Provincia di Cosenza

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Provincia di Cosenza
provincia
Provincia di Cosenza – Stemma Provincia di Cosenza – Bandiera
Palazzo del Governo, sede della Provincia.
Palazzo del Governo, sede della Provincia.
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Calabria.svg Calabria
Amministrazione
Capoluogo Cosenza
Presidente Mario Gerardo Oliverio (PD) dal 13/06/2004
Territorio
Coordinate
del capoluogo
39°18′00″N 16°15′00″E / 39.3°N 16.25°E39.3; 16.25 (Provincia di Cosenza)Coordinate: 39°18′00″N 16°15′00″E / 39.3°N 16.25°E39.3; 16.25 (Provincia di Cosenza)
Superficie 6 650 km²
Abitanti 713 095[1] (31-03-2013)
Densità 107,23 ab./km²
Comuni 155 comuni
Province confinanti Potenza, Matera, Crotone, Catanzaro
Altre informazioni
Cod. postale 87100
Prefisso 0981, 0982, 0983, 0984, 0985
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 078
Targa CS
Cartografia

Provincia di Cosenza – Localizzazione

Sito istituzionale
Mappa della Provincia di Cosenza

La provincia di Cosenza è una provincia italiana della Calabria. Con un territorio di 6 650 k,[2] è la più estesa provincia calabrese, la quinta provincia in Italia per estensione. Con 713 095 abitanti[1], è inoltre la provincia della Calabria più popolosa, avendo però, una densità abitativa di soli 110,44 abitanti per km².

Il territorio cosentino è piuttosto variegato, caratterizzato da una prevalenza di montagne e colline a dispetto di aree pianeggianti, ma con ampi tratti di costa, ed è suddiviso in 155 comuni. Ospita i principali centri ed enti scientifici e culturali della Calabria, e ha sede presso Arcavacata di Rende l'Università della Calabria, il primo e più grande campus universitario in Italia,[3] nonché il primo e più importante ateneo della regione.

Affacciata ad ovest sul Mar Tirreno e ad est sul Mar Ionio, confina a nord con la Basilicata (Province di Potenza e di Matera), a sud con le Province di Catanzaro e di Crotone.

La provincia di Cosenza corrisponde, grosso modo, ai territori dell'antica provincia di Calabria citeriore, dalla quale ha ereditato anche i simboli.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Calabria Citra e Storia della Calabria.

La provincia calabrese, la più estesa della regione, ha vissuto stratificazioni culturali, le cui tracce sono ancora presenti su tutto il territorio, una storia millenaria ancora oggi visibile attraverso i reperti storici archeologici, i monumenti e i centri storici di tutti i 155 comuni che fanno parte della provincia.

Origini[modifica | modifica sorgente]

I primi insediamenti e presenze umane nella provincia di Cosenza, databili grazie al recupero e al ritrovamento di utensili rudimentali come la selce, ma anche utensili in metallo, riconducono a diverse fasi che vanno dal Paleolitico inferiore, al Neolitico. Vi sono ritrovamenti che, seppur limitati per le trasformazioni dell'ambiente originario, accertano la presenza di gruppi di popolazioni nomade, con attività legate alla caccia e alla pesca.

Grotta del Romito a Papasidero
Paleolitico

Fra i siti più importanti di questa fase, abbiamo Tortora, Praia a mare e Scalea, luoghi dove sono stati ritrovati siti di origine Paleolitica[4]. Altri insediamenti minori, ritrovati sul versante ionico della provincia, si associano ai siti appena citati. I siti più importanti sono posti in aree collinari del nord-est della provincia, di facile raggiungimento, e lungo corsi di acqua dei fiumi interni, quali il fiume Noce ed il fiume Lao. Fra i maggiori siti rinvenuti da scavi archeologici, il più importante resta quello della Grotta del Romito a Papasidero, ove sono state rinvenute incisioni rupestri raffiguranti bovidi[5].

Neolitico

Di questa fase sono stati rinvenuti insediamenti di gruppi che praticano le prime forme di agricoltura e allevamento, con rinvenimenti sul luogo di manufatti in ceramica. Di rilevasnte interesse gli insediamenti preistorici individuati ed in corso di studio da parte della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Calabria in Sila. Molti sono i siti nella quale sono stati rinvenuti interessanti testimonianze, alcune delle quali si sovrappongono al periodo precedente. Le testimonianze riportano le abitudini dei gruppi del luogo, alcune primitive forme di commercio utilizzando la navigabilità dei corsi d'acqua delle aree interne e i primi tracciati rupestri di alcune vie di comunicazione, che collegano le aree collinari con le valli e le coste. Di questo periodo sono le civiltà rupestri che verranno assoggettate e conquistate dalla futura Sybaris. Il periodo del rame, invece, è poco significativo, o per lo meno lo risulta essere dai rinvenimenti e dai reperti trovati nella provincia. La cultura del rame è di derivazione campana e pugliese, ma gli scarsi reperti non riescono a restituire un quadro completo, mentre l'età del ferro è significativa grazie alle testimonianze rinvenute dalle necropoli di Spezzano Albanese e San Lorenzo, stabilimenti di età pre-ellenica[6].

Moneta Bruzia
I Bruzi
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Bruzi.

Età Greca[modifica | modifica sorgente]

Molto rilevante è il periodo ellenico che ha vissuto la provincia di Cosenza insieme a tutta la regione Calabria. Periodo florido, da tutti i punti di vista, economico, politico e sociale, probabilmente il miglior periodo storico, ad oggi, di tutta la provincia. Significative sono i ritrovamenti delle colonie greche che hanno interessato e scritto la storia di questo periodo, e che andremo ad elencare sotto.

Le colonie greche

Il processo di colonizzazione da parte della Grecia verso quella regione che in seguito verrà definita Magna Grecia, comincia nell'VIII secolo a.C. Nella provincia di Cosenza, la colonia greca più importante è stata certamente quella di Sibari, fiorente città e struttura di centri urbani, che raggiunse la popolazione di 300.000 abitanti[7], con diversi centri abitati dislocati lungo la piana omonima, fino alle pendici del Pollino e la costa tirrenica, capace di controllare dunque, l'intera provincia cosentina. Altri centri di rilevata importanza sono Pandosia, città sorta in quella che è adesso il capoluogo di provincia, in un'area interna della Valle del Crati[8], Laos fondata da Sibari e che un tempo sorgeva sulla riva destra del fiume Lao, Scidros (posta tra Cetraro e Belvedere Marittimo), Clampetia (nell'area tra Amantea e San Lucido), Temesa (tra Amantea e Nocera Terinese) e Ursentum (l'attuale Orsomarso). Di minore importanza ma di uguale pregio ed interesse, da citare sono certamente i siti e i centri di Aufugum (l'attuale Montalto Uffugo), Argentanum (l'attuale San Marco Argentano), Bergae, Besidiae (l'attuale Bisignano) e Lymphaeum (l'attuale Luzzi)[7][9].

