Rossano (Italia)

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Rossano
comune
Rossano – Stemma
Rossano – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Calabria.svg Calabria
Provincia Provincia di Cosenza-Stemma.png Cosenza
Amministrazione
Sindaco Giuseppe Antoniotti (PdL) dal 15/05/2011
Territorio
Coordinate 39°34′00″N 16°38′00″E / 39.566667°N 16.633333°E39.566667; 16.633333 (Rossano)Coordinate: 39°34′00″N 16°38′00″E / 39.566667°N 16.633333°E39.566667; 16.633333 (Rossano)
Altitudine 270 m s.l.m.
Superficie 149 km²
Abitanti 36 876[1] (31-12-2013)
Densità 247,49 ab./km²
Frazioni Piragineti, Amica
Comuni confinanti Calopezzati, Corigliano Calabro, Crosia, Cropalati, Longobucco, Paludi
Altre informazioni
Cod. postale 87067, 87068
Prefisso 0983
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 078108
Cod. catastale H579
Targa CS
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti rossanesi
Patrono san Nilo da Rossano
Giorno festivo 26 settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Rossano
Posizione del comune di Rossano all'interno della provincia di Cosenza
Posizione del comune di Rossano all'interno della provincia di Cosenza
Sito istituzionale

Rossano (IPA: [rosˈsaːno][2]), noto anche erroneamente come Rossano Calabro, è un comune italiano di 36 876 abitanti[1] della provincia di Cosenza in Calabria.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

La città di Rossano si trova nella fascia orientale della piana di Sibari tra la Sila e la costa ionica. Il territorio comprende anche parte delle alture che precedono la Sila e il comune fa parte della Comunità montana Sila Greca e ne ospita la sede.

Il territorio comprende terreni di diversa origine geologica, con caratteristiche differenti (rocce, argille, sabbie), alle quali corrispondono diversi tipi di flora. Dal punto di vista paesaggistico dominano le culture arboree (oliveti, agrumeti e frutteti). In zone prossime alla costa sono inoltre presenti pioppeti. Esistono nel territorio due alberi di quercia monumentali (una farnia e una Quercus virgiliana).

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Mese Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 16 16 16 23 27 35 35 35 32 24 19 16 16 22 35 25 24,5
T. min. mediaC) 10 10 12 16 16 26 29 29 22 16 12 10 10 14,7 28 16,7 17,3

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Rossano trae il suo nome dal greco "rusion" (che salva) e "acron" (promontorio, altura) da cui derivano le versioni medioevali “Ruskia” o “Ruskiané” o “Rusiànon”; dal nome della famiglia romana alla quale potrebbe essere stato affidato il governo del “Castrum” e che avrebbe dato il nome di “Roscianum” al centro urbano. Si presume sia stato fondato dagli Enotri intorno al XI secolo a.C.,passò sotto il controllo magno-greco (VII-II secolo a.C.) e successivamente divenne l'avamposto romano nel controllo della Piana di Sibari e nell'infruttuoso tentativo di conquista dei territori montuosi della Sila, allora occupati dai Bruzi. Nel II sec. l'imperatore Adriano vi costruì un porto capace di accogliere 300 navi. Tra il 540 ed il 1059 Rossano visse una fase di grande splendore sociale, artistico e culturale sotto il dominio dei Bizantini: la sua posizione strategica la rese appetibile meta di conquista da parte di numerosi invasori (Visigoti, Longobardi, Saraceni) ma non fu mai espugnata. Importante centro politico-amministrativo dell'Impero di Bisanzio, in qualità di centro militare nel 951-952 fu sede dello Stratego e si guadagnò il titolo, ancor oggi in uso, de "La Bizantina". Le numerose testimonianze artistiche ed architettoniche di quel periodo le valsero inoltre l'appellativo di "Ravenna del Sud".

