Serra Dolcedorme

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Serra Dolcedorme
Il versante settentrionale di serra Dolcedorme (dalla cima meridionale di Serra delle Ciavole).PNG
Il suggestivo versante settentrionale di serra Dolcedorme, con la caratteristica forma ad U della fossa del Lupo (nella foto a destra).
Stato Italia Italia
Regione Basilicata Basilicata

Calabria Calabria

Provincia Potenza Potenza

Cosenza Cosenza

Altezza 2.267 m s.l.m.
Catena Massiccio del Pollino
Coordinate 39°53′39.55″N 16°12′57.06″E / 39.89432°N 16.21585°E39.89432; 16.21585Coordinate: 39°53′39.55″N 16°12′57.06″E / 39.89432°N 16.21585°E39.89432; 16.21585
Altri nomi e significati Pollino

Parco Nazionale del Pollino

Mappa di localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Serra Dolcedorme

1leftarrow.pngVoce principale: Massiccio del Pollino.

Serra Dolcedorme, con i suoi 2.267 metri, costituisce la cima più elevata del massiccio del Pollino oltre che dell'arco appenninico meridionale.

Il confine tra Basilicata e Calabria, seguendo la cresta della sella Dolcedorme (1.970 m) - che divide l'omonima serra dalla vetta del Pollino - prosegue sull'anticima del versante nord-occidentale (2.247 m), per poi discendere sulla cresta nord della montagna. La vetta vera e propria è spostata subito più a sud, in territorio calabrese.

Molto ripido il versante meridionale, che si getta nella piana di Sibari, caratterizzato da una grandiosa parete, la più imponente dell'Italia meridionale.

Il versante lucano, segnato dall'ampia curva arcuata che dai 2.247 metri dell'anticima nord-occidentale digrada bruscamente verso i 1.872 metri del passo delle Ciavole, racchiude la conca della fossa del Lupo, uno dei circhi glaciali più imponenti del massiccio, alla cui base si stende il vasto e luminoso altopiano denominato piano di Pollino. Quest'ultimo, con la più alta piana del Pollino e col più basso piano di Toscano, va a costituire i più noti piani di Pollino.

Glacialismo[modifica | modifica sorgente]

Il suo attuale profilo risulta fortemente modellato dall'azione di antichi ghiacciai[1], le cui tracce più evidenti si rinvengono sul versante nord-occidentale, con la conca denominata fossa del Lupo, antica zona di accumulo delle masse ghiacciate che alimentavano l'imponente ghiacciaio del Frido.

I ghiacciai in ritiro, oltre ai depositi morenici, hanno abbandonato massi di notevoli dimensioni, i cosiddetti massi erratici. Caratteristici perché isolati e lontani da probabili punti di caduta, sono facilmente osservabili sui piani di Pollino e di Acquafredda ad un'altitudine compresa tra i 1.800 e i 2.000 metri di quota.

Nevai stagionali, alcuni dei quali, di notevoli dimensioni, fondono del tutto solo in avanzata stagione estiva, sono presenti su tutte le vette più alte del massiccio, quindi anche sulla lunga e acuminata cima del Dolcedorme. Sul monte Pollino, tuttavia, nell'avvallamento immediatamente a sud rispetto alla cima, nei pressi di un'antica dolina, ne sorge uno[2] che è facile scorgere anche a fine agosto[3][4]. Il 9 ottobre 2010 presso il suddetto nevaio è stato installato un rilevatore di temperatura per un monitoraggio diretto del microclima[5].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ http://www.guidepollino.com/geologia.htm
  2. ^ Nevaio del Pollino: estate 2010 | Naturalmente Pollino Blog
  3. ^ http://forum.meteotriveneto.it/viewtopic.php?f=10&t=16111
  4. ^ Vi presento il nevaio perenne più meridionale... - Pagina 2
  5. ^ Al via monitoraggio nevaio Pollino | Naturalmente Pollino Blog

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • G. Braschi, Sui sentieri del Pollino, Edizioni Il Coscile.
  • A. Bavusi, G. Settembrino, Il Parco nazionale del Pollino, WWF, 1992.
  • L. Troccoli, E. Pisarra, In cammino sul Pollino, Edizioni Prometeo, 1996.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]