Lo stato delle colonie e dei centri urbani di questo periodo durerà circa sei secoli, nel corso dei quali varie lotte interne, mutazioni politico-economiche nel Mediterraneo e la presenza dei popoli Bruzi all'interno del territorio provinciale portarono alla scomparsa prima dell'influsso della Grecia su questi territori, e in seguito alla scomparsa delle stesse colonie, che coincisero con l'avvento dei Romani.

Età Romana[modifica | modifica sorgente]

Via Popilia, antica via romana

Il territorio sotto la presenza dei Bruzi, venne ben presto fatto oggetto di attacchi da parte dei Romani, intorno all'inizio del III secolo a.C., che non trovarono grandi ostacoli da parte del popolo Bruzio nonostante il sostegno da parte dell'Impero dell'Epiro e di Pirro, sostegno che si spense con le guerre puniche nel II secolo a.C. Roma mutò drasticamente le condizioni sociali dei centri della provincia, colonizzando ampie parti di territorio, e dominando le antiche colonie presenti, quest'ultime soggetto a sovrapposizioni urbanistiche o edificazioni affiancate alle città preesistenti. La scomparsa della cultura bruzia e l'assimilazione di quella greca, segnarono un confine netto tra il passato e il presente di quel periodo. I romani si concentrarono nello sfruttamento delle risorse e dei minerali (vedi San Marco Argentano), mentre procedette ad un depauperamento del territorio, con l'estinzione dell'agricoltura e di tutte le attività portuali, e delle infrastrutture esistenti, eliminando il vecchio tracciato reticolare che collegava i vari centri interni, sostituendolo con la via Capua-Rhegium nel tratto provinciale della via Popilia-Annia. La via Popilia era una via realizzata a scopi militari, necessaria via di comunicazione per trasportare le risorse accaparrate nei territori occupati, e come collegamento fra i vari centri che stavano sorgendo lungo la stessa strada.

La conseguenza del dominio romano fu soprattutto un totale abbandono delle antiche aree greche, fertili e strategiche sotto il punto di vista delle comunicazioni marine; in seguito si diffusero e svilupparono i centri urbani a mezza costa, più protetti da attacchi via mare, e attigui ad aree collinari facilmente coltivabili, centri urbani che ancora oggi costituiscono l'ossatura generale di praticamente tutti i centri storici urbani costieri della provincia, che solo nell'immediato dopoguerra, svilupparono nuovamente le aree costiere, dopo quasi due millenni di abbandono.

Medioevo[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Impero Bizantino e Normanni .
Gioacchino da Fiore

Il periodo appena successivo alla caduta dell'Impero romano, vide come protagonisti i Bizantini, che occuparono tutta la regione combattendo contro i Barbari, e i Goti che lasciarono ampie tracce del loro passato. Da citare anche i Longobardi che occuparono il nord della provincia per tutto il IX secolo. L'impero Bizantino ebbe comunque, il predominio per molti secoli, e su tutti i centri urbani della provincia. I maggiori centri di questo periodo furono Rossano e Corigliano che ancora oggi conservono ampie testimonianze dell'epoca bizantina, mentre con l'avvento dei Normanni si proseguì l'opera di recupero del territorio, iniziato con i Bizantini dopo la caduta dell'impero romano. Vennero erette importanti fortificazioni militari, ma significative saranno anche le costruzioni religiose di questo periodo, condotto da grandi personaggi.

Dal XIII secolo in poi, la provincia e l'intera regione, subiranno un periodo di declino economico, dovuto essenzialmente alle lotte interne fra i fari livelli di potere, le diverse dinastie che si contenderanno i terreni e i feudi della provincia cosentina.

Il cristianesimo

In questa fase storica, importante e molto influente, fu l'avvento del cristianesimo di tradizione orientale. Giunsero molti monaci provenienti dal medioriente e dal nord dell'Africa, che importarono la cultura orientale della cristianità, ma anche nuovi metodi di coltivazione e di conduzione agricola. Il periodo fu piuttosto florido anche sotto l'aspetto sociale, favorendo l'aggregazione delle culture latine con quelle greche e quelle bruzie. Sorge in questo periodo l'eparchia di Mercurion (sistema urbano di luoghi di culto) e vengono edificati complessi religiosi di grande rilievo, specie nelle aree ioniche della provincia.

I principali ordini religiosi di questa fase sono quelli dei Benedettini, dei Certosini e dei Cistercensi, di quest'ultimo ordine si stacco in seguito il ramo della riforma Florense. Tra le figure di spicco, in ambito religioso abbiamo invece San Nilo da Rossano, Gioacchino da Fiore da Celico e San Francesco da Paola, in ambito scientifico e filosofico invece spiccano le figure di Bernardino Telesio, mentre il reggino Tommaso Campanella insieme ad altri esimi studiosi, scienziati ed umanisti, daranno vita all'Accademia Cosentina.

Storia moderna[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Aragonesi.

L'età moderna comincia con un periodo di forte incertezza, proseguendo dunque il percorso lasciato con il medioevo. Gli Aragonesi dovettero far fronte alla proteste contadine represse con la forza dalle truppe guidate da Ferdinando I d'Aragona. Difficile fu la ripresa economica nonostante vani tentativi di sostegno ad iniziative imprenditoriali. In questo periodo da evidenziare è l'arrivo di un forte contingente di profughi albanesi che daranno vita a numerose località, ancora oggi presenti sul territori, che seppero mantenere la cultura arbëreshë e le caratteristiche delle popolazioni che le fondarono. Si intensificano le strutture militari e si rinforzano quelle esistenti, a difesa da parte degli Aragonesi, della provincia minacciata dagli ottomani e dai francesi, oltreché ancora da lotte feudatarie interne.

La sconfitta dei francesi per mano degli spagnoli, segnarono l'avvento dei napoletani, con Napoli vicereame spagnolo, in territorio regionale, con la Calabria che passa ad essere una provincia del Regno di Napoli, cosa che comportò l'ennesima crisi economica e sociale della provincia cosentina. Il territorio cosentino, venne utilizzato solo a scopo militare, tant'è che in questo periodo vennero eretti numerose torri di guardia a difesa del regno di Napoli. Vi furono inoltre, alcuni episodi di crudele barbarie, atti di pulizia etnica con la cacciata degli ebrei dal regno e lo sterminio delle popolazioni valdesi di Guardia Piemontese, episodi risalenti entrambi alla metà del ‘500.

Da aggiungere anche due devastanti terremoti presenti e ricordati negli annali del regno, ossia il terremoto del 27 marzo 1638 e quello del 1659, oltre ad una serie di pestilenze e carestie che decimano costantemente la popolazione. In ambito artistico, si afferma Giovanni Francesco Donadio detto il "Mormando", architetto e organaro, nativo di Mormanno sommo caposcuola e padre del Rinascimento a Napoli ed il pittore cinquecentesco Pietro Negroni.