Nei secoli successivi passò prima sotto il dominio dei Normanni (10591190) e poi degli Svevi (1190 - 1266) conservandosi città regia e quindi libera università, fino alla politica di infeudazione seguita dagli Angioini (1266 - 1442), e poi dagli Aragonesi (14421504) e dagli Spagnoli (1504 - 1714), quindi proseguita sotto il viceregno austriaco (17141738) e con i Borbone (17381860). Ne furono feudatarie le famiglie Ruffo, Marzano, Sforza di Milano, Aldobrandini e per ultimi i Borghese di Roma, per successione di Olimpia Aldobrandini principessa di Rossano, e vi rimasero tali fino alla fine della feudalità (1806 nel Regno di Napoli ); Bona Sforza d'Aragona, Regina di Polonia e Granduchessa di Lituania, dal 1524, in successione di sua madre Isabella, fu anche Principessa di Rossano e Duchessa di Bari.

Alla fine del XVIII secolo, Rossano entrò a far parte della breve esperienza della Repubblica Napoletana (1799) e durante il decennio francese (1806 - 1815), abolita la feudalità, ebbe un crescita politica e sociale, pregiudicata, però, dal devastante terremoto del 1836. Già sotto il decennio divenne Capoluogo di Distretto (28 Comuni), sede di Sottointendenza, Capoluogo di Circondario e sede del Giusticente; con l'unità fu sede di Tribunale 1865, di Corte d’Assise 1875 e del Distretto Militare e dal 1894 al 1926 sede di Sotto-Prefettura. Ancora nella seconda metà dell’800, fu centro di numerosi circoli culturali e produsse vari giornali e periodici; nel 1876 fu inaugurata la ferrovia Jonica e, dopo qualche anno, beneficiò della prima illuminazione elettrica e delle prime centrali termoelettriche della Calabria.

Nel '900 Rossano ha vissuto tutte le vicende che hanno caratterizzato la vita politica e sociale del Meridione ed in definitiva dell'Italia intera: la Resistenza e le lotte di Liberazione, l’emigrazione, la ricostruzione della vita civile e democratica ed infine l'aspettativa del benessere sociale e materiale.

A partire dagli anni 50 del '900, la città, come altre in Calabria, essendosi sviluppata in passato nell'entroterra per proteggersi al meglio dai nemici, con la nascita della stazione ferroviaria ha cominciato ad espandersi verso la zona costiera. Col passare del tempo, la zona costiera della città si è evoluta sempre di più, dando spazio ad un abitato costituito prevalentemente da edifici moderni e condomini. Questa situazione ha portato i residenti ad abbandonare la parte più antica del paese, il vero e proprio centro storico, per andare a vivere nella zona più moderna e densamente abitata. Attualmente il centro storico è chiamato Rossano alta o Rossano Vecchia, mentre la zona costiera della città è denominata Rossano Scalo o Rossano Stazione (in riferimento al fatto che la stazione si trova, come precedentemente detto, nella parte nuova della città). Rossano Alta sta vivendo un grave rischio di spopolamento, in concomitanza al fatto che, oltre ad essere abitata prevalentemente da persone anziane, gli unici posti realmente frequentati sono il municipio, il liceo classico e la sede della polizia municipale (tuttavia una sede è ubicata a Rossano Bassa).

Per queste ragioni, quasi tutti i negozi, i posti di svago e di passeggio, le scuole, l'ufficio anagrafe e molte altre funzioni si trovano per lo più a Rossano Scalo.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Oltre ai numerosi palazzi gentilizi disseminati in numerose proprietà private, nel Centro Storico di Rossano è possibile visitare:

