre linee ferroviarie, la Tours-Nevers, la Parigi-Orléans-Limoges e la Bourges-Montluçon.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c Arnold, op. cit.
  2. ^ a b Dreyfus-Armand, op. cit., p. 35.
  3. ^ Sodigné-Loustau, op. cit., p. 42.
  4. ^ a b c Sodigné-Loustau, op. cit., p. 43.
  5. ^ a b Gardant, op. cit., p. 3.
  6. ^ Sodigné-Loustau, op. cit., pp. 42-43.
  7. ^ Dreyfus-Armand, op. cit., p. 39.
  8. ^ Sodigné-Loustau, op. cit., p. 44.
  9. ^ Sodigné-Loustau, op. cit., p. 46.
  10. ^ Sodigné-Loustau, op. cit., p. 47.
  11. ^ Gardant, op. cit., p. 4.
  12. ^ a b Gardant, op. cit., p. 6.
  13. ^ a b Gardant, op. cit., p. 7.
  14. ^ Dupays, op. cit.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Elenco dei comuni del dipartimento

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]