Storia contemporanea[modifica | modifica sorgente]

Fucilazione dei Fratelli Bandiera

La fase contemporanea inizia con gli impegni politici e amministrativi dettati da Carlo III di Spagna, che tentò di promuovere un miglioramento nel campo agricolo. Il lavoro di ripresa di questa attività verrà poi continuato da Ferdinando IV. Per poter promuovere le opere necessarie ad un rinnovamento nell'economia agricola, i vari governatori non si fecero scrupoli nell'utilizzare le ingenti risorse possedute dalla curia calabrese, un ingente patrimonio, tanto ingente da far ritenere necessaria l'istituzione di un ente gestore, la Cassa Sacra (fine XVIII secolo), ente attuato in concomitanza con un nuovo tragico terremoto, quello del 1783. L'esproprio dei beni ecclesiastici aveva lo scopo di risanare l'economia della provincia e della Calabria intera, procedendo unitamente con una distribuzione più equa della proprietà fondiaria. La riforma purtroppo non ottenne gli effetti sperati.

Il governo francese cercò di riorganizzare l'assetto civile della provincia, eliminando il feudo, ma dovettero fare i conti con il fenomeno del brigantaggio, che imperverso in tutta la regione, ed anche nella provincia, specie in Sila. I Borboni ritornarono al potere e cercarono di limitare il progetto di restauro civico intrapreso dai francesi, con la conseguenza di continui conflitti sociali e politici. Si alimentarono le prime speranze rivoluzionarie, segnate dalla tragedia della spedizione dei fratelli Bandiera. Nel 1860 Garibaldi in Calabria, e con l'Unità d'Italia si diede avvio ad una repressione fortissima del brigantaggio. La provincia di Cosenza venne formalizzata l'anno successivo, e così appare oggi come allora, con gli stessi confini e le stesse città.

In ambito architettonico, la provincia visse un periodo altalenante. Il Barocco sarà l'architettura che condizionerà lo stile di molti edifici e luoghi di culto. Iniziato il secolo precedente, il barocco, di chiara influenza napoletana si affermerà nei centri principali della provincia, in particolar modo a Mormanno e a Morano Calabro, centri che sforneranno grandi interpreti dell'architettura barocca, come i pittori Francesco Oliva, Angelo e Genesio Galtieri nativi di Mormanno attivi fra Lucania e Calabria. Nel campo della pittura emergeranno alcuni ottimi interpreti, tra i quali il rendese Cristoforo Santanna e soprattutto Mattia Preti, catanzarese originario di Taverna, considerato il più grande pittore calabrese di ogni epoca, uno dei maggiori esponendi di quest'arte di tutto il Seicento[10], che affrescherà molti edifici religiosi della provincia. Purtroppo la provincia non virà il periodo florido del secolo precedente, ma si assisterà ad un assestamento delle strutture già esistenti.

Simboli[modifica | modifica sorgente]

Stemma della Provincia di Cosenza
Gonfalone della Provincia di Cosenza

Lo stemma[11], approvato con Decreto reale del 7 marzo 1938, ha la seguente descrizione:

« D'argento alla croce di nero potenziata»

Il gonfalone è stato approvato con deliberazione del Consiglio Provinciale n. 43 del 3 giugno 1991.

Lo stemma condivide la presenza della croce con gli stemmi delle province di Reggio Calabria, Catanzaro e Vibo Valentia; è formato dallo scudo sul quale solitamente vengono figurate le armi, di forma sannitica quadrato ma in basso smussato ed aguzzo in punta, con sfondo in colore argento. La croce nera rappresenta il valore dei Crociati Calabresi che, sotto la guida di Boemondo Duca di Calabria, parteciparono alla liberazione di Gerusalemme. Lo scudo centrale presenta intorno gli accartocciamenti e i fregi tipici della foggia antica delle Province.

Sopra lo scudo vi sta la corona, simbolo di sovranità, di forma ducale senza i simboli classici del ramo di quercia e di alloro, questi ultimi posti ai lati dello scudo, in quanto lo stemma della provincia di Cosenza, come per altre province, non conserva le forme stabilite per le Province, ma rientra nelle concessioni speciali, o meglio nell'art. 95 del R.d. n. 651 approvato il 7 giugno del 1943.

Istituzione

La provincia di Cosenza venne istituita con un decreto del 2 gennaio del 1861.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Il Pollino

Territorio[modifica | modifica sorgente]

Fanno parte del territorio provinciale la catena del Pollino (2248 m) a nord, la catena costiera dell'Appennino Paolano sul Tirreno, l'Orsomarso e il massiccio montuoso della Sila. Vi sono numerosi valli, le principali sono, la Valle Crati, e la Valle del Savuto, ed un'area pianeggiante, quella di Sibari. Sono presenti tre grandi laghi artificiali, Cecita-Mucone, Arvo e Ampollino, ed altri di minori dimensioni. Il fiume più lungo della regione Calabria è il Crati, che partendo dalla Sila, attraversa l'omonima la valle, dove è situato il capoluogo, Cosenza, e la piana di Sibari per sfociare nel mar Ionio. Vi sono da citare certamente il Golfo di Policastro, a nord/ovest al confine con la Basilicata tirrenica, e il golfo di Sibari, a nord/est che comprende la costa della piana di Sibari fino al confine con la Basilicata ionica.

La superficie territoriale è suddivisa in 3.604 km2 di montagna, 2.696 km2 di collina e 352 km2 di pianura. La provincia ha anche 228 km di coste[2], divise quasi equamente fra i mari del Tirreno e dello Jonio, sulle quali sono presenti numerose località balneari.

Passi e valichi

Riportiamo i principali passi e valichi delle quattro conformazioni montuose che si trovano nel territorio provinciale.

Monti

Riportiamo i principali monti delle quattro conformazioni montuose che si trovano nel territorio provinciale.

Idrografia[modifica | modifica sorgente]

Fiumi

Riportiamo i principali corsi d'acqua che scorrono nel territorio provinciale.

Fiume o torrente Zona geografica Lunghezza (km)
Coscile Pollino 50
Crati Sila Greca 91
Esaro Sila Greca 47
Lao Pollino 51
Lese Sila piccola 43
Mucone Sila Grande - Greca 57
Neto Sila Grande - Piccola 80
Trionto Sila Greca 40
Savuto Sila Grande 48
Laghi

Riportiamo i principali bacini idrici presenti sul territorio provinciale.

Nome lago Zona geografica Portata (in milioni di )
Lago Ampollino Sila Piccola 68
Lago Arvo Sila Grande 84
Lago Ariamacina Sila Grande 10
Lago Cecita Sila Grande 121
Lago dell'Esaro Piana di Sibari 1
Lago del Savuto Sila Grande 1
Lago di Tarsia Sila Greca 20
Lago Votturino Sila Grande vuoto non più in funzione
Cosenza e il fiume Crati
Lago Cecita


Clima[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione meteorologica di Bonifati, Stazione meteorologica di Calopezzati, Stazione meteorologica di Cosenza e Stazione meteorologica di Monte Scuro.

Il clima della provincia presenta molte differenze climatiche fra i centri e le aree della costa, e le aree più interne. Le catene montuose presenti sul territorio, incidono sulle condizioni climatiche e le precipitazioni delle aree pianeggianti e dei rilievi minori, facendo della provincia di Cosenza, una delle aree più piovose del meridione e dell'Italia Intera.

Foreste della Sila con il lago Arvo e Lorica sullo sfondo

Il clima si caratterizza per autunni, inverni e primavere molto piovose, ma con clima miti in pianura e sulle coste, ed estati piuttosto secche. Le valli principali, le aree interne del Pollino e quelle della Sila, presentano le prime, condizioni climatiche condizionate da forti tassi di umidità, e le seconde, temperature tipiche montane.