  • La Cattedrale di Maria Santissima Achiropita
  • La Chiesa di San Nilo voluta dalla principessa di Rossano Olimpia Aldobrandini (XV secolo) in onore della città che diede i natali a San Nilo, fondatore dell'abbazia greca di Grottaferrata, santo venerato dalla chiesa cattolica e da quella ortodossa.
  • L'Oratorio di San Marco
  • La Chiesa di S. Bernardino (XV secolo): in stile tardo-gotico, fu la prima chiesa Cattolica della città ed ospita il sepolcro di Oliverio di Somma (1536) con la statua del defunto ed un Crocifisso ligneo del XVII secolo.
  • La Chiesa della Panaghìa (X secolo): così denominata in onore di "Maria Tutta Santa", è un altro esempio di architettura religiosa bizantina nel cui abside si conservano tracce di almeno due fasi pittoriche, con un affresco più antico raffigurante San Basilio ed un frammento del XIV secolo che ritrae San Giovanni Crisostomo.
  • La Chiesa di San Francesco di Paola (tardo XVI secolo): con un portale rinascimentale ed un chiostro.
  • La Chiesa di Santa Chiara (XVI secolo): voluta dalla Principessa Bona Sforza.
  • Il Museo Diocesano, con il Codex Purpureus Rossanensis, evangeliario greco del VI secolo di origine mediorientale in pergamena porpora e foglia oro.
  • Il museo della liquirizia.

Nei dintorni invece si trovano:

  • L'Abbazia di Santa Maria del Patire (XI-XII secolo): immersa nel verde delle colline, conserva splendidi pavimenti a mosaici arabeggianti, l'abside in stile normanno ed un antico portale ligneo. Fu fondata dal monaco e sacerdote San Bartolomeo di Simeri verso il 1095 sulle rovine di un oratorio[3]
  • La Torre Sant'Angelo (XVI secolo) è un antico edificio militare fatto fortificare da Bona Sforza tra il 1543 ed il 1564, all'interno del cui complesso mercantile si trova un ottimo esempio di fondaco perfettamente conservato.
Madonna Achiropita

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[4]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La principale squadra di calcio della città è l'A.S.D. Audace Rossanese che milita nell'Eccellenza Calabria. I colori sociali sono: il celeste ed il giallo.

L'altra squadra di calcio della città è l'A.S.D. Piragineti che milita nel girone A rossanese di 3ª Categoria. I colori sociali sono: il bianco ed il verde.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Fiere:

  • S. Angelo (ultima domenica di maggio e prima di dicembre)
  • S. Maria delle Grazie (8-9 settembre)

Estate Rossanese:

  • nei mesi di luglio ed agosto culminante nella Festa di Ferragosto o dell'Achiropita, rinomata anche per i lunghi e spettacolari fuochi pirotecnici di mezzanotte
  • Festa "Maria Stella del Mare" sul Lungomare S. Angelo

Persone legate a Rossano[modifica | modifica wikitesto]

Cittadinanza onoraria[modifica | modifica wikitesto]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Gli anni cinquanta hanno coinciso con la crescita demografica, principalmente dovuta all'afflusso dai centri minori circostanti ed allo sviluppo dei servizi e delle attività commerciali, con conseguente boom dell'edilizia. Nel 1977 entra in funzione una centrale termoelettrica, alimentata ad olio combustibile e finalmente si riesce a dare lavoro all'intero comprensorio. L'economia locale ruota principalmente intorno all'agricoltura ed alla produzione di olio extravergine di oliva (varietà "Dolce di Rossano"). Altre attività di una certa rilevanza sono la produzione della liquirizia con la Fabbrica Amarelli, sede anche di un Museo della Liquirizia, la pesca, l'itticoltura, le produzioni lattiero-casearie, la lavorazione del legno, del vetro, delle pelli, del ferro battuto, il restauro di mobili d’arte, il ricamo, l'artigianato e numerose attività commerciali. Da tempo, inoltre, le amministrazioni susseguitesi puntano ad una forte riqualificazione turistica ed al potenziamento delle strutture ricettive. Tutt'oggi ha la sua zona industriale S. Irene, dove sono numerose le attività industriali (Cartiera, Legnami, ecc).

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat al 31/12/2013
  2. ^ DiPI Online - Dizionario di Pronuncia Italiana. URL consultato l'8 giugno 2013.
  3. ^ Santi, beati e testimoni
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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