In base alle indicazioni della Stazione meteorologica di Cosenza abbiamo: precipitazioni medie annue si aggirano sui 881,2 mm, con minimo in estate e picco in autunno-inverno[12]

COSENZA Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 11,7 12,5 15,5 18,9 24,4 29,2 32,8 33,1 28,3 22,9 16,7 12,9 12,4 19,6 31,7 22,6 21,6
T. min. mediaC) 3,3 3,2 4,9 7,3 11,7 15,3 17,9 18,0 14,8 11,1 7,1 4,4 3,6 8,0 17,1 11,0 9,9
Precipitazioni (mm) 120,0 104,3 92,8 73,2 45,6 19,8 13,3 20,9 47,0 100,8 131,5 111,8 336,1 211,6 54,0 279,3 881,0

Economia[modifica | modifica sorgente]

Patata

Agricoltura[modifica | modifica sorgente]

L'agricoltura è, come nel resto della regione, il settore più importante sia per numero di occupati che di aziende. Ampie sono le aree della provincia nella quale l'agricoltura è predominante sul resto del paesaggio, ed ampie sono le coltivazioni tipiche del luogo. Le aree interne, dalle piane alle valli alle aree pedemontane, fino alle valli montane della Sila, si prestano bene a varie forme di produzione agricola, offrendo un ventaglio di prodotti ricco e variegato.

Produzione agricola
Clementine

Molte son quindi le aree interessate dall'agricoltura. La piana di Sibari è il cuore pulsante di questo settore: gli agrumeti sono il campo primario della piana, che produce circa il 55% delle clementine italiane[13], fregiate tra l'altro di marchio DOP. Le valli quali la valle del Savuto e la valle del Crati, sono ricche di vigneti e di piantagioni di alberi da frutta. Importanti sono le coltivazioni di ulivo presenti nelle valli, e nelle aree pedemontane ai piedi del Pollino e della Sila, che ben si prestano alla coltivazione dell'ulivo, con distretti alimentari attivi in questo settore, una produzione ottimale con prodotti riconosciuti nel mercato nazionale ed internazionale, come fra i migliori del mondo[14], così come da alcuni decenni si sono affermati nobili vitigni che garantiscono la produzioni di alcuni vini D.O.C. quali il Donnici e il Savuto[15]. Negli anni consorzi agricoli insieme alle varie istituzioni, stanno cercando di ottenere ulteriori marchi IGP e DOP, per alcuni prodotti prettamente indigeni. Ricordiamo fra questi la Clementina di Calabria, e la Patata silana. Molto diffusi sono anche i prodotti caseari, prodotti sia nell'areale della Sila che nella zona di Campotenese ai piedi del Pollino, con la produzione dei prodotti tipici locali, specie del Caciocavallo Silano.

Pesca ed Allevamento
Il porto di Corigliano

Il settore ittico è un settore importante e molto diffuso nell'intera provincia, visto soprattutto il numero consistente di centri urbani, alcuni fra i più grandi dell'intera regione, sviluppati lungo le due coste dello Ionio e del Tirreno. Fra i centri più importanti di questo settore, vi sono Corigliano Calabro e Rossano sulla costa ionica, Paola e i paesi dell'alto Tirreno, sul Tirreno.

Per quel che concerne l'allevamento questo è praticamente diffuso su tutto il territorio, dalla costa all'aree montane. In quest'ultime aree si concentra maggiormente l'allevamento bovino, mentre nelle zone collinari della provincia e sulla costa è diffuso l'allevamento di ovini e caprini e di animali domestici di razza avicola (polli e tacchini).

Industria e Commercio[modifica | modifica sorgente]

Attività commerciali

L'industria è il settore che più di altri ha avuto nel corso del tempo uno sviluppo a macchia di leopardo su tutto il territorio. Attività industriali di un certo rilievo si trovano solo in alcune aree della provincia, mentre altre aree, specie le zone più interne, che soffrono della carenza di infrastrutture adeguate, presentano attività più che altro artigianali. La provincia è priva di distretti industriali; questo ha comportato la mancanza del know-how necessario ad uno sviluppo industriale con basi più solide su tutto il territorio. Non mancano rilevanti attività industriali, sia nel campo dell'industria alimentare che nei settori di industria pesante (fonderie, e industria chimica), quest'ultimi nell'area urbana di Cosenza, e nell'area Corigliano-Rossano

Energia

Il settore energetico occupa una parte consistente dell'industria cosentina. Oltre alle centrali idroelettriche realizzate nei primi decenni del secolo scorso, site nei comuni di Acri e San Giovanni in Fiore, e le nuove centrali idroelettriche di Tarsia, vi sono altre infrastrutture energetiche di rilievo, come la centrale a gas di Rossano, di proprietà dell'Enel. Il settore delle fonti energetiche rinnovabili è in crescita, grazie alla creazione di parchi eolici realizzati nella valle del Crati e nella piana di Sibari. Il mercato dell'energia nel complesso, è un settore ancora in crescita nella provincia cosentina.

Terziario e Servizi[modifica | modifica sorgente]

Centro commerciale nell'area urbana di Cosenza

Quello del terziario e dei servizi è il settore più in crescita, conseguente ad un travaso di lavoratori da parte del settore manifatturiero verso questo settore. Il polo urbano di Cosenza con il suo hinterland è il maggiore centro erogatore di servizi. Un secondo polo urbano di una certa importanza è quello di Rossano - Corigliano sulla costa ionica. Cosenza e il suo hinterland forniscono pressoché tutti i servizi principali della provincia, oltreché servizi avanzati collocati soprattutto nella cittadina di Rende. I principali centri urbani della provincia offrono comunque tutti i servizi primari necessari per i comprensori territoriali che gravitano intorno ad essi.

Turismo
La spiaggia di Paola

Il turismo della provincia di Cosenza è il più variegato fra quello delle province calabresi, poiché all'ormai consolidato turismo estivo delle località marittime e a quello culturale e religioso dei principali centri interni la provincia di Cosenza ha oramai da molti anni acquisito anche un turismo montano pressoché annuale, che, se pur presente nelle altre province calabresi, resta per quest'ultime un settore minore rispetto a quello della provincia di Cosenza.

Fra le località marittime più importanti vanno segnalate: Praia a mare, Diamante, Belvedere Marittimo, Scalea, Cetraro, Paola, Fuscaldo, Fiumefreddo Bruzio ed Amantea sulla costa tirrenica, Trebisacce, Rossano, Corigliano, Mirto e Cariati sulla costa ionica. I centri urbani culturali e religiosi nelle aree interne sono:Mormanno, Castrovillari, Rocca Imperiale, Morano Calabro, Altomonte, Acri, San Giovanni in Fiore, San Marco Argentano e Bisignano. Le località turistiche montane più importanti sono: Camigliatello Silano, Lorica, Fago del Soldato e Silvana Mansio.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Autostrade e strade principali

Le Principali arterie che attraversano la provincia sono:

Ferrovia
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Rete ferroviaria della Calabria.
Stazione di Camigliatello Silano

Il sistema ferroviario della provincia si divide in:

I tratti ferroviari di competenza statale sono i tratti costieri tirrenici e quelli ionici, ed 4 tratti interni. Il primo va dalla stazione di Praja-Ajeta-Tortora a quella di Campora San Giovanni frazione di Amantea, mentre il secondo va dalla stazione di Marina di Rocca Imperiale fino alla stazione di Cariati. I tratti interni sono la Ferrovia Cosenza-Sibari e la Ferrovia Paola-Cosenza.

I tratti di competenza regionali, sono la Ferrovia Cosenza-Catanzaro Lido che collega i due capoluoghi, la Ferrovia Cosenza-Camigliatello-San Giovanni in Fiore che è una trasversale.

Inoltre va segnalata una tratta ferroviaria mai completata, ossia la Ferrovia Lagonegro-Castrovillari-Spezzano Albanese.

Trasporto marittimo

La provincia di Cosenza possiede un reticolare sistema portuale. Fra i porti principali vi sono quello di Corigliano, e quello di Sibari. Quest'ultimo è un porto turistico, chiamato "Laghi di Sibari".

La provincia di Cosenza non ha sul proprio territorio, aeroporti. Sarebbe prevista la realizzazione di uno scalo aereo, nella Piana di Sibari, ma il progetto è fermo da anni[16]

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica sorgente]

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

Il Santuario di Paola
Architetture religiose a Cosenza
  • Duomo di Cosenza, costruito agli inizi del Duecento, caratterizzato da numerosi interventi di consolidamento e ristrutturazione a causa dei numerosi danni riportati a seguito di vari terremoti; realizzato in stile romanico, fu modificata profondamente la facciata. L'edificio venne consacrato il 30 gennaio 1222 alla presenza dell'imperatore Federico II di Svevia e dell'arcivescovo monaco scrivano cistercense Luca Campano, autore dell'edificio.
  • Chiesa di San Domenico, con rosone romanico di pregevole fattura;
Architetture religiose in provincia
Abbazia Florense a San Giovanni in Fiore
Basilica del Beato Angelo d'Acri
  • Santuario di San Francesco di Paola, sito fuori il centro urbano di Paola, in una zona collinare posta sopra la cittadina tirrenica; costruito nel XVI sec. ha subito numerosi interventi sia di ampliamento, che di consolidamento e ristrutturazione; ospita parte delle spoglie del Santo;
  • Madonna del Pettoruto a San Sosti, eretto come grangia nel 1274 ad iniziativa dell’abbazia cistercense di Acquaformosa, dopo successive manomissioni fu restaurato negli anni ’20;

Architetture civili[modifica | modifica sorgente]

Architetture civili a Cosenza
Architetture civili in provincia

Architetture militari[modifica | modifica sorgente]

Architetture militari a Cosenza
  • Castello Normanno-Svevo, sorge sul colle Pancrazio, colle che domina tutto il centro storico della città bruzia; il castello ha subito nel corso dei secoli numerosi rimaneggiamenti;
Castelli in provincia
  • Castello di Belmonte Calabro a Belmonte Calabro, edificato verso il 1270, oggi rimangono i ruderi e i resti della vecchia fortezza; l'edificio fu eretto dal Maresciallo del Regno Drogone di Beaumont, e subì numerose aggiunte architettoniche come le mura di cinta nel 1500;
  • Castello Giannone di Calopezzati; del XII secolo; originariamente era una semplice fortezza difensiva, venne poi trasformato in castello residenziale;
Castello di Roseto Capo Spulico
  • Castello della Valle di Fiumefreddo Bruzio, antico e maestoso castello normanno che domina la costa e l’ampia vallata, fu fondato nel 1201. Nel 1536 il feudo di Fiumefreddo venne donato da Carlo V d'Asburgo al marchese Ferdinando De Alarçon-Mendoza. Oggi dopo un restauro di quasi 10 anni ha riacquistato la sua inequivocabile bellezza e dall'estate 2012 è aperto ai visitatori;[1]
  • Castello ducale di Corigliano Calabro, sito nel centro storico della cittadina ionica, arroccato sopra il promontorio che domina la frazione di Schiavonea e parte della Piana di Sibari; costruito nel 1073 ad opera di Roberto il Guiscardo, il castello è stato recentemente ristrutturato ed oggi viene utilizzato per esposizioni artistiche e manifestazioni[22];
  • Castello normanno di Malvito, di origini longobarde, venne poi mutato dai Normanni;l'edificio è posto sull'estrema sommità della collina malvitana, dominando tutto l'abitato;
  • Castello ducale di Montegiordano, costruito nel 1600 come fortezza residenziale da parte della famiglia Pignone del Carretto; oggi dopo un profondo restauro si presenta in ottime condizioni;
  • Castello Svevo di Rocca Imperiale, fortezza e residenza fatta costruire da Federico II; fu poi ampliata e riadattato nella seconda metà del XVI secolo ad opera di Alfonso d'Aragona, con elementi tipici delle fortezze spagnole; oggi è di proprietà comunale, oggetto di un profondo restauro, dopo che fu ampiamente depauperato di tutti i suoi elementi architettonici, verso la fine del XIX secolo;
  • Castello angioino di San Lorenzo del Vallo del XVI secolo; fatto erigere dalla famiglia degli Alarcon, a scopo residenziale; nel 1978 venne dichiarato "Bene di interesse storico-artistico"; in stato di abbandono da circa 30 anni, il castello ha subito un processo di degrado che lo ha reso inagibile; attualmente è chiuso ai visitatori;
Torre normanna di San Marco Argentano
Torri di guardia
  • Torre di Fiuzzi a Praia a Mare, eretta su un faraglione della scogliera di Fiuzzi alto 15 metri, su cui era già presente una torre angioina;
  • Torre del Soffio a Paola, torrione edificato nella prima metà del XVI secolo, oggi adibita a faro per la navigazione. Deve il suo nome alla posizione arroccata su di un poggio particolarmente esposto alle sferzate di vento comuni in Autunno su tutto il territorio.
Moneta incusa ritrovata nel parco archeologico di Sibari

Siti archeologici[modifica | modifica sorgente]

Aree naturali[modifica | modifica sorgente]

Sila innevata

La provincia di Cosenza accoglie nel suo territorio, due Parchi nazionali e 11 Aree naturali protette (Riserve naturali).

I parchi nazionali sono:

Gole del Raganello
Riserve naturali

Infine vi è anche una Riserva naturale regionale che è la Riserva naturale Tarsia.

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Biblioteche[modifica | modifica sorgente]

Università e istruzione[modifica | modifica sorgente]

Sul territorio provinciale è presente l'Università della Calabria. L'università ha sede ad Arcavacata, frazione di Rende. È un campus universitario con il complesso universitario realizzato negli anni settanta fuori da centri abitati, con la possibilità di realizzare residenze per gli studenti, adiacenti all'università.

Musei[modifica | modifica sorgente]

Lupo della Sila, opera di Mimmo Rotella, Museo Bilotti
Musei di Cosenza
  • Galleria nazionale, con sede nel Palazzo Arnone, storico palazzo di Cosenza; è una pinacoteca che custodisce opere del XVI e XVII secolo, mentre parte del museo è utilizzato per manifestazioni e gallerie temporanee specie di arte contemporanea;
  • Museo all'aperto Bilotti, comprende un tratto di Corso Mazzini, antico corso e strada commerciale più importante di Cosenza; il museo conserva statue ed opere donate da privati; il museo è in continua fase di allestimento e dunque non ancora terminato;
  • Museo Civico Archeologico;
  • Museo dei Brettii e degli Enotri;
  • Museo delle "Rimembranze";
Musei in provincia[27]
Museo civico d'arte contemporanea Silvio Vigliaturo
Museo archeologico di Sibari
  • Castrovillari
    • Pinacoteca "Andrea Alfano"
    • Museo Civico Archeologico
    • Museo di Arte Sacra
  • Civita
    • Museo Etnico "Arbereshe"
  • Corigliano Calabro
    • Museo Internazionale "Raccolta di arte presepiale"
    • Museo Minimo
  • Frascineto
Costumi tradizionali Arbëreshë
    • Museo delle Icone e della Tradizione Bizantina
    • Museo del Costume Arbereshe
  • Grimaldi
    • Museo della Civiltà Contadina del Savuto
  • Guardia Piemontese
    • Museo della Civiltà Contadina
  • Laino Borgo
    • Mostra Permanente della "Giudaica" e Raccolta di Minerali
  • Maierà
    • Museo del Peperoncino
  • Morano Calabro
    • Centro Studi Naturalistici del Pollino "Il Nibbio"
    • Museo di Storia dell'Agricoltura e della Pastorizia
  • Praia a Mare
    • Museo Comunale
  • Rende
Museo civico e MAON di Rende
Polo Museale, C.I.S.G. e Abbazia Florense
  • Saracena
    • Museo di Arte Sacra
  • Scalea
    • Antiquarium Torre Cimalonga
  • Trebisacce
    • Museo "Ludovico Noia" Arte Olearia e Cultura Contadina, sito nel Centro Storico in Via dei Massari
  • Vaccarizzo Albanese
    • Mostra Permanente del Costume "Arbereshe"

Altri enti culturali[modifica | modifica sorgente]

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

La tabella seguente riporta l'evoluzione del numero dei residenti nella provincia dal 2001 al 2007[31][32]:

Anno Residenti
2001 733 368
2002 733 142
2003 734 073
2004 732 615
2005 730 395
2006 727 694
2007 732 072
2008 733 508

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

Al 31 dicembre 2008 nel territorio provinciale di Cosenza risultano essere iscritti 15.031 stranieri, ripartiti in 6.346 uomini e 8.685 donne[33].

Di sotto sono riportate le comunità con più di 100 persone:

Qualità della vita[modifica | modifica sorgente]

Anno Qualità della Vita (Sole 24 Ore) Rapporto Ecosistema Urbano (Legambiente) Ecosistema Bambino (Legambiente)
2008 85ª posizione (+5) 33ª posizione (-1) 54ª posizione (+6)
2009 89ª posizione (-4) 45ª posizione (-12) non presente

Lingue e dialetti[modifica | modifica sorgente]

Nella provincia di Cosenza viene parlato il dialetto cosentino, parte del calabrese, tranne nei numerosi paesi dell'Arbëria di Calabria, 20 comuni e 7 frazioni, dove viene parlata la lingua arbëreshë, antica lingua albanese parlata nell'Albania meridionale. Nella comunità di Guardia Piemontese si parla invece il Guardiolo, un dialetto occitano portato dai Valdesi provenienti da Bobbio Pellice (TO) nel XI-XIII secolo per fuggire alle persecuzioni religiose in Piemonte.

Dialetto cosentino
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Dialetto cosentino.

Il dialetto cosentino fa parte del dialetto calabrese, parlato nella città di Cosenza e nel territorio della provincia di Cosenza. È caratterizzato da una parlata morbida e di ampio respiro, con la lettera "T" sostituita con la "D". In provincia il dialetto è influenzato dalla vicinanza con le altre regioni: si ha quindi un dialetto maggiormente simile al lucano nei paesi che si affacciano sulla costa tirrenica e sull'alto versante ionico.

Lingua albanese
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Lingua arbëreshë.

La lingua albanese (e non dialetto) è parlata dalla popolazione d'etnia albanese (Arbëreshë) in molti paesi della provincia, specie in quelli ai piedi del Pollino. La lingua albanese è ancora ampiamente parlata dalla minoranza etno-linguistica albanese, e, insieme alle tradizioni culturali e religiose d'origine, mantiene ancora fermamente la lingua madre albanese. Questa popolazione si è insediata in Calabria nel Medioevo, quando intere famiglie albanesi dovettero abbandonare la madre patria e fuggire dall'Albania a causa dell'invasione turca ottomana e alle conseguenti persecuzioni politico-religiose, rifugiandosi in tutta l'Italia meridionale.

Religione[modifica | modifica sorgente]

Nella provincia di Cosenza la religione maggiormente diffusa è il Cristianesimo, nella maggior parte nella confessione cattolica. Sono molto numerosi i fedeli di rito greco-bizantino, della minoranza etnica e linguistica albanese. Come nel resto d'Italia sono comunque presenti altre minoranze religiose, quali musulmane, ebree e ortodosse. Nel territorio provinciale si estendono l'arcidiocesi di Cosenza-Bisignano, la diocesi di Cassano allo Ionio, l'Eparchia di Lungro, l'arcidiocesi di Rossano-Cariati e la diocesi di San Marco Argentano-Scalea. Il totale delle parrocchie registrate nelle diocesi della provincia ammontano a 319[34].

Qualità della vita[modifica | modifica sorgente]

Secondo la ricerca de Il Sole 24 ORE sulla qualità della vita nelle province italiane, la provincia di Cosenza nel 2009 si è collocata all'89º posto (la seconda provincia calabrese dopo quella di Catanzaro), perdendo quattro posizioni rispetto all'anno precedente.[35]

Anno Qualità della Vita (Sole 24 Ore)
2004 91º (-5)
2005 84º (+7)
2006 87º (-3)
2007 90º (-3)
2008 85º (+5)
2009 89º (-4)

Media[modifica | modifica sorgente]

Quotidiano
Quotidiani
Rivista
Riviste-Periodici
Televisiore
TV
Radio
Radio

(Edizioni di Cosenza e provincia):

Cinema[modifica | modifica sorgente]

La provincia di Cosenza in passato è stata scarsamente protagonista di set cinematografici, se si escludono alcuni importanti pellicole girate sulle montagne della Sila quali Il lupo della Sila, e Il brigante Musolino. A Cosenza e sul Tirreno Cosentino nel 2009 è stato girato il film "Vorrei vederti ballare" interpretato dal cast formato da Alessandro Haber, Gianmarco Tognazzi, Giuliana De Sio, Paola Barale, Chiara Chiti, Adriana Toman, Giulio Forges Davanzati, Franco Castellano[36]. Nel 2011 nella zona dell'alto Tirreno cosentino tra Praia a Mare e Fiumefreddo Bruzio viene girato in quattro settimane il film "La Moglie Del Sarto" del regista Massimo Scaglione con la partecipazione di Maria Grazia Cucinotta nelle vesti di protagonista, Marta Gastini, Anna Prete, Tony Sperandeo, Carlo Fabiano e Pietro Delle Piane. [2] Dal 2007 ogni anno nel capoluogo silano ad aprile si svolge il festival "La Primavera del Cinema Italiano- Premio Federico II", un evento la cui principale connotazione è quella di promuovere il cinema del nostro Paese con particolare attenzione all'incontro diretto con i protagonisti dello spettacolo filmico, le loro proposte, le manie e i miti. La manifestazione si chiude con la cerimonia di consegna del Premio Federico II (statuetta che rappresenta l'ottagono, simbolo della storia della città di Cosenza)[37]. Anche Diamante è spesso scelta come location per film cinematografici, fiction e programmi televisivi. Tra i lungometraggi ricordiamo:

Teatro[modifica | modifica sorgente]

teatro Rendano e Piazza XV marzo

La provincia di Cosenza ospita i seguenti teatri:

Cucina[modifica | modifica sorgente]

La cucina della provincia cosentina, si rifà sostanzialmente alla tradizione regionale. Ampio è l'uso dei prodotti della terra, mentre a tavola a far da padrone è il maiale e tutti i suoi derivati. Nella zone costiere ampio e vario è l'utilizzo di prodotti ittici, mentre nelle aree interne montane si possono assaggiare piatti a base di cacciagione.

Vino[modifica | modifica sorgente]

La produzione di vino, eccelle solo in alcune aree provinciali, in particolare tra la Valle del Crati e il Savuto. I vini doc della provincia sono, per ordine geografico:

Comuni[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Armoriale dei comuni della provincia di Cosenza.

Appartengono alla provincia di Cosenza i seguenti 155 comuni:

Comuni più popolosi[modifica | modifica sorgente]

Nella tabella sottostante vengono proposti i comuni con più di 10.000 abitanti, in ordine di popolosità:

Comuni provincia di Cosenza
Stemma Comune Residenti Superficie (km²) Densità (ab/km²)
Cosenza-Stemma.png Cosenza 70 081 37,24 1880,96
Corigliano Calabro-Stemma.png Corigliano Calabro 40 516 196 206,70
Rossano-Stemma.png Rossano 38 461 149 256,19
Rende-Stemma.png Rende 35 502 55 642,25
Castrovillari-Stemma.png Castrovillari 22 560 130,18 173,06
Acri-Stemma.png Acri 21 230 202,04 105,33
Montalto Uffugo-Stemma.png Montalto Uffugo 20 795 78,43 260,55
San Giovanni in Fiore-Stemma.png San Giovanni in Fiore 18 066 279,45 64,69
Cassano allo Ionio-Stemma.png Cassano all'Ionio 17 577 154 114,16
Paola (Italia)-Stemma.png Paola 16 878 42 401,71
Amantea-Stemma.png Amantea 13 934 33,16 419,84
Scalea-Stemma.png Scalea 10 937 22,03 490,64
Bisignano-Stemma.png Bisignano 10 484 85 123,41
Castrolibero-Stemma.png Castrolibero 10 325 11 942,72
Cetraro-Stemma.png Cetraro 10 128 65,67 154,43

Comunità montane[modifica | modifica sorgente]

Le caratteristiche orografiche dei territori della Provincia, essendo tendenzialmente montagnosi, hanno incentivato il costituirsi di aggregazioni comunali in Comunità Montane. Praticamente tutti i centri delle aree più interne fanno parte di Comunità Montane. Nonostante alcune modifiche avvenute per decreto regionale sull'ordinamento e il riassetto delle comunità montane calabresi, quelle della Provincia di Cosenza, sono rimaste pressoché immutate, salvo pochi cambiamenti, come ad esempio, l'esclusione di Trebisacce dalla Comunità Montana Alto Ionio.

Le Comunità Montane della Provincia di Cosenza sono:

Denominazione Zona geografica Sede amministrativa Mappa
Comunità Montana Alto Jonio Alto Jonio cosentino alle pendici della catena del Pollino a confine con la Basilicata Trebisacce-Stemma.png

Trebisacce

Comunità Montana Alto Jonio.png
Comunità Montana Appennino Paolano La Catena Costiera che separa la Valle del Crati con la costa Tirrenica calabrese Paola (Italia)-Stemma.png

Paola

Comunità Montana Appennino Paolano.png
Comunità Montana Dorsale Appenninica Alto Tirreno Parte terminale della Catena Costiera fino alle pendici sud-est del Massiccio del Pollino Verbicaro-Stemma.png

Verbicaro

Comunità Montana Dorsale Appenninica Alto Tirreno.png
Comunità Montana Greca Destra Crati Area settentrionale della Sila Greca che scende fino alla Valle del Crati Acri-Stemma.png

Acri

Comunità Montana Greca Destra Crati.PNG
Comunità Montana Media Valle Crati Valle del Crati a nord del capoluogo cinta dalla catena costiera a sinistra e la Sila a destra Mendicino-Stemma.png

Mendicino

Comunità Montana Savuto.png
Comunità Montana del Pollino Dorsale meridionale della catena del Pollino versante calabrese, che abbraccia molti paesi di lingua Arbëreshë Castrovillari-Stemma.png

Castrovillari

Comunità Montana Pollino.PNG
Comunità Montana Savuto Valle del Savuto Montalto Uffugo-Stemma.png

Montalto Uffugo

Comunità Montana Media Valle Crati.png
Comunità Montana Serre Cosentine Aree e paesi facente parte delle Serre Calabresi posti a sud di Cosenza a confine con la Provincia di Catanzaro Rogliano-Stemma.png

Rogliano

Comunità Montana Serre Cosentine.png
Comunità Montana Sila Greca La parte orientale della Sila Greca, fino ad abbracciare i comuni che scendono sullo ionio Rossano-Stemma.png

Rossano

Comunità Montana Sila Greca.png
Comunità Montana Silana Cuore della Sila Grande, comprendente le principali vette quali Botte Donato e Montenero, e i principali villaggi turistici dell'acrocoro calabrese, quali Camigliatello Silano e Lorica Spezzano Piccolo-Stemma.png

Spezzano Piccolo

Comunità Montana Silana.png
Comunità Montana Unione delle Valli Area posta fra l'appennino meridionale e l'appennino calabrese, che congiunge il Pollino con la Catena Costiera Malvito-Stemma.png

Malvito

Comunità Montana Unione delle Valli.png

Aree urbane[modifica | modifica sorgente]

Un tratto di Viale Parco "Giacomo Mancini". L'arteria collega Cosenza con Rende e Montalto Uffugo

Con il Piano strategico Cosenza-Rende e area urbana 2008-2020[41], compreso nel PSU (Piano di Sviluppo Urbano) Cosenza-Rende[42], si è dato avvio al processo che porterà all'istituzione di una nuova area urbana chiamata "Grande Cosenza" che comprenderà i comuni di Cosenza e Rende in primis, e i comuni di Castrolibero, Montalto Uffugo, Mendicino e Dipignano in seconda fase. Sono giunte a tale decisione le amministrazioni, dopo che, dall'immediato dopoguerra, tutta l'area a valle dell'antico nucleo storico di Cosenza, ha subito un fortissimo processo di urbanizzazione.

Il Piano Strategico intende svilupparsi su una prospettiva di medio e lungo periodo, con una visione dell'area urbana Cosenza-Rende incentrata lungo due direttrici (o poli), quello di Cosenza (con servizi, istruzione e cultura) e quello di Rende (università, innovazione e ricerca). Essa è il risultato di un graduale processo di conurbazione iniziato negli anni sessanta che ha dato origine all'attuale città policentrica che si estende senza soluzione di continuità (un continuum urbano di edifici, piazze, infrastrutture, residenze e servizi accessori) nei comuni di Cosenza-Rende[43].

In programma vi è anche la pianificazione di un secondo livello (o anello) economico-urbano, che configurerebbe le relazioni con il resto dell'interland di Cosenza, allo scopo di realizzare un bacino urbano completo, che si configuri nel miglior modo possibile con il resto del territorio, divenendo un'eccellenza in ambito interregionale e nazionale.

Sport[modifica | modifica sorgente]

Calcio[modifica | modifica sorgente]

Nessuna squadra appartenente ad un comune della provincia, ha disputato la massima categoria calcistica. La squadra di maggior blasone è il Cosenza Calcio che ha militato per circa 20 anni in serie B, sfiorando in alcune occasioni, la promozione in serie A. Altre squadre calcistiche di rilievo sono il Rende Calcio, e il Castrovillari Calcio, che hanno giocato nei campionati di serie C1 e C2.

Pallavolo[modifica | modifica sorgente]

La più importante squadra di pallavolo in provincia è la Volley Corigliano, formazione che ha militato in Serie A1.

Impianti sportivi

L'impianto sportivo più capiente della provincia è lo Stadio San Vito di Cosenza, con 25.000 posti a sedere; altri impianti sportivi a Cosenza sono il Pala Ferraro sito in via Popilia, il Palazzetto dello sport di via Casali, e il Palazzetto dello sport di Donnici.

In provincia i maggiori impianti sportivi sono:

Ovovia di Camigliatello Silano
Località sciistiche

La provincia accoglie sul proprio territorio alcune località sciistiche, le più importanti delle quali, realizzate sull'altopiano della Sila. Queste sono:

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Dato Istat al 31/03/2013
  2. ^ a b Provincia di Cosenza, 2008, op. cit., 20.
  3. ^ sito dell'Unical.
  4. ^ Arena, 2008, op. cit., 58.
  5. ^ Reina, 1989, op. cit., 3.
  6. ^ Arena, 2008, op. cit., 59-60.
  7. ^ a b Reina, 1989, op. cit., 7.
  8. ^ Oggi sembra che la città di Pandosia si faccia risalire all'attuale Acri
  9. ^ Arena, 2008, op. cit., 60.
  10. ^ Mattia Preti il Cavalier Calabrese. URL consultato il 30 giugno 2010.
  11. ^ Dal sito della Provincia di Cosenza. URL consultato il 15 giugno 2010.
  12. ^ http://www.cosenzameteo.altervista.org/?page_id=16 Tabelle e grafici climatici
  13. ^ A Sibari gli stranieri lavorano nei campi, gli italiani incassano | Linkiesta.it
  14. ^ Dal sito "Frantoio biz". URL consultato il 15 ottobre 2010.
  15. ^ vedi anche Vini DOC della provincia di Cosenza su Wikipedia.it.
  16. ^ Progetto dell'aeroporto di Sibari. URL consultato il 17 giugno 2010.
  17. ^ Parrocchia di Santa Maria Assunta a Bisignano. URL consultato il 15 ottobre 2010.
  18. ^ Santuario della Madonna di Costantinopoli a Papasidero. URL consultato il 15 ottobre 2010.
  19. ^ Dal sito Vivere Fiumefreddo. URL consultato il 30 giugno 2010.
  20. ^ Il castello di Belvedere Marittimo. URL consultato il 15 giugno 2010.
  21. ^ Il castello di Castrovillari. URL consultato il 15 giugno 2010.
  22. ^ Il castello ducale di Corigliano Calabro. URL consultato il 15 giugno 2010.
  23. ^ Il castello di Crosia. URL consultato il 15 giugno 2010.
  24. ^ Il castello di Sangineto. URL consultato il 30 giugno 2010.
  25. ^ Torre di Rienzo. URL consultato il 30 giugno 2010.
  26. ^ Torre di Guardia a Guardia Piemontese. URL consultato il 30 giugno 2010.
  27. ^ Lista musei della provincia di Cosenza. URL consultato il 22 giugno 2010.
  28. ^ Museo Vigliaturo. URL consultato il 15 giugno 2010.
  29. ^ Museo Diocesano. URL consultato il 15 giugno 2010.
  30. ^ Museo della liquirizia. URL consultato il 15 giugno 2010.
  31. ^ Elaborazione su dati Istat. URL consultato il 15 ottobre 2010.
  32. ^ Elaborazione su dati Istat. URL consultato il 15 ottobre 2010.
  33. ^ Cittadini stranieri secondo Demo Istat 2008. URL consultato il 15 giugno 2010.
  34. ^ CCI - Dati Istituto Sostentamento per il clero 2006. URL consultato il 20 agosto 2010.
  35. ^ Qualità della vita 2009 - Il Sole 24 ORE. URL consultato il 10 agosto 2010.
  36. ^ Sito vivaCinema
  37. ^ La Primavera del Cinema Italiano
  38. ^ Cinema teatro Metropol. URL consultato il 15 giugno 2010.
  39. ^ Stagione teatrale 2008 Teatro San Marco. URL consultato il 15 giugno 2010.
  40. ^ Amphiteacri. URL consultato il 15 giugno 2010.
  41. ^ Comunicato Stampa Comune di Cosenza
  42. ^ Comunicato stampa Regione Calabria
  43. ^ Rete aree urbane calabresi

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Provincia di Cosenza, Il Bilancio Sociale della Provincia di Cosenza 2008, a cura delle Provincia di Cosenza, Cosenza (Cs), 2008.ISBN non esistente
  • Francesco Arena, La Bella Terra – Paesaggi, Arte, Luoghi, gente nella Provincia di Cosenza, Cosenza (Cs), Collana Europa Mezzogiorno Mediterraneo, 2008.ISBN non esistente
  • Gaetano Reina, La Calabria, Milano (Mi), Mursia editore, I ed. 1989.ISBN non esistente
  • A.A. V.V. in Augusto Placanica (a cura di), Storia della Calabria Medievale - i quadri generali, Roma, Gangemi, 2001, ISBN 88-492-0206-7.
  • A.A. V.V. in Simonetta Valtieri (a cura di), Storia della Calabria nel Rinascimento, Roma, Gangemi, 2002, ISBN 88-492-0351-9.
  • A.A. V.V. in Augusto Placanica (a cura di), Storia della Calabria Moderna e Contemporanea, Roma, Gangemi, 1992, ISBN 88-7448-320-1.

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